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domenica 13 settembre 2026

Lupo davanti a casa, uccide due gattini e li trascina nel bosco: paura a Malfolle

La drammatica esperienza di una signora nella frazione collinare di Marzabotto: l'animale si è avvicinato alla porta dell'abitazione e ha aggredito i due micini  sotto gli occhi della proprietaria.

Immagine panoramica ripresa da Malfolle 


Un incontro ravvicinato con un lupo che difficilmente potrà dimenticare. È quello vissuto da una signora residente a Malfolle, frazione collinare di Marzabotto, che si è trovata ad assistere, a pochi metri dalla porta di casa, all'uccisione dei suoi due gatti.

La donna era tranquillamente seduta sulla soglia dell'abitazione, in compagnia dei due giovani gattini, quando è comparso il lupo. L'animale si è avvicinato con apparente naturalezza e, in pochi istanti, ha afferrato il primo gatto, uccidendolo. Subito dopo ha rivolto la sua attenzione al secondo, riservandogli la stessa sorte.

Dopo aver catturato le due prede, il lupo le ha trascinate nella vicina boscaglia, dove ha consumato il pasto.

La signora, comprensibilmente terrorizzata, è rimasta immobile sulla sedia, incapace di intervenire e paralizzata dalla paura. Ha seguito impotente ogni fase della scena, mentre l'animale portava via i suoi due gattini. Una situazione talmente surreale e drammatica da farle temere persino che, una volta terminato il pasto, il lupo potesse rivolgere la propria attenzione verso di lei.

Quando l'animale si è finalmente allontanato, la donna è rimasta ancora per circa un quarto d'ora seduta, sotto shock. Non riusciva ad alzarsi, a rientrare in casa e nemmeno a parlare, tanto era stata forte la paura provocata da quell'esperienza.

L'episodio riaccende inevitabilmente l'attenzione sulla presenza dei lupi nelle zone collinari e appenniniche. È noto che il lupo non considera l'uomo una preda e tende a evitare il contatto con le persone. Ma trovarsi a pochi metri da un esemplare selvatico mentre questo cattura e uccide due animali domestici è un'esperienza che può lasciare un segno profondo.

Resta, inevitabilmente, una domanda. Se la donna fosse stata sola, senza i due gatti, e se l'animale fosse stato particolarmente affamato, come si sarebbe comportato?

Naturalmente continuiamo a ritenere fondata l'indicazione secondo cui il lupo non attacca l'uomo. Ma dopo un incontro del genere è difficile non pensare che, probabilmente, siano in pochi ad avere la curiosità — o, per dirla con un pizzico di ironia, la «sfregola» — di verificarlo personalmente.

sabato 9 maggio 2026

A Vergato il lupo diventa "un Amico" di tutta la comunità: tra piazze, scuole e famiglie nasce una nuova convivenza

 Giovedì 14 maggio una conferenza pubblica per rispondere alle domande dei ragazzi e scoprire il ruolo di bioregolatore del predatore

 


di Martina Mari

 

Per strada i bambini ululano per gioco, nelle scuole le maestre organizzano laboratori a tema, nei bar del paese se ne discute con curiosità e, la sera, le famiglie si ritrovano unite in un dialogo intergenerazionale, con i nipoti che si divertono a sottoporre ai nonni i quiz imparati in classe. A Vergato il lupo non fa più paura: è diventato un vero e proprio "amico" della comunità.

Tutto nasce dal travolgente successo del progetto scolastico "Un lupo per Amico", che ha coinvolto oltre 250 alunni del territorio, suscitando un'enorme eco anche sui social network. Un percorso culturale profondo, impreziosito dallo spettacolo e dal burattino speciale creato dalla "Bottega dei burattini", e culminato con la grande mostra al Palazzo dei Capitani della Montagna, che ha registrato la cifra record di oltre mille visitatori.

Per dare continuità a questo straordinario fermento e per coinvolgere attivamente anche il pubblico adulto, nasce l'incontro "Il ruolo naturale del lupo: Bioregolatore e Guardiano della Biodiversità", in programma giovedì 14 maggio alle ore 17:30 presso la Biblioteca Comunale Paolo Guidotti (Via 1 maggio 86/a, Vergato). L'evento, a ingresso libero, è organizzato dal CPGEV di Bologna (Guardie Ecologiche Volontarie di Vergato), con il patrocinio del Comune di Vergato e dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese, in collaborazione con la Biblioteca Comunale.

La serata, condotta dai relatori Davide Ghini (GEV) e Antonio Iannibelli (GEV, fotografo e studioso di lupi), nasce da un'esigenza precisa: dare una risposta pubblica a una domanda posta a bruciapelo da uno studente quindicenne dell'Istituto Superiore Fantini di Vergato durante una lezione: "Perché gli uomini ammazzano i lupi?".

Di fronte alle drammatiche cronache nazionali – con decine di lupi avvelenati in Abruzzo e decapitati in Toscana – le GEV mettono a disposizione le proprie conoscenze per smontare le fake news con il rigore della ricerca scientifica. Durante l'incontro verrà esplorato il vero volto del predatore:

·         Il lupo come controllore sanitario: il primo argine naturale contro la diffusione di malattie (come la Peste Suina Africana), poiché seleziona i soggetti deboli o malati.

·         Equilibrio degli erbivori: il suo ruolo vitale di bioregolatore e "freno" naturale alla diffusione di virus (come la PSA), all'espansione di ungulati e specie alloctone (come le nutrie).

L'obiettivo è chiaro: far sì che il lupo diventi un "Amico" anche per i genitori, i nonni e per tutti gli adulti, riconoscendo che siamo tutti animali, abbiamo gli stessi diritti e abitiamo la stessa casa.

Tutta la comunità è invitata a partecipare. Le GEV di Vergato colgono l'occasione per rivolgere un invito speciale a tutti i cittadini dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese, ricordando che il progetto educativo "Un lupo per Amico" è a disposizione per essere portato in tutte le scuole del territorio. Le GEV vi aspettano. 

venerdì 17 aprile 2026

Lupo, ammessa la petizione: l’Assemblea regionale avvia l’esame

 


 


Via libera dell’Ufficio di Presidenza alla richiesta firmata da 346 cittadini per rivedere i piani di gestione della specie.

L’Assemblea legislativa regionale ha dichiarato ammissibile la petizione presentata da Claudio Cella (prot. n. 30/03/2026.0010759.E), sostenuta da 346 firme raccolte su 23 fogli. L’istanza chiede una revisione dei piani di gestione e conservazione del lupo, alla luce delle crescenti criticità segnalate nei territori rurali e montani.

Nel dettaglio, la petizione sollecita un approccio basato su evidenze scientifiche ma anche su valutazioni territoriali e sociali, con il coinvolgimento delle comunità locali. Tra le richieste figurano inoltre la possibilità di interventi di contenimento o abbattimento selettivo nei casi più critici, in linea con quanto avviene in altri Paesi europei, e l’introduzione di risarcimenti più rapidi ed efficaci per i danni subiti da allevatori e agricoltori.

Il documento evidenzia anche un aumento degli episodi di predazione ai danni di greggi, bovini e animali domestici, oltre a un diffuso clima di preoccupazione tra i residenti, con ricadute sulle attività agricole e pastorali.

Il tema si inserisce in un quadro normativo in evoluzione: a livello europeo, nel 2025 è stato modificato lo status di protezione del lupo, passato da “rigorosamente protetto” a “protetto”, aprendo alla possibilità di una gestione più flessibile delle popolazioni. In Italia, la normativa continua a privilegiare la tutela della specie, demandando però alle Regioni competenze rilevanti in materia di gestione faunistica e interventi di controllo.

Alla luce di tali elementi, l’Ufficio di Presidenza ha riconosciuto la piena ammissibilità della petizione, avviando così l’iter istituzionale che porterà alla sua valutazione da parte degli organi competenti.

venerdì 3 aprile 2026

Bologna, ordinanza su presenza del lupo: obblighi e divieti nelle aree collinari fino a fine 2026

 Misure per la sicurezza pubblica e la tutela dell’animale dopo recenti avvistamenti, in particolare nell’area del Parco di Villa Ghigi.

