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martedì 24 luglio 2018

Hera: accordo per pagamenti digitali

Ogni cliente troverà in bolletta un Iban virtuale per bonifici



Da ANSA
 
Pagamenti più smart per Hera: grazie ad un accordo con UniCredit, primo nel suo genere in Italia, ogni cliente della multiutility avrà a disposizione un Iban 'virtuale' che troverà in bolletta o in fattura, con cui potrà pagare anche dal proprio internet banking, con un riconoscimento automatico e univoco del pagamento.
    "L'innovazione è uno dei cinque pilastri strategici su cui si fonda il piano industriale del Gruppo Hera - ha spiegato Stefano Venier, ad di Hera -. Solo nel 2017 abbiamo investito 78 milioni di euro in progetti dedicati alla diffusione della digitalizzazione, in ambiti quali smart city, data analytics, business intelligence, Utility 4.0, economia circolare e customer experience".
    Soddisfazione per l'innovazione di un prodotto come il Virtual Account "che ottimizza per le aziende il processo di riconciliazione dei pagamenti" è stata espressa da Luca Corsini, head of global transaction banking di UniCredit.

sabato 13 febbraio 2016

Perchè in montagna tutti pagano il Canone Rai e non tutti vedono la TV? .



E' legittimo far pagare il canone di un servizio mancante o monco? E' la domanda che si fanno molti residenti in Appennino dove la ricezione del segnale televisivo è incerta o mancante.

La risposta alla loro domanda è arrivata con il cambiamento del metodo di riscossione del canone televisivo, non effettuato più con un singolo e specifico pagamento dall'utente, ma tramite la bolletta dell'energia elettrica, la quale sarà sovracarricata dell'ammontare del canone. Se non la si paga si perde la fornitura di energia elettrica. Non si può quindi più scappare.

La giunta dell'Unione dei comuni dell'Appennino bolognese ha affrontato il tema e ha approvato un ordine del giorno in cui sollecita la Rai a farsi carico del problema della cattiva ricezione del digitale terrestre in alcune aree della montagna. Intanto sul tema si muove anche ANCI proponendo la soluzione satellitare, limitatamente però ad alcune aree.


In un Comunicato dell'Unione dei Comuni si legge:

In questi giorni la Rai sta ricordando ai cittadini alcune importanti novità rispetto al pagamento del canone. La Legge di stabilità infatti ha stabilito che la “imposta sul possesso della tv”, comunemente chiamata “canone Rai”, verrà inserita sulla bolletta elettrica con rata unica, esclusivamente per la prima casa.
Ma se tutti sono chiamati a pagare questo servizio, non tutti però ne possono usufruire: è il caso per esempio di tante frazioni dell'Appennino bolognese dove il passaggio al digitale terrestre avvenuto negli anni scorsi ha di fatti reso inaccessibile il servizio a molti. Nonostante il cambio degli apparati di ricezione e in alcuni casi anche delle antenne, infatti, il segnale televisivo rimane precluso per tante famiglie.
Per questo motivo la giunta dell'Unione dell'Appennino Bolognese ha approvato un ordine del giorno in cui chiede a governo e parlamento di intervenire su questo problema.
A segnalare l'urgenza della questione è stata l'Uncem, l'Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, che ha invitato i comuni e le unioni ad approvare ordini del giorno di sostegno. L'onorevole Enrico Borghi, presidente dell'organizzazione che raggruppa gli enti montani infatti, ha spiegato come “

"Numerosi sindaci e amministratori di comuni italiani ci continuano a segnalare le costanti e crescenti difficoltà di accesso al servizio televisivo da parte di singoli e famiglie residenti nelle zone montane. È certamente necessario ridurre l’evasione del pagamento del canone Rai, imposta sul possesso di una tv, ma allo stesso tempo deve essere assicurato un adeguato servizio agli utenti, consentendo la ricezione di tutti i canali, in particolare quelli del servizio pubblico. Nelle aree montane italiane, alpine e appenniniche, resta elevato il digital divide che ha la sua prima fonte nelle difficoltà di ricezione del segnale tv e radio".

