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sabato 12 novembre 2022

Sasso Marconi. Hanno rubato l'auto di Elettra

 Bignami: "Il buio di questa parte del paese agevola i ladri". 



Elettra, dopo una impegnativa giornata di lavoro, e’ rincasata alle 11 di sera, ha parcheggiato la sua auto nel solito posto, nello slargo di via Ponte Albano di Sasso Marconi, e si è coricata per ritemprarsi e affrontare in modo adeguato gli impegni del giorno dopo. La notte gli ha consentito un riposo adeguato. Si è  alzata all’alba, ha fatto una buona colazione ed uscita per affrontare il dovere della nuova giornata. Ma a stravolgere il suo programma è stata la costatazione che la sua auto non era più dove l’aveva lasciata e la spiegazione era una sola: nella notte era stata rubata. Dopo alcune ricerche nella speranza che la mancanza dell’auto non fosse dovuto a  un furto, ma a uno scherzo, ha dovuto realizzare che si trattava veramente  di una ruberia. Sconsolata si è portata alla stazione dei Carabinieri per fare denuncia. Le ricerche  sono iniziate, mai ladri hanno avuto troppo tempo per allontanarsi. Elettra ha poche speranze che la sua auto possa essere ritrovata.

Arrabbiato è pure il suo vicino, risiede nello stesso condominio, Ermes Bignami ( nella foto) che ancora una volta punta il dito sulla mancata illuminazione del tratto abitato in cui risiedono i due. Lo ha chiesto con forza, ma gli è stato detto che il tema verrà preso in esame durante le prossime riorganizzazione del tratto di Via Ponte Albano dove risiedono. “E’ buio. E’ quasi un invito ai ladri ad arrivare e a razziare”, lamenta Bignami fra l’irritato e lo sconsolato.

venerdì 16 gennaio 2015

Rubano una macchina e chiedono denaro per restituirla.




“Se rivuoi la tua auto paga i debiti”, questo il tentativo di estorsione messo in atto ai danni di un ex carcerato e finito con l’intervento dei Carabinieri che hanno arrestato un 22enne tunisino, senza fissa dimora, per estorsione in concorso.
L’uomo è stato identificato nel corso di un indagine avviata ieri pomeriggio, quando un 30enne pregiudicato di Bologna ha  denunciato ai Carabinieri di aver subito un atto estorsivo da parte di tre magrebini che, dopo avergli rubato la sua Fiat Punto, avevano preteso una somma di denaro come riscatto per restituirgliela.
 La storia ha preso il via sabato sera al tavolino di un bar di piazza Aldrovandi, dove la vittima si era recata per bere una birra. Ad un tratto, uno dei tre magrebini, sulla ventina, seduti a un altro tavolo del locale, si è avvicinato all’italiano in quanto lo aveva riconosciuto poiché aveva trascorso un periodo di detenzione presso la casa circondariale di Bologna assieme a suo cugino. “Tu sei quello che scriveva tutti i giorni la lettera alla moglie”, ha detto il magrebino cogliendo di sorpresa l’italiano che gli ha confermato la notizia meravigliandosi di come ne fosse venuto a conoscenza. Tra una chiacchiera e l’altra, il magrebino ha continuato dicendogli, sempre in tono amichevole, “Ora che mio cugino non è più a Bologna, il debito che dovevi a lui lo devi a me”, per riferirsi a dei loschi affari commessi in passato tra il cugino del magrebino e l’italiano. La situazione è degenerata  quando il giovane magrebino si è impossessato delle chiavi dell’auto dell’italiano e si è allontanato a bordo dell’automobile dell’italiano. Il 30enne ha tentato di fermarlo ma è stato  bloccato dagli altri due magrebini. Il giorno dopo, la vittima ha ricevuto una telefonata di un soggetto con accento straniero che gli ha detto: “Prima si pagano i debiti e poi si rianno le cose. Ci vogliono 200 euro”. Il lunedì seguente, l’italiano ha ricevuto una seconda telefonata da parte dello stesso interlocutore che lo invitava a raggiungerlo al parcheggio del centro commerciale ‘Il Pilastro’, in via Luigi Pirandello a Bologna. Riconosciuto il giovane soggetto che gli aveva rubato la macchina due sere prima, l’italiano gli ha dato 100 euro in contanti dicendogli di non averne altri e lo ha  invitato a restituirgli l’auto al più presto, ma il malvivente gli ha ricordato che la questione si sarebbe conclusa pagando l’intera somma. Martedì scorso, invece, a seguito di una nuova telefonata, il magrebino si è detto  disponibile a restituirgli l’auto per altri 50 euro. L’italiano ha  chiesto allora qualche altro giorno per racimolare la cifra. All’appuntamento di ieri pomeriggio, avvenuto in via Italo Svevo, nel quartiere Pilastro, oltre al magrebino e all’italiano non sono mancati i Carabinieri del Nucleo Operativo che dopo essersi disposti in modo da non farsi vedere, sono intervenuti quando hanno visto che il malvivente estraeva il mazzo di chiavi dell’auto e lo consegnava alla vittima. L’auto, rinvenuta nelle vicinanze, è stata riaffidata al legittimo proprietario e il magrebino, identificato nel 22enne tunisino, gravato da precedenti di polizia e da un divieto di dimora nel comune di Bologna, è stato tradotto in carcere su disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Bologna. Proseguono le indagini per  individuare anche gli altri due soggetti che hanno partecipato all’estorsione.  

