Visualizzazione post con etichetta Nucleare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nucleare. Mostra tutti i post

venerdì 11 settembre 2026

Nucleare, al Brasimone il test finale per il primo mini-reattore italiano

 


di Dubbio


Sul Brasimone il nuovo nucleare italiano entra nella fase decisiva. Nelle grandi hall del centro Enea, tra tubazioni e infrastrutture che fino a un anno fa erano ancora un cantiere, Precursor ha ormai preso forma: entro il 31 dicembre sarà completato e pronto per l’avvio operativo.

Non è ancora un reattore nucleare, ma un dimostratore elettrico da circa 10 megawatt termici che riproduce l’architettura e il funzionamento di un reattore di quarta generazione raffreddato a piombo, sostituendo la fissione con riscaldatori elettrici. È, di fatto, l’ultimo banco di prova prima del reattore vero e proprio. E presto arriverà il passaggio decisivo.

«Alla fine dell’anno contiamo di inaugurare il primo reattore sperimentale di quarta generazione in Italia», conferma Elisabeth Rizzotti, cofondatrice e deputy ceo di Newcleo.

Parole che racchiudono un paradosso: il Brasimone è infatti uno dei centri più avanzati al mondo nella ricerca sui reattori veloci raffreddati a piombo, ma la tecnologia che sta maturando sull’Appennino bolognese sarà, almeno nella fase iniziale, destinata a essere sviluppata e venduta fuori dall’Italia.

Il Governo ha riaperto il dossier nucleare, ma oggi il Paese resta senza centrali. «Abbiamo fermato la nostra strategia nucleare, ma non abbiamo però smesso di fare ricerca», sottolinea Rizzotti. Francesca Mariotti, presidente di Enea, insiste: «Qui si produce conoscenza di frontiera». E il nucleare, aggiunge, «deve fare parte del mix energetico».

Al Brasimone Newcleo ha investito 61 milioni di euro negli ultimi quattro anni e ne ha programmati altri 40 nei prossimi sei. La collaborazione con Enea, avviata nel 2022, ha già portato in esercizio il circuito sperimentale Othello. Precursor rappresenta ora il salto di scala: una volta operativo, continuerà a produrre dati utili a qualificare materiali, componenti e modelli e aprirà la fase destinata a portare alla commercializzazione della tecnologia.

La sfida americana

La roadmap guarda ora agli Stati Uniti. Newcleo punta a mettere in servizio nel 2032 il primo reattore da 200 megawatt e sta concentrando la ricerca del sito nella parte orientale del Paese. Tra le opzioni c’è Savannah River, in South Carolina, mentre altre interlocuzioni sono state avviate in Virginia.

Il quadro americano è diventato più favorevole allo sviluppo del nucleare: Washington punta a quadruplicare la capacità nucleare entro il 2050 e il nuovo percorso autorizzativo mira a portare le decisioni nell’arco di 18 mesi. A spingere la domanda è anche la crescente fame di elettricità legata all’intelligenza artificiale, con i data center ormai tra i principali motori dei consumi energetici.

In Europa, invece, il progetto di riferimento è a Jaslovské Bohunice, in Slovacchia. Qui la joint venture siglata da Newcleo con l’azienda di Stato Javys prevede fino a quattro reattori da 200 megawatt, con il primo atteso nel 2034.

A latere prosegue anche il lavoro con Fincantieri sulla propulsione navale. L’ipotesi è quella di un mini-reattore chiuso da 30 megawatt, in grado di alimentare una singola nave per anni.

Dall’Appennino al mercato globale

Sull’Appennino bolognese si sta dunque costruendo una delle risposte italiane alla nuova corsa internazionale al nucleare. E per accelerare ulteriormente, Newcleo guarda anche al Nasdaq, con una quotazione prevista entro la fine dell’anno.

L’obiettivo è raccogliere nuovi capitali per finanziare il licensing, il combustibile Mox — composto principalmente da ossidi di uranio e plutonio — e la realizzazione di nuovi impianti. Dal 2021 la società ha raccolto circa 780 milioni di dollari.

Il Brasimone resta così sospeso tra memoria e futuro. Nato per la ricerca nucleare e riconvertito dopo il referendum, il centro non ha mai perso le proprie competenze. «Se smettiamo di fare ricerca arretriamo», avverte il vicepresidente dell’Emilia-Romagna Vincenzo Colla, ricordando che «il mondo avrà bisogno di molta più energia».

La visita di ieri è stata anche l’occasione per annunciare il nuovo presidente del cda di Newcleo: Jeffrey Lyash, oltre quarant’anni di esperienza nel settore dell’energia e fino a poco tempo fa ceo della Tennessee Valley Authority.

Un nome che racconta già il baricentro della prossima fase: dai test dell’Appennino al mercato globale.