 


A seguito di diverse segnalazioni di avvistamento di un lupo nelle aree collinari di Bologna, soprattutto nei pressi del Parco di Villa Ghigi, il Comune ha emanato una nuova ordinanza contingibile e urgente per disciplinare i comportamenti dei cittadini e prevenire situazioni di rischio.

Sebbene il lupo sia generalmente una specie schiva, alcuni episodi recenti evidenziano una minore diffidenza, in particolare in presenza di cani. La frequentazione intensa delle aree verdi collinari da parte di persone e animali domestici rende necessario introdurre regole più stringenti, sia per la sicurezza pubblica sia per salvaguardare il comportamento naturale dell’animale.

L’ordinanza vieta espressamente:

  • qualsiasi comportamento che possa attirare lupi o altra fauna selvatica in ambito urbano;
  • il deposito incontrollato di alimenti o scarti organici;
  • l’abbandono di rifiuti fuori dagli appositi contenitori.

Tra le principali disposizioni:

  • cani sempre al guinzaglio nelle aree aperte e divieto di lasciarli liberi o incustoditi;
  • divieto di somministrare cibo agli animali domestici all’aperto o in luoghi non protetti;
  • per le colonie feline, obbligo di sorvegliare l’alimentazione e rimuovere il cibo non consumato. In caso di avvistamento:
  • non avvicinarsi al lupo o ad altri animali selvatici;
  • non alimentarli;
  • segnalare tempestivamente alle autorità competenti (Carabinieri Forestali – 112; Polizia Locale metropolitana).

Il Comune invita inoltre a prestare particolare attenzione nelle ore serali e notturne.

L’ordinanza mira a:

  • prevenire rischi per persone e animali domestici;
  • evitare che il lupo sviluppi eccessiva confidenza con l’uomo;
  • impedire l’accesso a fonti alimentari di origine antropica, che potrebbero alterarne comportamento e salute.

Il provvedimento si estende a tutta l’area collinare, considerando che i lupi possono percorrere anche decine di chilometri al giorno.

L’ordinanza:

  • è immediatamente efficace e valida fino al 31 dicembre 2026 (salvo proroghe);
  • prevede sanzioni amministrative da 25 a 500 euro in caso di violazione;
  • non esclude l’applicazione dell’art. 650 del Codice Penale nei casi più gravi.

Resta in ogni caso permanente il divieto di alimentare la fauna selvatica.

 

lunedì 16 febbraio 2026

Al Parco Storico Regionale di Monte Sole un’escursione alla ricerca del passaggio del lupo

 



Una mattinata speciale dedicata a bambini e famiglie per andare alla scoperta del lupo, affascinante e misterioso abitante dei nostri boschi. Attraverso giochi, racconti e piccole attività di esplorazione, i partecipanti seguiranno le tracce di questo straordinario animale, imparando a riconoscerne le abitudini e i segni della sua presenza tra prati e sentieri del Parco.

L’iniziativa è pensata per bambini a partire dai 4 anni, accompagnati dalle famiglie, e propone un’esperienza coinvolgente e adatta anche ai più piccoli.

Ritrovo: ore 10.00 presso il Centro Visite Il Poggiolo,
Via San Martino 25, Marzabotto .

Conclusione: ore 13.00, nello stesso punto di partenza.

Dati tecnici:

·         Difficoltà: T (turistica)

·         Lunghezza: 2 km

·         Dislivello: 50 metri

·         Tempo di cammino effettivo: circa 1 ora

Si consiglia di indossare scarponcini da trekking e abbigliamento comodo, e di portare una merenda e almeno un litro d’acqua a persona.

Informazioni e prenotazioni (obbligatorie entro il venerdì 20 febbraio):
Tel. 051 6254821
eventi@enteparchi.bo.it

mercoledì 28 gennaio 2026

Lupo avvistato a Casalecchio: firmata l’ordinanza del sindaco

 

Foto dal Web


Scattano nuove disposizioni a Casalecchio di Reno dopo un secondo avvistamento di un lupo ai piedi della collina nel parco della Chiusa, seguito  a quello dei giorni scorsi nella zona di Villa Ghigi a Bologna. Secondo le prime informazioni, non si tratterebbe di un singolo esemplare, ma di un nucleo familiare.

Il sindaco Matteo Ruggeri ha firmato un’ordinanza che richiama i cittadini a comportamenti responsabili per ridurre il rischio di interazioni con l’animale e, al tempo stesso, tutelarne la salvaguardia.

Nel provvedimento si invitano i residenti ad adottare tutte le precauzioni utili a evitare che l’animale venga attratto nelle aree abitate, «per prevenire situazioni di disagio e potenziali interazioni con il lupo». È fatto divieto di mettere in atto comportamenti che possano attirare lupi o altri animali selvatici, come lasciare cibo all’aperto o abbandonare rifiuti organici al di fuori degli appositi contenitori.

Vietato anche somministrare cibo agli animali domestici all’esterno delle abitazioni o in luoghi non protetti. L’ordinanza stabilisce inoltre l’obbligo di tenere i cani al guinzaglio in tutte le aree aperte. Per quanto riguarda le colonie feline, il cibo destinato ai gatti dovrà essere monitorato e rimosso immediatamente dopo il pasto.

domenica 4 gennaio 2026

Lupo avvistato al parco Talon: incontro ravvicinato con una podista a Casalecchio

 

Foto dal Web 


Le immagini di una podista che, durante un allenamento, si imbatte in un lupo al parco Talon di Casalecchio di Reno stanno facendo il giro dei social. Il video mostra l’animale attraversare il percorso a breve distanza dalla runner, per poi allontanarsi rapidamente nel verde.

L’episodio riaccende l’attenzione su un fenomeno ormai noto: gli avvistamenti di lupi in aree periurbane e sempre più vicine ai centri abitati sono in aumento, anche nell’area bolognese. Negli ultimi mesi segnalazioni analoghe sono arrivate da parchi, piste ciclopedonali e zone collinari frequentate quotidianamente da sportivi e famiglie.

Gli esperti spiegano che si tratta di una conseguenza dell’espansione naturale della specie, favorita dalla tutela ambientale e dall’abbondanza di fauna selvatica, come caprioli e cinghiali. Nella quasi totalità dei casi, precisano, il lupo evita il contatto con l’uomo e non rappresenta un pericolo se non viene disturbato o avvicinato.

Le amministrazioni locali e i carabinieri forestali invitano comunque alla prudenza: mantenere la distanza, non inseguire né tentare di filmare l’animale da vicino, tenere i cani al guinzaglio e segnalare eventuali avvistamenti alle autorità competenti.

Il video di Casalecchio, pur senza episodi di aggressività, riapre il dibattito sulla convivenza tra fauna selvatica e aree urbanizzate, tema sempre più centrale per i territori di collina e pianura ai margini delle città.

mercoledì 31 dicembre 2025

Un lupo sui colli bolognesi: ordinanza del Comune per la sicurezza

 Avvistamenti nel parco di Villa Ghigi. Vietato lasciare cibo e rifiuti, cani al guinzaglio. Il Comune invita alla prudenza


Un lupo è stato avvistato nei giorni scorsi nella zona collinare di Bologna. A darne notizia è il Comune, che informa di numerose segnalazioni e avvistamenti nell’area del parco di Villa Ghigi.

In seguito alla presenza dell’animale, il sindaco Matteo Lepore ha emanato un’ordinanza con alcune prescrizioni volte a «evitare situazioni di disagio o potenziali interazioni con l’animale» e a tutelare sia il lupo sia gli animali domestici.

Tra le principali disposizioni, per chi frequenta l’area collinare è vietato depositare rifiuti o cibo al di fuori degli appositi contenitori, poiché potrebbero costituire un elemento di attrazione per il lupo. L’ordinanza prevede inoltre l’obbligo di tenere i cani al guinzaglio e il divieto di somministrare cibo ad animali domestici in spazi aperti e non protetti o all’esterno delle abitazioni.

In caso di avvistamento, il Comune invita i cittadini a contattare i Carabinieri Forestali o la Polizia locale della Città Metropolitana di Bologna, evitando comportamenti che possano mettere a rischio la sicurezza propria e dell’animale.

venerdì 6 dicembre 2024

Lupo meno protetto: via libera al declassamento dalla Convenzione di Berna

 Evangelisti (FdI): "Decisione cruciale per la sicurezza delle comunità e la tutela del patrimonio zootecnico"


Il lupo vede ridursi il proprio livello di protezione: il Comitato permanente della Convenzione di Berna ha approvato il declassamento del suo stato di tutela. Una notizia accolta con soddisfazione da Marta Evangelisti, consigliera regionale di Fratelli d’Italia, che ha commentato positivamente la svolta.

