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mercoledì 3 settembre 2025

Montasico ancora isolata: scontro sull’antenna per la telefonia e internet

 

 

Marzabotto: Montasico resta tagliata fuori dalla telefonia mobile e dalla connessione internet. Quello che sembrava un traguardo ormai vicino, con l’approvazione e il finanziamento dell’installazione di un’antenna di ricezione, si è trasformato in un nuovo ostacolo. Un gruppo di residenti ha infatti inviato una lettera al Comune chiedendo di abbandonare il progetto e di valutare invece soluzioni “green” considerate meno impattanti. 

La richiesta ha innescato un acceso dibattito, sfociato in un incontro di frazione molto partecipato, che ha messo a confronto i sostenitori dell’antenna e i fautori di alternative. 


Tra i presenti anche il capogruppo consiliare di Centro Destra - Forza Italia - di Marzabotto, Morris Battistini (nella foto) , che in un comunicato successivo non ha nascosto amarezza e disappunto: 

“Il confronto ha evidenziato come il vero obiettivo dei contrari all’antenna non sia quello di trovare una soluzione, ma di bloccare l’allacciamento della frazione ai sistemi informatici ormai indispensabili. Se davvero avessero voluto contribuire a una scelta migliore, sarebbero intervenuti all’inizio della procedura. Montasico resta invece una borgata isolata, fuori dal mondo”. 

Battistini ricorda inoltre che l’iter era stato condiviso dall’intero Consiglio comunale, con voto favorevole sia della maggioranza che dell’opposizione. Un privato cittadino aveva donato al Comune un lotto di terreno, lontano dal centro abitato, destinato all’antenna. “La localizzazione prevista – sottolinea – esclude rischi legati alle onde elettromagnetiche. Sollevare ora distinguo infondati significa mancare di rispetto anche ai soldi pubblici, in considerazione di quelli già spesi per gli atti notarili e per la progettazione”. 

Il capogruppo aggiunge infine un concetto chiave: “Occorre ricordare che ogni decisione presa deve avere come bussola l’interesse della comunità. Non si possono sprecare risorse, ma bisogna dare risposte concrete e guardare al futuro. Questa antenna non è solo un’infrastruttura tecnica, è un passo fondamentale per garantire servizi migliori, collegare i cittadini e permettere a Montasico di crescere e non rimanere indietro. Il compito della politica è proprio questo: ascoltare la gente e costruire soluzioni utili, senza dispersioni di denaro pubblico”.

La partita, intanto, non è chiusa. La decisione definitiva sarà discussa verso metà mese in un incontro del consiglio di frazione, a cui parteciperanno residenti, amministratori comunali e tecnici delle telecomunicazioni. L’auspicio è quello di arrivare finalmente a una soluzione che consenta a Montasico di colmare il divario digitale e di entrare a pieno titolo nell’era della connettività.

giovedì 8 agosto 2024

Definitive le agevolazioni agli utenti con disabilità su contratti di telefonia per rete fissa, mobile e collegamento internet



Dopo una fase sperimentale e in seguito ai risultati di un tavolo tecnico, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha deliberato di estendere alle persone con gravi limitazioni a deambulare le agevolazioni previste per i non udenti e i non vedenti.
In particolare, le agevolazioni riconosciute prevedono lo sconto del 50% sul prezzo base delle offerte voce e dati su rete fissa e mobile, individuate nella delibera n. 290/21/CONS, alle persone con gravi limitazioni della capacità di deambulazione, in possesso di verbale recante esplicito riferimento all’articolo 30, comma 7, della legge n. 388/2000, consentendo loro la presentazione senza limiti temporali dell’istanza di riconoscimento, corredata da apposita documentazione sanitaria.
Per elementi di maggior dettaglio, si rinvia alla delibera n. 281/24/CONS, pubblicata sul sito internet dell’Autorità.


martedì 1 marzo 2022

Via libera a FiberCop. Accolti gli impegni di TIM, Fastweb, Tiscali e KKR presentati dopo l’avvio del procedimento

