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martedì 26 gennaio 2021

Proposta di legge popolare

Dubbio invia:


 

domenica 12 marzo 2017

ASSICURAZIONI VOLONTARIE CONTRO I DANNI DA TERREMOTO. ONERI DEDUCIBILI IN DENUNCIA DEI REDDITI.


Da Galeazzo Bignami


Il territorio italiano, purtroppo, è ad elevato rischio sismico e lo Stato si deve ‘attrezzare’ in ogni modo per ‘convivere’ ed essere in grado di far fronte ad un’emergenza continua che, dunque, emergenza non può più essere considerata.

È da questa pragmatica presa d’atto che i consiglieri del Gruppo di Forza Italia in Regione, pongono sul tavolo delle proposte all’Assemblea Legislativa, un progetto di legge alle Camere per incentivare assicurazioni volontarie contro i danni da terremoto e da catastrofi naturali in genere. 

Altri Paesi ad alto rischio sismico come Francia, Turchia, Nuova Zelanda, California e Giappone, si sono attrezzati da tempo con forme assicurative più o meno obbligatorie che riducono gli oneri a carico del bilancio pubblico per la riparazione/ricostruzione dovute ai danni del terremoto e più in genere a catastrofi naturali

In Italia si erano fatti tentativi ma poi risultati troppo complicati e inattuabili. Questo progetto di legge è invero molto semplice: chi vuole contrarre una polizza assicurativa che copra tali danni, potrà dedurre l’importo del premio dalla propria denuncia dei redditi. Si tratta di un meccanismo incentivante semplice che metterà a prova la capacità operativa delle imprese assicuratrici, poste sotto controllo e vigilanza dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS, ex ISVAP).

Negli ultimi cinquant’anni sono già state spese cifre incalcolabili (stimate oltre 150 miliardi di euro) per fronteggiare le emergenze da terremoto. Ben vengano i finanziamenti e le agevolazioni già previste per la prevenzione ma realisticamente sappiamo che tali interventi interesseranno la minima parte degli immobili e saranno terminati in vari decenni. Nella realtà resta quindi sostanzialmente immutato e molto elevato il rischio per danni causati dal terremoto e, conseguentemente, l’esborso di danaro pubblico che si rende necessario per la ricostruzione.

L’introduzione e diffusione di queste polizze compenserebbe ritardi, burocrazia e costi insostenibili a carico del bilancio dello Stato. Le compagnie assicuratrici potranno tenere in considerazione, per la tariffazione del rischio catastrofe, la tipologia di immobile, le caratteristiche costruttive e del territorio (Comune, Provincia o Regione) in cui è ubicato, l’indice di pericolosità sismica della zona in cui è stato costruito e definire franchigie, scoperti, stop loss, ovvero il massimo indennizzo previsto per quella data partita e per quel dato evento assicurato. Il tutto sotto stretta vigilanza e controllo dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle assicurazioni) e con benefici fiscali automatici a favore degli assicurati.





lunedì 28 marzo 2016

Il sindaco delude? Va a casa.

Con il commento  'Speriamo che la votino in fretta come quando si devono aumentare le loro prebende ', rivolto evidentemente ai parlamentari, un lettore ha inviato questo articolo di Francesco Cerisano che tratta di una proposta di legge:


Se diretta è l'investitura, diretta potrà essere anche la revoca. I sindaci che tradiscono il mandato degli elettori potranno essere mandati a casa senza attendere la fine della legislatura. Basterà aspettare 18 mesi e raccogliere le firme del 15% dei votanti dell'ultima tornata elettorale.
Non servirà nessun quorum per la validità del referendum i cui costi saranno a totale carico del comune. Se sfiduciato dai propri cittadini, il sindaco si intenderà revocato e il Viminale dovrà indire nuove elezioni entro i tre mesi successivi. La proposta di legge di Pino Pisicchio (AC n.3660) è appena stata presentata alla camera e fa già molto discutere. Perché i sindaci (e soprattutto quelli dei piccoli comuni che si sentono accerchiati da progetti di associazionismo forzoso imposti in nome dell'efficienza e dei risparmi di spesa) la interpretano come una spada di Damocle agitabile per sovvertire l'esito democratico delle elezioni. «Ma in realtà», spiega Pisicchio, «si tratta di uno strumento di democrazia continua, particolarmente necessario in questo periodo storico in cui la crisi dei partiti ha prodotto un forte deficit democratico». «Fino alla fine degli anni 80», osserva il deputato pugliese, «gli italiani iscritti ai partiti erano 4 milioni e mezzo, in pratica il 10% del corpo elettorale. Ora questo numero sta precipitando, c'è una forte disaffezione, l'astensionismo sta raggiungendo livelli record e si fa fatica in questo quadro a parlare di democrazia compiuta». La scelta della classe dirigente diventa quindi un problema reale e le possibilità di commettere errori sono molto elevate. Il ragionamento allora diventa molto semplice: visto che è impossibile mandare a casa i deputati, perché la Costituzione non lo consente, tanto vale iniziare dai comuni «dove si verifica non di rado che il rapporto di fiducia tra il capo dell'amministrazione locale, investito dal voto popolare, e il corpo elettorale non sia più in sintonia». E dove, prosegue Pisicchio, spesso i consigli comunali, spinti da una logica di autoconservazione, «finiscono per creare condizioni di tutela del sindaco» anche quando ormai la sua immagine è compromessa. Pisicchio, che è presidente del Gruppo Misto, spera che i lavori in commissione affari costituzionali possano iniziare prima dell'estate. E punta a raccogliere un ampio consenso sul testo ma soprattutto una discussione rapida. «Lo spiegherò nella conferenza dei capigruppo», dice. «Non a caso ho formulato la proposta alla vigilia delle amministrative».

domenica 15 febbraio 2015

‘SEX BOX E CASE CHIUSE ‘ nella proposta di legge regionale sulla prostituzione di Lega Nord.




Riceviamo e pubblichiamo.

Nel pieno delle polemiche sui quartieri a luci rosse romani, la Lega Nord in Regione rilancia la sua battaglia storica a favore delle case chiuse. Il capogruppo leghista Alan Fabbri, facendo seguito agli impegni della campagna elettorale, annuncia una proposta di legge per “mettere ordine al fenomeno della prostituzione, che dilaga nelle nostre città nell’indifferenza delle istituzioni e di una legge ipocrita, la ‘Merlin’, vecchia di 57 anni”.
“ Le amministrazioni pubbliche che ignorano il fenomeno nei fatti lo ‘appaltano’ alle mafie e alla criminalità, lasciando campo libero allo sfruttamento, alle violenze, alla schiavitù, ” accusa Fabbri che intende rilanciare è l’esperienza svizzera dei ‘sex box’, ricoveri per auto installati in vie presidiate sotto i profili della sicurezza e dei controlli sanitari, a tutela delle prostitute.
 “Le istituzioni devono rompere il muro di omertà che da decenni relega il fenomeno a un pericoloso dimenticatoio, dove proliferano mafie e criminalità - dice Fabbri -. Squarciare il velo del silenzio e dell’ipocrisia significa adoperarsi, con massimo realismo, affinché sia garantita massima tutela alle donne, sia stroncato il vergognoso traffico di carne umana che oggi prolifera nell’indifferenza delle istituzioni e siano garantiti controlli sanitari accurati per evitare il dilagare di Aids e delle altre malattie veneree”.