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giovedì 6 agosto 2026

Ex Pedretti, la Soprintendenza frena il progetto: si apre un nuovo capitolo della vicenda

 

Il Pedretti originale 


CASALECCHIO DI RENO – Tra una telenovela e una saga senza fine, il travagliato percorso per il recupero dell'ex area Pedretti ha incontrato un nuovo, inatteso ostacolo. Una PEC inviata dalla Soprintendenza ha infatti imposto una serie di prescrizioni che modificano in modo sostanziale il progetto già all'esame del Consiglio comunale.

In particolare, l'organo di tutela chiede il rispetto dell'altezza originaria dell'edificio e la conservazione dei 19 alberi che il progetto prevedeva di abbattere. Due prescrizioni che incidono profondamente sull'intervento, destinato a sostituire l'ex albergo con un nuovo edificio di sette piani e a riqualificare l'area pubblica circostante.

La comunicazione è arrivata proprio durante una seduta del Consiglio comunale particolarmente partecipata, quando la discussione era ormai giunta alle battute finali e si stava per procedere alla votazione. La notizia ha costretto il presidente a sospendere i lavori: una decisione accolta con evidente soddisfazione dai numerosi cittadini presenti in aula e con altrettanto evidente imbarazzo da parte dell'amministrazione.

Si apre così un nuovo capitolo di una vicenda il cui esito è tutt'altro che scontato. Il Comune accetterà integralmente le prescrizioni della Soprintendenza? Si aprirà un confronto con l'ente per evidenziare le ragioni di interesse pubblico alla base del progetto? Oppure si tenterà di individuare una soluzione alternativa?

Una certezza, comunque, rimane: lo spazio lasciato libero dall'abbattimento dell'ex albergo rappresenta da anni una ferita aperta nel cuore del paese. Restituire decoro al centro cittadino costituisce un interesse pubblico evidente, al quale si affianca il rilevante interesse economico del soggetto attuatore. Trovare una soluzione appare quindi non solo auspicabile, ma necessaria.

La ricostruzione di Bruno Cevenini ( nella foto) 

Per ricostruire la lunga storia del progetto abbiamo incontrato il consigliere comunale Bruno Cevenini, che, dopo oltre vent'anni di presenza in Consiglio comunale, conosce ogni passaggio della vicenda.

«Al di là dell'inaccettabile abbattimento dei 19 alberi – esordisce Cevenini – questo progetto è costruito soprattutto a vantaggio del privato. L'interesse pubblico, a mio giudizio, è discutibile sotto diversi aspetti.»

Consigliere, da dove nasce questa vicenda?

«Tutto parte dalla chiusura dell'albergo e dall'acquisizione dell'immobile da parte di un'impresa intenzionata a demolirlo per ricostruire un nuovo edificio. La proposta venne accolta e, cosa piuttosto singolare, non furono fissati termini temporali per la conclusione dell'intervento. Si procedette così alla demolizione, lasciando il lotto completamente libero.»

«Successivamente si aprì un nuovo capitolo. L'amministrazione comunale chiese al costruttore di acquistare il parcheggio multipiano di via Ronzani, allora in vendita all'asta a seguito di un fallimento. In cambio della successiva cessione del parcheggio al Comune, al privato fu riconosciuta la possibilità di aumentare l'altezza dell'edificio dell'ex Pedretti fino a nove piani. In un primo momento si parlò addirittura di undici.»

Come reagì la città?

«Il progetto suscitò immediatamente una forte opposizione. Fu promossa una raccolta firme che raggiunse circa 5.000 sottoscrizioni. A quel punto l'intervento venne ridimensionato da nove a sette piani. La riduzione, però, fu compensata con la cessione al costruttore delle scuole Zacconi e dell'asilo Rubini, destinati alla demolizione e successiva ricostruzione.»

E oggi è arrivato il nuovo stop della Soprintendenza.

«Sì. L'intervento della Soprintendenza nasce anche in seguito a un documento trasmesso da un cittadino casalecchiese all'organo di tutela.»

Quali sono le principali osservazioni?

«Le prescrizioni più rilevanti riguardano due aspetti: la riduzione dell'edificio a quattro piani, in linea con l'altezza originaria, e la conservazione del patrimonio arboreo, cioè dei 19 alberi.»

Che cosa potrebbe accadere adesso?

«Mi auguro che la Soprintendenza mantenga la propria posizione.»

Ma il costruttore potrebbe chiedere una compensazione?

«Credo che una soluzione potrebbe essere quella di consentirgli di realizzare le proprie legittime aspettative edificatorie in altre aree del territorio comunale. È un'ipotesi che, peraltro, era già stata avanzata in passato.»

Una partita ancora tutta aperta

Cevenini non si sbilancia oltre, ma lascia intendere che la vicenda è tutt'altro che conclusa. La "telenovela" dell'ex Pedretti sembra destinata ad arricchirsi di nuovi episodi e continuerà a essere seguita con grande attenzione sia dalla politica sia dai cittadini.

