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martedì 18 febbraio 2020

Il controllo a un autocarro rivela un consumatore, coltivatore e spacciatore di stupefacenti


Il Comando Provinciale Carabinieri Bologna informa:



Foto dei Carabinieri di Bologna.
I Carabinieri di Castiglione dei Pepoli hanno arrestato un 57enne italiano per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, Inoltre lo hanno denunciato per guida sotto l’effetto di sostanze psicotrope.
Il tipo è stato 'intercettato' in un controllo mentre si trovava al volante di un autocarro. L'ispezione ha rilevato che il 57enne era in possesso di alcuni grammi di hashish e marijuana.
Invitato a sottoporsi alle analisi del sangue per rilevare la presenza di eventuali sostanze stupefacenti assunte prima di mettersi al volante, si è rifiutato, per cui è stato denunciato.
Considerati i precedenti di polizia a suo carico, i militari hanno deciso di proseguire gli accertamenti nella sua abitazione al centro di un gruppo aziendale di Castel del Rio.
All’interno di un vecchio fienile in uso al 57enne, i Carabinieri hanno trovato un laboratorio efficiente per la produzione, la pesatura e il confezionamento della marijuana. Nella prosecuzione della perquisizione, sono stati sequestrati quasi 300 grammi tra marijuana e hashish, quarantanove piantine di cannabis e un bilancino di precisione. Dopo aver trascorso la notte agli arresti domiciliari, l'uomo è stato tradotto nel Tribunale di Bologna.
In sede di rito direttissimo, l’arresto è stato convalidato.
 



lunedì 1 agosto 2016

Marzabotto. Gioca a nascondino sul treno per evitare il controllo, ma viene scoperta: 19enne responsabile di resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.


Beccata senza biglietto, si rifiuta di scendere dal treno, si chiude nel bagno del vagone ferroviario e pretende di viaggiare 'gratis' fino alla stazione da lei prescelta. 

Hanno dovuto intervenire i Carabinieri e intanto il treno è rimasto fermo per parecchi minuti, creando notevoli disagi ai passeggeri e numerosi disservizi.

Possibile non si sappia che a Bologna, e non solo, per utilizzare il treno è obbligatorio munirsi di biglietto.

I Carabinieri di Marzabotto hanno identificato una 19enne rumena, domiciliata presso un campo nomadi di Borgo Panigale, responsabile di resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.
E’ successo ieri mattina, domenica 31 luglio, quando la Centrale Operativa del 112 è stata contattata dal capo treno del convoglio regionale 6341, fermo presso la Stazione Ferroviaria di Lama di Reno, che riferiva di essere in difficoltà con una passeggera che, sprovvista del titolo di viaggio, si era rifiutata di scendere dal treno nascondendosi nei bagni di alcuni vagoni ed aveva preteso di rimanere a bordo gratuitamente fino alla Stazione di Vergato.
All’arrivo dei Carabinieri, la situazione è tornata alla normalità e il treno, proveniente dalla Stazione Ferroviaria di Bologna Centrale e diretto a quella di Porretta Terme, è ripartito in ritardo.      


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna


martedì 10 maggio 2016

Pesticidi nelle acque, cresce percentuale di punti contaminati: +20% nelle acque superficiali, +10% in quelle sotterranee. Rinvenute 224 sostanze diverse. Nelle acque superficiali, il glifosate tra le sostanze che superano più spesso i limiti.

Marco ha inviato questo comunicato di ISPRA. 
 
