Visualizzazione post con etichetta trasporto pubblico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta trasporto pubblico. Mostra tutti i post

lunedì 1 luglio 2024

Abbonamenti bus e treni gratis per gli studenti emiliano romagnoli

Assessore, 'Misura simbolo, la prossima giunta la confermi'

 

Torna anche per il prossimo anno scolastico il progetto 'Salta Su!' per garantire abbonamenti gratuiti a treni e bus agli studenti dell'Emilia-Romagna.

Una misura che prevede "un risparmio medio da 350 a 650 euro a figlio" e che l'assessore regionale al Turismo e ai Trasporti, Andrea Corsini, auspica che la nuova giunta "voglia confermare questa misura che è un po' un simbolo per l'Emilia-Romagna, ma - aggiunge - credo che debba essere fatto, per l'importanza che la misura ha assunto tra sostenibilità e aiuto alle famiglie.

    Servirebbe dare ulteriore forza".
    Sono confermati quindi gli abbonamenti annuali gratuiti per i giovani residenti in Emilia-Romagna e che frequentano le scuole elementari, medie, superiori e gli istituti di formazione professionale. Per gli studenti delle scuole superiori è richiesto l'ulteriore requisito dell'Isee familiare annuo fino a 30mila euro. Lo scorso anno hanno viaggiato gratuitamente oltre 220mila ragazze e ragazzi, con un incremento del 10% rispetto al 2022-2023 e con uno stanziamento di oltre 25,5 milioni di euro da parte della Regione, valore che si stima anche per la rendicontazione 2023-2024.
    "È un importo molto importante, e tutto della Regione, ma si tratta di risorse ben spese", aggiunge Corsini nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte Tper, Seta, Start Romagna, Tep, Trenitalia Tper, Mete e Valmabus. "Salta su!" ha coinvolto il 42% degli iscritti agli istituti scolastici dell'Emilia-Romagna. La domanda di abbonamento si può presentare solo online grazie alle credenziali Spid e Cie entro 18 dicembre 2024. (ANSA)

sabato 24 febbraio 2024

Bus e treni, la Regione destina risorse per la sostenibilità

 L’iniziativa è rivolta agli utenti del trasporto pubblico locale con abbonamenti annuali acquistati dal 1^ agosto 2023 al 31 luglio 2024. Ecco l’elenco dei comuni interessati dalla misura


di Gianni Boselli


Sconti sui titoli di viaggio del trasporto pubblico, bus e treni, per i residenti in comuni sede di estrazione di idrocarburi. Riparte in Emilia-Romagna la misura realizzata dalla Regione che va a destinare risorse del “Fondo idrocarburi” ad azioni di sostenibilità ambientale.

L’iniziativa è rivolta a utenti con abbonamenti annuali acquistati dal 1^ agosto 2023 al 31 luglio 2024: i beneficiari avranno diritto a un rimborso sulla spesa effettivamente sostenuta per l’acquisto del titolo di viaggio. Misura che sarà estesa anche al 2024-2025.

Gli sconti, frutto di un accordo siglato dalla Regione Emilia-Romagna con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e con il ministero dell’Economia e delle Finanze, sono riservati a residenti nei Comuni interessati da estrazione e produzione di idrocarburi.

I comuni interessati
L’opportunità riguarda i territori comunali di Castelfranco Emilia, Novi di Modena, San Possidonio, Spilamberto, Lama Mocogno, Palagano, Montefiorino, Modena, Fanano, Mirandola e S. Cesario sul Panaro nel modenese; Imola, Medicina, Lizzano in Belvedere, Gaggio Montano, Alto Reno Terme (ex Porretta Terme), Castel di Casio e San Benedetto Val di Sambro nel bolognese; Fornovo di Taro, Corniglio e Salsomaggiore Terme  nel parmense; Vigolzone, Rottofreno e Podenzano; Ravenna; Misano Adriatico (Rimini).

Le modalità
La percentuale di rimborso riconosciuta è diversificata: per i residenti under 26, che non beneficino della misura ‘Salta su’ è previsto un rimborso pari al 100% delle spese sostenute, per gli altri utenti il rimborso è pari al 70% delle spese sostenute.

La richiesta di rimborso va presentata alla società che ha emesso il titolo di viaggio dal 21 febbraio fino al 14 aprile 2024, per gli abbonamenti acquistati dal 1^ agosto 2023 al 31 gennaio 2024, e dal 15 aprile al 31 agosto 2024 per gli abbonamenti acquistati dal 1^ febbraio al 31 luglio 2024.

Per informazioni è possibile rivolgersi agli Uffici Urp della Regione Emilia-Romagna, dei Comuni e delle società di trasporto pubblico (Trenitalia Tper, Tper, Seta, Tep, Start Romagna e Mete).


venerdì 12 gennaio 2024

Centro Ricerche ENEA Brasimone: ripristinata la fermata del trasporto pubblico per agevolare i lavoratori che provengono dai comprensori montani circostanti

Coincidenza di orari anche per chi si muove in treno da Bologna. Impegno triennale della Città metropolitana nell'ambito del progetto BIS - Brasimone


La città Metropolitana Informa:

L’impegno della Città metropolitana di Bologna e della Regione Emilia-Romagna per migliorare l’accessibilità e l’attrattività delle attività di ricerca che vengono effettuate nel Centro Ricerche ENEA del Brasimone, ha un nuovo importante tassello. Dal 1° gennaio è infatti operativa l’estensione della linea Tper 808 Porretta-Camugnano-Castiglione dei Pepoli con la predisposizione di una fermata nel piazzale antistante il Centro Ricerche, per le corse compatibili con l’inizio e la fine dell’orario di servizio, nei due sensi di percorrenza.

Questa fermata, già esistente, era stata soppressa nel 2020, causando disagi ai lavoratori del Brasimone che arrivavano dai comprensori montani di Vergato, Alto Reno e Camugnano (circa 30), nonché ai lavoratori degli altri centri ENEA e agli ospiti che avevano necessità di raggiungere il Centro.

Il ripristino della fermata della linea 808 nel piazzale del Centro Ricerche, consente pertanto a dipendenti, assegnisti, studenti e ospiti, di raggiungere il Brasimone tramite il servizio pubblico. Rappresenta inoltre un’opportunità anche per gli studenti degli Istituti superiori del territorio che scelgono di svolgere i percorsi trasversali per l'orientamento (ex Alternanza scuola-lavoro) presso i laboratori del Centro ENEA del Brasimone.

