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giovedì 25 luglio 2013

La palazzina ‘Marconi’ di Budrio ‘sotto’ la lente di ingrandimento della Procura. Meglio tardi che mai. L’edificio marconiano è stato demolito per far posto a un supermercato.



Elio Antonucci ci ha inviato:

Il sostituto procuratore Morena Plazzi vuole vederci chiaro sulla vicenda  della demolizione della palazzina Rai di Budrio, un edificio costruito per volontà dello stesso inventore. La struttura del 1936 è stata distrutta il  26 giugno scorso per lasciare posto ad un centro commerciale.

Di David Marceddu | Bologna | 24 luglio 2013
articolo tratto da Il Fatto Quotidiano.

Un supermercato al posto del palazzo voluto da Marconi. Procura apre  un
’inchiesta

La Procura della Repubblica di Bologna ha aperto un
’inchiesta sulla demolizione della palazzina Rai di Budrio, un edificio voluto dallo stesso Guglielmo Marconi e uno dei centri più importanti per la
radiodiffusione in Italia fin dai suoi albori. Al posto della struttura costruita nel 1936 e abbattuta il 26 giugno scorso (il fattoquotidiano.it denunciò la vicenda con un video reportage) sono in programma una fabbrica di patatine e un centro commerciale. Ora il sostituto procuratore Morena Plazzi indaga su
alcuni aspetti della vicenda: al momento il reato ipotizzato (per ora contro ignoti) è quello di violazione dell’articolo 59 del Decreto legislativo del 2004 sui beni culturali, il cosiddetto Codice Urbani.

Il testo di legge prevede infatti che
“gli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, a qualsiasi titolo, la proprietà o la detenzione di beni culturali siano denunciati al ministero”. Gli accertamenti, delegati
alla Polizia municipale di Bologna, sono rivolti soprattutto all’iter che ha portato la palazzina dalle mani del Comune di Bologna (proprietario dell’edificio, anche se questo si trovava sul territorio di Budrio) alla
ditta Part tre del gruppo Maccaferri, quello che ha in progetto i grandi  magazzini.

Prima che venisse rasa al suolo, Radio Marconi (così era conosciuta) ha vissuto infatti un iter burocratico terminato con il benestare alla demolizione da parte della Direzione regionale per i beni culturali.
Dopo il piano del 2007 della Provincia e del Comune di Budrio che prevedeva tra le altre cose la creazione nell’area di un polo commerciale e industriale, il Comune di Bologna e tutti gli altri proprietari dei terreni lì intorno  avevano ratificato un accordo con cui si impegnavano a cedere quei terreni in cambio di altri, per lasciare spazio ai progetti edificatori per la zona.
In carica a Bologna c’era l
’allora commissario Anna Maria Cancellieri.

A marzo 2012 la Part Tre srl di Maccaferri presenta uno studio sul suo futuro centro commerciale da 20 mila metri quadri:
“Gli edifici storici o tradizionali e le loro pertinenze non vengono modificati, ma è prevista solo la demolizione degli edifici di fattura recente di Rai Way”. Tra gli edifici da demolire c’è proprio la palazzina Marconi, che lo studio dei costruttori derubrica a “edifici successivi al 1950”. Sono i radioamatori a questo punto  a mobilitarsi: uno di loro, Elio Antonucci, rinviene i documenti che
attestano la nascita dell’edificio nel 1936.

È lo stesso proprietario a ottobre 2012 ad ammettere di non avere comunicato nulla ai Beni culturali:
“Il Comune di Bologna – dice infatti a ottobre 2012 il vicesindaco di Bologna, Silvia Giannini – non aveva precedentemente attivato la procedura prevista dal decreto legislativo 42/2004 (cioè la comunicazione al ministero, ndr) in quanto, dalla documentazione disponibile, la datazione dell’immobile lo collocava all’inizio degli anni Sessanta. Successive verifiche e ricerche hanno permesso di datarne un primo
nucleo nel 1936
”. Una svista, sembrerebbe.

Intanto, dopo le proteste dei radioamatori, anche il Comune di Budrio riconosce che quell’edificio è più antico di quanto si fosse sempre detto.
Così ad agosto 2012 la Direzione regionale per i beni culturali, a un soffio dall’inizio dei cantieri e mentre sono in corso le trattative per la vendita del terreno ai costruttori, blocca tutto per verificare l
’interesse
culturale della palazzina:
“Il cantiere può attendere, serve un compromesso per conservare intatta la palazzina”, spiega a quel punto la direttrice  Paola Grifoni. Subito dal gruppo Maccaferri fanno sapere che in caso di conferma del vincolo salta tutto, perché non c’è un progetto alternativo”.

A marzo 2013 tuttavia arriva la doccia fredda per gli appassionati di Marconi:
“La palazzina non raggiunge la qualità architettonica necessaria alla dichiarazione di interesse storico artistico, rivelando piuttosto
un valore di edificio storico testimoniale
”, spiega Paola Grifoni. Da lì a  pochi mesi le ruspe si metteranno in moto per demolire.