"Decisione necessaria e attesa"

“Apprendiamo con favore l’approvazione di questa misura – ha dichiarato Evangelisti –. Si tratta di un passaggio cruciale, soprattutto alla luce delle crescenti preoccupazioni legate alla sicurezza del patrimonio zootecnico e all’avvistamento di lupi sempre più vicini ai centri abitati. Casi che hanno suscitato apprensione tra i cittadini e richiedono interventi urgenti e mirati".

Il tema della gestione del lupo è stato al centro di accesi dibattiti negli ultimi anni, con agricoltori e allevatori in prima linea nel denunciare le perdite subite a causa delle predazioni. Parallelamente, l’avvicinarsi di alcuni esemplari alle zone urbane ha alimentato timori per la sicurezza pubblica.

Verso nuove soluzioni di gestione
Evangelisti ha sottolineato la necessità di attuare soluzioni concrete: “Auspichiamo che questa decisione possa ridurre sensibilmente i casi critici, aprendo la strada a misure più efficaci per la gestione della specie. È fondamentale garantire l’equilibrio tra la tutela della biodiversità e la sicurezza delle comunità locali”.

La decisione della Convenzione di Berna rappresenta un punto di svolta che potrebbe influenzare le future politiche di gestione della fauna selvatica in Italia, favorendo un approccio più flessibile e calibrato alle esigenze dei territori.

martedì 5 novembre 2024

Educazione alla convivenza con il lupo: La Regione coinvolga anche agricoltori e cacciatori

 



Un approccio "multidisciplinare e responsabile" è fondamentale nella gestione del lupo. Lo sostiene Marco Mastacchi, capogruppo di Rete Civica, che interroga la Giunta dell'Emilia-Romagna chiedendo se intende includere i settori agricolo e venatorio nel programma scolastico sull'educazione alla convivenza con il lupo.


La presenza del lupo è ormai diffusa in tutta la regione, fino a lambire aree vicine ai centri abitati e a interferire con attività agricole, di pastorizia e caccia. Tuttavia, la Regione ha patrocinato un programma didattico sul lupo senza coinvolgere direttamente questi settori. Mastacchi ( nella foto) sottolinea che solo un’adeguata collaborazione con agricoltori e cacciatori può garantire un equilibrio tra tutela della specie e interessi locali.

Sul piano educativo, l'associazione "Io non ho paura del lupo," già patrocinata dalla Regione, propone un percorso didattico per insegnare a bambini e ragazzi l'etologia del lupo e la sua presenza nel territorio. Tuttavia, Mastacchi insiste sulla necessità di una "cornice istituzionale" per prevenire conflitti tra uomo e lupo, e invita la Regione a promuovere un dialogo tra tutti gli attori coinvolti, compresi agricoltori e cacciatori, per favorire una convivenza consapevole e responsabile. 

mercoledì 3 luglio 2024

LUPO, il festival che ospiterà anche Vinicio Capossela.

Dal 5 al 7 luglio, presso il Parco Storico di

A Monte Sole  a Marzabotto



di Martina Mari

Dal 5 al 7 luglio musica, performance, camminate, presentazioni di libri, laboratori animano il Parco Storico e Naturalistico di Monte Sole nel nuovo progetto di Ozono Factory e Crinali A.p.s.

Tra gli ospiti Vinicio Capossela, sul palco con una formazione unica con quartetto d’archi e fanfara balcanica, Giovanni Truppi, Extraliscio, Clap! Clap!, Hysterrae e molti altri.


“Questa è la libertà: azione e responsabilità” Staffette in bicicletta.

 Tre giorni in cui seminare nuove idee nel solco della memoria per coltivare pace, resistenza e nuovi mondi possibili: è LUPO, la nuova programmazione culturale creata da Ozono Factory, che dal 2021 gestisce Il Poggiolo - Rifugio Re_Esistente nel Parco Storico di Monte Sole, e Crinali A.p.s., in programma dal 5 al 7 luglio.

LUPO nasce dall’idea di rendere “Monte Sole Resistente” un rito collettivo e persistente che prosegue nei mesi compresi fra la Festa della Liberazione e i giorni della Commemorazione dell’Eccidio nazi-fascista di Monte Sole di settembre, attraverso una rassegna culturale multidisciplinare, che possa declinare il pensiero di una resistenza contemporanea, chiamando a raccolta la comunità pacifista in momenti di socialità per contagiare con il proprio messaggio le nuove generazioni. Un fitto programma musicale che ospita alcuni dei principali nomi della musica italiana e non solo, e numerose attività correlate, dalle presentazioni di libri ai laboratori per bambini e adulti alle passeggiate nel parco compongono l’ossatura del programma, il cui nome omaggia Mario Musolesi, il leggendario Comandante Lupo della Brigata Stella Rossa che dal novembre 1943 combatté in questi territori contro le forze nazifasciste.

La musica è la grande protagonista delle giornate, nei due stage che saranno montati nell’area del Poggiolo. Sarà il cantautore Giovanni Truppi ad aprire il festival venerdì 5 luglio alle 20.00, al tramonto, con un suggestivo concerto in solo, chitarra e voce: un'esperienza intima e coinvolgente che permetterà al pubblico di scoprire la sua musica in un modo completamente nuovo. A seguire le Hysterrae, band composta da quattro artiste di spicco della World Music provenienti da culture e tradizioni musicali differenti, dall’Iran al Salento; un viaggio ipnotico in cui voci, percussioni, melodie e circolarità generano una trance femminea riportando gli ascoltatori a un rituale radicato sia in tempi antichi che nella tribalità elettronica del sound contemporaneo.
A chiudere la serata sarà Clap! Clap! producer e performer fiorentino di fama internazionale che ha portato i suoi spettacoli dal vivo nei club e sui palchi di tutto il mondo, e il cui lavoro è stato elogiato e supportato da Paul Simon, Gilles Peterson, Future Music Magazine, DJ Mag.

Sabato 6 luglio alle ore 20.00 sale sul palco Vinicio Capossela, che per questa occasione ha scelto di essere accompagnato da una formazione unica composta da un quartetto d’archi e dalla fanfara balcanica Fan Fath Al. Artista capace di far dialogare diverse forme di arte in performance uniche, si esibirà al tramonto con il suo ultimo lavoro Tredici Canzoni Urgenti, il suo dodicesimo album uscito nella primavera del 2023, alternandolo ai brani più noti di Camera a Sud, l’album che lo consacrò, di cui ricorre quest’anno il trentennale. Un live unico, frutto della collaborazione con il Festival Crinali, rassegna inserita in Montagna Mia, il festival dell’Appennino in Emilia-Romagna, iniziativa dell’assessorato alla Cultura e al Paesaggio della Regione Emilia-Romagna.

Il sabato continua con i live sul second stage, con il dj set di Defe che spazia dal jazz ai ritmi africani e, a partire dalla mezzanotte, con le sonorità tradizionali liguri degli Oggitani in uno spettacolo in cui si alternano danze occitane, scottish, rigodon, curente, bourreè, rondò, mazurche, polke e brani dal Sud Italia. Anima del progetto è Sergio Caputo che ha suonato e inciso con importanti band nell'ambito della musica tradizionale tra cui Eugenio Bennato, e nel pop con artisti come De Gregori e Subsonica.

Il set conclusivo spetta a Grissino, dj e producer italiano, ideatore e promotore della compilation

Domenica 7 luglio a partire dalle 16 il dj set di The Spy from Cairo, producer e musicista che ha contribuito a plasmare la scena dance underground di New York per molti anni.
La giornata si conclude con il live degli Extraliscio, al secolo Mirco Mariani, Moreno il Biondo e Mauro Ferrara che dalle 18 trascineranno il pubblico al ritmo di sonorità che mixano punk e balera, tradizione e avanguardia. L’accesso ai concerti per la giornata di domenica è gratuito.