Gli impegni, valutati positivamente dall’Autorità, consentiranno di  ridurre le barriere all’acquisizione degli operatori e di favorire l’infrastrutturazione. L’AGCM vigilerà sull’adempimento degli obblighi assunti



L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso il procedimento relativo agli accordi di accesso all’infrastruttura di FiberCop accettando gli impegni proposti da TIM, Fastweb, Tiscali e dalle società del fondo KKR. L’istruttoria era stata avviata il 15 dicembre 2020 per la presenza di numerosi problemi concorrenziali degli accordi relativi a FiberCop. In particolare, si sarebbe ridotta la concorrenza nei mercati all’ingrosso delle telecomunicazioni fisse senza determinare una reale infrastrutturazione degli operatori alternativi che avrebbero assunto - in ragione delle caratteristiche del progetto, relativo alla sola rete secondaria - il ruolo di meri rivenditori di servizi di TIM, senza alcuna differenziazione qualitativa o economica significativa.

Il procedimento ha riguardato aspetti molto complessi della rete e l’Autorità ha orientato la propria azione bilanciando i benefici in termini di condivisione di investimenti con i rischi di restrizioni della concorrenza. Secondo l’Antitrust la concorrenza infrastrutturale, la pluralità di reti e di fornitori all’ingrosso e al dettaglio in concorrenza è un elemento imprescindibile nel mercato delle telecomunicazioni, guidato dalla logica della scala degli investimenti. L’indipendenza infrastrutturale si traduce, infatti, in migliori servizi - come profili di velocità maggiori e differenti rispetto agli standard regolati -, in maggiori efficienze economiche della rete che conducono a vantaggi per gli operatori di telecomunicazioni e a benefici per i consumatori. In grandi aree del territorio nazionale la domanda di servizi di comunicazione permette la compresenza di più reti di telecomunicazione fissa, già terminate o in corso di ultimazione. La condivisione di alcuni costi di investimento permetterà di ampliare il novero delle aree in cui potrà esistere una concorrenza di natura infrastrutturale.

Nel complesso, gli impegni accolti dall’Autorità si basano su due pilastri, che consistono nel ridurre le barriere all’acquisizione dei clienti, ovvero gli operatori di telecomunicazione, nel mercato all’ingrosso delle telecomunicazioni fisse, favorendo una piena concorrenza infrastrutturale e nel favorire l’infrastrutturazione tramite la riduzione dei relativi costi e l’individuazione di stringenti scadenze temporali e obiettivi di copertura. Quanto al primo pilastro, gli impegni permettono di diminuire i rischi di preclusione della domanda di servizi di telecomunicazione all’ingrosso da parte degli operatori di telecomunicazione, riducendo i minimi garantiti e la scala geografica di adesione al progetto (da nazionale a comunale o sub-comunale) e introducendo profili di adesione al progetto FiberCop basati su diritti di lungo periodo, senza minimi garantiti. Sul fronte degli investimenti, TIM ha fornito un cronoprogramma certo e definito del piano di infrastrutturazione e si è impegnata a dare, insieme a FiberCop, informazioni idonee alla pianificazione degli investimenti da parte degli operatori alternativi. Inoltre TIM faciliterà l’infrastrutturazione degli operatori alternativi offrendo loro la fibra spenta in rete primaria, riducendone quindi i costi e le tempistiche di infrastrutturazione. Sempre dal punto di vista dell’infrastrutturazione, Fastweb si è impegnata ad effettuare un percorso fino al 2026, così da accedere ai servizi di FiberCop in qualità di operatore effettivamente indipendente da TIM e Tiscali ha modificato e/o risolto alcuni contratti che non determinavano alcuna infrastrutturazione, limitando allo stesso tempo la contendibilità della fornitura all’ingrosso.

Un ulteriore importante obiettivo che l’Autorità intende conseguire è dato dall’effettiva esecuzione degli impegni. Al riguardo si prevede un articolato sistema di monitoraggio e di vigilanza sull’adempimento degli obblighi assunti e sul puntuale rispetto degli obiettivi di copertura. Una prima verifica avverrà entro sessanta giorni. In conclusione, l’Autorità ha ritenuto gli impegni sufficienti a rimuovere le preoccupazioni anticoncorrenziali evidenziate nel provvedimento di avvio e ha considerato che, anche alla luce delle finalità poste alla base della strategia italiana per la banda ultra-larga, il provvedimento adottato, preservando e incentivando la concorrenza infrastrutturale, sia funzionale al conseguimento - entro il 2026 - dei più generali obiettivi di connettività a 1 Gbit/secondo sull’intero territorio nazionale.

