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venerdì 16 gennaio 2015

I lupi Spartaco e Cecco protagonisti del sabato pomeriggio di Sasso Marconi.




Domani, sabato 17 gennaio, alle 15 al Cinema-Teatro comunale di Sasso Marconi  il Centro Tutela fauna Esotica di Monte Adone si presenta e presenta ‘Just Freedom’, la nuova struttura dedicata alla cura e alla riabilitazione dei lupi feriti, realizzata recentemente  a Monte Adone. La presentazione è introdotta dalla proiezione , in prima cinematografica, del film documentarioUna Storia di lupi’, di Andrea Dalpian, in cui si racconta la storia di Spartaco e Cecco ( nella foto), due cuccioli di lupo recuperati nell’estate 2013 e affidati per nove mesi alle cure degli esperti del centro ‘Monte Adone’: l’evento di sabato prossimo sarà anche l’occasione per incontrare i protagonisti di questa incredibile storia.
Entrambi i lupi sono stati rinvenuti gravemente feriti a seguito di incidenti stradali, rispettivamente in Provincia di Rimini ed in Provincia di Arezzo. Il Centro Tutela Fauna Monte Adone ha messo a disposizione le strutture e la propria esperienza per
occuparsi della delicate e impegnative fasi di cura e riabilitazione di questi due esemplari, nel totale rispetto della loro selvaticità, limitando il contatto con l’uomo allo stretto necessario.
Dopo un lungo e necessario periodo di permanenza al Centro, Spartaco e Cecco, completato il loro complesso iter riabilitativo, sono tornati in libertà, grazie ad un preciso progetto nato in collaborazione con le Province di Rimini e Arezzo, con il supporto tecnico del Wolf Apennine Center e con la supervisione scientifica dell’I.S.P.R.A. (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
L’incontro,  che ha il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Sasso Marconi, è aperto a tutti. Si tratta di un momento educativo e una occasione per illustrare le attività dell’associazione sassese, impegnata da anni nel recupero e nella tutela degli animali selvatici ed esotici, e recentemente protagonista anche sul piccolo schermo con l’apprezzata serie tv ‘La famiglia salvanimali’,  trasmessa da Sky Uno.


L’ingresso  è GRATUITO , previa prenotazione sul sito web www.centrotutelafauna.org

venerdì 5 luglio 2013

Una lupa salvata dagli agnelli.



Claudio Corticelli , presidente del circolo Legambiente  SettaSamoggiaReno ci ha inviato questa singolare storia che ha per protagonisti la socia del circolo   Lorenza Neri, volontaria del Centro Tutela fauna selvatica di Monte Adone e una lupa che si è rifugiata in un ovile per farsi poi accompagnare al Centro dai  volontari del centro.
Corticelli si propone di sollecitare una riflessione su cosa si può fare  per questi animali e come  si può essere vicini ai  volontari di Monte Adone .






 

domenica 26 settembre 2010

Leo ha trovato casa a Brento


Leo, il leoncino sequestrato dalla Guardia Forestale ai trafficanti di animali e trasferito al Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone, ha ritrovato la giocosa serenità del ‘cucciolo di leone’. Al centro che lo ospita, guardato con le dovute attenzioni e tutele dai volontari, gioca con la palla e si sta tentando di avvicinarlo ai suoi simili per fare ‘branco e ballotta’. Il fotografo e volontario Leray Guillaume ne documenta i miglioramenti. “Leo”, ha chiarito Mirca Negrini responsabile del Centro di Monte Adone, “ ha avuto prima una sistemazione provvisoria dove, grazie a un accesso esterno raggiungibile poteva essere osservato e quindi controllato per l’intera giornata di ventiquattro ore. Dopo che si è acclimatato e ambientato abbiamo provato ad inserirlo con molta gradualità e attenzione nelle ampie aeree che abbiamo predisposto per ospitare i leoni che già da tempo vivono nel centro. Il leone è un animale sociale e deve poter interagire con i suoi simili,” ha poi precisato Elisa Berti che con la mamma Mirca segue il centro. “ Per sapere del pieno successo del suo inserimento con gli altri leoni dovremo attendere. E’ troppo presto per darne una valutazione anche se sono trascorsi ormai 10 giorni dall’arrivo di Leo. Si è ambientato molto bene, è vivace, gioca e mangia con grande appetito” ha poi aggiunto. “Siamo molto orgogliosi di poter dire che Leo, dopo uniniziale diffidenza e un inevitabile timore, oggi riconosce e cerca molto Sissi, la nostra leonessa più anziana. Proprio questa mattina si è avvicinato a Sissi senza paura e lei, attraverso la rete, gli ha leccato il naso. I risultati di questi primi giorni sono molto superiori alle nostre aspettative”. ha concluso. Leo, è stato sequestrato lo scorso luglio a Palmanova di Udine, proveniente dai paesi dell’Est e importato perché divenisse l’attrazione di un circo o il pupazzo di un fotografo per attrarre clienti. Prima di trovare casa a Monte Adone, era stato affidato per urgenza al Centro Recupero Fauna della Provincia di Gorizia, guidato da Damiano Baradel, dove è stato accudito con molta cura. Il Magistrato ha poi deciso di trasferirlo al Centro di Monte Adone perché idoneo ad accogliere fauna pericolosa e a guidarlo nella crescita giudicato così anche dal Corpo Forestale dello Stato. Il centro di Sasso Marconi già ospita tanti animali, tra cui molti felini che gli sono stati affidati dallo Stato perché sottoposti a misure di tutela. Leo è il settimo cucciolo di felino che nell’arco di un anno è stato introdotto in Italia da trafficanti dell’est europeo per essere utilizzato illecitamente da circhi o per mostre viaggianti o per corredare servizi fotografici.