Il servizio è finanziato dalla Città metropolitana nell'ambito del Piano Urbano Integrato “Centro di Ricerca ENEA Brasimone: Per una maggiore attrattività dell'Appennino” e verrà esteso successivamente, con analoghe modalità, anche per le annualità 2025 e 2026. L’intervento si inserisce nell’ambito della localizzazione presso il Centro Ricerche di un servizio dedicato all’innovazione, alla sostenibilità e alla residenzialità nell'ambito di BIS - Bologna Innovation Square, la piattaforma dell'innovazione dell’Ufficio unico “Sviluppo economico, imprese, occupazione, Città metropolitana e Comune di Bologna”, anche attraverso lo sviluppo di servizi specifici per rispondere alle esigenze e alle vocazioni del territorio.

L’implementazione del servizio è stata resa possibile grazie alla collaborazione di SRM - Reti e Mobilità e Tper.  

“Il nostro impegno sul Centro Ricerche Brasimone è costante e va dagli investimenti per l’accessibilità, la connettività e l’adeguamento degli spazi interni al rendere il Centro attrattivo anche per investimenti privati e per attrarre nuovi lavoratori che possano poi diventare anche nuovi abitanti dell’Appennino. - sottolinea Maurizio Fabbri, consigliere metropolitano delegato alle Politiche per l’Appennino bolognese - Il tema del trasporto pubblico locale era una ferita ancora aperta e con questo investimento diamo una importante risposta. A breve partiranno gli sportelli per accoglienza residenti, nuove imprese e sostegno alle imprese per la conversione green”.

Dubbio si chiede: “ Potrebbero alleggerire i bilanci dei due Comuni che pagano il servizio navetta da Porretta all'Ospedale, facendosene carico?”

martedì 22 dicembre 2020

Prefettura di Bologna, il documento operativo sul trasporto pubblico per il rientro a scuola

Previsti oltre 30 mezzi in aggiunta alla normale disponibilità

Trasporto pubblico locale

Dubbio invia:

Il prefetto di Bologna Francesca Ferrandino ha messo a punto ieri, al termine della conferenza provinciale permanente con gli enti interessati, il documento operativo con le linee sul trasporto pubblico in vista della possibile riapertura, dal 7 gennaio, della didattica in presenza per le scuole superiori previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre scorso (articolo 1, comma 10, lettera s).

Il documento prevede un’aggiunta di 33 mezzi ai 45 già messi a disposizione all’inizio dell’anno scolastico. A questi, in caso di necessità, potranno aggiungersi altri 5 mezzi messi a disposizione dall'azienda TPER (Trasporto pubblico Emilia Romagna).

La soluzione individuata è il risultato del lavoro svolto a partire dall'estate da regione, città metropolitana di Bologna, direzione scolastica regionale e provinciale, aziende TPER, SRM Reti e mobilità e TPB nell'ambito dei tavoli di confronto regionale e metropolitano.

Si basa sulla mappatura delle problematiche e delle misure proposte in termini di percorsi e altre soluzioni organizzative, tenuto conto della situazione degli istituti scolastici, degli orari di ingresso e uscita già definiti all’inizio dell’anno scolastico, della necessità di garantire la didattica in presenza per il 75% degli alunni e della situazione del trasporto pubblico locale, considerato l'utilizzo dei mezzi, in questa fase della pandemia Covid19, al 50% della capienza e il personale disponibile.

Riferimenti normativi

Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020

 

giovedì 15 ottobre 2020

14 ottobre. Quinto report giornaliero dei disservizi ferroviari sulla Porrettana

Forse conviene prendere l’auto? Quinta giornata di pesanti disservizi dopo quelli del 7, 8, 12 e 13 ottobre.


di Valerio Giusti

Comitato per la Ferrovia Porrettana

Oggi, 14 ottobre,  23 treni in ritardo e 4 soppressi. Un caso? No, è la Pop normalità !!

6343 8:04 ritardo di 31 minuti

11614 7:50 ritardo di 12 minuti

11477 9:04 ritardo di 31 minuti

6342 8:22 ritardo di 9 minuti

6355 14:04 ritardo di 8 minuti

6358 16:22 ritardo di 23 minuti

6357 15:04 ritardo di 6 minuti

6362 18:21 ritardo di 24 minuti

6359 16:04 ritardo di 9 minuti

6364 19:21 ritardo di 22 minuti

6337 17:34 ritardo di 6 minuti

6366 20:21 ritardo di 7 minuti

6365 19:04 ritardo di 8 minuti

6367 20:04 ritardo di 8 minuti

6369 21:04 ritardo di 11 minuti


Oltre a quelli indicati nelle tabelle, altri 8 treni hanno maturato almeno 5 minuti di ritardo e sono stati cancellati i Marzabotto 11435, 11436, 11642 e 11643.

Guasti ai treni, guasti alle infrastrutture, problematiche legate alla rotazione del materiale? Praticamente impossibile ottenere tempestive informazioni rispetto all’enorme quantità di ritardi e cancellazioni di questi giorni e ogni giustificazione appare superflua e mortificante in quanto sono quasi sempre le solite risposte anche se di tanto in tanto appare qualche nuovo disagio così per arricchire i disservizi.

I pendolari si chiedono se non sia un incentivo per riprendere l’automobile anche perché quando vengono cancellati dei treni ad alta frequentazione, come è successo ad esempio lunedì 13 ottobre, in quelli successivi è impossibile garantire un efficace distanziamento.

Cosa si può fare per mettere una pezza e tornare alla normalità?

Deve intervenire la politica, occorre modificare le scelte aziendali e la rotazione del materiale rotabile, introdurre qualche nuovo Rock bipiano e reinserire alcuni ETR 350 che sono gli unici treni che, in questo momento, possono garantire la stabilità della linea. In caso contrario assisteremo alla sconfitta delle istituzioni, al peggioramento della frustrazione degli utenti che torneranno a prendere l’auto per poter arrivare in orario sui posti di lavoro con tanti saluti al trasporto collettivo e alla lotta contro incidenti ed inquinamento.

