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venerdì 19 febbraio 2021

L'A1 Panoramica subisce continue chiusure, così non va bene.

Ancora una volta i Sindaci si rivolgono al nuovo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e ai Presidenti della Regione Emilia-Romagna e Toscana per segnalare le enormi problematiche riscontrate a causa delle continue chiusure del tratto dell’Autostrada A1 - Panoramica nel tratto appenninico, le cui pesanti ripercussioni interessano i territori dei Comuni di Barberino di Mugello, di San Benedetto Val di Sambro, di Castiglione dei Pepoli, Firenzuola e di Monzuno, chiedendo più riguardo e riproponendo l'adeguamento dello svincolo di Barberino in direzione Bologna.


di Daniela Farini

Dopo essersi attivati ormai da mesi, per segnalare le enormi problematiche riscontrate a seguito delle continue chiusure del tratto dell’Autostrada A1 - Panoramica nel tratto appenninico, senza che ciò abbia minimamente sortito effetti, i Sindaci dei cinque Comuni chiedono al nuovo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Enrico Giovannini e ai Presidenti delle due Regioni interessate di dare maggiore attenzione a questi territori: i lavori vanno fatti, ma non a scapito di ogni cosa, soprattutto delle persone e delle attività produttive locali.

Purtroppo ad oggi il tavolo prontamente attivato dall’Assessorato della Regione Emilia Romagna per condividere con i Sindaci Emiliani la natura e la durata dei lavori non ha prodotto risultati né effetti: il muro di gomma di società Autostrade appare impermeabile ad ogni richiesta. Inizialmente l’impegno assunto da parte di Autostrade – con la supervisione della Regione – prevedeva la disponibilità a valutare correttivi da apportare, qualora ritenuti utile per ridurre al minimo gli inconvenienti ed i disagi per il territorio, precisando che le chiusure sarebbero state limitate ai casi di nevicate o temperature rigide (nonostante queste condizioni in Appennino siano normali in questi periodi), salvo poi disporre chiusure anche in condizioni ordinarie.

I Sindaci ora fanno squadra assieme ai colleghi toscani di Barberino e Firenzuola, segnalando con una lettera sottoscritta a più mani i disagi che questo territorio sta subendo e continuerà a subire a seguito delle chiusure dei tratti autostradali, anche alla luce della recente comunicazione da parte di Società Autostrade che informa come esse non solo saranno prolungate, ma soprattutto necessiteranno di essere disposte anche per eseguire lavorazioni in condizioni meteorologiche ordinarie, situazione confermata dalla Direzione del IV Tronco di Autostrade il 9 febbraio scorso.

Tutto ciò penalizza fortemente i pendolari e le attività produttive di un vastissimo territorio appenninico Tosco-Emiliano, con ripercussioni negative anche sul turismo e sulle economie locali. A risentirne maggiormente continuano ad essere i cittadini e per l’appunto le attività produttive, commerciali e di ristorazione, ossia coloro che già sono stati colpiti prima dai disagi dovuti ai lavori, poi dalla mancata realizzazione del collegamento tra il casello di Barberino e la A1 - Panoramica in direzione nord. In ragione della realizzazione della cosiddetta “Variante di Valico”, coloro che oggi accedono all’autostrada dal casello di Barberino di Mugello in direzione Bologna, sono infatti obbligati (diversamente da com'era in precedenza) a percorrere la A1 - Direttissima, e questo impedisce loro di uscire ai caselli di Roncobilaccio, Pian del Voglio e Rioveggio. L’argomento legato al Casello di Barberino è stato già oggetto, diversi anni fa, di discussioni, che videro coinvolti i Sindaci dei Comuni interessati.

Dunque, si chiede di intervenire per ridurre i disagi e, contemporaneamente, per cogliere l'occasione di tali importanti lavori per i necessari adeguamenti infrastrutturali volti a superare tale grave carenza. Appare infatti paradossale che la “Variante di Valico”, realizzata per favorire gli spostamenti e facilitare i trasporti, abbia di fatto reso inutilizzabili collegamenti che esistevano da oltre 50 anni, contribuendo così ad isolare l’Appennino.


A sostegno l'accorato appello dei primi cittadini si affianca, appoggiandolo, quello di Legambiente, fin dall'inizio al fianco dei Sindaci su questa battaglia a favore del territorio.

Ciò che chiedono i Sindaci a gran voce, assieme a pendolari e titolari delle attività produttive, sono infrastrutture adeguate alle esigenze del territorio, che ha bisogno sempre più di essere connesso e non isolato.

La mobilità è sviluppo ed è indubbio che la grande mobilità ha portato sviluppo per questo territorio. Di contro, privare questo territorio di collegamenti interni tra comuni sta significando metterlo in gravissima e serissima difficoltà, anticipata già dalla chiusura di diverse attività e/o dallo spostamento di diverse famiglie.

Viene quindi chiesto un nuovo, ennesimo sforzo, per fornire una risposta concreta. Per questo, affermano i Sindaci, serve individuare la soluzione utile per ricreare il collegamento tra il casello di Barberino di Mugello e la A1 - Panoramica, in direzione Bologna, richiesta che viene ancora una volta proposta, come già fatto nel 2017, quando a sostegno dell'iniziativa vennero raccolte 1.741 firme, ancora oggi a disposizione di chiunque voglia prenderne visione.

