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sabato 18 aprile 2026

Ex Sapaba, stop all’edificazione: la Regione riconosce il rischio alluvione

 La Lista Civica chiede ora una delibera comunale definitiva: “Serve un atto formale che vieti per sempre nuove costruzioni”



Nell’area dell’ex Sapaba di Casalecchio di Reno non si costruirà. A sottolinearlo sono i componenti della Lista Civica locale, che parlano di un risultato atteso da anni: “Finalmente è stato riconosciuto il rischio legato all’edificazione in quell’area”.

Secondo quanto riportato, dopo numerose segnalazioni, interrogazioni e incontri in Regione — anche con l’ex assessore all’Ambiente — è arrivato il riconoscimento ufficiale: l’area è soggetta a rischio alluvione e, per questo, non idonea a nuovi interventi edilizi.

“La nostra battaglia è iniziata il giorno successivo all’approvazione, da parte delle precedenti maggioranze di sinistra (comprensive anche di esponenti oggi fuoriusciti), del progetto di edificazione — affermano dalla Lista Civica —. Oggi possiamo dire di aver contribuito a fermare un’ulteriore ondata di cementificazione”.

Il gruppo sottolinea di non essere interessato alle rivendicazioni politiche del risultato: “Non ci importa chi voglia intestarsi questa vittoria, che sia il centrodestra o quella parte della sinistra oggi all’opposizione ma che in passato aveva sostenuto quelle scelte. Ciò che conta è che il buon senso abbia prevalso su logiche cementificatorie portate avanti per decenni”.

Tuttavia, per la Lista Civica non basta il pronunciamento regionale. Serve un passo ulteriore da parte dell’amministrazione comunale: “Chiediamo al sindaco e alla giunta un atto chiaro e definitivo. Una delibera che stabilisca che in quell’area non si dovrà né si potrà costruire, né oggi né in futuro”.

Un provvedimento che, assicurano, verrebbe sostenuto senza esitazioni: “Lo approveremmo con grande soddisfazione, perché per noi la politica è un servizio alla comunità, non uno strumento al servizio di interessi economici o partitici”.

Infine, lo sguardo si allarga ad altre questioni aperte sul territorio: “Ci auguriamo che si possa trovare una soluzione anche per l’area ex Pedretti e per il mancato interramento del passaggio a livello ferroviario di via Marconi”.

domenica 8 febbraio 2026

Area ex Sapaba, Legambiente: “Difendere il suolo naturale lungo il Reno significa tutelare sicurezza e qualità della vita”

 



I circoli di Legambiente di Bologna, Imola, Medicina, Pianura Nord e Setta Samoggia Reno esprimono una profonda e rinnovata preoccupazione per l’intenzione di proseguire con il progetto edificatorio che prevede la realizzazione di circa 250 appartamenti nell’area ex Sapaba di Casalecchio di Reno, sulla riva sinistra del fiume Reno.

Si tratta di un’area che, per le sue caratteristiche naturali, storiche e ambientali, dovrebbe essere tutelata e preservata, non trasformata in un nuovo comparto residenziale. Il suolo naturale – sottolineano i circoli – non è una risorsa infinita né sacrificabile in nome di presunti diritti edificatori acquisiti: è un bene comune e una vera e propria infrastruttura ecologica, fondamentale per l’assorbimento delle acque, la mitigazione delle piene, la riduzione del rischio idraulico e la sicurezza dei cittadini.

Edificare in prossimità dei corsi d’acqua significa ignorare le evidenze scientifiche e gli insegnamenti lasciati dai recenti eventi alluvionali che hanno colpito l’Emilia-Romagna. Alluvioni che non possono essere considerate eventi imprevedibili o eccezionali, ma alle quali hanno contribuito in modo significativo decenni di impermeabilizzazione del suolo, restringimento degli alvei ed edificazioni in aree fragili.

Secondo Legambiente è grave che si continuino ad avallare progetti potenzialmente dannosi per la collettività, paventando il rischio di contenziosi legali che, alla luce del mutato contesto climatico, normativo e dei pareri tecnici qualificati, potrebbero essere facilmente respinti. La tutela dell’interesse pubblico – ribadiscono – deve prevalere su quella degli interessi privati, soprattutto quando sono in gioco l’incolumità delle persone, la sicurezza del territorio e la qualità della vita.

I circoli ricordano inoltre che anche la Soprintendenza aveva già espresso pareri negativi sul progetto. Valutazioni che non possono essere archiviate come meri ostacoli burocratici, ma che rappresentano un chiaro segnale di allarme, che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare e rispettare.

Da qui l’appello alla Città Metropolitana di Bologna e alla Regione Emilia-Romagna affinché esprimano un parere negativo chiaro e netto, adottando uno sguardo sovracomunale e coerente con quanto accaduto negli ultimi anni sul territorio regionale. La pianificazione – conclude Legambiente – non può più essere frammentata né subordinata a singoli interessi: è necessaria una visione lungimirante, fondata sulla reale riduzione del consumo di suolo, sulla riqualificazione dell’esistente e sulla salvaguardia delle aree prossime ai fiumi.

Una scelta che rappresenterebbe un tassello importante per la tutela del futuro collettivo.

venerdì 6 febbraio 2026

Area ex Sapaba di Casalecchio, Evangelisti (FdI) interroga la Regione: “Chiarire i rischi idraulici prima di costruire”

 

Il progetto


Anche Marta Evangelisti, consigliera regionale e presidente del Gruppo Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa, interviene sull’ipotesi edificatoria nell’area dell’ex cava di ghiaia Sapaba, a Casalecchio di Reno, sollevando dubbi e chiedendo chiarimenti alla Giunta regionale in merito alla sicurezza idraulica e alle procedure adottate.