L'obiettivo, tuttavia, resta condiviso: riqualificare un'area centrale che da troppo tempo rappresenta uno dei principali elementi di degrado urbanistico di Casalecchio. Sarà ora compito dell'amministrazione comunale trovare una sintesi tra tutela del patrimonio, interesse pubblico e diritti del soggetto attuatore.

L'ultima notizia

Nel corso dell'intervista, Cevenini ha infine fornito un aggiornamento su un'altra area strategica del territorio: l'ex Sapaba.

«È ormai ufficiale – conclude – che l'area non sarà destinata a insediamenti residenziali. È stata infatti classificata come area golenale e zona a rischio di esondazione, una condizione che ne impedisce l'edificazione a fini abitativi.»

martedì 28 luglio 2026

Casalecchio di Reno, raccolta firme contro il taglio degli alberi: iniziativa pubblica all'Ex Pedretti



Una raccolta firme per dire no all'abbattimento degli alberi previsto nell'area dell'Ex Pedretti, dove, secondo quanto riportato nel materiale informativo diffuso dai promotori, dovrebbe essere realizzato un parcheggio. L'iniziativa è promossa da Fratelli d'Italia e punta a coinvolgere cittadini e residenti nella tutela del patrimonio arboreo della zona.

Il manifesto invita la cittadinanza a partecipare a una petizione pubblica con l'obiettivo di fermare il taglio degli alberi. Sono previsti due appuntamenti dedicati alla raccolta delle firme: il primo domani,  mercoledì 29 luglio, dalle 10 alle 12, presso il Mercato Toti, tra via Porrettana e via Nino Bixio; il secondo sabato 1° agosto, dalle 16 alle 19, in Piazza del Monumento ai Caduti.

Secondo i promotori, la salvaguardia delle alberature rappresenta una priorità per preservare il verde urbano e la qualità ambientale del quartiere. Attraverso la petizione si intende sensibilizzare l'opinione pubblica e sollecitare un confronto sulle scelte urbanistiche riguardanti l'area dell'Ex Pedretti.

L'iniziativa si inserisce nel dibattito sul futuro della zona e sulle possibili trasformazioni urbanistiche, tema che negli ultimi mesi ha suscitato interesse e posizioni differenti tra cittadini, associazioni e forze politiche. La raccolta firme rappresenta uno strumento di partecipazione civica con cui i promotori chiedono di rivedere il progetto che, a loro avviso, comporterebbe la perdita di un'importante porzione di verde.


venerdì 24 luglio 2026

Ex Pedretti, il sindaco Ruggeri: «La riqualificazione del centro resta una priorità»

 



CASALECCHIO DI RENO – Dopo la chiusura anticipata del Consiglio comunale e il rinvio della discussione sul riordino del centro cittadino attraverso il progetto relativo all'area ex Pedretti, il sindaco di Casalecchio di Reno, Matteo Ruggeri ( nella foto) , interviene per commentare le comunicazioni pervenute dalla Soprintendenza nel corso della seduta.

«Abbiamo un grande rispetto delle istituzioni democratiche e degli organismi di controllo. Tuttavia, le comunicazioni giunte oggi dalla Soprintendenza, con il Consiglio comunale già praticamente in corso, su questioni che apprendiamo essere note agli uffici da mesi e sulle quali entreremo nel merito quanto prima, rappresentano, sotto il profilo del metodo, un precedente preoccupante per il corretto esercizio delle prerogative delle assemblee democraticamente elette e chiamate ad assumere decisioni in rappresentanza della comunità», afferma il primo cittadino.

Ruggeri assicura che l'Amministrazione analizzerà nei prossimi giorni l'intero iter procedurale, ribadendo la volontà di arrivare a una soluzione per il nodo urbanistico del centro cittadino.

«Nei prossimi giorni – prosegue il sindaco – esamineremo attentamente il procedimento, con una rinnovata determinazione nel trovare una soluzione per la riqualificazione del centro. Resta però il rammarico nel constatare come tempi e modalità della burocrazia possano talvolta risultare talmente complessi da alimentare sfiducia nella capacità del sistema Paese di affrontare e risolvere questioni articolate. Una sfiducia che chi ricopre incarichi istituzionali non può permettersi».

Il sindaco conclude confermando l'impegno dell'Amministrazione sul progetto: «Per questo il nostro lavoro per la riqualificazione del centro cittadino di Casalecchio di Reno non verrà meno. Sono personalmente convinto che gli ostacoli si superino in un solo modo: affrontandoli».

sabato 4 luglio 2026

Ex Pedretti di Casalecchio di Reno: Forte preoccupazione di Legambiente per il progetto e per l'abbattimento degli alberi maturi

 



Torna al centro del dibattito pubblico il futuro urbanistico e ambientale dell'area ex Pedretti. Il Circolo Legambiente SettaSamoggiaReno APS esprime «profonda preoccupazione» e manifesta la propria contrarietà al progetto edilizio previsto nella zona, che comporterebbe l'abbattimento di numerose alberature mature per la realizzazione di un parcheggio interrato.