 

mercoledì 26 agosto 2020

Gian Luca Sassi, ex Consigliere Regionale: “ L'emergenza Covid a settembre ricomincerà per effetto degli assembramenti sui mezzi pubblici degli studenti”

La politica (e non solo) è talmente concentrata a criticare il ministro Azzolina, a commentare questo o quel provvedimento, che non si rende conto della bomba ad orologeria che ci aspetta tutti a Settembre, proprio per l'apertura delle scuole, 

Mentre ci si focalizza sul problema di come aprire in sicurezza le scuole e garantire la formazione di tutti gli studenti, tema certamente di primaria importanza, si trascura un aspetto chiave proprio per garantire la sicurezza di tutti, i servizi di trasporto pubblico, è noto ormai da anni infatti, che durante il periodo scolastico gli studenti si tramutino in "sardine" sugli autobus, stipati peggio delle bestie, usufruendo, molto spesso, di un servizio qualitativamente non all'altezza del prezzo pagato, ho ribadito questo in più occasioni durante il mio mandato in regione, ed in tutte le occasioni sono stato ignorato. 
Questo tema non è certamente secondario, e nessuno sta ponendo in essere soluzioni concrete attuabili subito, sembra quasi che si attenda l'inizio delle scuole per "accorgersi" che il problema esiste, ma dopo il primo giorno di scuola, sarà già troppo tardi, il virus non ha incertezze come sta invece dimostrando la politica, e non basterà consigliare di stare attenti, non sarà possibile farlo, non ci saranno le condizioni per farlo, gli studenti saranno troppo stipati sul "carro bestiame" per riuscirci, niente distanziometro, non è una ipotesi, è cosa certa. 
Eppure la soluzione ci sarebbe, già proposta all'allora Assessroe Bianchi della regione Emilia Romagna, una soluzione quasi a costo zero, attuabile in tempi brevi (se le parti interessate collaborano), SCAGLIONARE GLI ORARI DI INGRESSO DEI PLESSI SCOLASTICI SU BASE PROVINCIALE.

Certo, sindacati e lavoratori dovrebbero collaborare, le famiglie pure, leggo su organi di stampa che i sindacati dei lavoratori dei mezzi pubblici chiedono garanzie sulla sicurezza, "ieri" i sindacati della scuola erano contrari alla flessibilità degli orari, ORA si mettano d'accordo perchè la salute pubblica viene prima di ogni posizione personale, i Sindaci questo lo dovrebbero sapere essendo i primi responsabili della salute pubblica dei propri comuni, anche loro possono agire e agire subito


lunedì 6 luglio 2020

Bus e treni, biglietti gratis per tutti gli studenti

Il consigliere regionale  Tagliaferri (Fdi) reputa riduttiva l’esenzione prevista dalla Giunta per gli under 14, sollecita poi nuove regole sul trasporto pubblico
di Luca Molinari

Estendere l’utilizzo gratuito dei mezzi di trasporto pubblico a tutti gli studenti, universitari compresi, e non solo come deciso dalla Giunta agli under 14. A chiederlo, con un’interrogazione, è il consigliere Giancarlo Tagliaferri (Fdi).
“Il costo di un abbonamento annuale è una spesa paragonabile a una mensilità d’affitto di una famiglia: rilevante è la percentuale di pendolari all’interno della regione, in particolare verso Bologna, ma anche e soprattutto fuori regione verso Milano, con l’utilizzo spesso di più mezzi e più abbonamenti (treno e trasporto pubblico locale)”, spiega Tagliaferri, per il quale “secondo dati Istat, a seguito della pandemia da coronavirus, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente e dello 0,4 per cento in termini reali, ovvero di potere d’ acquisto”.
Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “se intenda farsi garante nei confronti dell’utenza del trasporto pubblico di soluzioni non contenziose rivolte al pieno risarcimento dei diversi servizi non utilizzati per motivi non dipendenti dalla volontà dello stesso abbonato, prevedendo un rimborso economico agli acquirenti di titoli di viaggio mensili e annuali in aggiunta a quanto previsto dal decreto Rilancio, e se, allo stesso tempo, intenda farsi garante nei confronti dei gestori del trasporto pubblico affinché elaborino, a partire da settembre, una strategia chiara nei confronti dell’utenza, quando, molto probabilmente, lo smart working verrà mantenuto solo parzialmente. In primis rendendo strutturali le convenzioni esistenti per quanto riguarda il trasporto ferroviario (MiMuovo per l’utilizzo dei Frecciargento) in grado di distribuire meglio i flussi su più tracce orarie, prevedendo nuove forme di abbonamento a consumo (es. carnet) che vengano incontro alle mutate esigenze di una mobilità limitata a un numero inferiore di giorni la settimana”.

Segnalato da Dubbio

domenica 5 luglio 2020

Il trasporto ferroviario della valle del Reno fa 'pena' e fa rimpiangere quello dell'800

Unione dell’Appennino bolognese: si intervenga immediatamente sui trasporti regionali ferroviari per risolvere i problemi denunciati dagli utenti

di Carmine Caputo

I sindaci dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese sollecitano TPER-Trenitalia e la Regione Emilia-Romagna affinché si intervenga subito per risolvere i problemi delle linee ferroviarie dell’Appennino.
Già lo scorso febbraio i sindaci avevano inviato una lettera a TPER-Trenitalia per manifestare la loro preoccupazione in merito alle vicende, purtroppo di segno negativo, riguardanti il servizio ferroviario regionale, con particolare riferimento alla linea ferroviaria Porrettana, vicende puntualmente segnalate dagli utenti delusi. In quei giorni infatti il Comitato per la Ferrovia Porrettana denunciava treni soppressi o in ritardo, con disservizi per almeno 25/30 mila viaggiatori. Già allora erano emerse forti perplessità nei confronti dei cosiddetti treni “Pop”, giudicati insufficienti negli orari di maggior affluenza sia per la scarsità di posti sia perché hanno solo tre porte di accesso. Ritenuti più moderni ed efficienti rispetto a quelli precedentemente a disposizione, questi treni si sono rivelati piuttosto inadatti specie nelle fasce orarie con maggior frequenza.

A maggio, in piena emergenza coronavirus, la giunta dell’Unione era tornata ad affrontare il tema: in particolare, i timori degli amministratori locali erano legati al rischio che treni sovraffollati potessero diventare veicoli di contagio. Se durante la fase più grave della pandemia, grazie anche all’impegno delle aziende di mobilità, i servizi erano stati garantiti in sicurezza, i sindaci evidenziavano un grosso interrogativo sull’evoluzione futura, soprattutto con il ritorno dei pendolari, e chiedevano l’aumento dell’offerta per garantire il distanziamento da parte degli utenti.