Sono circa 130.000 le tonnellate di prodotti fitosanitari utilizzate ogni anno in Italia. Ad essi, si aggiungono i biocidi, impiegati in tanti settori di attività, di cui non si hanno informazioni sulle quantità e sulla distribuzione geografica delle sorgenti di rilascio. I risultati del monitoraggio di queste sostanze sono contenuti nell’edizione 2016 del Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque dell’ISPRA, disponibile sul sito web http://www.isprambiente.gov.it/. La contaminazione da pesticidi è un fenomeno complesso e difficile da prevedere, sia per il grande numero di sostanze impiegate, sia per la molteplicità dei percorsi che possono seguire nell’ambiente. Il rapporto viene costruito sulla base dei dati forniti dalle Regioni e dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, ma la copertura del territorio non è completa né omogenea soprattutto per quanto riguarda le regioni centro – meridionali: non si dispone di informazioni relative a Molise e Calabria e mancano i dati relativi a cinque Regioni per quanto riguarda le acque sotterranee.
Nel biennio 2013-2014 sono stati analizzati 29.220 campioni per un totale di 1.351.718 misure analitiche, con un sensibile aumento rispetto al biennio precedente. Nel 2014, in particolare, le indagini hanno riguardato 3.747 punti di campionamento e 14.718 campioni e sono state cercate complessivamente 365 sostanze (nel 2012 erano 335). Sono state trovate 224 sostanze diverse, un numero sensibilmente più elevato degli anni precedenti (erano 175 nel 2012): questo dato indica una maggiore efficacia delle indagini condotte. Gli erbicidi sono ancora le sostanze più rinvenute, soprattutto a causa dell’utilizzo diretto sul suolo, spesso concomitante con i periodi di maggiore piovosità di inizio primavera, che ne determinano un trasporto più rapido nei corpi idrici superficiali e sotterranei. Rispetto al passato, è aumentata notevolmente la presenza di fungicidi e insetticidi, soprattutto perché è aumentato il numero di sostanze cercate e la loro scelta è più mirata agli usi su territorio. Le acque superficiali “ospitano” pesticidi nel 63,9% dei 1.284 punti di monitoraggio controllati (nel 2012 la percentuale era 56,9); nelle acque sotterranee, sono risultati contaminati il 31,7% dei 2.463 punti (31% nel 2012). Il risultato complessivo indica un’ampia diffusione della contaminazione, maggiore nelle acque di superficie, ma elevata anche in quelle sotterranee, con pesticidi presenti anche nelle falde profonde naturalmente protette da strati geologici poco permeabili. Nelle acque superficiali, 274 punti di monitoraggio (21,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali. Le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono: glifosate e il suo metabolita AMPA (acido aminometilfosforico), metolaclor, triciclazolo, oxadiazon, terbutilazina e il suo principale metabolita, desetil-terbutilazina. Per quanto riguarda il glifosate e il metabolita AMPA, presenti rispettivamente nel 39,7% e nel 70,9% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali, va chiarito che sono cercati solo in Lombardia e Toscana, dove sono tra i principali responsabili del superamento dei limiti di qualità ambientali. Nelle acque sotterranee, 170 punti (6,9% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientale. Le sostanze più frequentemente rinvenute sopra il limite sono: bentazone, metalaxil,
terbutilazina e desetil-terbutilazina, atrazina e atrazina-desetil, oxadixil, imidacloprid, oxadiazon, bromacile, 2,6-diclorobenzammide, metolaclor. Diffusa è la presenza dei neonicotinoidi sia nelle acque superficiali, sia in quelle sotterranee. Tra questi, in particolare, l’imidacloprid e il tiametoxan, che hanno anche determinato il superamento dei limiti di qualità. I neonicotinoidi sono la classe di insetticidi più utilizzata a livello mondiale e largamente impiegata anche in Italia. Uno studio condotto a livello mondiale (Task Force sui Pesticidi Sistemici – 2015) evidenzia come l’uso di queste sostanze sia uno dei principali responsabili della perdita di biodiversità e della moria di api. Nel complesso la contaminazione è più ampia nella pianura padano-veneta dove, come già segnalato in passato, le indagini sono generalmente più efficaci. Nelle cinque regioni dell’area, infatti, si concentra poco meno del 60% dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale. In alcune Regioni la contaminazione è molto più diffusa del dato nazionale, arrivando a interessare oltre il 70% dei punti delle acque superficiali in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, con punte del 90% in Toscana e del 95% in Umbria. Nelle acque sotterranee la diffusione della contaminazione è particolarmente elevata in Lombardia 50% dei punti, in Friuli 68,6%, in Sicilia 76%. Più che in passato, sono state trovate miscele di sostanze nelle acque, contenenti anche decine di componenti diversi. Ne sono state trovate fino a 48 sostanze in un singolo campione. La tossicità di una miscela è sempre più alta di quella dei singoli componenti. Si deve, pertanto, tenere conto che l’uomo e gli altri organismi sono spesso esposti a “cocktail” di sostanze chimiche, di cui a priori non si conosce la composizione. È necessario prendere atto di queste evidenze, confermate a livello mondiale, e del fatto che le metodologie utilizzate in fase di autorizzazione, che valutano le singole sostanze e non tengono conto degli effetti cumulativi, debbono essere analizzate criticamente al fine di migliorare la stima del rischio.
C’è stata una sensibile diminuzione delle vendite di prodotti fitosanitari scesi nel 2014 a circa 130.000 tonnellate, con un calo del 12% rispetto al 2001. Nello stesso periodo si è ridotta del 30,9% la quantità di prodotti più pericolosi (molto tossici e tossici). Indubbiamente c’è un più cauto impiego delle sostanze chimiche in agricoltura, come richiesto dalle norme in materia, che prevedono l’adozione di tecniche di difesa fitosanitaria a minore impatto, in cui il ricorso alle sostanze chimiche va visto come l’ultima risorsa.
L’analisi dei dati di monitoraggio, peraltro, non evidenzia una diminuzione della contaminazione. Nel periodo 2003 – 2014, infatti, la percentuale di punti contaminati nelle acque superficiali è aumentata di circa il 20%, in quelle sotterranee di circa il 10%. Il fenomeno si spiega in parte col fatto che in vaste aree del centro – sud, solo con ritardo, emerge una contaminazione prima non rilevata. La risposta dell’ambiente, inoltre, risente della persistenza delle sostanze e delle dinamiche idrologiche spesso molto lente, specialmente nelle acque sotterranee, che possono determinare un accumulo di inquinanti, e un difficile ripristino delle condizioni naturali.

venerdì 29 novembre 2013

Per favore fateci saper cosa mangiamo, II°.