(Segnalato da Dubbio)

martedì 20 marzo 2018

Bollette a 28 giorni, Agcom chiede “sconto” secondo giorni “erosi”

Da HelpConsumatori


Un bonus di giorni gratuiti per compensare quelli “erosi” dalla fatturazione a 28 giorni. Questa la soluzione proposta dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che interviene di nuovo sulla questione delle bollette a 28 giorni e del ritorno alla fatturazione mensile. L’Agcom propone una sorta di “sconto” sulla prima bolletta, da calcolare sulla base dei giorni erosi dalla fatturazione fatta ogni quattro settimane. La soluzione è contenuta in quattro diffide inviate a Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre nella quali si chiede di “eliminare gli effetti dell’illegittima anticipazione della decorrenza delle fatture”.
L’Autorità diffida dunque le aziende a far venire meno, in sede di ritorno alla bolletta a 30 giorni,  “gli effetti dell’illegittima anticipazione della decorrenza delle fatture emesse successivamente alla data del 23 giugno 2017. La data di decorrenza delle fatture emesse dopo il ripristino della fatturazione con cadenza mensile o di multipli del mese dovrà pertanto essere posticipata per un numero di giorni pari a quelli erosi in violazione della delibera n. 121/17/CONS, in modo da non gravare gli utenti dei costi derivanti dalla abbreviazione del ciclo di fatturazione”.
In pratica la prima bolletta a 30 giorni che verrà fatta dovrà essere ridotta dei quanti giorni sono stati guadagnati dall’azienda con la fatturazione ogni quattro settimane. A partire dal 23 giugno 2017, spiega l’Agcom, gli operatori avrebbero dovuto adeguarsi alla fatturazione  mensile. Col calcolo ogni quattro settimane, ogni volta vengono “erosi” dei giorni. Questo il meccanismo: “Atteso che a partire dal 23 giugno 2017 gli operatori avrebbero dovuto adeguarsi alla fatturazione a ciclo mensile, una fattura decorrente dal 23 giugno avrebbe dovuto coprire il periodo fino al 22 luglio successivo; invece, applicando il calcolo quadrisettimanale, il periodo fatturato si sarebbe fermato al 20 luglio, con una erosione pari a 2 giorni”. Il meccanismo si ripete in questo modo per le fatture successive.
Spiega l’Agcom: “Risulta, pertanto, agevolmente quantificabile per l’operatore il monte giorni eroso per ciascun cliente, sulla base della data di decorrenza della prima fattura successiva al 23 giugno 2017 e della data di ripristino della fatturazione con periodicità mensile”. E quindi, prosegue l’Autorità, alle tlc si ritiene di poter imporre di differire la decorrenza della prima fattura emessa con periodicità mensile di un numero di giorni pari a quelli “erosi”. Questo l’esempio fatto dall’Autorità: “nel caso di una fattura emessa ad aprile con decorrenza dal 1° aprile al 30 aprile e in presenza di una erosione pari a 15 giorni, la decorrenza della fattura dovrà essere posticipata al 16 aprile e conseguentemente il periodo fatturato dovrà risultare quello intercorrente dal 16 aprile al 15 maggio”.
Questo meccanismo, prosegue l’Agcom, garantisce “il diritto degli utenti di ottenere un immediato ristoro del disagio sofferto senza dover ricorrere a procedure contenziose e rimanendo liberi di poter cambiare operatore, una volta ottenuta la compensazione”.
La questione della fatturazione è talmente sentita che proprio dall’Agcom arriva una precisazione: “agli utenti dovranno essere reintegrati tutti i giorni erosi”. Nelle delibere pubblicate online, spiega l’Autorità in una nota, “viene chiaramente indicato che la decorrenza delle fatture emesse dopo il ripristino della cadenza mensile dovrà essere posticipata di un numero di giorni corrispondente a quelli indebitamente erosi a causa del passaggio alla fatturazione a 28 giorni, a partire dal 23 giugno 2017, ovvero dalla data successiva di sottoscrizione del contratto. Non risponde dunque alla decisione adottata dal Consiglio dell’Autorità quanto riportato da alcuni organi di stampa, secondo cui esisterebbe un limite massimo di 15 giorni per il reintegro spettante agli utenti. Restano ovviamente impregiudicati i rimborsi, su cui dovrà pronunciarsi il TAR del Lazio, spettanti a quegli utenti che risulteranno aver cambiato operatore successivamente alla predetta data del 23 giugno 2017”.