Il Centro Recupero Fauna Selvatica è nato nel 1989 per iniziativa di Rudi Berti, della sua famiglia e di un piccolo gruppo di volontari. La finalità era quella di dare un punto organizzativo per il recupero degli animali in difficoltà, feriti, dispersi, abbandonati, di cui cresceva continuamente il numero. Rudi Berti, fin da allora, garantì un pronto intervento creando un'unità di emergenza per la fauna autoctona dell'Appennino Tosco-Emiliano. Nel 1989 iniziò la storia del rapporto con la fauna esotica e con la detenzione di animali pericolosi che vide il Centro di Rudi Berti primo in Italia a impegnarsi per il recupero di animali originari di altri paesi, importati per lo più illegalmente. Nel 1994 si arrivò alla fondazione dell'Associazione Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica - Monte Adone che si proponeva come punto di riferimento stabile per cittadini, enti pubblici, forze di polizia e vigili del fuoco, per l'intervento di emergenza in aiuto degli animali selvatici ed esotici in difficoltà e per l'eventuale loro ricovero. Il Centro ha sede alle falde del Monte Adone in una tenuta agricola immersa nel verde dell'Oasi naturale del Contrafforte Pliocenico. Garantisce il servizio di pronto intervento di emergenza che è attivo 24 ore su 24. Ora il centro ospita mediamente 300 esemplari di animali fra autoctoni ed esotici. Gli ospiti vengono accuditi da una decina di volontari coordinati da Elisa, Rudi e Mirca Berti. Il 3 settembre è stato aperto il bando nazionale per la selezione dei volontari di servizio civile che intendono aderire al progetto di Monte Adone. Per informazioni, tel 051 847600 oppure www.centrotutelafauna.org

martedì 15 giugno 2010

Al Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone




Fra i numerosi ospiti del Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone a Brento di Sasso Marconi, alcune tigri, una femmina di leopardo, una lince, diversi leoni, persino dodici scimpanzé e otto scimmiette, cinque orsetti lavatore, ma anche falchi pellegrini, pappagalli e un numero notevole di ogni specie selvatica autoctona. Ma i più coccolati dai volontari che accudiscono il ricco ventaglio di fauna esotica ed autoctona sono ora i 22 piccoli di capriolo che prendono il latte direttamente dal biberon. Per la poppata viene utilizzata la sagoma di una femmina di capriolo in quanto questi animali non possono essere allettati dall’uomo poiché, se nutriti da mani umane, l’animale finirebbe per ritenere l’uomo un suo simile. Ciò comporterebbe che una volta diventato adulto e rimesso in natura, nel periodo in cui la specie difende il territorio, finirebbe, se maschio, per scacciare a cornate l’uomo come dovrebbe fare per un suo simile e agisce in modo violento anche verso chi l’ha allattato. In alcuni casi questa confusione ha reso necessario abbattere gli esemplari allevati in modo sbagliato. Al centro spiegano la presenza del numero elevato di piccoli caprioli, fra cui uno ferito ad entrambe le gambe posteriori, con il modo che la madre ha di accudire il neonato. Questa si allontana dal suo piccolo alla ricerca di cibo. Il neonato, nelle prime tre settimane di vita, aspetta che la mamma ritorni e non abbandona il luogo in cui essa l’ha lasciato appunto perché lo possa ritrovare con facilità. Questo lo rende però indifeso e può succedere che il piccolo venga intercettato da un mezzo agricolo e che ne subisca brutte ferite. “Oppure qualcuno lo trova e pensando che sia abbandonato pensa bene di portarlo a noi”, spiegano i gestori del centro. Rudi Berti che nell’89 ha fondato il centro è molto orgoglioso del suo operato e racconta: “Il centro offre un servizio di emergenza attivo tutti i giorni 24 ore su 24 e dispone di operatori in grado di dare le prime cure all’animale ferito. Si basa esclusivamente sul lavoro dei volontari. Lo scopo comune e prioritario è quello i garantire il benessere degli animali. Ai volontari è necessario quindi un periodo iniziale di almeno venti giorni continuativi durante il quale vengono appresi i procedimenti base per operare in modo adeguato”. Il centro è anche la meta di molti che vogliono visitare e vedere quello che pare impossibile possa esistere alle porte di Bologna. “Questo impegno diventa sempre più difficile anche se organizzato in visite guidate a numero chiuso”, spiega Mirca Negrini, che con il marito Rudi Berti gestisce il centro. “ Questo compito ci distoglie dall’impegno primario che è quello di accudire agli animali e curarli. Siamo già costretti a posticipare di un anno le richieste di oggi”.