Di Antonio Lavini 

Vorrei riprendere l'argomento già proposto il 5 novembre ‘ per favore fateci saper cosa mangiamo’.

Oggi nella rubrica Fuori TG delle 12.30, trasmessa da Rai 3, è stato dibattuto ‘pari pari ‘ quanto ebbi a scrivere nell'articolo sopracitato. Spero che molte persone abbiano avuto occasione di seguire la trasmissione ed apprendere da voci e persone autorevoli e competenti ciò che sta accadendo.

In particolare è stato discusso di ortaggi di stagione e del drastico calo di consumo conseguente ai fatti appena accennati dai media; hanno parlato dei prodotti caseari che risentono anch'essi dell'inquinamento dei foraggi e delle acque non propriamente minerali; hanno denunciato la scarsa affidabilità dei campionamenti e delle certificazioni conseguenti  fatti con estrema disinvoltura ( leggasi delinquenza ) ed infine della scarsa o assente informazione ufficiale dalle autorità competenti.

Sono convinto che se gli organi statali non riescono /vogliono mettere la situazione in controllo, dovremmo essere noi cittadini/consumatori a mettere in atto richieste ed azioni mirate almeno in ambito locale.

Vorrei che chi commercializza tali prodotti si rendesse garante della loro provenienza esponendo una dettagliata e responsabile informazione che assicuri l’acquirente: Vorrei altresì che fosse responsabile sull'accertamento dell'idoneità dei prodotti utilizzati per la produzione di tali alimenti. Chi vende e guadagna non può esentarsi da doveri di garanzia incriminando altri.
Vorrei che fra le responsabilità dell'amministrazione pubblica locale ci fosse anche quella di verificare il commercio ed i commercianti locali  e che avesse potere si sanzionare le negligenze.
Salvo garanzie garantite, vorrei che fossero  commercializzati SOLO prodotti locali provenienti da aziende serie;  mettere in atto un vero Km 0, un confezionamento che non produca rifiuti impegnativi per lo smaltimento, una offerta di prodotti freschi che ci faccia gustare quanto consumiamo, attuando in tal modo un utilizzo del territorio veramente ecosostenibile.
Vorrei che le autorità locali facessero pressione anche sulla grande distribuzione affinchè sia garantita la salute dei consumatori che frequentano i super o ipermercati, anche perchè sono quantitativamente i maggiori distributori.

Facciamo pressione ed educazione sui giovani affinchè si riabituino al consumo di prodotti stagionali e locali, anche se brutti e dimensionalmente non palestrati. Forse ridurremmo anche tante altre fonti di inquinamento..........e per favore non facciamo finta di non capire.

Buone Feste a tutti.

giovedì 11 luglio 2013

Defranceschi: DIFENSORE CIVICO, NOMINA BLINDATA ed ennessimo VALZER DI POLTRONE. Tradita la garanzia di controllo.



Defranceschi

Andrea Defranceschi, capogruppo Movimento 5 Stelle in Regione ironizza (ma non troppo) sulle nomine nei ‘posti di controllo’ in Regione e denuncia:

“Smentito persino il detto popolare ‘cambiano i suonatori, ma la musica è sempre quella’. Nelle nomine regionali non cambiano ne’ la musica, ne’ i suonatori”,
 e spiega:
 “Udite udite, chi è il nuovo DIFENSORE CIVICO? Gianluca Gardini, presidente uscente del CORECOM..ma che sorpresa! La nomina naturalmente era già stata concordata e l'elezione è avvenuta a porte chiuse. Anche stavolta, esattamente come è successo per il Comitato di garanzia, la possibilità di partecipazione alla carica era blindata. Un’altra figura che dovrebbe esercitare un’azione di controllo a garanzia del cittadino, che per essere tale dovrebbe essere indipendente dalla Giunta e dal Consiglio che l’hanno nominato ed eletto. Sarebbe esilarante se non fosse davvero sfiancante vedere come il Pd continua a esautorare cariche che dovrebbero tutelare i cittadini dalle incompetenze, errori e disservizi  di enti e servizi pubblici. Quando ci siamo chiamati fuori dalla spartizione di poltrone del Corecom, ci è stato dato dei burocrati, dicendoci che la nomina politica è garanzia di efficienza. Una logica che a me sfugge, perché credo nell’indipendenza delle cariche, e si dà il caso che la divisione dei poteri non l’abbia inventata il Movimento 5 Stelle. In un sistema tutto emiliano romagnolo invece, qui le poltrone si cambiano e si scambiano, in un valzer che di difesa civica non ha nemmeno l’ombra. Ora ci risponderanno con le solite dichiarazioni di elogio, con lodi delle qualità di questo signore (contro il quale personalmente non ho nulla) ed encomi sul lavoro svolto, ma a me interessa la risposta a un'unica domanda: perché dobbiamo trovare una poltrona a uno che l’ha appena persa? Qual è il criterio di garanzia contenuto in questo sistema?”