Purtroppo le preoccupazioni si sono dimostrate più che fondate: nei giorni scorsi, come denunciato dal Comitato per la ferrovia Porrettana, un guasto a un deviatoio a Santa Viola prima e un guasto al passaggio a livello di Borgonuovo ha causato disagi fino a tarda serata. Quel che è più grave e che per poter rientrare a casa dal lavoro i pendolari hanno dovuto viaggiare stipati nei treni superstiti annullando completamente le precauzioni anti Covid. Al centro delle lamentele poi c’è sempre il famigerato treno Pop, che secondo gli utenti, oltre a essere inadatto negli orari di punta, ha manifestato anche problemi alla climatizzazione, facendo rimpiangere a molti i treni Stadler che la Regione ha assegnato ad altre linee

«Il servizio pubblico è vitale per l'economia dei centri dell'Appennino: per i pendolari che lavorano in città, per gli studenti, per i turisti e i visitatori che lo integrano a percorsi a piedi o in bici» spiegano i sindaci. «Abbiamo segnalato i primi problemi dei nuovi treni a inizio anno, attribuendoli a una fase di collaudo, abbiamo pazientato durante l’emergenza perché in quelle circostanze non si poteva chiedere di più, ma adesso chiediamo una decisa inversione di rotta prima che riaprano le scuole e la situazione precipiti».

mercoledì 20 maggio 2020

Coronavirus. Trasporto pubblico locale: rimborsi in arrivo per i pendolari

Corsini: "Una misura doverosa, che abbiamo sollecitato". Il provvedimento reso possibile dal Decreto Rilancio. Sarà la Regione stessa a fornire le indicazioni utili agli interessati
Bus autobus SetaRimborsi in arrivo per i pendolari dell’Emilia-Romagna che non hanno potuto usufruire dell’abbonamento ai mezzi di trasporto pubblico locale a causa del lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus.

Lo ha comunicato l’assessore regionale alla Mobilità Andrea Corsini.

“E’ una misura doverosa giustamente attesa da tanti cittadini e che come Regione abbiamo sollecitato  – sottolinea Corsini - non appena saranno definite le modalità operative, sarà  nostra cura fornire a tutti gli interessati le indicazioni utili per usufruire di tale opportunità”.

Il risarcimento dei costi dell’abbonamento è reso possibile dai fondi stanziati dal Governo con il dl Rilancio, che a breve sarà convertito in legge. Dopo questo passaggio, sarà possibile definire le procedure per accedere ai rimborsi. Per questo motivo, la Regione invita i cittadini a non recarsi anzitempo agli sportelli delle aziende di trasporto, rischiando inutili affollamenti.

Sollecitato da Dubbio 

venerdì 13 marzo 2020

Programmazione del Trasporto pubblico locale in riferimento alla gestione dell’emergenza sanitaria covid-19

Ritenuto necessario disporre, sull’intero territorio regionale, misure per i servizi di trasporto pubblico sia su autobus sia ferroviario, necessarie a garantire uniformità nell’attuazione e per il contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19;

la Regione ha disposto: 
 
1. A far data dal 13 marzo 2020 il servizio ferroviario regionale sarà oggetto di riprogrammazione dei servizi rispetto al servizio attuale, secondo un programma proposto dall’operatore ferroviario e condiviso con la Regione, che garantisca un servizio almeno con cadenza oraria sulle linee principali o nelle ore di punta e bi-orario sulle rimanenti linee. Tale programma sarà oggetto di monitoraggio e potrà venire aggiornato qualora si manifestassero particolari criticità. La comunicazione della programmazione del servizio sarà effettuata a cura del gestore del servizio o delle infrastrutture in base alle rispettive competenze.
  1. In tutte le province della regione Emilia-Romagna le Agenzie locali per la Mobilità, competenti per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico e la gestione del relativo Contratto di Servizio e gli Operatori di trasporto pubblico locale, titolari dei Contratti di servizio, erogano il servizio di trasporto pubblico locale su bus (urbano ed extraurbano) secondo la programmazione prevista nei periodi di vacanza scolastica. La programmazione dei servizi di TPL, con riferimento a quella prevista nei periodi di vacanza scolastica, deve essere concordata tra le competenti Agenzie locali per la mobilità e gli Operatori dei servizi.
  2. 3 E’ ribadita l’applicazione delle disposizioni previste dall’art. 3 lettera l) del DPCM 8 marzo in merito agli interventi straordinari di sanificazione dei mezzi di trasporto.
  3. 4. In particolare, sono adottate le seguenti misure a tutela dei passeggeri e del personale di terra e viaggiante:
  4. a. predisposizione delle necessarie comunicazioni a bordo dei mezzi, anche mediante apposizione di cartelli che indichino le corrette modalità di comportamento per l’utenza;
  5. b. gli operatori dovranno attenersi a quanto previsto dall’art. 1 comma 7 lettera d), ovvero assumere protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  6. c. qualora possibile i passeggeri dovranno accedere al mezzo dalla porta posteriore: la porta anteriore dovrà essere chiusa; d. è sospesa l’attività di bigliettazione a bordo da parte degli autisti.
  7. 5. Per quanto riguarda il trasporto pubblico non di linea quali il servizio taxi e il servizio di noleggio con conducente, si raccomanda agli Enti Locali, ciascuno per la propria area di competenza, a rimodulare l’offerta di servizio, sentite anche le organizzazioni di categoria, prevedendo riduzioni dello stesso sulla base delle effettive esigenze, finalizzate in tutti i casi a garantire i servizi minimi essenziali 6. Le disposizioni del presente decreto producono effetto a partire dalla data del 13 marzo 2020 e sino al 25 marzo 2020.

sabato 23 giugno 2018

Sì alla Body cam sui treni, ma nel rispetto di chi è filmato

 
 



Marco segnala: 