Accanto alla musica, un programma di appuntamenti dedicati a tutti: venerdì 5 luglio alle ore 18.30 gli autori Toni Rovatti (Università di Bologna), Alessandro Santagata (Università di Padova), Giorgio Vecchi (Istituto Alcide Cervi) presentano il volume Fratelli Cervi. La storia e la memoria.

Per tutto il weekend si alterneranno laboratori gratuiti di pittura, arteterapia, esperienziale olistico, yoga per bambine e bambini, Hata yoga, creazioni gioielli, psicofonia e canto popolare, lettura tarocchi, evolution mandala: a cura della Scuola di

IAFG – International Artists for Gaza, una compilation di tracce di

tantissimi artisti da tutto il mondo a sostegno della popolazione palestinese. Il ricavato della vendita dei volumi è interamente devoluto alla raccolta “S.O.S GAZA” del Banco

Mutuo Soccorso di Milano assieme all’associazione Gaza FREEstyle.

Pace di Monte Sole le passeggiate guidate nell’area del Memoriale dell'eccidio (info al link https://lupo598.wixsite.com/lupo).
Sarà inoltre possibile usufruire gratuitamente dell’area camping non attrezzata e dell’area street food a cura de Il Poggiolo.

LUPO è reso possibile grazie a un importante lavoro di collaborazione tra Ozono Factory Aps, Binario69, Crinali Aps, Il Poggiolo Rifugio Re_Esistente, Comune di Marzabotto, Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e grazie al contributo del Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto.

È possibile prenotare il servizio Autobus con partenza dall'Autostazione, biglietto A/R con arrivo direttamente all’area concerti (biglietto bus al link https://tinyurl.com/2udan3r8).

LUPO fa parte di Bologna Estate 2024 il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Territorio Turistico Bologna- Modena.

LUPO

Parco Storico e Naturalistico di Monte Sole, Marzabotto (Bo)

Dal 5 al 7 luglio 2024

Una produzione di Ozono Factory A.p.s. Crinali A.p.s.
Con il contributo di Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto
In collaborazione con:
Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, Comune di Marzabotto, l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale, l’Associazione Familiari delle Vittime degli Eccidi di Monte Sole, la sezione ANPI Marzabotto "Amedeo Nerozzi", Comune di Grizzana Morandi, Comune di Monzuno, Re_Esistente Società Cooperativa, Binario69, la Fondazione Scuola di Pace di Montesole, MNEMA-Museo Nazionale Etrusco Marzabotto, Bologna Estate, territori Bologna Modena, Città Metropolitana di Bologna.
Il concerto di Vinicio Capossela è organizzato grazie al sostegno di Emil Banca, la COOP Reno, Hera in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Bologna Welcome, Montagna mia, ExtraBo.
LUPO rientra tra gli eventi identificati con il logo "Green Community dell'Appennino Bolognese - Evento Green”, finanziato con risorse a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – previsto nell'ambito del Progetto CLoSER Comunità Locale Sostenibile Ecologica e Rurale - Missione 2 –Rivoluzione verde e Transizione ecologica, Componente 1 – Economia circolare e agricoltura sostenibile (M2C1), Investimento 3.2 Green Communities, finanziato dall'Unione europea – Next Generation EU.

Per tutte le info: Luciana Apicella m. 3357534485 luciana.apicella@gmail.com

 

giovedì 22 febbraio 2024

Il Cavallo di Troia e il Lupo di Monte Sole

Senza un diritto diffuso alla caccia, un contadino non può diventare agricoltore.


Il  Tecnico per gli Interventi Faunistico-Ambientali Marzabotto e Gratiot (WI) Ettore Casanova invia; 

Ora: noi non sappiamo se il falso dei Lupi di Monte Sole sia stato intenzionale o colposo. Questioni queste che riguarderanno le parti in causa e gli appassionati di cronache giudiziarie. Ormai però sappiamo che è stato un falso organizzato. Il che è peggio e soprattutto ci riguarda tutti. 

Un falso organizzato, non solo perché esso è il prodotto di un’azione corale di diversi uffici pubblici. L’Ente Parco e la Regione, in quanto autorità pubbliche, sono vincolate al Principio della Trasparenza; cioè ad un dovere di chiarezza e lealtà nei confronti del Pubblico: per cui le loro decisioni devono essere fondate su fatti oggettivi, accertati con procedure aperte e leali. Altrimenti si entra nel mondo del falso e della presunzione di autointeresse privato ai danni del Pubblico; a prescindere da eventuali rilevanze penali, civili, amministrative … la colpa … il dolo … e tutte questa storie qui. 

Nelle relazioni, istituzionali e non, non esistono le mezze verità; esistono solo le falsità complete; eventualmente travestite da mezze verità. Inoltre, il falso dei lupi avvelenati a Monte Sole e quello del verro da 117 kg., preso a Badolo e fatto passare per un lupo ammazzato davanti alla festicciola di gitanti, sono stati falsi organizzati, perché partono da una visione. Che è quella del cacciatore come anti-tipo sociale; esemplare di una umanità (quella agraria) moralmente imperfetta, immeritevole di una effettiva cittadinanza, semmai di rango inferiore, residuo di atavismo evolutivo; se non proprio un rottame culturale. 

Da circa cinquanta anni un coerente ed incontrastato sistema di propaganda ideologica, spesso fatto passare per educazione ambientale, ha infatti occupati media, poi sedi decisionali di politiche e giudiziarie, uffici pubblici, ed anche polizie. Questo non è che il “fronte agrario” di quella più ampia “escalation di odio da non sottovalutare” – che il Ministro Gilberto Pichetto Fratin ha denunciata l’8 febbraio scorso a difesa dei tecnici I.S.P.R.A attaccati per il lor parere sull’abbattimento dell’orso M90: “ … sui social , ma anche nel corso di manifestazioni, sono state sdoganate parole come “assassini” per persone…”. Una escalation di odio che invece è stata ed è tutt’ora sottovalutata; ed in molti casi anche usata a fini di consenso politico e speculazione economica, come dimostra la vicenda dei lupi di Monte Sole.

