giovedì 30 aprile 2026

Peste suina, scatta il piano anti-cinghiali: parchi aperti ai visitatori

Interventi straordinari nell’Appennino bolognese per contenere il rischio contagio. Le autorità: “Ridurre la presenza degli animali è fondamentale”



Via libera a un piano straordinario di contenimento dei cinghiali nei territori dell’Appennino bolognese. L’Ente Parchi Emilia Orientale ha approvato una serie di interventi mirati alla riduzione della popolazione degli ungulati all’interno del Parco regionale del Corno alle Scale, con l’obiettivo di contrastare la diffusione della Peste suina africana (Psa), che rappresenta una minaccia crescente per il territorio e per il comparto zootecnico regionale.

Il piano, già validato dall’ISPRA, interessa in particolare il Comune di Lizzano in Belvedere, classificato come “zona di restrizione 1”: un’area ancora indenne dal virus, ma considerata ad alto rischio per la vicinanza a territori dove sono stati rinvenuti animali infetti.

«Dobbiamo fare tutto il possibile per contenere e isolare l’infezione», ha dichiarato Tiberio Rabboni. «La peste suina africana è già presente in aree confinanti con il bolognese: è quindi necessario intervenire riducendo la presenza dei cinghiali, possibili vettori della diffusione del virus».

Le operazioni riguarderanno anche aree protette dove la caccia è normalmente vietata, ma dove la presenza degli animali è significativa. Oltre al Corno alle Scale, gli interventi interesseranno anche il Parco regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, al confine con le province toscane di Pistoia e Prato, dove il livello di allerta resta elevato.

Sul campo opereranno guardiaparco, agenti della polizia metropolitana e cacciatori locali abilitati, coinvolti come coadiutori volontari. Parallelamente alle attività di contenimento, saranno intensificate le operazioni di monitoraggio sanitario, con la ricerca attiva di carcasse e controlli veterinari per individuare tempestivamente eventuali focolai.

Nonostante le misure straordinarie, le istituzioni rassicurano cittadini e turisti: le aree interessate resteranno accessibili. «Le attività all’aperto proseguono regolarmente – ha spiegato la sindaca di Lizzano, Barbara Franchi –. Si tratta di un piano mirato, attuato nel rispetto di rigorosi protocolli di sicurezza».

L’obiettivo è duplice: contenere la diffusione del virus e tutelare al tempo stesso la fruibilità di un territorio a forte vocazione naturalistica e turistica

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ecco come lavorano i criminali in Regione, se si tratta di difendere l'agricoltore dai cinghiali, tattacchi, se si tratta di difendere il cittadino che fa due passi sul SUO appennino, allora strage.

Anonimo ha detto...

Per ora non c'è nessun motivo di allarmismo di peste suina perché non esiste nel territorio di Lizzano in belvedere e corno alle scale