 
Una società di trasporto pubblico ferroviario  potrà dotare  di body cam (videocamere indossabili) gli addetti alla sicurezza e  i capitreno per contrastare e prevenire aggressioni furti e atti vandalici, in aumento negli ultimi anni. Ma dovrà adottare precise misure a tutela della riservatezza delle persone riprese [doc. web n. [/garante/doc.jsp?ID=8995107]8995107].
Per dare il suo via libera al progetto sperimentale, il Garante privacy ha considerato l’impossibilità tecnica di installare telecamere a bordo dei treni di più vecchia costruzione, le specifiche finalità di sicurezza anche dei numerosi utenti del servizio e le finalità di tutela dei beni aziendali. L’Autorità ha però prescritto una serie di cautele e accorgimenti a garanzia di dipendenti e utenti. Le body cam non saranno sempre accese, ma potranno essere attivate dai capitreno o dagli addetti alla sicurezza solo in presenza di un pericolo concreto per le persone o le cose. Un led rosso ne segnalerà l’attivazione.
I dispositivi trasmetteranno le immagini alla sala operativa in tempo reale. Chi effettua le riprese non potrà modificarle, cancellarle né duplicarle. Solo soggetti diversi, specificamente autorizzati, una volta verificato che le immagini raccolte riguardino fatti realmente pericolosi, potranno disporne l’eventuale estrazione. Questa attività dovrà essere tracciata.
La società, inoltre, dovrà disciplinare le modalità di utilizzo e le specifiche condizioni che legittimano l’attivazione dei dispositivi e dovrà adottare particolari cautele nel caso in cui  le riprese video coinvolgano soggetti “deboli” (testimoni, vittime di reati, minori ecc.) o riprendano luoghi con particolari aspettative di riservatezza (ad esempio le toilette). 
Le immagini raccolte, a cui avranno accesso solo i soggetti autorizzati, dovranno essere conservate in forma cifrata ed essere cancellate automaticamente e irreversibilmente una volta decorso il periodo previsto di una settimana, fatte salve eventuali esigenze di indagine e di accertamento dell’Autorità giudiziaria. 
La società dovrà disattivare la funzionalità audio, ritenuta non necessaria dalla stessa società, e in caso di comunicazione delle riprese alle compagnie di assicurazione dovrà oscurare le immagini delle persone non coinvolte.
Dovranno essere predisposti inoltre adeguati strumenti di comunicazione anche a bordo delle vetture per avvisare gli utenti della presenza del sistema di videosorveglianza mobile e delle sue caratteristiche. 
La società, che dovrà fornire un’idonea informativa ai dipendenti sull’uso delle body cam, si è impegnata a rispettare il divieto di controllo a distanza dei lavoratori e a siglare un apposito accordo con le organizzazioni sindacali.



martedì 17 aprile 2018

Trasporto pubblico, arriva la card unica per viaggiare su treni e bus

Disponibile da oggi 16 aprile, è gratuita e valida per 5 anni. Si potrà viaggiare con un'unica tessera su Trenitalia, sui trenini locali dell'Emilia-Romagna e sui bus urbani di tutte le città capolugo della regione, ma anche di Imola, Faenza e Carpi.


E' la carta "Unica Emilia-Romagna", disponibile da oggi 16 aprile: dentro la card potranno essere caricati tutti gli abbonamenti regionali e sovraregionali ai treni, oltre che gli abbonamenti intermodali MIMuovo e MiMuovoCity+.
In futuro sarà possibile caricare anche i biglietti di corsa semplice di Trenitalia, di altri operatori ed eventuali abbonamenti a bike sharing. Le ricariche potranno essere eseguite nelle normali biglietterie o online sui sito di Trenitalia. In questo modo i viaggiatori, potranno uscire da casa e "arrivare a destinazione usando un unico supporto", come sottolinea l'ad di Trenitalia Orazio Iacono. La card, gratuita e valida per 5 anni, è già stata distribuita in Veneto, Piemonte e Toscana. 
"Non abbiamo risolto tutti i problemi, i pendolari ce lo ricordano tutti i giorni, ma c'e' stato un salto di qualità", rivendica l'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, durante la presentazione della carta.


Per Federconsumatori si tratta di "una risposta concreta alle aspettative degli utenti", ma "la massima attenzione andrà riposta nelle scelte tariffarie che per Federconsumatori devono essere funzionali a sostenere le scelte degli utenti a favore di una mobilità maggiormente sostenibile. Scelte annunciate ogni volta dagli amministratori che si scontrano con la pratica quotidiana di tariffe poco attraenti, come avviene nelle maggiori aree urbane o nei collegamenti dinuova istituzione come F.I.CO o il nascente Poeple Mover", assicura l'associazione. 

( Da Bologna Today)

venerdì 1 dicembre 2017

Marco: " La confusione viaggia sul trasporto pubblico"

Marco scrive:

E' passato un lasso sufficiente di tempo da quando tper ci obbliga a timbrare il titolo di viaggio ogni volta che saliamo sull'autobus. Tra i motivi veniva descritto anche quello finalizzato alla casistica atta ad ottimizzare l'impiego degli autobus in tratte e orari così da soddisfare le esigenze dei viaggiatori.
La mattina in stazione vedo sempre lo stesso film (ormai da rimandare alla cineteca per il restauro) in relazione alle linee 36 e 21 (ambo su tutte le ruote) che sono le stesse scatole di sardine di 10 anni fa. Eppure la crisi ha fatto in modo che taluni fighetti dell'auto insieme agli esodati dagli appennini in liquidazione utilizzano loro malgrado i mezzi pubblici.
Ma quando qualcuno avrà il capire di levare via la struttura in disuso di tper su via Lame che occupa parte della corsia di via Marconi e fa da pericoloso ostacolo per il passaggio degli autobus diretti a Piazza Malpighi e li  costringe a rallentare e vedersi premiare con il rosso all'incrocio con San Felice?


.........E’ indispensabile perché dobbiamo riuscire a mettere in campo un sistema di trasporto competitivo e, al di là dei divieti, noi dobbiamo riuscire a fare in modo che il cittadino, l’utente, il cliente trovi nel mezzo di trasporto un’alternativa valida, credibile, che sia competitiva con il mezzo che lui abitualmente sceglie, che molto spesso nel 60% dei casi è quello del trasporto privato.......


Queste affermazioni le sentivo anche ai tempi dell'assessore Sassi e del suo piano uinkler. Fatto sta che se prendete un 13 da Borgo Panigale per recarvi in centro contate i minuti che ci mette e poi andate a spulciare i dati dell'epoca negli uffici di tper e poi fateci sapere la novità.
Altra alternativa all'appetibilità del trasporto ferroviario sarebbe anche di ripensare i treni in esercizio nella tratta Bologna-Marzabotto che dovevano essere utilizzati per l'intera linea.