Quello che ora cercherà di capire la Procura è perché nessuno fino all’agosto 2012 si sia chiesto se l’opera poteva avere un valore culturale prima di firmare gli atti di cessione dell’edificio e perché siano state
necessarie le proteste su Internet affinché l’iter ai Beni culturali partisse. Inoltre la Procura potrebbe volere fare luce anche sulle motivazioni che hanno portato la Direzione regionale per i beni culturali a non vincolare la palazzina lo scorso marzo. Una decisione che aveva fatto soffrire i radioamatori, ma esultare gli sponsor politici, tutti marca Pd, dell’operazione edilizia:
“Ha sortito i suoi effetti la pressante richiesta
del sindaco di Budrio, Giulio Pierini, del vicepresidente della Provincia, Giacomo Venturi e dell’assessore regionale Alfredo Peri verso la Direzione regionale per i beni culturali
”, recitava una nota stampa della
Provincia  uscita dopo la decisione .



venerdì 26 aprile 2013

Il senatore Elisa Bulgarelli, con una interrogazione, porta il tema della ‘palazzina marconiana di Budrio’ all’attenzione del Parlamento.



Di Elisa Bulgarelli (nella foto) , senatore della Repubblica Italiana per il Movimento 5 Stelle.

Strane scelte dalla Sovrintendenza. Cemento al posto della Storia del territorio. E' triste che la stazione radiotrasmittente di Budrio, intitolata a Guglielmo Marconi e inaugurata nel 1935, venga spazzata via per fare posto ad un centro commerciale. Da poche settimane la Sovrintendenza regionale ai Beni Culturali ha deciso che la palazzina Rai (ex EIAR) si possa abbattere, per consentire la cementificazione del terreno circostante. Secondo noi è stato calpestato il suo indiscutibile valore storico: il Premio Nobel Marconi insistette molto per ottenerne la costruzione, e scrisse un discorso per la sua inaugurazione, che non lesse solo per motivi di salute.
Com’è possibile non venga tutelata questa costruzione? Ricordiamo che il testo unico sui beni culturali, all’articolo 2, recita ‘Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11,
presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà. Invece
nulla. Secondo noi ignorare questa realtà storica rischia di comportare la perdita di un bene documentale di
valore, e di un tratto distintivo del territorio budriese.  Abbiamo chiesto un parere al Ministro competente, anche perché abbiamo trovato non convenzionale il passaggio di competenze da Sovrintendenza provinciale a quella regionale. Temiamo che l'ennesima concessione alla creazione di questi inumani non-luoghi a discapito della peculiarità unica del territorio sia un grave schiaffo alla nostra storia, cui la Regione
Emilia-Romagna non ha saputo opporsi, che il Comune ha favorito e che, speriamo, possa trovare nel Ministero un orecchio attento e sensibile.


giovedì 4 aprile 2013

Chi non conosce il suo passato, non ha futuro.




Riportiamo integralmente l’ INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA’ del consigliere regionale PDL Galeazzo Bignami sul tema di forte attualità ‘Trasmittente Rai Onde Medie di Budrio’ di cui è stato ‘decretato’ la distruzione. Anche noi vorremmo avere la ‘risposta scritta’.  

Considerato che nel Comune di Budrio  si erge una palazzina conosciuta per essere l’ex centro trasmittente RAI Onde Medie;
Appreso che detta palazzina venne costruita per volontà di Guglielmo Marconi, inaugurata nell’agosto del 1936 e successivamente a lui dedicata così come dimostra il ritrovamento di una targa marmorea commemorativa risalente al 1947;
 Osservato che questa struttura, progettata e curata personalmente dall’inventore stesso della radio, è stata il primo centro ad OM a trasmettere sulla Città di Bologna e che ha continuato la sua attività fino al febbraio 2012;
 Osservato altresì che all’interno, anche se alcuni macchinari sono stati asportati, sussistono ancora immagini, apparecchiature elettroniche e altri componenti elettronici che fanno parte della storia della radiofonia italiana e che pertanto a giudizio del sottoscritto Consigliere Regionale andrebbero conservati e tutelati, formando oggetto di valorizzazione e di promozione e non certo di demolizione;
 Rilevato che Il Testo Unico sui beni culturali (D. Lgs. n. 42/2004), all'articolo 2, recita "Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà." ;
 Rilevato altresì che in base alla attuale giurisprudenza, tutti gli edifici pubblici che hanno superato i 70 anni di età, sono considerati vincolati anche se non compresi negli elenchi. Il d.lgs. n. 42/2004 (comma 1 dell'articolo 12) prevede infatti che per tutti gli edifici pubblici con più di 70 anni venga resa necessaria una verifica di interesse storico-culturale da parte della Soprintendenza dei beni artistici ed architettonici, cosa che nel caso del centro trasmittente di Budrio non è stata fatta;
 Preso atto che è intenzione dell’Amministrazione demolire la palazzina in questione per consentire la realizzazione di un Centro Commerciale;
 Preso atto infine che l’area in questione è di fatto molto estesa e che questo consentirebbe, qualora ve ne fosse la volontà, la possibilità di far coabitare entrambe le strutture sul medesimo territorio;

INTERROGA

la Giunta Regionale per sapere,

1.      Se è a conoscenza di quanto su esposto;
2.      Se ritenga di approvare la decisione dell’Amministrazione di demolire la palazzina l’ex centro trasmittente RAI per far spazio alla Costruzione di un Centro Commerciale;
3.      Se è stata interpellata la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna in merito a una valutazione storico-culturale di detto edificio;
4.      In caso positivo, con quale esito;
5.      In caso negativo, se si intenda procedere in questo senso, prima della demolizione;
6.      Se non sia mai stata presa in considerazione la possibilità di trasformare questo edificio in un Museo dedicato a Guglielmo Marconi, all’insegna della tutela della nostra storia e della nostra cultura;
7.      Se esistano motivi concreti che impediscano la coabitazione di entrambi gli edifici sul medesimo territorio.