Alcuni esempi di ambientalismo cosiddetto moderato, e come tale istituzionalizzato in un accesso privilegiato al sistema politico, amministrativo e giudiziario; nonché al gettito fiscale a titolo del 5x1.000. Non si può che iniziare dalle parole di Fulco Pratesi (Presidente del WWFItalia) ad introdurre “A che serve la Caccia ?”, libro del 2006; che inizia così: “Immaginate … una categoria di persone il cui hobby sia quello di danneggiare i monumenti. Pagando una piccola tassa … il governo locale autorizza questi appassionati a guastare … il patrimonio storico-artistico … “. E prosegue con:“… la categoria dei cacciatori ritiene suo insindacabile diritto danneggiare, distruggere ed impossessarsi di una cospicua parte del patrimonio naturale del Paese, quale la sua preziosa Fauna … l’1 % della popolazione è autorizzato a uccidere … la protervia dei cacciatori … privilegio accordato alle … leggi compiacenti … lobby potentissime dei produttori di armi… ”. Per continuare con le ripetute dichiarazioni di Mario Tozzi (Comitato Scientifico del WWF); es. su Facebook nel giugno 2022: “ … non mi pento di detestare chi uccide per divertimento. E i cacciatori fanno questo. Nessuna empatia ..” . E poi la posizione ufficiale del WWF Italia sulla caccia espressa sul proprio sito internet all’inizio Anni Duemila: “ … come attività, eticamente condannabile, ma in qualche modo "sostenibile"…”. E che viene costantemente ribadita ufficialmente fino ai nostri giorni. Es.: fra le innumerevoli, Franco Ferroni portavoce WWFItalia il 31 agosto 2019 su Facebook: “… caccia possa ritenersi lecita (sebbene rimanga in ogni caso eticamente esecrabile). … “; insieme alla (immancabile) campagna per la raccolta fondi contro il bracconaggio; che appare in questi giorni sul sito del WWF Italia. Dove sotto la rubrica (appunto) Bracconaggio si legge l’ormai classico evergreen dell’identificazione fra Caccia e bracconaggio: “Il numero di animali uccisi illegalmente in Italia è impressionate: si stima (ndr: chi ? E con quali mezzi e criteri ?) restino vittima dei cacciatori più di 5 milioni di uccelli, ma tanti individui di tante specie come lupi e cervi”. Cioè i cacciatori sono quelli che ammazzano indifferentemente specie cacciabili e non: sono fondamentalmente tutti bracconieri. Naturalmente, si parte dai cacciatori e si finisce invariabilmente con gli agricoltori. Es. il prof. Boitani sul Corriere della Sera del 13 agosto 2022 (pag. 25): “ ...la gente di montagna deve capire che non può abbandonare greggi e mandrie all’aperto di notte per scendere a valle dalle mogli. Comunque esistono gli indennizzi. Anni fa accertai che ogni pecora riceveva dall’UE sussidi pari al 60 % del suo valore. Quindi se veniva sbranata da un lupo, le Regioni avrebbero dovuto rimborsare solo il restante 40 %. Ma questo i pastori omettevano sempre di dirlo.”. Un altro evergreen: l’agricoltore è un profittatore di fondi pubblici. Fra le diverse disinformazioni, omettendo di informare che quel 60 % di valore era ed è tratto da una grandezza economica pari (non bisogna mai dimenticare di ricordarlo) allo 0.35 % di tutta la ricchezza prodotta da tutti Paesi dell’Unione. Per concludere con l’epica posizione ufficiale della FederGev (perché a questa sistema mentale la Repubblica Italiana riconosce anche poteri di polizia), dichiarata il 26.11.2011: “… il rischio di una aggressione ai Parchi ed alle aree protette, da parte dei “soggetti” contrari a vincoli economici e legislativi, sono reali. Ci sono i proprietari dei suoli, gli speculatori, i cementificatori, i bracconieri ed i cacciatori che altro non aspettano che l'indebolimento delle istituzioni ….”. E mi limito solo a WWF e G.E.V.; immaginiamoci il resto. Ecco, vediamo allora come della visione conservativa di E.O. Wilson (il grande teorico della conservazione della Biodiversità, ispiratore della fondamentale Conferenza di Rio de Janeiro del 1992) nelle parole di questi personaggi ci sia bene poco; e quel poco sia accidentale ed episodico. Basti dire che E. O. Wilson sintetizza i fattori generatori per la Sesta Estinzione di Massa, nell’acronimo H.I.P.P.O.: (in ordine di pericolosità) Habitat Destruction (distruzione degli habitats), Invasive Species (specie aliene invasive), Pollution (Inquinamento), Population (crescita della popolazione umana), OverHarvesting (sovrasfruttamento delle risorse). Ma nei suoi lavori, di abolizione o biasimo di principio della Caccia, non vi è ombra. E proprio qui è il punto, che ci riporta fatalmente in Wisconsin, per continuare un confronto impietoso con la Regione Emilia Romagna ed il suo gioiello: il Parco di Monte Sole. 

Nella Costituzione dello Stato del Wisconsin (come peraltro in quelle di almeno altri 21 altri Stati) alla Sezione 26 del Bill of Rights è stabilito che: "The people have the right to fish, hunt, trap, and take game subject only to reasonable restrictions as prescribed by law", il popolo ha il diritto (fondamentale) di pescare, cacciare, trappolare e questo è soggetto solo a quelle restrizioni ragionevoli prescritte per legge. 

Ora, questa statuizione, oltre che antitetica al mainstream del discorso pubblico italiano sulla Caccia, diventa ancora più eversiva per l’ordine costituito ambientalista, solo che la consideri che 650 mila cacciatori (su una popolazione di 5 milioni di abitanti) convivono con 25 mila orsi, con oltre mille lupi, con una popolazione di cervi coda bianca che ha raggiunto i livelli pre-colonizzazione europea, nuclei di wapiti ed alci ed una esuberante popolazione di acquatici, su un territorio che è la metà dell’Italia. 

A questo proposito aggiungo: quei 650 mila cacciatori ed il milione e mezzo circa di pescatori sono sottoposti alla vigilanza di … 250 agenti. 

A Bologna le organizzazioni ambientaliste lamentando da sempre carenze di organico dei 40 agenti scarsi di Polizia ex Provinciale, più tutta la guarnigione di Carabinieri Forestali e non, integrati da decine di polizie private volontarie, sui 5 mila cacciatori… Ma quello che è ancora più eversivo per gli sguaiati luoghi comuni della propaganda ambientalista sono gli Amish. Si potrebbe infatti dire: la Caccia come diritto costituzionale, ultima frontiera delle americanate. E invece gli Amish giustificano il rango costituzionale della caccia e svelano la natura profondamente reazionaria della regolamentazione italiana delle Aree Protette, del proibizionismo venatorio, della protezione integrale del lupo e, in ultima analisi, del perché i trattori vanno in piazza. 

Anche in Wisconsin esistono comunità Amish, la setta evangelica balzata alla notorietà mondiale per il film con Harrison Ford. Che, come ormai noto, sono pacifisti assoluti, al punto da portare la barba, ma non i baffi e nemmeno i bottoni: perché per loro sarebbero entrambi ostentazioni militaresche. Gente che pratica le virtù dell’umiltà e mitezza cristiane più rigorosa. E che notoriamente vivono e lavorano la terra secondo costumi di vita sei-settecenteschi: niente macchine, niente elettricità; vestendosi in fogge antiche con tessuti che si fanno loro, con telai fatti da loro, tali da sembrare costumi teatrali. Che vivono in loro comunità autonome, secondo regole comunitarie risalenti alla Riforma anabattista cinquecentesca, parlando fra loro un dialetto tedesco seicentesco, chiamando la società esterna “gli inglesi”. Ormai si sa tutto di loro. Pochi sanno però che questi miti agricoltori rigorosamente non-violenti siano cacciatori devoti. Sono capaci di fare uno scisma teologico per una questione se rivestire le ruote dei carri di copertoni o non (non è una barzelletta: è successo veramente in una comunità nel nord dell’Iowa), non usano lampadine e arano solo con i cavalli, ma l’ultimo tipo di cartuccia in commercio ce l’hanno sempre. E ci prendono: le classifiche dei migliori trofei di cervo vedono presenti Amish. Qualche anno fa uno di loro prese un cervo da record in Ohio.  Altra stravagante contraddizione americana (del tipo del puritanesimo accanto a Las Vegas o i devoti fedeli delle Bible Belt di giorno, che però di notte mandano in blocco i siti porno a forza di scaricare filmini sconci) ? O è la mentalità eccentrica di questi Amish ? No. Gli Amish e i Mennoniti non sono altri che i diretti discendenti di quei contadini tedeschi anabattisti che nel ‘500 (in Tirolo, Baviera, Svevia, Carinzia, alcuni Cantoni Svizzeri) si ribellarono alle Signorie e combatterono rivendicando, fra gli altri, proprio il diritto di portare armi e di andare a caccia. Vicenda storica di democratizzazione, questa, del tutto sconosciuta alle Campagne dell’Italia peninsulare. Sul diritto di andare a caccia gli Amish vanno quindi perfettamente d’accordo con quelli che loro chiamano gli “Inglesi”; anzi è proprio la loro non violenza a testimoniare le ragioni profonde del diritto alla caccia. Perché entrambi sono accomunati dalla memoria storica che proibizioni di caccia non genera solo privilegi venatori, ma quel che è peggio genera crea gerarchie sociali e land grabbing: sottrazione della terra. Se la Fauna è intangibile, dalla sua pancia, esattamente come per l’inganno del Cavallo di Troia (altro animale affascinante; come il lupo) ne esce infatti un potere che, con la scusa di proteggere gli animali, rende i contadini sottomessi ai capricci (whim si legge ancora oggi nelle splendide sentenze della Corte Suprema) del Signore della Fauna. 

Sia esso il Faraone di Londra (come veniva chiamato il Re d’Inghilterra) o un sindaco in cerca di facile consenso politico, oppure la Nobiltà di Toga (come venivano chiamati i funzionari del Re di Francia, che usavano le cariche pubbliche per i propri interessi personali) di un ente parco, ovvero infine dei funzionari di polizia in carriera. 