 

Delibera di Consiglio N. 59 seduta del 29-11-2017

OGGETTO:Delibera di Consiglio n.59/2017 - Approvazione del Patto per il Trasporto Pubblico Regionale e Locale in Emilia-Romagna per il triennio 2018-2020
P.G.71284/2017
Settore:AREA SERVIZI TERRITORIALI METROPOLITANI - SERVIZIO TRASPORTI
Data Pubblicazione:dal 01-12-2017 al 15-12-2017
Registro n.4011/2017
Delibera di Consiglio n.59/2017 - Approv (133 KB)Delibera di Consiglio n.59/2017 - Approv (FIRMATO) (136 KB)
Allegato n. 1 : Delibera di Consiglio n.59/2017 - Approv (512 KB)

sabato 28 gennaio 2017

Pendolaria 2016: crescono le differenze tra le aree del Paese. 535,5 milioni di persone su metropolitane e treni regionali ogni giorno. Al Sud -21,9% treni dal 2010 e meno che in Lombardia. “Nelle città e nel Mezzogiorno serve una svolta, mancano progetti e risorse. Ora si punti a farli diventare una priorità e un grande investimento nel futuro del Paese” .

di Legambiente


Ogni giorno in Italia quasi 5,5 milioni di persone prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio, un numero solo leggermente superiore al 2015 (+0,2%), quando i pendolari del treno erano 5,43 milioni (e 5,1 nel 2014). A crescere in maniera evidente sono, invece, le diseguaglianze tra le Regioni rispetto al numero di viaggiatori e alle condizioni del servizio offerto. È questo il dato saliente del rapporto Pendolaria 2016 di Legambiente, presentato oggi a Palermo.
Sui 5,5 milioni di pendolari, sono 2milioni e 832mila quelli che usufruiscono del servizio ferroviario regionale (divisi tra 1,37 milioni che utilizzano i convogli di Trenitalia e gli altri 20 concessionari) e 2milioni e 655mila quelli che prendono le metropolitane presenti a Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania. Nel 2016 il numero dei pendolari del treno è aumentato di poco: +0,7% rispetto al 2015 per il trasporto ferroviario e +0,6% per quello metropolitano.
La crescita dei pendolari è però un dato con differenze macroscopiche, perché aumenta dove il servizio non è stato tagliato e dove sono stati realizzati investimenti nell’acquisto di nuovi treni, come in Lombardia dove sono arrivati a 712mila (con un +1,3%), in Emilia-Romagna (+3%) e in Alto Adige (dove sulle linee riqualificate con treni nuovi sono triplicati, da 11.000 nel 2011 a quasi 32.000). Mentre continua a calare in Regioni dove dal 2010 a oggi sono stati realizzati solo tagli ai servizi (in Calabria -26,4% treni in circolazione e -31% passeggeri, in Campania -15,1% treni e -40,3% passeggeri, in Piemonte –8,4% e -9,5%) e nelle città dove il servizio è scadente, con sempre meno treni e sempre più vecchi come a Napoli sulla Circumvesuviana (le corse sono state ridotte del 30% dal 2010) o sulla Roma-Ostia Lido.
In questi anni si è inoltre assistito alla chiusura di oltre 1.120 chilometri di linee ferroviarie, cui vanno aggiunti 412 km di rete ordinaria che risulta “sospesa” per inagibilità dell’infrastruttura, come per la Trapani-Palermo, la Gemona-Sacile, la Priverno-Terracina, la Bosco Redole-Benevento e la Marzi-Soveria Mannelli in Calabria. Per fare qualche esempio, in Molise non esiste più un collegamento ferroviario con il mare: da qualche mese sono scomparsi i treni che dal 1882 collegavano Campobasso con l’Adriatico e con Termoli. In tutto sono 1.532 km di linee ferroviarie su cui non esiste attualmente alcun servizio passeggeri.

È un Italia che viaggia sempre di più a velocità differenti, quella che viene fuori dal rapporto che, dal 2008, presenta la fotografia della situazione del trasporto ferroviario in Italia e ne racconta i cambiamenti. Sono proprio le differenze e diseguaglianze tra le diverse aree del Paese, ad essere al centro del focus quest’anno. Con realtà dove la situazione è migliorata ed altre, più numerose, in cui ci sono meno treni e anche più lenti che in passato, per via dei tagli ai treni Intercity e a lunga percorrenza e a quelli regionali (tagliati rispettivamente del 22,4% e del 6,5% rispetto al 2010. Continuano intanto i successi dell’alta velocità, con un servizio sempre più in crescita e articolato (dal 2007 +394% sulla Roma-Milano) e un numero crescente di passeggeri (+6% nel 2016, dopo il +7 del 2014 e 2015). Ma risultati positivi li troviamo in altre realtà dove si è puntato sul ferro: dal Tram Firenze-Scandicci (30mila passeggeri giorno) a quelli nuovi di Palermo, alle linee dove si è investito in Alto Adige, alla linea Palermo-Catania, ad alcune linee pugliesi. E in ogni parte d’Italia, dove si investe nel ferro il successo è garantito come dimostrano 30 buone pratiche raccontate nel Rapporto.
 “Abbiamo scelto di presentare Pendolaria a Palermo quest’anno – ha commentato Edoardo Zanchini – Vicepresidente di Legambiente – proprio perché sono il Sud e le città le emergenze dei trasporti nel nostro Paese. Cambiare e migliorare la situazione che vivono ogni giorno milioni di pendolari deve diventare una priorità, non solo per ridurre differenze e recuperare ritardi, ma perché è un grande investimento sul futuro del Paese”.
All’incontro sono intervenuti Orazio Iacono, direttore divisione passeggeri regionale Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio, direttore esercizio rete RFI, Giovanni Pistorio, assessore alle infrastrutture Regione Sicilia, Giusto Catania, assessore alla mobilità Comune di Palermo, Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale Legambiente e Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia, rappresentanti di comitati pendolari.

