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lunedì 3 aprile 2023

Sequestro per 8 milioni di euro a una società bolognese che opera nel commercio di carburante.

 L’importo  è stato parametrato all’ammontare complessivo delle accise evase. Implicate  112 persone.

 

La Guardia di Finanza ha scoperto la frode messa in atto da  una società protagonista  di un’articolata attività dolosa  architettata da un sodalizio criminoso con la complicità di diverse imprese con sede sul  territorio nazionale.

Ciò ha previsto la confisca obbligatoria, anche “per equivalente”, dei beni che costituiscono il profitto o il prezzo dei delitti in materia di accise commessi a partire dal mese di ottobre del 2019.

L’adozione della misura cautelare è l’esito di un’accurata indagine condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bologna, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica - Dott. Marco IMPERATO e culminata nella denuncia di 112 persone, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati in materia di accise e tributari, nonché di riciclaggio, auto riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti.

Dalle complesse indagini, durate più di 3 anni, è emerso che la società bolognese, formalmente gestita da un soggetto privo di competenze nel settore dei prodotti petroliferi e apparentemente domiciliata presso la sede di un business center, ha sistematicamente sfruttato la licenza di esercizio di un distributore di gasolio situato nella provincia di Barletta-Andria-Trani, tanto da diventare il vero e proprio cardine dello strutturato disegno illecito. L’impresa, infatti, nella veste di “destinatario registrato” - figura, prevista e disciplinata dalla normativa di settore, che identifica gli operatori autorizzati a ricevere prodotti in “regime di sospensione”, vale a dire per i quali l’imposta non è ancora stata versata - ha acquistato 15 milioni di litri di gasolio dai depositi di prodotti petroliferi coinvolti nella frode, per un controvalore di 8 milioni di euro, da destinare “cartolarmente” a uso motopesca, comparto per il quale vige un regime fiscale di esenzione da imposte, evadendo, nel complessivo arco temporale oggetto di indagini, oltre 9 milioni di euro di accise, di cui 8 milioni, evasi a partire dal mese di ottobre del 2019, sottoponibili a confisca alla luce del richiamato D.L. n. 124 del 2019. È stato infatti appurato che, anziché raggiungere l’impianto di distribuzione pugliese per il rifornimento dei pescherecci (di fatto inattivo), l’enorme quantitativo di carburanti è stato ceduto in contrabbando, a prezzi decisamente più appetibili rispetto a quelli di mercato (1 euro in meno circa al litro, rispetto al valore dei prezzi praticati negli ultimi 3 anni e mezzo), a molteplici soggetti, ai quali è stato ascritto il reato di ricettazione per averlo impiegato per usi diversi da quelli beneficiari dell’esenzione fiscale.

martedì 2 maggio 2017

La mente, la testa di legno e il consulente del lavoro alleati per 'fregare' l'Inps. Tutti denunciati per associazione a delinquere.


I Carabinieri di Anzola Emilia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bologna, hanno denunciato tre italiani, un 54enne nato a Ragusa, un 61enne nato a Montefiorino (MO) e un 64enne nato a Serramazzoni (MO), per associazione a delinquere.
I fatti hanno avuto inizio qualche tempo fa, nel corso di un accertamento amministrativo che i Carabinieri di Anzola Emilia stavano svolgendo sul conto di un magrebino che risultava lavorare come facchino presso una società cooperativa del luogo emesistente. I militari si sono insospettiti e analizzando i documenti ufficiali del Registro delle Imprese hanno scoperto che oltre al magrebino, vi erano altre decine di cittadini extracomunitari, perlopiù magrebini e ghanesi residenti in Valsamoggia, che avevano stipulato un contratto di lavoro con la società cooperativa intestata al 54enne (la testa di legno). Dato che l’impresa non esisteva, o almeno, esisteva solo virtualmente, i contratti di lavoro erano fittizi e creati al solo scopo di ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno e indebite erogazioni da parte dell’INPS, per un totale di circa 200.000 euro. Così, in base all’Art. 316 ter. del Codice Penale, “Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”, 35 extracomunitari sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per aver percepito importi superiori a 3.999,96 euro e altri 23, avendo percepito importi inferiori, sono stati sanzionati amministrativamente. Oltre al predetto 54enne sono indagati per associazione a delinquere anche un 61enne, consulente del lavoro regolarmente iscritto all’albo, e un 64enne che in veste di intermediario, avrebbe intessuto i rapporti tra il fittizio datore di lavoro e il libero professionista.
Quanto scoperto dai Carabinieri di Anzola Emilia potrebbe essere soltanto una fetta di una torta di più ampie proporzioni.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

mercoledì 21 novembre 2012

Patente 'facile' se hai la controfigura.



ESAME DI GUIDA CON ‘CONTROFIGURA’: I CARABINIERI ESEGUONO QUATTRO ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE. IN MANETTE ANCHE UNA FUNZIONARIA DELLA MOTORIZZAZIONE CIVILE DI BOLOGNA.