Gli Amish hanno capito da 500 anni che il diritto alla caccia è la prima riforma agraria; perché senza un diritto diffuso alla caccia, un contadino non può diventare agricoltore: anche se divenisse proprietario della terra, rimane un servo; magari dell’Ambiente, ma sempre servo. Come non smettono di dimostrare il Parco di Monte Sole e la Giunta Regionale, i quali anzichè svolgere una istruttoria decisionale, si sono limitati a mobilitare il pregiudizio contro un gruppo sociale, costruito ed alimentato da una propaganda faziosa e manipolativa, per mettere le Mani sulla Campagna. 

martedì 30 gennaio 2024

Continua la trattazione del lupo di Ettore Casanova

Il tecnico ha inviato una seconda sua elaborazione che intitola 'L'Insulto Finale'  


Il Tecnico per gli Interventi Faunistico-Ambientali Marzabotto e Gratiot (WI) Ettore Casanova non ha ancora detto tutto sulla gestione del lupo:

Dopo che i cacciatori avevano avvelenati in massa 5 lupi e poco prima di avere accoppato davanti a tutti quello da 117 kg. l’8 dicembre, gli investigatori della Polizia Locale Metropolitana furono chiamati su un’altra scena di un delitto con vittima un lupo; anche questa volta ucciso a fucilate, ma senza farlo di fronte a gitanti. Così che la storia dei lupi uccisi a Marzabotto e dintorni venne ad assumere la struttura classica della trilogia. Come quella de “Una Pallottola Spuntata”; e anche qui il sottotitolo della terza parte è “L’insulto Finale”. Una coproduzione italo-turca. Perchè il Parco di Monte Sole proseguì secondo il rito ottomano: condanne decise all’insaputa dei sospettati. I cacciatori di Monte Sole, sebbene già formalmente indicati da quasi un anno come i responsabili delle uccisioni di lupi nel Parco negli atti ufficiali dello stasso Parco, vennero infatti a sapere del ritrovamento della carcassa e della loro colpevolezza un mese dopo. Quando il Presidente dell’A.T.C. comunicò loro (attenzione: non il Parco) per messaggio s.m.s. (insomma…) che “… dalla data odierna il Parco di Monte Sole ha sospeso la caccia al capriolo all’interno del P. Il Presidente ATC Bo 3 - Lorenzo Benedetti”. Quindi nulla seppero, né ebbero facoltà di intervenire, dell’elaborazione del cosiddetto regolamento (in seguito: Editto di Monte Sole), che li prendeva di mira; prima. Né seppero poi nulla del ritrovamento della successiva carcassa a Sperticano, così da potere controdedurre gli accertamenti di una Polizia Locale Metropolitana sul lupo. 

La buona notizia fu quella che i Carabinieri/Forestali non vennero scritturati come comparse per questa puntata: tutto fu (come sempre) made in Polizia Metropolitana e Parco di Monte Sole. Che però in questo caso non organizzarono un evento mondano come quello dell’1 giugno 2022; ma osservarono improvvisamente un basso profilo. Nel frattempo io avevo cercato invano di ottenere copia dalla facoltà di Veterinaria degli accertamenti autoptici sui primi 5 lupi annunciati come avvelenati; ricavandone invece una antologica interferenza da parte della Polizia Locale Metropolitana, che si frappose fra me e l’Università; con una mail che meriterà un capitolo a parte. Successivamente, proprio in ragione della procedura inquisitoria e degli esiti punitivi per i cacciatori, dopo ripetuti vani tentativi di contatto con Giunta e Consiglieri regionali indirizzai al Presidente Bonaccini una richiesta di ritiro dello sciagurato Editto di Monte Sole. 

Come risposta, mi arrivò una comunicazione dell’Assessora Barbara Lori, che mi introduceva un elaborato altrettanto antologico di quello ricevuto dalla Polizia Locale Metropolitana, della serie “Fenomeni Parastatali” della Gialappa. Il 21 aprile 2022 l’Assessora Barbara Lori mi scriveva: “Gentile Signor Casanova, in riscontro alla Sua comunicazione ns. prot. n. 0277048 del 23/03/2023 e a seguito di approfondita istruttoria, si trasmette la dettagliata relazione tecnica sottoscritta dal Dirigente regionale responsabile del Settore aree protette, foreste e sviluppo zone montane ...” .Il quale, da parte sua, (fra l’altro) mi diceva: “… la sospensione dell’attività venatoria nel caso di accertato decesso di uno o più esemplari di lupo, è stata motivata dall’esigenza di ristabilire le condizioni di equilibrio ecologico nel Parco regionale di Monte Sole, in relazione alle popolazioni di cinghiale e capriolo, ovvero le prede d’elezione del lupo. Per quanto riguarda il capriolo, è stato sospeso il prelievo attraverso la forma della caccia programmata, al fine di garantire una presenza della specie tale da favorire la ripresa del lupo con l’auspicato ripopolamento dell’area dalla quale è stata praticamente eliminata la totalità degli esemplari presenti ...” Approfondita istruttoria … insomma. Mah … Diremmo piuttosto una approfondita supercazzola brematurata. Terapia tapioco. Confrontiamo infatti la dettagliata relazione ancora le parole dell’approvazione dello studio di incidenza del 3 marzo (made in David Bianco; commissionatagli la mattina del 25 febbraio, venerdì, e arrivato sul tavolo del Direttore già la mattina del 2 marzo martedì, con due giorni festivi in mezzo; in un febbraio da 28 giorni… altra approfondita istruttoria) con le parole della Barbara Lori e del suo dirigente: “… al fine di contrastare il gravissimo fenomeno di bracconaggio a carico del Lupo, specie particolarmente protetta e di interesse comunitario, riscontratosi in varie zone dell’Appennino Bolognese e, drammaticamente, in particolare all’interno del Siti natura 2000 di Monte Sole, nel corso del 2021/22 …”. Una presa in giro, questa della Regione, che si manifesta anche nella frase: “… favorire la ripresa del lupo con l’auspicato ripopolamento dell’area dalla quale è stata praticamente eliminata la totalità degli esemplari presenti …”. Basti dire, a proposito dell’eliminazione della totalità dei lupi presenti, che la settimana stessa dopo il blocco della caccia, a Marabotto (frazione di Panico, località Pian di Mazzolo) alla sparizione di un jack russell fu chiamato per le ricerche un operatore dotato di drone; il quale avvistò  sul luogo della sparizione del cane un branco di lupi. E lupi non si smisero (e non smisi io stesso) di vedere per tutto il 2023. Poi cominciò a trapelare (perché non fu così facile ottenerla) la documentazione dei rilievi autoptici sui lupi morti avvelenati. Avvelenati, si fa per dire. Le carcasse ritrovate il 30 e 31 gennaio 2023 a La Quercia e a Grizzana, risultarono infatti positive al Morbo di Aujevski; sebbene entrambi si presentassero effettivamente “positivo anticoagulanti (brodifacoum, bromadiolone, coumatetralyl)”. Mentre quello rinvenuto a Pian di Venola il 26 gennaio 2022 morì per i traumi da investimento, senza che le sostanze venefiche fossero state efficienti per la sua morte; ma risultò negativo al Morbo di Aujevski. 