Comune di Barberino di Mugello Il Sindaco Giampiero Mongatti

Comune di Castiglione dei Pepoli Il sindaco Maurizio Fabbri

Comune di Firenzuola Il Sindaco Giampaolo Buti

Comune di Monzuno Il sindaco Bruno Pasquini

Comune di San Benedetto  Il sindaco Alessandro Santoni

 

domenica 2 novembre 2014

Firmata a Sasso Marconi una convenzione tra gli amministratori dei 12 comuni attraversati dalla Via degli Dei.


La copertina della guida

Firmato Sasso Marconi, nell’ambito di Tartufesta, il primo protocollo d’intenti tra i Comuni della Via degli Dei, l’itinerario di origine etrusca che collega  Bologna e Firenze attraverso l’Appennino Tosco/Emiliano. Alla cerimonia, hanno partecipato gli amministratori dei Comuni situati lungo lo storico tracciato viario: oltre a Bologna e Firenze (rappresentati rispettivamente dall’assessore al Turismo Matteo Lepore e dall’Assessore allo Sport Andrea Vannucci),  Casalecchio
Il pubblico
di Reno, Sasso Marconi
, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Firenzuola, Barberino del Mugello, Scarperia - San Piero a Sieve, Borgo San Lorenzo, Vaglia e Fiesole.

Firmando questo documento, i sindaci e i rappresentanti dei Comuni si sono impegnati a definire, in modo condiviso e coordinato, un piano di azioni e interventi strategici finalizzati alla valorizzazione e alla promozione turistica della Via degli Dei e del territorio limitrofo.

Francesca Biagi
Con l’occasione Francesca Biagi (dell’ufficio turistico di Sasso Marconi) ha presentato il nuovo sito internet dedicato al percorso (www.viadeglidei.it); un brindisi di buon augurio ha chiuso la mattinata.

Oggi la Via degli Dei è un percorso di trekking che richiama escursionisti dall’Italia e dall’estero, e rappresenta una delle principali attrattive turistiche dell’Appennino. Tra i Comuni della Via degli Dei c’anche Sasso Marconi, che ha deciso di investire nella valorizzazione di questo itinerario, attivando sinergie istituzionali e operative con tutti gli Enti locali attraversati dallo storico sentiero, e coordinando azioni di marketing territoriale che comprendono l’attivazione di pacchetti turistici, la realizzazione della prima carta escursionistica della Via degli Dei e di app digitali per smartphone e tablet. Dopo aver offerto nuovi servizi agli appassionati camminatori, il Comune di Sasso Marconi si è ora fatto promotore della firma di questo protocollo d’intenti, confermando così il proprio impegno nella valorizzazione dell’immagine complessiva di un territorio che abbraccia 2 regioni e 12 comuni, già molto apprezzato dalle migliaia di visitatori che negli ultimi anni hanno percorso la Via degli Dei.
 “La firma di oggi è importante – Matteo Lepore (nella foto), assessore di Bologna - e vede al tavolo le uniche due Città Metropolitane d’Italia confinanti,  impegnate su un progetto di promoziona territoriale condiviso come il rilancio della Via degli Dei. Si tratta di valorizzare nuovi contenuti per la proposta turistica di Bologna, il cui gradimento risulta direttamente proporzionale ai giorni di permanenza sul territorio. Intendiamo cominciare con l’installazione dell’opportuna segnaletica in Piazza Maggiore per continuare con l’inserimento della Via degli Dei nelle strategie promozionali dei prossimi anni utilizzando Leggi e linee di finanziamento regionali, nazionali ed europee”.
gli amministratori presenti a Sasso Marconi
“Da appassionato camminatore ho percorso la Via degli Dei al contrario, partendo dalla mia città – ha spiegato Andrea Vannucci, assessore di Firenze – e ritengo che queste operazioni di valorizzazione del nostro Appennino abbiano anche una importante finalità legata alla salute e agli stili di vita. Firenze conta diverse milioni di turisti ogni anno e diversificare la proposta di accoglienza può senz’altro avere un impatto economico in zone periferiche e tradizionalmente non comprese nei percorsi più classici ma, da assessore allo sport, sono fortemente soddisfatto del successo che i percorsi di trekking sulle nostre belle colline hanno a livello internazionale”.
“Ci abbiamo lavorato molto e finalmente siamo riusciti a riunire i 12 sindaci dei Comuni coinvolti – ha affermato Stefano Mazzetti ( nella foto) del Comune di Sasso Marconi – dando seguito a tutte le operazioni già svolte sul territorio come la realizzazione della prima carta escursionistica, la realizzazione del primo sito Web (www.viadeglidei.it) dedicato al tracciato e alla promozione internazionale del percorso e il coordinamento delle attività ricettive che hanno sede lungo il percorso. Le nostre colline sono una ricchezza da tutelare e valorizzare attraverso tutte le sinergie possibili e a questo proposito ritengo fondamentale la firma del protocollo d’intenti da parte degli amministratori che rappresenta un primo ma decisivo passo per il successo della Via degli Dei”.




domenica 3 marzo 2013

L’Appennino ha tremato questa notte. La scossa di terremoto più forte di magnitudo 3.1.