Chi aveva difficoltà a comprendere le regole del codice della strada e doveva affrontare l’esame per la patente con scarse possibilità di successo poteva sempre contare su una ‘controfigura’ capace e ben preparata in grado quindi di affrontare con eleganza la prova teorica. Ecco, come per magia,  veniva superato senza patema il tanto temuto esame e la patente si concretizzava con qualche timbro.
I ‘benefattori e i beneficiati’ non avevano però fatto i conti con  il Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di San Giovanni in Persiceto che, sotto la direzione del P.M., Dott.ssa Rossella Poggioli, hanno voluto vederci chiaro.
I militari,  insospettiti da strani rapporti tra una funzionaria della Motorizzazione Civile di Bologna  ed i titolari di una autoscuola di Medicina (con sedi in Imola, Borgo Tossignano e Medicina e Castel San Pietro Terme), hanno avviato con discrezione le investigazioni per verificare se, come pareva, vi era in atto una ‘combine’ per la sostituzione dei candidati (soprattutto stranieri) che l’autoscuola presentava per i test teorici di guida con un’altra persona, estremamente preparata.
Identificata la funzionaria in questione, Marina RAIMO (una 55enne nata a Roma ma residente a Castenaso), responsabile dell’ufficio patenti e sinistri della MCTC di Bologna e, periodicamente, ‘sovrintendente’ agli esami di guida (teorici e pratici), sono poi stati  svelati gli inganni dell’illecita organizzazione.
La RAIMO, il cui incarico era proprio di verificare l’identità dei candidati e consegnare loro un badge magnetico che consente di accedere alle postazioni e redigere i test, comunicava, con un preavviso di circa 2 settimane, i suoi turni di esame ai titolari della scuola guida MA.BO. srl : Giuseppe MASI Giuseppe 61enne di Casteguelfo residente a Castel S. Pietro Terme e Moreno BORTOLOTTI 55enne nato e residente a Castel S. Pietro T.
La MA. BO. prenotava così in quei giorni via web i propri candidati (la prenotazione è possibile solo in via telematica, pertanto la conoscenza preliminare era indispensabile).
Gli esaminandi (quasi tutti stranieri, sia uomini che donne) venivano poi indistintamente sostituiti da una donna moldava, Ecaterina BELOSOUV, 44enne di Bouldoresti residente ad Argenta. La Belosouv incontrava i titolari dell’autoscuola nel parcheggio della Motorizzazione e riceveva i documenti dei candidati, necessari a presentarsi al test (copia documento d’identità, certificato medico, richiesta di iscrizione su prestampato).
Per sviare eventuali indagini, la moldava e BORTOLOTTI, o MASI, utilizzavano un linguaggio in codice per fissare gli appuntamenti, fingendo incontri clandestini (sono entrambi sposati ma non hanno, di fatto, alcuna relazione sentimentale con lei): il titolare dell’autoscuola poteva infatti  passarle materialmente la cartella del vero candidato solo poco prima della sessione d’esame e lo scambio avveniva così normalmente nelle immediate vicinanze della MCTC.
La ‘controfigura’, favorita dalla funzionaria compiacente, si presentava al posto dei veri candidati a sostenere le prove teoriche.
La chiamata nell’ufficio della funzionaria avveniva tramite il cognome dei candidati, pertanto nessuno poteva notare che era una donna a rispondere al posto di un uomo. La moldava, regolarmente impiegata in una casa di cura, veniva ‘normalmente attivata’ da uno dei titolari dell’autoscuola con qualche giorno d’anticipo sulla data degli esami, ma teneva costantemente in auto vari cambi d’abito per poter far fronte ad eventuali emergenze: la sostituzione era accompagnata infatti da veloci camuffamenti (con parrucche e occhiali) e cambi d’abito, operati dalla moldava nella propria autovettura nel parcheggio della Motorizzazione, così da riuscire a sostituire anche 3-4 candidati in una sola mattinata.
Gli scambi del denaro pattuito per le prestazioni della RAIMO avvenivano nel suo ufficio, dove riceveva il MASI che le portava la classica ‘bustarella’.
 Sono stati circa 50 i casi di sostituzione di persona accertati fra metà febbraio ed il 14 novembre 2012.
Relativamente al giro d’affari dell’organizzazione, gli investigatori hanno stimato che la patente ‘facilitata’ costava agli iscritti 2.500 euro, a fronte dei 700 normalmente richiesti per il corso formativo. Di questi, 100 euro andavano direttamente alla moldava mentre il resto veniva suddiviso fra l’autoscuola e la funzionaria infedele.
La funzionaria, i titolari autoscuola e la cittadina moldava, sono stati tutti denunciati per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falso ideologico in atto pubblico e sostituzione di persona.
I candidati ‘approfittatori’ individuati sono stati denunciati per concorso con  ‘la famigerata combriccola’  nel reato continuato di  falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, per aver indotto in errore i funzionari dell’ufficio patenti della motorizzazione. Inoltre è stato richiesto il sequestro e la revoca delle  patenti di guida, tutte corrisposte a soggetti evidentemente incapaci di superare il test e quindi assolutamente inidonei all’abilitazione. E’ stato peraltro chiesto il sequestro preventivo delle quattro sedi della scuola guida “MA.BO srl”, di Imola, di Medicina, di Borgo Tossignano e di Correggio (RE).
La Procura della Repubblica di Bologna  ha proposto al G.I.P. di applicare una misura restrittiva nei confronti dei  quattro associati e il dottor Alberto Gamberini, ha emanato ordinanze di custodia cautelare a carico dei quattro.
I militari della Compagnia di S. Giovanni in Persiceto hanno eseguito i provvedimenti nella mattinata odierna, in occasione dell’ennesimo “esame col trucco” organizzato in concomitanza con il turno della RAIMO in qualità  di “vigilante” sulla sessione d’esame. Ad esclusione della cittadina moldava, ristretta agli arresti domiciliari, sono stati tutti associati alla Casa Circondariale Dozza di Bologna.
I militari delle Compagnie  di Bologna Centro, Bologna Borgo Panigale, Imola, Medicina, Molinella, Vergato, Forlì, Udine, Sesto San Giovanni, Portomaggiore, Lugo, Faenza, Pavullo nel Frignano, hanno sottoposto a sequestro  le 4 sedi dell’autoscuola e le patenti di guida/permessi temporanei intestati a 52 soggetti.

Dal COMANDO PROVINCIALE della Legione Carabinieri Emilia Romagna.