Tuttavia in località La Quercia (quindi, interno Parco) furono rinvenute altre due carcasse di lupo i giorni del 18 e 21 gennaio 2022. E fanno le cinque carcasse del gennaio 2022. Ebbene quella del 18 gennaio risultò negativa sia a pesticidi; che al Morbo di Aujevski. Quindi è stato falso dire che a Monte Sole erano stati trovati 5 lupi avvelenati. Allora la dott. ssa Bellinello il 26.11.2022 non si era sbagliata a dire: “… è una sintomatologia molto frequente. A Monte Sole quest'anno il branco oltre che per altri motivi è andato per il morbo di Aujevski …”; erano confermate le sue parole. I lupi erano morti di malattia ed incidenti; non per veleno. Non solo: dalla documentazione medica trapelata risultò inoltre che fra il 2022 ed il 2023 furono conferite in analisi 11 carcasse di lupi trovati morti in provincia di Bologna fra il 2022 ed il 2023. Di queste 10 presentavano sostanze venefiche in corpo. Ovunque esse fossero state rinvenute: Castel D’Argile, San Lazzaro, Pianoro, Castiglione dei Pepoli, Castenaso, Marzabotto, Grizzana Morandi. Et c.… La formula descrittiva è sempre quella: “Positivo ad Anticoagulanti (Brodifacoum, Bromadiolone, Difenacoum e Difethialone)“. Cominciava a delinearsi allora uno di quei falsi made in Marzabotto, già sperimentati da chi vive a Lama di Reno, e non solo: vedi la propaganda ambientalista. Non era vero che i lupi erano stati avvelenati, non era vero che la caccia era stata fermata come misura tecnica, non era vero che i lupi erano stati eliminati da Monte Sole. Poi si arriva a questi giorni del gennaio 2024, Quando proprio la stessa Facoltà di Veterinaria di Bologna (alla quale erano state conferite le carcasse dei lupi divulgati come avvelenati a Monte Sole dal Parco) pubblica insieme ad altri enti di ricerca ed all’Istituto Zooprofilattico un articolo dal titolo “First evidence of widespread positivity to anticoagulant rodenticides in grey wolves  (Canis lupus)” su The Science of The Total Environment 915. Dove si dice che dei 186 lupi morti recuperati tra il 2018 ed il 2022, e che sono stati sottoposti a necroscopia presso le sedi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna e all’Università di Bologna, ben 115 (61,8%) siano risultati positivi ai test per la presenza di Anticoagulanti Rodenticidi di seconda generazione (ARs). Questi composti, in particolare il Bromadiolone, il Brodifacoum ed il Difenacoum, costituiscono la base dei rodenticidi, il veleno comunemente usato nel controllo di topi e ratti. Inoltre, sia il numero di ARs rilevati, che la loro concentrazione, sono regolarmente più alti in quei lupi che vivono in contesti più antropizzati e sono aumentati a partire dal 2020. Lo studio inoltre evidenzia come esista quella che è stata definita una sorta di “positività di massa agli Ars”, determinata dalle campagne di derattizzazione. La dieta dei lupi, soprattutto di quelli più “urbani”, comprende quindi una frazione di prede esposte direttamente o indirettamente agli ARs, come roditori, micromammiferi e forse anche mesopredatori. Non solo. In tale articolo, ancora, si raccomanda come le indagini tossicologiche in ambito forense (propri tutte quelle dalle quali sono stati esclusi i cacciatori di Monte Sole) debbano necessariamente valutare gli aspetti quantitativi delle molecole rilevate. Nella stragrande maggioranza dei casi infatti i lupi positivi ai test NON sono morti direttamente per avvelenamento da ARs, ma per altre cause. Infine nell’articolo emerge come non sia ancora chiaro se e quanto gli ARs di seconda generazione possano incidere sulla fisiologia e sul comportamento dei lupi. Forse, a concentrazioni elevate, i rodenticidi possono indebolire il sistema immunitario di questa specie, o alterarne il comportamento ed esporla a rischi quali le collisioni con gli autoveicoli. Quanto manca ancora per dire che quella dei 5 lupi avvelenati a Monte Sole sia stato un falso ? E che allora perplessità non possano non sorgere anche per il lupo trovato a Sperticano, dato che le organizzazioni che hanno gestito il caso sono le stesse dell’invenzione dei 5 lupi avvelenati e di quello da 117 chili; che continuano a fermi nell’immaginario collettivo delle Valle del Reno ed oltre. Ma soprattutto ci si deve domandare da quale mentalità venga questo falso. 







domenica 28 gennaio 2024

Ucciso un lupo il giorno di Natale

Pubblichiamo un intervento del Tecnico per gli Interventi Faunistico-Ambientali Marzabotto e Gratiot (WI), Ettore Casanova, in merito alla presenza del lupo nell'Appennino Bolognese: 



 Il giorno di Natale è stato trovato ucciso un lupo in Wisconsin. Questa notizia apre finalmente il discorso sui lupi morti delle Valli del Reno e del Setta fra il 2022 e l’inizio del 2023. Come noto dalle cronache in quei mesi sono stati infatti avvelenati 5 lupi dentro il Parco di Monte Sole e ne sono stati uccisi 2 a fucilate: uno a Sperticano ed un altro a Badolo. Il discorso su questi eventi deve partire proprio dal confronto di come fatti analoghi siano stati raccontati con modalità opposte dalle autorità pubbliche dei rispettivi due sistemi: quello dell’Emilia Romagna e quello dello Stato del Wisconsin. Due sistemi accomunati entrambi da una un regime di protezione integrale del Lupo all’interno di una Fauna detta di proprietà pubblica. Come si vedrà, quello che divide i due sistemi è invece un’opposta concezione dei medesimi principi proclamati da entrambi. In altre parole, quello che fa la differenza, è la diversa struttura del potere. Come fu detto da Altri: a volte non è il gioco che segue le regole, ma sono le regole a seguire il gioco. Cioè: il Lupo non ci parla (solo) di ecologia, ma (soprattutto) dei giochi di potere nel Parco di Monte Sole, a Marzabotto ed oltre. Va notato fin d’ora che la popolazione di Lupo del Wisconsin (area: metà dell’Italia) è pari a quella della sola Toscana. Mentre la popolazione di Lupo italiana è addirittura pari o superiore a quella di tutti i 48 lower states, messi insieme, ed arriva a rivaleggiare per dimensioni con quella dell’Alaska (7mila per uno, come minimo). 

Scrive il Milwaukee Journal Sentinel (a firma di Paul A. Smith) che un uomo ha chiamato per un (testualmente) incidente; dove un lupo è rimasto ucciso per un colpo d’arma da fuoco all’interno della sua proprietà. L’articolo riporta che sono intervenuti sul posto gli agenti del Dipartimento Statale delle Risorse Naturali e quelli del Servizio Federale per la Fauna Ittica e Selvatica. La vittima era una lupa dotata di radio-collare. Si legge che l’investigazione tende ad accertare se lo sparo sia stato giustificato o non; dopo una procedura fatta di rilievi autoptici sulla carcassa sequestrata, intervista (attenzione: non interrogatorio, intervista) dello sparatore, rilievi sulla scena del fatto e acquisizione di evidenze materiali. Siccome l’indagine è ancora in corso gli agenti statali e federali hanno rifiutato di rilasciare ulteriori dettagli. Essi si sono limitati a dire che l’incidente è avvenuto nel nord dello Stato, ricordare che se lo sparo non risultasse giustificato, l’autore andrebbe incontro a una sanzione di più di $ 100 mila dollari e l’incarcerazione. Gli specialisti hanno previsto che le indagini avrebbero potuto protrarsi per diverse settimane (attenzione: settimane, non mesi). E basta. L’articolo prosegue ricordando che la popolazione di Lupo del Wisconsin è stimata in circa 1 migliaio di lupi; originatisi da un nucleo nel Minnesota del nord, sopravvissuti all’estinzione. Si informa ulteriormente che dal 2022, per sentenza federale, il Lupo è oggetto di protezione integrale nei 48 stati a sud dell’Alaska ai sensi dell’Endangered Species Act. L’abbattimento di un lupo può essere giustificata solo per la difesa della vita umana in caso di minaccia immediata. Si informa ulteriormente che la crescita della popolazione di Lupo in Wisconsin ha determinata la crescita di conflitti con l’uomo. La cronaca prosegue ricordando un incidente del 2017; occorso su area pubblica in una contea dello Stato in cui un uomo, sentendosi minacciato da un lupo aveva fatto fuoco con una pistola. Nessuna carcassa di lupo fu rinvenuta; l’uomo non fu incriminato. Nel novembre del 2023 invece un puma, specie non inclusa fra quelle dell’Endangered Species Act, fu colpito ed ucciso (altro fatto descritto come incidente; attenzione) da un cacciatore con arco, sentendosi minacciato; dopo che l’animale si era avvicinato alla sua altana. Anche in questo caso la persona non fu incriminata. L’articolo si conclude con una panoramica dei casi uccisione di uomini nel mondo, sottolineando che nei 48 stati a sud dell’Alaska nessun incidente mortale era accaduto in decenni precedenti; e l’indicazione dei recapiti per segnalare comportamenti minacciosi di lupi. Punto. Marzabotto e Grizzana; gennaio del 2022: vengono ritrovate le carcasse di 5 lupi morti all’interno dei confini del Parco Storico di Monte Sole; l’ultima il 31 gennaio 2022. Nel giro di un mese gli organi di direzione politica (“la Politica”, come si usa dire) avevano già prese decisioni due volte: il 10 febbraio e la sera del 24 di febbraio. La sera del 24 avvenne un incontro dell’Ente Parco con la Consulta del Parco Storico Regionale di Monte Sole. 