Foto d'archivio


Alle 3:48 è stata registrata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia una scossa di magnitudo 3.1 con epicentro tra  i comuni di Castel del Rio (Bologna) e Firenzuola (Fi).
Sono state poi  registrate altre scosse  alle 4:14 (magnitudo 2), 4:28 (2.3), 4:50 (2.1) e 6:08 (2), fra i 9,7 e i 21,9 chilometri di profondità . L'area segnalata dall'Ingv comprende anche i comuni di Borgo Tossignano, Fontanelice, Loiano, Monghidoro, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Palazzuolo sul Senio e Scarperia.

Foto 'archivio
Nessuna richiesta di intervento ai Vigili dei fuoco e nessun danno rilevato dalla per la Protezione civile .


giovedì 12 gennaio 2012

BERNARDINI (Lega Nord) SUL PARCO EOLICO DI SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO DOPO LO SCAMPATO DANNO ORA LA BEFFA: SPOSTATO DI POCHI METRI IN TERRA TOSCANA!




Si ricolloca la linea produttiva dell’eolico di poche centinaia di metri, ma il problema non cambia. Comunque impatta con un ambiente che deve essere salvaguardato. A sostenerlo è la Lega Nord, che informa di un nuovo tentativo di distruggere il sistema eco ambientale di questa parte dell’Appennino che definisce ‘unica al mondo’.

“Furbescamente”, sostiene il consigliere regionale Manes Bernardini (nella foto), che ha presentato una interrogazione per ulteriori precisazioni, “gli attori protagonisti di questo incubo che pareva scongiurato, si sono rifatti vivi spostando solo il problema a pochi metri dal confine che separa le due regioni, ripresentando il medesimo progetto devastante in terra toscana. Infatti, oggi si prevede in Comune di Firenzuola (FI), a pochi metri dal preesistente progetto poi bocciato, il medesimo impianto eolico che riproporrà per tutta la zona i medesimi problemi e pericoli che pensavamo di aver definitivamente scampato. Ora la Regione Emilia-Romagna ed i Comuni interessati facciano sentire la propria voce e interpellino la Regione Toscana e assessorati competenti al fine di bloccare ogni ipotesi di impianto eolico in quella zona. Per quanto ci riguarda abbiamo già messo a disposizione dei colleghi toscani la documentazione necessaria e intendiamo proseguire nella battaglia per evitare che vengano costruiti impianti industriali deturpanti il paesaggio, dannosi per la salute dei cittadini e per il sistema idrogeologico che proprio nella zona del Monte Bastione è oltretutto già compromesso da movimenti franosi”.

mercoledì 12 ottobre 2011

Una intera piantagione di ‘cannabis indica’ scoperta dai Carabinieri. Arrestato il coltivatore.





E per ‘integrare il reddito’ un agricoltore ha pensato bene di coltivare ‘cannabis’, in grande quantità. Ma si sa, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. I Carabinieri hanno individuato il campo e hanno sequestrato ben 8 quintali di ‘erba’.

La vasta piantagione di cannabis, ben 259 piante dell’altezza compresa fra 1 metro e 2 metri e mezzo, si trovava in comune di Firenzuola ed era stata impiantata in un’area boschiva impervia, evidentemente contando sul fatto che la difficoltà a raggiungerla l’avrebbe preservata da visite non gradite.

A ‘rompere le uova nel paniere’ all’agricoltore, alcuni cacciatori che, nella loro migrazione alla ricerca di preda, hanno incrociato quel campo anomalo sia per il tipo di coltivazione, sia per la posizione all’interno del bosco, lontano da sguardi indiscreti e non individuabile da ricognizioni dall’alto. Hanno quindi informato i Carabinieri che hanno potuto così individuare e trarre in arresto il coltivatore, risultato anche il proprietario dell’appezzamento.

Si tratta di Mirco MINGOTTI , 51enne imolese residente a Firenzuola, con precedenti di polizia.

Nel corso della perquisizione all’abitazione dell’uomo ed al casolare di sua proprietà, i militari hanno infatti potuto trovare altri elementi di responsabilità a carico dell’agricoltore. Hanno infatti trovato, due fusti con quasi 5 chilogrammi di ‘cannabis indica’ parzialmente lavorata, cinque piante in fase di essiccazione, della lunghezza di 150 centimetri e del peso di oltre 3 kg, un sacco con quasi 5 chilogrammi di marijuana e una bilancia elettronica di precisione.

Dopo aver sottoposto a sequestro l’appezzamento ed il materiale rinvenuto, i Carabinieri lo hanno tratto in arresto con l’accusa di coltivazione e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e lo hanno mandato alla casa circondariale di Solliciano, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria inquirente.

Sono in corso, da parte degli investigatori dell’Arma, ulteriori accertamenti per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nell’illecita attività.

Foto e notizia dal Comando Carabinieri di Bologna