martedì 2 maggio 2017

La mente, la testa di legno e il consulente del lavoro alleati per 'fregare' l'Inps. Tutti denunciati per associazione a delinquere.


I Carabinieri di Anzola Emilia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bologna, hanno denunciato tre italiani, un 54enne nato a Ragusa, un 61enne nato a Montefiorino (MO) e un 64enne nato a Serramazzoni (MO), per associazione a delinquere.
I fatti hanno avuto inizio qualche tempo fa, nel corso di un accertamento amministrativo che i Carabinieri di Anzola Emilia stavano svolgendo sul conto di un magrebino che risultava lavorare come facchino presso una società cooperativa del luogo emesistente. I militari si sono insospettiti e analizzando i documenti ufficiali del Registro delle Imprese hanno scoperto che oltre al magrebino, vi erano altre decine di cittadini extracomunitari, perlopiù magrebini e ghanesi residenti in Valsamoggia, che avevano stipulato un contratto di lavoro con la società cooperativa intestata al 54enne (la testa di legno). Dato che l’impresa non esisteva, o almeno, esisteva solo virtualmente, i contratti di lavoro erano fittizi e creati al solo scopo di ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno e indebite erogazioni da parte dell’INPS, per un totale di circa 200.000 euro. Così, in base all’Art. 316 ter. del Codice Penale, “Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”, 35 extracomunitari sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per aver percepito importi superiori a 3.999,96 euro e altri 23, avendo percepito importi inferiori, sono stati sanzionati amministrativamente. Oltre al predetto 54enne sono indagati per associazione a delinquere anche un 61enne, consulente del lavoro regolarmente iscritto all’albo, e un 64enne che in veste di intermediario, avrebbe intessuto i rapporti tra il fittizio datore di lavoro e il libero professionista.
Quanto scoperto dai Carabinieri di Anzola Emilia potrebbe essere soltanto una fetta di una torta di più ampie proporzioni.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

1 commento:

Anonimo ha detto...

Questi 58 africani si sono già integrati nel sistema italiano, pensavate venissero per lavorare davvero? E tutti gli altri in attesa del taxi-traghetto sulle spiagge libiche?

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