Per Legambiente la sfida fondamentale del trasporto ferroviario in Italia si gioca al Sud e nelle città.  Basti dire che nelle principali aree metropolitane vivono 25 milioni di persone ed è lì che secondo gli studi continuerà a concentrarsi questa crescita. Proprio nelle nostre città, però, si evidenzia il ritardo più forte in termini di dotazione di trasporto su ferro rispetto al resto d’Europa, dove siamo sotto il 50% rispetto alla media per metropolitane e tramvie, e al 51% per le ferrovie suburbane. Il totale di km di metropolitane in Italia è di 234,2 km, paragonabile a quella di singole città europee come Madrid (291,5) e Londra (464,2), Parigi (219,5 km) e Berlino (147,5 km), che hanno inoltre progetti di sviluppo per aumentare il numero di persone trasportate. Analoga situazione per le ferrovie suburbane, ma il problema più grave non sta tanto però nel ritardo quanto nell’assenza di progetti e risorse per cambiare questa situazione. Roma nel 2016 non ha visto realizzare alcun tratto di metro o linee di tram, e al momento l’unico progetto finanziato riguarda il prolungamento (3,6 chilometri) della metro C fino a Colosseo. Se consideriamo i cantieri in corso della metro, a Roma si dovranno attendere 80 anni per recuperare la distanza dalle altre città europee (in termini di metropolitane ogni 1.000 abitanti). La seconda emergenza è il Sud, dove circolano meno treni, più vecchi e più lenti. Ogni giorno in tutto il Meridione circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia e dal 2010 quelli regionali si sono ridotti del 21,9% e a questi tagli vanno sommati quelli degli Intercity. Per fare un esempio, le corse quotidiane dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.300 della Lombardia. Inoltre, i treni sono più lenti e l’età media dei convogli al Sud è nettamente più alta: 20,3 anni rispetto ai 14,7 del Nord e ai 17,2 della media nazionale.

“Occorre sottolineare che tutte le tratte della Sicilia sono scomode e inefficienti - ha dichiarato il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna - a danno dei cittadini, soprattutto i pendolari, che sono letteralmente massacrati, e dei turisti. Sulla linea che collega Messina a Siracusa, passando per Catania la velocità media è di 64 km orari e negli ultimi 15 anni i treni si sono ridotti addirittura del 41% e viaggiano meno veloci che in passato. Stiamo parlando di 180 km di linea che collega tre grandi città siciliane, capoluoghi di Provincia, località turistiche e porti. Grave è anche lo stato di degrado delle stazioni. Se vogliamo davvero cambiare il nostro stile di vita è innegabile che invece di tagliare occorre investire sulle ferrovie. Sempre più persone, infatti, preferirebbero il treno all'auto o al pullman, ma in Sicilia la strada è ancora tutta in salita”.

Le ragioni di questa situazione sono da individuare, secondo Legambiente, in alcuni gravi errori compiuti in questi anni nelle politiche dei trasporti. Innanzitutto un trasferimento dei poteri sul servizio ferroviario locale alle Regioni senza indirizzi e controlli. Per cui sono state chiuse linee e cancellati collegamenti senza alcun intervento da parte dello Stato, quando i diritti dei cittadini alla mobilità sono gli stessi da Bolzano a Ragusa e garantiti da risorse pubbliche. In secondo luogo le risorse da parte dello Stato per far circolare i treni regionali sono state ridotte tra il 2009 e il 2016 del 19,1%, e solo poche Regioni hanno investito per garantire il servizio, in tutte le altre sono avvenuti tagli e aumenti dei biglietti. È da sottolineare poi che le Regioni hanno investito pochissimo per potenziare il servizio e comprare treni, in media la spesa per i pendolari non arriva allo 0,29% dei bilanci delle Regioni, ma nel Lazio, in Sicilia, Veneto, Puglia siamo sotto questa cifra. Infine, si è investito e si continua a investire su strade e autostrade, alta velocità ferroviaria relegando le risorse residue agli interventi nelle città e per potenziare le linee al Sud (dal 2002 al 2016 solo il 13,4% delle risorse per le infrastrutture è andato alle città). E sono i numeri di coloro che prendono il treno ogni giorno a far capire l’importanza di guardare a questi processi: 160mila sulle Frecce, 25mila su Italo, 40mila su Intercity, oltre 2milioni e 800mila sui treni regionali, 2milioni e 650 mila sulle metropolitane.

Nel Rapporto è sottolineata la discontinuità positiva portata dal Ministro Delrio al Ministero delle Infrastrutture. In particolare con la riforma del Codice Appalti e il nuovo contratto Intercity, che stabilisce risorse certe in un orizzonte di dieci anni, con controlli e penali, e che permetterà l’acquisto di treni e di recuperare una parte dei tagli effettuati dal 2010 ad oggi (nel 2016 sono stati 23,2 mln i treni*km effettuati, cresceranno a 25,1 mentre nel 2010 erano 30,3), come positivo è anche il finanziamento pluriennale per l’acquisto di autobus. Più complicata la situazione per quel che riguarda le infrastrutture, perché il peso delle scelte passate continua a contare moltissimo rispetto alle priorità di investimento, con la conseguenza che gli investimenti nelle città e al Sud continuano ad avere un ruolo marginale nella programmazione delle risorse per i prossimi anni. Anche da parte di Trenitalia si segnala un’attenzione maggiore nei confronti del servizio ferroviario regionale, con investimenti nell’acquisto di materiale rotabile (500 i nuovi treni che entreranno in servizio), resi possibili dai contratti prorogati con le Regioni. Si vede nei miglioramenti nella pulizia (dove il passaggio alle gare per il servizio è stato un successo), nella puntualità e nei controlli rispetto ai biglietti (che ha portato a un aumento dei ricavi). Anche qui vi sono grandi differenze tra le Regioni, che dipendono dalla capacità delle stesse di organizzarsi rispetto a un ruolo nuovo di programmazione del servizio e di controllo nei confronti dell’operatore, e di individuazione delle risorse aggiuntive per gli investimenti.
“Dobbiamo puntare a raddoppiare i pendolari che prendono treni regionali e metropolitani ogni giorno – ha continuato Zanchini –. Arrivare a 10 milioni di persone al 2030 è una sfida alla portata del nostro Paese e nell’interesse dei suoi cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali, ma di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull’occupazione e sul turismo”.
Per cambiare questa situazione occorre aumentare l’offerta di treni sulle linee, in particolare in quelle urbane più utilizzate dai pendolari e laddove, come al Sud, sono stati cancellati o ridotti i collegamenti in questi anni. Lo Stato deve poi finalmente comprare treni, come succede in tutti gli altri Paesi europei, perché servono più treni per potenziare le linee e le sostituzioni in corso legate ai contratti con le Regioni, lasciano scoperto proprio il Sud e alcune linee fondamentali in città come Roma e Napoli. Infine occorre cambiare le priorità infrastrutturali per dare priorità alle aree urbane e al Sud. Oggi progetti fondamentali di rilancio della mobilità sostenibile nelle città non sono finanziati e nel Mezzogiorno non esiste alcun progetto di miglioramento del servizio tra le città attraverso progetti di adeguamento delle linee e acquisto di treni.  Per cambiare questa situazione occorre mettere queste politiche tra le priorità del Paese, con un ruolo di regia e di controllo da parte del Ministero delle Infrastrutture che lo porti a spostare l’attenzione dai cantieri delle infrastrutture agli obiettivi e agli interventi necessari per rendere più semplice e sostenibile la mobilità dei cittadini.


