venerdì 28 ottobre 2016
E ora, la parola agli agricoltori.
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Legambiente liquida come 'follia' il progetto di collegamento tra gli impianti sciistici del Corno con Abetone e Doganaccia.
Legambiente
comunica:
In
questi giorni si parla di rilancio turistico dell’Appennino,
attraverso un progetto sovra regionale che vuole unire le tre
stazioni sciistiche di Corno alla Scale, Doganaccia e Abetone,
rispolverando un’idea del 1963 che prevedeva una funivia
Doganaccia/Scaffaiolo ed un impianto di seggiovia con partenza da
Tavola del Cardinale ed arrivo sotto al vecchio rifugio del lago.
15
milioni di euro la spesa prevista per la realizzazione delle opere,
di cui 11 milioni reperibili da un possibile finanziamento nazionale
con fondi destinati al rilancio dell’Appennino Tosco-Emiliano.
«Il
percorso per il finanziamento di queste opere è cominciato qualche
giorno fa, ora si tratta di realizzarlo in tempi brevi» è l’annuncio fatto dal dirigente del settore Turismo
della Regione Emilia Romagna a Vidiciatico, in occasione di un
convegno tenutosi negli scorsi giorni.
In
pieno periodo di cambiamenti climatici, di tagli ai bilanci pubblici
e di riflessione sull'economia verde appare assurdo che a
cavallo di Emilia Romagna e Toscana si stia parlando di un progetto
di implementazione della rete di seggiovie e funivie per sviluppare
il turismo sciistico invernale. Se si da uno sguardo a piovosità e
temperatura media dal 1961 al 2008 a Lizzano in Belvedere, si nota
come la temperatura media annuale sia aumentata di 1 grado e la
piovosità media annuale sia diminuita di 117 mm all’anno. Dati
che, se incrociati al trend delle nevicate su tutto l’Appennino
emiliano romagnolo negli ultimi 50 anni, rimarcano la costante
diminuzione dagli anni ‘90 sia dei giorni nevosi che dell’altezza
media del manto nevoso (Dati atlante idroclimatico Arpae )
Risulta
preoccupantemente evidente che puntare tutto sulla stagione sciistica
sia un azzardo che il nostro territorio non può più permettersi.
Con
le stesse risorse si potrebbero avviare decine di start-up,
cooperative di comunità o aziende giovanili incentrate su
sostenibilità ed innovazione, con ricadute occupazionali di certo
più promettenti.
Il
progetto evidenzia ancora una volta la visione miope del turismo
appenninico nella nostra regione: invece di puntare sulla riapertura
delle antiche vie transappenniniche, pulire i belvederi e favorire un
turismo di montagna sostenibile, attento alle peculiarità locali e
continuativo nell’arco dei 12 mesi, si punta a riproporre il
modello “rivierasco” anche in vetta.
Pensare
di risollevare le sorti del territorio appenninico attraverso la
promozione di un turismo mordi e fuggi concentrato nei soli mesi
invernali, neve permettendo, è una visione poco lungimirante di
sviluppo delle aree interne, che può solo peggiorare la già
difficile situazione di spopolamento di piccole località sparse sul
territorio, come ad esempio la nota Pianaccio.
Realtà
che possono essere rilanciate solo attraverso la promozione delle
tipicità e della storia locale, come la nostra associazione aveva
già evidenziato con il progetto “Parchi di Vita”.
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Due fine settimana di Tartufesta a Sasso Marconi, capitale del tartufo per cinque giorni.
Prende
il via domani, sabato 29 , la tartufesta di Sasso Marconi
e proseguirà domenica 30 ottobre, l' 1, il 5 e il 6
novembre.
Coinvolto
l'intero centro storico: la piazza centrale si trasformerà in una
vera e propria “Piazza del Gusto” dove i ristoratori
locali proporranno specialità a base di tartufo dall’antipasto al
dolce. Fra le novità, mascarpone al tartufo, cioccolatini
tartufati, crescentine con formaggio, salsa di tartufo nero e
tigelle farcite con salumi e crema al tartufo.
C’è poi lo stand-ristorante dell’associazione “Tartufai” con un menu a base di tartufo.
Anche nei migliori ristoranti della città si possono degustare menu tartufati .
C’è poi lo stand-ristorante dell’associazione “Tartufai” con un menu a base di tartufo.
Anche nei migliori ristoranti della città si possono degustare menu tartufati .
Ma
il tartufo è solo una scusa per
promuove e celebrare tutti i prodotti dell’autunno in Appennino,
infatti Tartufesta offre golose occasioni come sorseggiare un
bicchiere di vino nell’Enoteca allestita in piazza,
da abbinare ad una selezioni di formaggi e salumi. I vini provengono
dalle cantine di Sasso Marconi: nove aziende e un’ampia
proposta di etichette, per soddisfare le esigenze di tutti i palati!