In un’interrogazione formale, Evangelisti ricorda come l’amministrazione comunale di Casalecchio di Reno abbia dato il via libera alle opere di urbanizzazione connesse alla lottizzazione dell’area, situata in prossimità della sponda sinistra del fiume Reno. L’intervento prevede la realizzazione di circa 250 nuovi alloggi in una zona che presenta criticità idrauliche e che si colloca in un contesto territoriale più volte colpito, negli ultimi anni, da eventi alluvionali di particolare gravità.

La delibera comunale autorizza la realizzazione delle principali infrastrutture di servizio, tra cui strade, reti tecnologiche, fognature, acquedotti e impianti per la distribuzione di luce e gas. Tuttavia, sottolinea la consigliera regionale, non risulterebbe ancora espresso un parere definitivo da parte della Regione Emilia-Romagna, attraverso l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, in merito alla compatibilità dell’intervento con i profili di rischio idraulico.

Secondo quanto riportato anche dagli organi di stampa, l’ultima seduta della Conferenza dei servizi, chiamata a valutare la conformità dell’intervento alle normative vigenti, sarebbe programmata per il 17 febbraio 2026. Un elemento che, per Evangelisti, rende quantomeno prematuro l’avvio delle opere di urbanizzazione..

Con l’atto ispettivo, la consigliera chiede alla Giunta regionale se sia a conoscenza della situazione e quale valutazione ne dia; se ritenga opportuno e responsabile che il Comune abbia approvato le opere di urbanizzazione prima di un parere definitivo regionale sul rischio idraulico; quali garanzie concrete possano essere offerte ai cittadini attuali e futuri sulla sicurezza delle abitazioni nel medio e lungo periodo; e quali iniziative si intendano adottare per assicurare trasparenza, coinvolgimento della cittadinanza e tutela prioritaria del territorio.

lunedì 22 maggio 2023

Legambiente: “ Bocciato per seconda volta il progetto per la costruzione di oltre 300 appartamenti nell'area Ex Sapaba di Casalecchio di Reno

 Da oltre dieci anni contrastiamo questo progetto. Vi sono anche aspetti legati al rischio idro-geologico, drammaticamente salito alla ribalta in queste settimane.


Il presidente del Circolo Legambiente SettaSamoggiaReno, Angelo Farneti, comunica:

 

Ieri abbiamo appreso a che la Soprintendenza avrebbe di nuovo espresso contrarietà al progetto urbanistico che prevede la costruzione di più di 300 appartamenti nell’area ex Sapaba. 

Da oltre dieci anni Legambiente è contraria a questo progetto che partì con il taglio di un bosco di querce in quell’area che si era rinaturalizzata spontaneamente. 

Da sempre sosteniamo che le aree ai margini del fiume Reno vadano mantenuta verdi e non cementificate per consentire al suo alveo naturale di allargarsi in caso di piena, rallentando il deflusso delle acque verso la pianura ed il mare. La cementificazione invece, chilometro dopo chilometro, non fa che aumentare la sua velocità. 

Gli accadimenti di queste settimane non fanno che confermare come la Natura non si lasci imbrigliare dai manufatti umani e che, prima o poi, riprenda drammaticamente il sopravvento. 

Chiediamo quindi nuovamente all’Amministrazione comunale di riconsiderare il progetto ex Sapaba anche alla luce del rischio idraulico. I “progetti di alto profilo, in un’area privata, in ogni caso”, vanno realizzati dove non vi siano pericoli per i cittadini che, fiduciosi, vi andrebbero ad abitare.

Nel caso non lo facesse, si assumerebbe una grande responsabilità.

Legambiente ribadisce infine che il primo ed importante passo per combattere i cambiamenti climatici e gli eventi straordinari, sempre più frequenti ed ordinari, sia il consumo di suolo zero e la riqualificazione dell’esistente, da subito.

Attendiamo un segnale forte e chiaro in questo senso!


martedì 2 agosto 2022

Legambiente boccia il progetto edificatorio ‘Area ex Sapaba’

Trenta nuovi palazzi a Casalecchio di Reno

 

Il presidente del Circolo Legambiente  SettaSamoggiaReno, Angelo Farneti, scrive:

  

Il Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno, ha appreso dagli organi di stampa locali dell’ulteriore perseguimento da parte dell’Amministrazione Comunale di Casalecchio di Reno di politiche di cementificazione abitativa nell’area ex Sapaba lungo il fiume Reno che, da parte nostra, si è sempre ribadito dover essere parte di progetti di ben altro tipo dal punto di vista ambientale e messa a disposizione della Comunità tutta.

Il reale perseguimento di politiche ambientali deve vedere le Amministrazioni Comunali impegnate a ridurre il consumo di suolo e non a sottolineare che “E’ un progetto di alto profilo, in un’area privata, in ogni caso”.

Condanniamo decisamente l’intenzione dell’Amministrazione comunale di Casalecchio di proseguire con l’approvazione del progetto in questione ed auspichiamo un pronto e costruttivo confronto con le associazioni ed i cittadini in merito all’utilizzo dell’intera area ed alla sua futura destinazione.

Il consumo di suolo zero deve essere concretamente perseguito, da subito, e non rimanere uno slogan od una promessa utile solo ad abbellire i programmi elettorali.