I comuni montani si pongono l'obiettivo di ottenere dal governo un tavolo di monitoraggio nazionale, che individui le aree alpine e appenniniche dove la tv si vede male, affiancando all'impegno degli enti locali quello di Stato e Regioni. Anche Rai Way. la società che si occupa di infrastrutture televisive, deve fare la sua parte per raggiungere tutto il territorio.

Noi sindaci della montagna sappiamo bene che il problema della ricezione del segnale televisivo non è affatto secondario” - conferma Romano Franchi, presidente dell'Unione dei comuni dell'Appennino bolognese - perché sono i cittadini a ricordarcelo. È importante che tutti paghino l'imposta e ben venga il pagamento nella bolletta elettrica se questo ridurrà l'evasione. Però i servizi devono essere assicurati a tutti: i cittadini della montagna non possono essere considerati cittadini di serie b. Specie per le persone più anziane e sole la mancanza della ricezione dei canali televisivi può portare ad una condizione di isolamento inaccettabile”.

Una risposta al problema potrebbe in futuro venire dal satellite: Anci e Tivusat hanno infatti stipulato un protocollo di intesa che consentirà ai cittadini di richiedere l'installazione a prezzi calmierati dell'apparato necessario (parabola e decoder) per la ricezione dei canali televisivi gratuiti tramite il satellite. Tivusat infatti è la piattaforma satellitare gratuita italiana (di proprietà di una società partecipata Rai, Mediaset, Telecom Italia, Associazione TV Locali e Aeranti Corallo) che replica i canali generalisti tramite il satellite.
Purtroppo però ad oggi questo protocollo è attivo solo in alcuni comuni delle province di Reggio Emilia, Parma, Modena e Forlì-Cesena, per tanto escludendo di fatto i comuni dell'Appennino bolognese.


martedì 17 febbraio 2015

Emergenza neve. Il Sindaco di Sasso Marconi non si accontenta del simbolico risarcimento in bolletta per la mancata erogazione di corrente elettrica e minaccia il ricorso alle vie legali nei confronti di Enel.





È una battaglia di principio e mi metto dalla parte dei cittadini, delle Istituzioni e delle imprese” spiega Stefano Mazzetti (nella foto) , molto critico sin dai primi minuti per la mancanza di comunicazione da parte del gestore di energia elettrica sull’evolvere della situazione blackout.  Ho appreso dalla stampa dell’intenzione di ENEL e Terna di non preventivare alcun risarcimento ai Comuni e di non procedere ad alcun calcolo per rimborsare in modo adeguato cittadini e aziende per i disservizi conseguenti alla nevicata del 6 febbraio. Mi trovo quindi ad esprimere ancora una volta tutto il mio disappunto nei confronti dei vertici dell’azienda elettrica: non posso accettare che un’impresa delle dimensioni di ENEL, con il ruolo nevralgico di gestore dell’energia di una nazione come l’Italia, possa voltare le spalle ai cittadini e alle istituzioni che amministrano il territorio.
Ho già evidenziato la totale incapacità comunicativa del gestore soprattutto nei confronti di quanti - tra sindaci e amministratori - erano in prima linea durante l’emergenza, obbligati anche a sopperire alla mancanza di un call-center efficiente per gli utenti del servizio elettrico, con il delicato compito di relazionarci con i cittadini in difficoltà, senza però avere le informazioni corrette per dare risposte adeguate, sia verbali sia operative.


Mi preoccupa molto il fatto che l’atteggiamento del gestore non sia cambiato dopo questa pessima esperienza: quando si commette un errore è corretto e doveroso chiedere scusa ma anche fare in modo che l’errore diventi un’esperienza formativa attrezzandosi per non ripeterlo. Mi sembra di capire che non ci sia nessuna intenzione di dialogo, mentre il fatto di chiudere la porta ai sindaci e a chi amministra il territorio è esattamente ciò che avrebbero dovuto imparare a non fare mai più.