C’è anche una selezione di birre artigianali
dell’Appennino!
Durante
il giorno (dal mattino) a creare un piacevole clima di festa
contribuiscono un centinaio di bancarelle sparse per le vie
del centro cittadino e cariche di prodotti tipici dell’Appennino
(funghi, castagne, formaggi, salumi, miele e dolci montanari oltre,
naturalmente, al tartufo bianco e nero), di artigianato artistico,
oggetti da collezione e specialità regionali italiane da
Emilia-Romagna, Liguria, Piemonte, Trentino Alto Adige,
Toscana, Umbria, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e
Sardegna.
Il
Tartufo, infine, offre un filo conduttore per nuove incursioni in
altri mondi come quello dell’Olio Extra Vergine d’Oliva, del
cioccolato e della confetteria per originali e inconsueti abbinamenti
di forma e sapore…
Per
gli avventori:
Chi
arriva a Sasso Marconi in auto, prima di arrivare in centro, può
servirsi dei parcheggi indicati e raggiungere la piazza con le
apposite navette (solo nei giorni festivi). Ma c’è anche il treno:
i convogli della linea ferroviaria Bologna-Porretta fermano a Sasso
Marconi, e dalla stazione il centro del paese può essere raggiunto a
piedi. Attenzione però i treni finiscono verso le 21.
Per
maggiori informazioni tel. “infoSASSO”, 051-6758409
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giovedì 27 ottobre 2016
I giovani Anci di centro destra. CASO GORINO, IL PRESIDENTE DI ANCI, DANIELE MANCA, DIMENTICA IL SUO RUOLO SUPER PARTES.
Fermo
restando che l’episodio di Gorino, nel ferrarese, riaccende uno
spinoso dibattito su una gestione dell’accoglienza che ormai è
totalmente fuori controllo per l’inadeguatezza delle politiche
nazionali messe in campo in tema di immigrazione ma anche di rimpatri
qualora lo status di protezione internazionale non venga
riconosciuto, riteniamo che le parole del presidente Anci
Emilia-Romagna di questa mattina siano davvero inopportune.
Ancora
una volta Daniele Manca dimostra di non assolvere al suo ruolo super
partes, dimenticando le difficoltà di tanti sindaci e di tanti
Comuni ai quali viene letteralmente imposta l’accoglienza senza
possibilità di proferire parola. Paragonare l’episodio di Gorino
ai rastrellamenti nazisti, poi, rievoca momenti bui della nostra
storia che non sono minimamente accostabili all’odierna storia del
nostro Paese che, tra sforzi, difficoltà e imposizioni, accoglie
centinaia di migliaia di persone delle quali solo una minima
percentuale ottiene di fatto l’asilo politico o una qualche forma
di effettiva protezione internazionale. Peccato non aver sentito le
stesse critiche, da parte di Manca, quando il sindaco Pd di Capalbio
si è lamentato dell’arrivo di 50 profughi nella cittadina dei vip
e degli intellettuali "radical chic".
Quanto
accaduto a Gorino è il segnale chiaro ed evidente di una
esasperazione popolare che sta toccando il culmine. E il sindaco
Manca, invece di usare le solite accuse di “nazismo” che
sistematicamente si tirano in ballo quando un Comune prova a
respingere questa accoglienza forzata, dovrebbe attivarsi come
presidente di Anci regionale per dare respiro ai Comuni su queste
politiche che non sono più sostenibili. Non si è mai fatta la
scelta seria di dare priorità a donne e bambini (le nostre strutture
sono piene di uomini giovani e perfettamente in grado di lavorare che
però vengono mantenuti in quanto senza documenti), con la
conseguenza poi che quelle poche donne e bambini che effettivamente
arrivano finiscono nel tritacarne mediatico per effetto di quella
esasperazione che fa dire alla gente “non ne possiamo più”. A
titolo esemplificativo, ricordiamo che nell'Hub regionale Mattei di
Bologna sono arrivate, tra il primo gennaio e il 31 maggio 2016, 2616
persone di cui 2371 uomini (quasi tutti in età compresa tra i 15 e i
45 anni) e appena 245 donne.
