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mercoledì 22 febbraio 2023

80 no dei negozianti di Anzola dell’Emilia all’ipermercato a Lavino di Mezzo

Confesercenti Bologna sostiene il flash mob dei cittadini di Lavino contro il consumo del suolo, organizzato per domani, giovedì  23 febbraio. Chiesto un incontro urgente al Sindaco della città Metropolitana Matteo Lepore.


 da Confesercenti

Anche i commercianti di Anzola dell’Emilia ribadiscono la propria opposizione alla realizzazione nella frazione di Lavino di Mezzo di un ipermercato di oltre 10mila metri quadri e sostengono il flash mob, organizzato dai comitati dei cittadini di Anzola e dalle associazioni ambientaliste nella mattinata del 23 febbraio 2023, davanti all’Oratorio di San Filippo Neri a Bologna, davanti alla sede in cui si tiene il convegno sui cambiamenti climatici, il consumo del suolo e la rigenerazione urbana. Su 110 negozi presenti sul territorio di Anzola, almeno 80 hanno firmato la petizione-appello contro la costruzione di un ipermercato di 10.185 metri quadri, con una superficie di vendita di genere alimentare di 4.500 metri quadri e con un settore non alimentare di 1.500 metri quadri. In pratica, una struttura di dimensioni simili a quelle dell’Ipercoop aperto al Centro Borgo che, a meno di 4 chilometri di distanza, si trova nel vicino quartiere Borgo Panigale di Bologna. Promossa tra i commercianti di Lavino di Mezzo e di Anzola dell’Emilia dalla Confersercenti provinciale di Bologna, la petizione punta a difendere i negozi di prossimità e a scongiurare la loro imminente chiusura con la proliferazione della grande distribuzione organizzata. È dal 2018 che Confesercenti di Bologna ha espresso la propria netta contrarietà alla realizzazione di una nuova struttura commerciale di grandi dimensioni del settore alimentare nella località di Lavino di Mezzo. Posizione ribadita più volte a Giampiero Veronesi, Sindaco del Comune di Anzola dell’Emilia. Stessa contrarietà è stata reiterata in una recente lettera inviata a Matteo Lepore, Sindaco della Città Metropolitana di Bologna. Nei prossimi giorni Confesercenti chiederà un incontro urgente al Sindaco Metropolitano. I commercianti e i tanti associati di Anzola e delle zona circostanti sono molto preoccupati per il sorgere di questo nuovo insediamento in un periodo di grave crisi economica, aggravato da due anni di chiusure a causa della pandemia e dall’attuale situazione di crisi energetica. Intorno al Comune di Anzola oggi l’offerta commerciale alimentare è assicurata dall’Ipercoop di Borgo Panigale (7200 metri quadri a 4 chilometri di distanza), dal Supermercato Coop&Coop di San Giovannni Persiceto (3300 metri quadri a 15 chilometri), dalla Coop di Anzola capoluogo (1500 metri quadri a 4 chilometri), dal Conad di Anzola capoluogo (a tre chilometri), dall’In’s Anzola capoluogo (580 metri quadri a 2,5 chilometri), dal Carrefour ex Bitelli (800 metri quadri a 5 chilometri), dal Carrefour di Bazzano (a 15 chilometri), dall’Area ex Cervetti (a 2,3 chilometri) dal del Gran Reno di Casalecchio (a 7 chilometri) che di recente ha aumentato di 12mila metri quadri la superficie di vendita.

martedì 14 febbraio 2023

Lavino non vuole l’ipermercato

 Legambiente: “  Straordinario successo di partecipazione della raccolta firme di sabato 11 febbraio 2023. STOP al cemento nell’area Metropolitana di Bologna”.


Il Presidente Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno, Angelo Farneti,  ha inviato il comunicato stampa congiunto di ‘ COMITATO Spontaneo di cittadini Lavino di Mezzo, AMBIENTIAMOCI, MALALA “gli occhi delle donne sulla pace”, Circoli LEGAMBIENTE di Bologna, Pianura Nord e SettaSamoggiaReno e WWF: 


In un Comune di circa 12.300 abitanti, ai banchetti allestiti a Lavino di Mezzo e Anzola dell’Emilia, in una sola giornata sono state raccolte oltre 1.000 firme alle quali si aggiungono oltre 1.250 adesioni (ad ora) alla petizione on line lanciata sabato scorso e che continua al link: https://chng.it/dLSyvHWX2R

 

Chi sosteneva che la cittadinanza fosse d’accordo con la costruzione dell’ipermercato è stato miseramente smentito dai fatti.

Si continua ad affermare che la realizzazione del progetto sia ormai inevitabile e che ad esso si possano solo apportare piccoli aggiustamenti. La realtà è un’altra: mancano ancora due passaggi decisivi, uno in Città Metropolitana ed un altro in Consiglio Comunale ad Anzola.

 


I cittadini in gran numero stanno pubblicamente e in modo democratico manifestando le ragioni per le quali sono contrari al progetto.

Invitiamo le amministrazioni che hanno sottoscritto l’Accordo Territoriale a non proseguire il percorso per l’attuazione di un polo funzionale a marcata caratterizzazione commerciale che si porrebbe in contrasto con larga parte della comunità del territorio nel quale dovrebbe essere realizzato.

 

Ancora una volta non si considerano le conseguenze ambientali e sociali dell’assurda corsa alla cementificazione ed al consumo di suolo, aggravando le criticità legate ai cambiamenti climatici e all’inquinamento dell’aria. Non è questa la rigenerazione urbana di cui necessita l’area metropolitana bolognese!

Del resto che non ci sia interesse pubblico nella realizzazione del grande insediamento commerciale è oggettivamente dimostrato dalla necessità di legarlo alla realizzazione di oltre 180 alloggi di edilizia ERS/ERC (ai sensi dell’articolo 3.9 del PTM) per poter rendere esigibile la richiesta di variante. 

Chiediamo ai consiglieri comunali di Anzola, nell’esclusivo interesse della comunità che rappresentano, di prestare ascolto ai tanti cittadini che, dando prova di partecipazione alla vita pubblica, hanno ritenuto utile far conoscere in modo civile la propria opinione indicando quali sono le reali priorità e necessità del territorio e dell’area metropolitana di Bologna e li invitiamo ad esprimere con tutta serenità, in sede di Consiglio Comunale, la loro contrarietà al progetto. 

Successivamente auspichiamo che si attivi un percorso partecipato istituzionale all’interno del quale l’amministrazione ed i cittadini possano confrontarsi e ciascuno contribuire, nel rispetto dei ruoli, ad una progettazione condivisa e complessiva del territorio che risponda ai reali bisogni della collettività ed ispirata alle più avanzate soluzioni in tema di sostenibilità urbana e compatibilità ambientale.