mercoledì 10 maggio 2017

Il fiume Setta necessita di interventi per la messa in sicurezza. Mentre società Autostrade si fa di nebbia, interviene l'Unione dei Comuni.

L’intervento di estrema urgenza è reso necessario dalle ultime esondazioni che hanno messo a rischio i terreni e gli abitati nelle vicinanze del fiume in un’area al confine tra Monzuno e Marzabotto

Riceviamo


Da alcune settimane sono all’opera i mezzi delle ditte incaricate dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese di realizzare alcuni interventi di messa in sicurezza degli argini del fiume Setta nei pressi di Vado, in località Ca’ di Berto.
L’area in questione è stata interessata negli anni scorsi dal passaggio di mezzi necessari al cantiere per la Variante di Valico: per questi motivi Autostrade per l’Italia aveva già previsto alcuni interventi, piuttosto complessi, per ripristinare completamente il contesto ambientale della zona. Durante gli ultimi mesi però la situazione è precipitata, da qui l’intervento urgente dell’Unione che ha incaricato i tecnici dell’Ufficio Difesa del Suolo di attivarsi per ricevere tutte le autorizzazioni necessarie (l’ambito fluviale è una competenza regionale) per procedere quanto prima ad un intervento che tamponasse l’emergenza. Autostrade da parte sua ha deciso di finanziare questo intervento, che avrà un costo dei lavori stimato intorno ai centomila euro, in attesa di poter portare a compimento i complessi lavori già pianificati.

A preoccupare dapprima è stata la condizione di eccessiva erosione riscontrata sulla sponda sinistra del Setta nei pressi dei Laghetti di Loriano. In un primo momento si è pensato di intervenire per mitigare l’azione erosiva del torrente in questo tratto, con un’operazione di manutenzione ordinaria di “risagomatura” delle sponde che si ottiene tramite la movimentazione di materiale ghiaioso in alveo.

Durante l’esecuzione dei lavori all’inizio marzo si è però verificato un evento di piena che se da un lato ha inciso in minima parte sulle lavorazioni in corso, dall’altro però ha fatto crollare il muro di contenimento sulla sponda destra a protezione del tratto dismesso dell’Autostrada A1, che si trova immediatamente a monte della zona relativa ai lavori in corso.
Considerando che in primavera si possono verificare altre piene capaci di danneggiare ulteriormente il rilevato autostradale ormai privo di muro di contenimento, è stato a quel punto necessario estendere immediatamente la movimentazione di materiale anche al tratto più a monte, con l’obiettivo di deviare la corrente lontano dall’area danneggiata e proteggerla provvisoriamente col riporto di materiale verso la sponda destra. Questo intervento di deviazione della corrente, nel tratto di monte, avrà conseguenze positive anche nel tratto di valle, in quanto riduce l’incidenza e l’energia della corrente anche nella sponda dei laghetti di Loriano.

 
Si è deciso insomma di operare con un intervento più ampio, rettificando le anse del fiume Setta e limitando pertanto la portata e la forza della piena nei tratti in erosione, allargando lo spazio d’azione del fiume. Rispetto agli iniziali 350 metri di sponde interessate si è passati a più di 900 metri, con oltre 5000 metri di terreno che dovrà essere movimentato per evitare ogni pericolo alle strade e alle abitazioni nei pressi del fiume.
A tal proposito è stato indispensabile spostare della ghiaia proprio per consentire tale operazione di rettificazione: l’operazione ha allarmato alcuni cittadini che hanno segnalato alle autorità quanto si stava verificando. In merito le amministrazioni comunali di Monzuno e Marzabotto e l’Unione dell’Appennino sono in grado di tranquillizzare sgombrando ogni dubbio: la ghiaia verrà solamente trasferita per rinforzare gli argini più a rischio, nei pressi appunto del tratto dismesso dell’autostrada e dei laghetti.
A essere conferiti in discarica saranno soli i detriti, i terricci e quel materiale fine trasportato negli anni dal fiume che non è compatibile con la messa in sicurezza dell’alveo e il consolidamento delle sponde, perché finirebbe trasportato via alla prima piena del fiume.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Perciò società autostrade ha fatto i danni, incassa i pedaggi, e i contribuenti pagano?
A me pare che le cose stiano così perché l'unione spende soldi dei contribuenti.