Paradossalmente
l’intervento di Matteo Renzi è stato decisamente più equilibrato,
avendo parlato di una necessità di gestire meglio la situazione da
parte dello Stato. Ecco, questo diciamo a Daniele Manca. Cominci a
stare nel merito delle questioni. Si batta, all’interno di Anci
regionale, affinché ai sindaci vengano dati gli strumenti per poter
decidere sulle politiche di accoglienza e senza che si ritrovino,
dall’oggi al domani, con strutture turistiche requisite per far
posto ai profughi. Dica davvero che la priorità va data a donne e
bambini. Affronti con gli altri sindaci il tema dei minori stranieri
non accompagnati, che hanno famiglie nei loro Paesi di origine e che
sono mantenuti dai nostri servizi sociali. Altrimenti, se Manca non
se la sente di accettare queste sfide, rassegni le dimissioni da Anci
regionale affinché sia eletto un sindaco maggiormente
rappresentativo degli interessi collettivi.
Brigida
Miranda - consigliera comunale Castel Guelfo di Bologna
Morris
Battistini - consigliere capogruppo in consiglio comunale a
Marzabotto
Wendalina
Cesario - consigliera comunale Castel San Giovanni
componenti
Anci Giovani Emilia-Romagna
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REFERENDUM: IL NO PROTESTA: “ NON C'E' UNA INFORMAZIONE LEALE E IMPARZIALE DEL SERVIZIO PUBBLICO RADIO-TELEVISIVO”.
Riceviamo
Presidio
di protesta sabato 29 ottobre davanti alla sede Rai a
Bologna; in prossimità delle prefetture in tutti i
restanti capoluoghi di provincia. A seguire il 30 ottobre
festa/incontro pubblico, dalle ore 15 alle 21, in piazza Nettuno.
Il
Coordinamento regionale dei comitati per il NO al referendum
costituzionale dell'Emilia Romagna, ha indetto per SABATO 29
OTTOBRE, una giornata di mobilitazione per rivendicare il diritto
ad un'informazione equilibrata, imparziale e distribuita equamente
fra le due opzioni SI’- NO. L'invadenza ossessiva di tutti i canali
televisivi e radiofonici, pubblici e commerciali, da parte del
Governo Renzi e dei suoi sostenitori a favore del sì
prefigura un vero e proprio vulnus democratico.
I
dati sulla sproporzione nell'occupazione degli spazi informativi a
favore del sì alla revisione costituzionale, riportati in questi
giorni da diversi organi di stampa e istituti di rilevazione, sono
desolanti e inaccettabili. Spot governativi, interviste, talk show,
tg nazionali e locali, compresi i programmi di intrattenimento, sono
tutte occasioni per colonizzare mezzi e spazi per la
comunicazione politica. Il fine è fin troppo chiaro, si
intende influenzare l'opinione pubblica nel tentativo di
instillare la convinzione che vi sia una e una sola
risposta possibile al quesito referendario del 4 dicembre.
Per
queste ragioni, il Comitato metropolitano di Bologna per il NO, ha
indetto un presidio di protesta sabato 29 ottobre, dalle ore 11.30,
sotto la sede della RAI Emilia Romagna e contemporaneamente davanti a
tutte le prefetture dei capoluoghi di provincia al fine di richiamare
l’attenzione su una situazione totalmente squilibrata, degna di una
democrazia malata e prevaricatrice.
Il
Comitato chiede con forza, agli organi preposti alla
vigilanza del sistema radio-televisivo nazionale, che vengano
immediatamente e pienamente ripristinate le condizioni per una
corretta e leale applicazione dei principi costituzionali sanciti
negli articoli 3 e 21 della nostra Costituzione.
Si
chiede quindi, ai prefetti delle diverse provincie ed ai responsabili
degli organi d'informazione pubblici e privati di garantire il pieno
rispetto della par condicio e l'accesso paritario di tutte le
posizioni in campo.
A
Bologna la manifestazione di protesta davanti alla RAI proseguirà
dirigendosi verso piazza Verdi dove si terrà un presidio
informativo con volantinaggi in tutta la zona universitaria.
Infine, DOMENICA
30 OTTOBRE a partire dalle ore 15.00 alle ore 21.00 in
piazza Nettuno si svolgerà una manifestazione festosa a sostegno
della ragioni del NO con la partecipazione di Umberto Romagnoli
presidente del comitato per il NO di Bologna, Maurizio
Landini segretario generale FIOM, il professor Gianfranco Pasquino,
l'attore Ivano Marescotti, Francesca Chiavacci presidente
dell'ARCI, Alessandro Pollio Salimbeni vice
presidente ANPI. Testimonianze di Stefano Bonaga, Alessandro
Bergonzoni e Katia Zanotti. Stand informativi, volantinaggi,
animazione, vignettisti del NO, musica dal vivo, filmati. Non
mancheranno di far sentire la loro voce il mondo della Scuola e
dell’Università, dell’Acqua pubblica e dell’Ambiente.
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