Suggerito da Marco

martedì 16 settembre 2014

Camugnano: Incontro sull'inquinamento elettromagnetico.



Di Paola Campori

Giovedì  prossimo, 18 settembre, nella Sala Parco Camugnano alle 20.30, si terrà un incontro sul tema  ‘Inquinamento elettromagnetico a Camugnano’. 

Il confronto, introdotto dal dottor  Marinelli dell' Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Bologna, verterà sulla  prevista installazione di una  stazione radio base per la telefonia mobile  nel centro cittadino di Camugnano.
Marinelli inoltre illustrerà le sue ricerche sulla delicata materia dell'inquinamento elettromagnetico, relazionerà sugli studi in corso  relativi ai danni alla salute provocati dalle onde elettro-magnetiche e informerà delle precauzioni da adottare nella vita quotidiana per evitare i pericoli.





giovedì 4 settembre 2014

Camugnano. No al ripetitore per la telefonia mobile a ridosso di zone residenziate.




Paola Campori informa
 
A breve verrà programmato  un incontro pubblico sull'argomento ‘ripetitore per la telefonia mobile’  e informativo  ‘sui rischi derivanti dall'inquinamento elettromagnetico, soprattutto riguardo ai minori’.

Da alcuni mesi era in progetto l'installazione di un ripetitore per la telefonia mobile (stazione radio base) in una piccola area boscata a ridosso del centro di Camugnano (area parco don Antonio e chiesa) e vicino alle scuole medie e centro sportivo.
Il sindaco aveva rincuorato le persone residenti e più direttamente coinvolte nella vicenda, dicendo che il Comune avrebbe fatto di tutto per bocciare questo progetto e proporre un'altra collocazione molto distante dalle abitazioni e dalla scuola.

Purtroppo il 18 agosto il progetto è stato autorizzato ed è apparso sull'albo pretorio.

I residenti si stanno mobilitando e stanno raccogliendo firme a tale proposito sperando che il gestore di riferimento possa ancora recedere dal suo proposito.


mercoledì 17 aprile 2013

Dante Lolli 'punisce' due gestori di telefonia.





Dante Lolli ha di nuovo fatto ‘Bingo’. Ha ottenuto infatti due pronunciamenti a favore da parte dell’autorità giudiziaria per altrettanto contenziosi da lui avviati per la richiesta di risarcimenti da gestori telefonici. 
Lolli, severo e intransigente contro quelli che ritiene abusi dei gestori dei servizi, non è nuovo a queste imprese. In passato l’ha spuntata contro la Comunità Montana che gli contestava la corretta  messa a dimora di un acquedotto e contro il comune di Savigno che gli richiedeva Imu non dovuta. Ora aggiunge alla ‘sua colt’ anche queste  due tacche.

Lolli informa infatti : “Proprio ieri  ho potuto ritirare dall'avvocato,che mi ha tutelato, 3 piccoli assegni per il rimborso di servizi telefonici, pagati e mai avuti.
Penso sia una notizia che possa interessare il pubblico.
A prova di ciò,  ho già in mano le due sentenze del tribunale di Bologna, che invio in allegato. La ringrazio per l’attenzione. Cordiali saluti Dante Lolli”.
Chi  sarà la prossima vittima del ‘giustiziere’ di Vedegheto ?

PRIME SENTENZA


SECONDA SENTENZA