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

martedì 4 dicembre 2012

Le strade di Molinella come quelle di Chicago.




Il rocambolesco inseguimento di un ladro di autovetture da parte dei Carabinieri Carabinieri delle Compagnie di Molinella e Medicina, lungo le strade di Molinella, si è concluso in modo spettacolare ma, fortunatamente, senza gravi conseguenze per le persone coinvolte.
Tutto è iniziato intorno alle 13 di oggi, quando una signora di Molinella ha riconosciuto la sua Fiat Punto, rubata il 20 novembre scorso,  che transitava per strada condotta da un uomo.
La signora ha immediatamente avvisato i Carabinieri tramite il 112 e sono subito scattate le ricerche del veicolo. Dopo pochi minuti un’autoradio del Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Molinella ha intercettato la Punto, ma il conducente, alla vista dei militari, ha accelerato iniziando la fuga.
Immediatamente, in base alle informazioni fornite dai Carabinieri che gli erano alle costole, venivano disposti i posti di blocco al fine di intercettare lungo il percorso il fuggitivo.
Alcuni tentativi effettuati dalle vetture dei Carabinieri, che erano state fatte convergere sulla macchina in fuga, fallivano per la reazione sconsiderata del conducente della Punto che non esitava una volta a tamponare una Fiat Bravo del Radiomobile di Molinella e una seconda a speronare una Fiat Punto del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Medicina, pur di guadagnare la fuga.
La sua folle corsa terminava, sempre seguito dai mezzi dei Carabinieri, a Budrio, in prossimità del passaggio a livello di viale Europa/via Zenzalino, dove all’ennesima sconsiderata manovra effettuata per sfuggire agli inseguitori, urtava una Volkswagen Tiguan e finiva la sua corsa cappottandosi contro la recinzione della vicina ferrovia.
Il fuggitivo, in un ultimo disperato tentativo, riusciva a uscire dal veicolo ribaltato e si avvicinava a una vettura in sosta nei pressi, condotta da una donna e tentava di spintonare via la proprietaria al fine di utilizzare il suo veicolo per proseguire la fuga.
L’immediato intervento dei militari che lo avevano inseguito ha consentito di bloccarlo e di evitare ulteriori danni.
Fortunatamente, a dispetto delle conseguenze riportate dai veicoli, come testimoniano le foto, nessuno dei conducenti ha riportato gravi lesioni.
Lo stesso ‘folle autista’, M.M., un pregiudicato 39enne di Molinella, ha riportato contusioni varie ma non gravi, così come il conducente della Tiguan.
La condotta tenuta da M.M. sarà valutata dai Carabinieri di Medicina e dalla Procura della Repubblica di Bologna, ma si configurano i reati di resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale, tentativo di rapina e ricettazione.    

Il Comando Provinciale Carabinieri di Bologna ha poi informato: 


M.M., il pregiudicato 39enne di Molinella, responsabile di quanto accaduto qualche ora fa tra Molinella e Budrio, è stato arrestato. Domani mattina sarà tradotto nelle aule del Tribunale di Bologna per la celebrazione del rito direttissimo.



Un pensiero va alla povera signora, proprietaria della vettura rubata, che si ritrova ora un’auto completamente distrutta e irrecuperabile.