Dal verbale il collegio risultò formato da 4 persone. Vi si legge che Romano Franchi (rappresentante del Comune di Marzabotto): “… introduce il tema del Regolamento per l’Esercizio dell’Attività Venatoria nelle Aree Contigue… comunicando che che la versione che è stata trasmessa ai membri della Consulta è quella adottata dalla Comunità del Parco …riunitasi il 10 febbraio Passa quindi la parola al direttore affinché questi esponga … i contenuti della proposta… “. Notiamo che i membri della consulta sono … 1 solo: cioè una persona sola. Massimo Rossi (Direttore del Parco): “… fino a circa un mese fa avevo programmato di proporre ai membri della Comunità del Parco Storico di Monte Sole l’adozione dello stesso regolamento che da quasi 10 anni governa l’attività venatoria nell’area contigua … Poi … ritrovamento di 4 cadaveri di lupo … due dei quali è già stato accertato l’avvelenamento, mentre per gli altri sono in corso le analisi … ha molto colpito gli organi di vigilanza, sino a portare una decina di giorni fa, ad un’azione congiunta tra guardiaparco, una decina di agenti della Polizia Provinciale, sedici GEV e dieci agenti dei Carabinieri Forestali, ai quali si sono aggiunti uomini del reparto cinofili dei CC Forestali con due cani addestrati per il ritrovamento di esche avvelenate. Durante tale azione sono state ritrovate delle sostanze trattenute dai CC Forestali per analisi … in ragione di ciò la Comunità del Parco ha deciso di integrare il regolamento in scadenza con un articolo che, in caso di accertato decesso di un lupo per cause di avvelenamento, sparo o uso di lacci preveda la sospensione immediata della caccia per 12 mesi e in sua sostituzione con interventi di controllo al cinghiale tali da garantire almeno un prelievo pari a quello effettuato in caccia nell’annata precedente ”. Mazzoli (Coldiretti): “Non sapevo quanto accaduto … è un fatto gravissimo. Ci tengo a sottolineare una situazione oggettiva: a Monte Sole, soprattutto per il cinghiale, la situazione è migliorata tantissimo rispetto a quindici anni fa e da tempo non registriamo situazioni di malessere significativo. Approvo quindi convintamente quanto proposto e riferirò a chi sta sopra di me affinché Coldiretti si faccia carico di un fatto così grave … se possibile inserirei la parola “almeno” … poichè la caccia di selezione è uno strumento fondamentale per il controllo del cinghiale nel periodo in cui la caccia collettiva è ferma …”. Romano Franchi: “Condivido in pieno quanto detto da Mazzoli”. 


Dal verbale: anche il Presidente Ceccoli si associa; Rossi condivide la richiesta di Mazzoli. H. 18.45: si rompono le righe; tutti a tavola e poi a letto. La mattina dopo (25 febbraio) il Comitato Esecutivo della Comunità del Parco, all’unanimità dei presenti deliberò di approvare la proposta del Responsabile del Settore Ambiente dott. David Bianco di adottare il Regolamento dell’Attività Venatoria: “… la Comunità del Parco, convocata in proposito, con propria deliberazione n. 1 del 10 febbraio 2022, ha deliberato l’adozione del suddetto regolamento, che riprende integralmente quello in scadenza... integrandolo con un articolo che prevede che in caso di accertato decesso o avvelenamenti di uno o più esemplari di lupo (o di altri animali particolarmente protetti e tutelati dalla Direttiva 92/43/CEE o Direttiva 209/147/CE) che risulti causati da avvelenamenti, venga immediatamente sospesa l’attività venatoria a carico del cinghiale, del capriolo e del cervo per l’intera annata venatoria e comunque per almeno 12 mesi, sostituendola con operazioni di controllo a carico del cinghiale che portino ad un prelievo di capi almeno pari a quello realizzato in caccia nell’anno precedente, onde garantire il contenimento di questo ungulato….”. Successivamente, il 28 aprile 2022, la Giunta Regionale accolse all’unanimità la proposta dell’Ente Parco di adottare il nuovo regolamento venatorio del Parco di Monte Sole. 


Quindi: nuovo regolamento completo della clausola ritorsiva (sebbene questa volta emendata del bando della caccia al cervo); così come ideata dal personale politico già il 10 febbraio (a 15 gg. circa dall’inizio delle indagini) e come giustificata poi dalla determinazione, del Direttore dell’Ente e del Responsabile Area Ambiente, del 3 marzo successivo; indirizzata all’Assessorato regionale per le Aree Protette: “ … al fine di contrastare il gravissimo fenomeno di bracconaggio a carico del Lupo, specie particolarmente protetta e di interesse comunitario, riscontratosi in varie zone dell’Appennino Bolognese e, drammaticamente, in particolare all’interno del Siti natura 2000 di Monte Sole, nel corso del 2021/22, in caso di accertato decesso di uno o più esemplari di Canis lupus che risulti causato da avvelenamento, uso di lacci o colpi di arma da fuoco, ...…. “. A seguire la conferenza stampa dell’1 giugno 2022; divulgata a reti unificate e riportata dai quotidiani. Conferenza stampa tenuta da Regione Emilia Romagna, Città Metropolitana, Ente per la Gestione dei Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Orientale, nonchè dall’Arma dei Carabinieri; alla presenza di rappresentanze di associazioni ambientaliste, di Guardie Ecologiche Volontarie in divisa, con cartelli inneggianti a vari slogans contro favole e superstizioni popolari considerate foriere di sentimenti ostili al Lupo. La cronaca dell’evento riportata da “la Repubblica”, “Resto del Carlino” e “Corriere della Sera” dell’1 giugno riporta le parole del sig. Sandro Ceccoli intervistato da Rai 3 Regionale, con accanto l’assessore Barbara Lori “E' un fatto gravissimo - ha aggiunto Ceccoli - anche perché a Monte Sole non ci sono pecore o altri allevamenti, e i lupi vivono in equilibrio, senza creare problemi". “ Il giorno seguente su “la Repubblica”: “Appennino bolognese, cinque lupi avvelenati nel Parco di Monte Sole”. “ … lupo, specie protetta e predatore indispensabile agli equilibri dell'ecosistema … Il decesso è avvenuto per aver mangiato delle esche avvelenate: si tratta di potenti rodenticidi …Polizia locale della Città metropolitana e dei Carabinieri Forestali con l'unità cinofila antiveleno - che portano al ritrovamento di materiali biologici contaminati con gli stessi principi attivi trovati nelle carcasse degli animali recuperati …. Le autorità stanno lavorando per cercare di individuare gli autori dell'avvelenamento...” "Credo che siamo di fronte ad un record negativo nazionale - sottolinea Bianco - in passato è successo di trovare lupi morti per avvelenamento, ma mai una cosa del genere". Poi sul “Corriere della Sera”: “Bologna, 5 lupi avvelenati sull’appennino. Trovate 600 scatole di esche” . “Un ecocidio nel cuore del parco storico di Monte Sole … Tutti presentavano evidenti tracce di avvelenamento (tramite l’utilizzo di potenti rodenticidi, il Brodifacoum e il Bromadiolone). «Chi avvelena un lupo rischia sino a tre anni di carcere”, spiega Aldo Terzi, comandante dei Carabinieri Forestali, che aggiunge come «sia molto complesso individuare i colpevoli in questo caso, ma stiamo ancora facendo verifiche … Luca Catania: «Abbiamo trovato 600 scatole di queste esche solo nella zona del comune di Bazzano, … »”. Ecco, appunto: a sei mesi dal ritrovamento, le indagini erano ancora in corso (perchè “molto complesse”, a detta degli stessi investigatori), i responsabili non ancora stati individuati dagli investigatori; ma la Regione e l’Ente Parco, avevano invece già prese le loro decisioni a carico di un gruppo di persone. Decisioni queste maturate però già dieci giorni dopo un fatto ancora da chiarire. Mentre la Polizia Locale Metropolitana ed i Carabinieri partecipavano attivamente ad un evento mediatico abbastanza inconcepibile (sia nei contenuti, come nei toni, infine anche nella coreografia) per funzionari ed agenti dello stato del Wisconsin. Allora, che dire ? Paese che vai, usanze che trovi ? Oppure: uno dei due sistemi è disfunzionale ?