Secondo l'associazione ambientalista, alle criticità già evidenziate nei mesi scorsi si aggiunge anche il tema dell'accordo di compensazione urbanistica, che prevede la delocalizzazione di una parte della superficie edificabile nell'area della Marullina, tra le vie Zacconi e Rubini. Una scelta che, secondo Legambiente, rischia di aggravare il carico urbanistico di un quartiere già densamente edificato e carente di adeguate infrastrutture verdi, alimentando le preoccupazioni dei residenti.

Ulteriori perplessità riguardano inoltre l'ipotesi di cessione di un immobile comunale, che, secondo il Circolo, comporterebbe una riduzione degli spazi a disposizione della collettività a vantaggio dell'interesse privato. L'associazione ritiene invece che tali immobili debbano essere recuperati e destinati a funzioni pubbliche e servizi per i cittadini.

Il valore strategico del patrimonio arboreo

Nel comunicato, Legambiente richiama l'attenzione sul ruolo fondamentale del verde urbano in una fase storica caratterizzata dall'aggravarsi della crisi climatica. Le temperature estive sempre più elevate, le frequenti ondate di calore e il fenomeno delle isole di calore urbane rappresentano, secondo l'associazione, un'emergenza ambientale e sanitaria che colpisce soprattutto le persone più fragili.

Per questo motivo, il patrimonio arboreo cittadino non può essere considerato un semplice elemento ornamentale, ma una vera e propria infrastruttura verde. Gli alberi ad alto fusto presenti nell'area ex Pedretti, sottolinea il Circolo, svolgono funzioni ecosistemiche essenziali — dalla mitigazione del calore all'assorbimento di anidride carbonica, fino alla regolazione delle acque meteoriche — che non possono essere compensate, almeno nel breve e medio periodo, dalla messa a dimora di nuovi alberi, spesso caratterizzati da elevate percentuali di mortalità nei primi anni di vita.

La tutela del Teatro Laura Betti

L'associazione richiama inoltre l'attenzione sul valore storico, culturale e identitario rappresentato dal Teatro Laura Betti, ritenendo che il nuovo intervento edilizio possa incidere negativamente sul contesto urbano che lo circonda, compromettendone il decoro, la fruibilità e la visibilità.

A sostegno di questa posizione viene ricordato anche il parere espresso dalla Soprintendenza nel settembre 2024, nel quale erano già state evidenziate criticità relative alla tutela del contesto storico e paesaggistico dell'area.

La proposta: rigenerare le aree già compromesse

Come alternativa, il Circolo Legambiente propone di valutare la delocalizzazione dell'intervento in aree dismesse, ex siti industriali o superfici già impermeabilizzate, privilegiando interventi di autentica rigenerazione urbana piuttosto che il consumo di suolo e la perdita di patrimonio arboreo.

«Sviluppare la città senza sacrificare il verde esistente – sostiene l'associazione – è oggi una scelta non solo possibile, ma necessaria e non più rinviabile.»

L'appello alle istituzioni

Il comunicato si conclude con un appello rivolto all'Amministrazione comunale e agli altri enti competenti affinché venga avviato un confronto aperto con la cittadinanza e con le associazioni del territorio.

Legambiente auspica che le istituzioni sappiano tenere conto delle istanze ambientali e della crescente sensibilità della comunità locale, orientando le future scelte urbanistiche verso un modello di sviluppo più sostenibile, capace di coniugare tutela del verde, qualità urbana e interesse pubblico. Il Circolo conferma infine la propria disponibilità al dialogo con l'Amministrazione comunale.

 

venerdì 28 marzo 2025

Legambiente contraria al nuovo palazzo di nove piani nell’area ex Pedretti a Casalecchio

 


di Angelo Farneti

Presidente Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno APS



Il Circolo Legambiente SettaSamoggiaReno ribadisce la propria contrarietà al progetto di un edificio di nove piani nell’area ex Pedretti di Casalecchio di Reno , ritenendolo inadeguato per dimensioni e impatto paesaggistico. La struttura, prevista su un’area già fortemente urbanizzata, avrà una lunghezza di circa 45 metri, un’altezza di 32 metri e ospiterà 47 alloggi, altrettante autorimesse interrate e spazi destinati ad attività commerciali.

Secondo Legambiente, la realizzazione dell’edificio rischia di alterare le caratteristiche edilizie del contesto e di aprire la strada a nuove costruzioni di grandi dimensioni, aggravando la saturazione del territorio. L’associazione sottolinea come Casalecchio, un tempo luogo di villeggiatura tra le colline e il fiume Reno, sia stato progressivamente trasformato in un’area a prevalente vocazione commerciale, con un’espansione incontrollata di supermercati, capannoni e centri commerciali.

Legambiente chiede che le scelte urbanistiche siano guidate da criteri di sostenibilità e qualità della vita, evitando ulteriori interventi che snaturino il territorio. Per questo, l’associazione sollecita soluzioni più razionali e rispettose dell’equilibrio ambientale e sociale della zona.