venerdì 20 maggio 2016

Bologna, presentato il 'Piano Urbano della Mobilità Sostenibile: riduzione dell'uso delle auto e più trasporto pubblico.


Logo PUMSBO

Un lettore ha sollecitato:

Riequilibrare l’utilizzo delle diverse modalità di trasporto, riducendo l’uso dell’automobile e incrementando il trasporto pubblico urbano, dotare il territorio di adeguate piste ciclabili, incrementare l’utilizzo del Servizio ferroviario metropolitano, potenziare il trasporto pubblico.  Sono queste le strategie contenute nelle Linee di Indirizzo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile metropolitano Bologna (PUMS – metro bo) già approvate dal Consiglio metropolitano.
Giovedì 19 maggio le Linee di Indirizzo sono state condivise, a palazzo Malvezzi, con gli stakeholder per iniziare un percorso partecipativo e collaborativo per la stesura del Piano.


Il PUMS é un piano strategico che orienta la mobilità in senso sostenibile con un orizzonte temporale medio lungo, ma con verifiche e monitoraggi a intervalli di tempo predefiniti, che sviluppa una visione di sistema della mobilità e si correla e coordina con i piani settoriali ed urbanistici a scala sovraordinata e comunale.
I principi ispiratori del PUMS sono quindi l’
integrazione, la partecipazione, la valutazione e il monitoraggio.
Il PUMS della Città metropolitana di Bologna ha come ambito territoriale di riferimento l’intero territorio metropolitano e si occupa delle relazioni tra i Comuni, trasversali e radiali, analizzando con particolare attenzione gli spostamenti da e verso il capoluogo in considerazione del suo elevato potere attrattivo e su Imola. Il PUMS dovrà essere approvato entro Dicembre 2017.


Sono dieci le strategie individuate per raggiungere l'obiettivo di una mobilità sostenibile nell'area metropolitana di Bologna. In sintesi:

1. Il PUMS adotterà le misure necessarie affinché muoversi a piedi e in bicicletta diventi il modo più comune di spostarsi.

2. Un miglior uso dell’auto: più sicuro ed ecologico. Il Piano punta a ridurre l’utilizzo dell’automobile (del 20% entro il 2020 e successivamente di una ulteriore quota). Fra le azioni da mettere in campo vi è l’incentivazione del rinnovo del parco auto, moto e mezzi commerciali con veicoli a minor impatto ambientale.

3. SFM: struttura portante del trasporto pubblico della città metropolitana.

4. A Bologna il futuro è in tram, che ha dimostrato di possedere le più idonee caratteristiche per rispondere alla domanda di trasporto e ha il miglior rapporto costi e benefici.

5. Il potenziamento del trasporto pubblico su gomma suburbano ed extraurbano

6. Una cabina di regia per un sistema unitario integrato del trasporto pubblico in capo alla Città metropolitana di Bologna insieme al Comune di Bologna, alle Unioni di comuni e al Circondario. Si punterà al completamento del sistema dei percorsi di collegamento tra i nuclei frazionali e l’area centrale, data l’ormai notevole estensione dei percorsi interni a quest’ultima.

8. La logistica sostenibile è passaggio importante perché la logistica rappresenta uno dei fattori di maggiore impatto rispetto alla funzionalità della rete stradale e al conseguente deterioramento della qualità dell’aria.

9. Il nodo autostradale, tangenziale e la viabilità regionale e metropolitana. La soluzione dei problemi di attraversamento del nodo autostradale di Bologna viene affidata al potenziamento in sede dell’attuale corridoio autostradale/tangenziale, che offrirà una risposta alle criticità della tangenziale di Bologna, permettendo di sgravare le strade locali da impropri traffici di attraversamento. La realizzazione del “Passante Metropolitano di Bologna” permetterà di risparmiare ettari di prezioso suolo agricolo, costruendo una grande infrastruttura ambientale fatta di bosco, territorio agricolo, gallerie di mitigazione ambientale di alta qualità architettonica, riducendo gli impatti oggi esistenti e azzerando quelli futuri.

10. Sviluppi urbanistici e poli attrattori in coerenza con la rete portante del trasporto pubblico. La Pianificazione urbanistica dovrà agire in maniera integrata e coordinata con la pianificazione della mobilità.




giovedì 14 marzo 2013

Trasporto il ' tilt ' per uno sciopero improvviso.




La protesta improvvisa e senza preavviso degli autisti di Tper ha fermato questa mattina il trasporto pubblico a Bologna e provincia. 
La decisione di attuare lo scipero era stata presa in una assemblea durata tutta la notte e dopo l'annuncio di un buco di '9,4' milioni di euro.

In una mattinata di pioggia e con il blocco del traffico in città, un gran numero di cittadini si è trovato nell’impossibilità di raggiungere scuole e posti di lavoro e i disagi sono stati fortissimi.

Bologna: via Due Madonne

Tper ha subito chiesto l’intervento del Prefetto che ha emanato una ordinanza, in seguito alla quale, intorno alle 11, il servizio di trasporto pubblico è ripartito gradualmente su tutta la rete.

Castiglione dei Pepoli
Intanto il blocco del traffico, per alleviare i disagi dei cittadini, era stato revocato ma purtroppo molti non lo hanno saputo o lo hanno saputo con ritardo per difficoltà nella comunicazione.






Castel di Casio
La Procura ha aperto un fascicolo per ‘interruzione di pubblico servizio’.