Questo proprio non lo posso accettare, è una battaglia di principio e mi metto dalla parte dei miei cittadini, delle famiglie che sono rimaste al freddo e al buio per troppo tempo, mi metto dalla parte delle imprese artigiane e delle aziende della ricettività turistica che hanno perso una fetta di business che non verrà minimamente risarcita dal simbolico sconto in bolletta previsto da ENEL.
Mi metto dalla parte di quei Comuni, come il mio, che hanno dovuto affrontare spese impreviste per sistemare famiglie negli alberghi e per allestire centri di accoglienza e assistenza nel pieno di un’emergenza dai connotati oscuri (nel vero senso della parola).

Non intendo continuare a subire questo atteggiamento irresponsabile e irrispettoso nei confronti dei cittadini e dell’Istituzione che rappresento: per questo motivo sto valutando, insieme ad altri colleghi amministratori, di intraprendere le vie legali in tutte le forme possibili perché non può finire così... Chi ha sbagliato deve pagare e chi ha già messo mano al portafogli per un servizio non utilizzato, ovvero i cittadini che pagano le utenze e le tasse, deve essere risarcito per i servizi non utilizzati ma anche per i disagi dovuti alla mancata comunicazione”.

giovedì 18 luglio 2013

Cara Hera, quanto sei 'cara'.



Riceviamo questo sfogo-denuncia che pubblichiamo:   

Mi chiamo Piretti Caterina e abito a Monzuno in Piazza XXIV Maggio 2/1,


Scrivo per segnalare un comportamento al limite del fraudolento perpetrato da Hera con il benestare delle amministrazioni di alcuni Comuni della Provincia (per inerzia, incapacità o convenienza ), tra cui quello di Monzuno.
In pratica, per il consumo dell'acqua, dal 2012 in tutto il Comune a tutti i residenti non viene applicata la tanta sbandierata ‘ TARIFFA PRO CAPITE " (vedi sito del Comune) che consiste nel calcolare le tariffe con costi inversamente proporzionali al numero dei componenti il nucleo famigliare.
 Me ne sono accorta perché, essendo coinquilina di un condominio di 3  unità abitative + 1 esercizio commerciale, sono cominciate ad arrivare bollette stratosferiche con quasi tutti i consumi al costo di ‘spalo’. Praticamente veniamo considerati come un unico nucleo famigliare di una persona. Ho cominciato ad informarmi, chiedere, scrivere e tra un  rimpallo e l’altro  di responsabilità tra Comune ed Hera ho ottenuto che venisse avviata la pratica per applicare questa famosa tariffa. Infatti in aprile e' arrivata una lettera di Hera con i moduli nei quali dichiarare la consistenza dei nuclei famigliari.
Ieri e' pervenuta la bolletta con le ultime letture e siamo ancora sottoposti al vecchio regime,  considerando inoltre che gia' dalla volta scorsa Hera ha aumentato tutte le tariffe, compreso quelle di fognatura e depurazione (che poi vorrei sapere per cosa paghiamo la depurazione quando a Monzuno nessuno dei depuratori funzione , i lavori della costruzione del nuovo depuratore sono fermi da anni e il Comune non sollecita, ho la documentazione).
Praticamente noi, come condominio, paghiamo di media 100 (cento) Euro in più a bolletta e anche se non se ne accorgono, tutti i cittadini pagano qualche Euro in più tutte le volte.
Non riesco a capire perché una Amministrazione non si interessi al benessere dei propri cittadini, anche solo se può far loro risparmiare qualche Euro, specialmente in questi anni di crisi.
Capisco invece benissimo l'interesse di Hera che per due anni incasserà indebitamente migliaia di Euro da tante famiglie di tanti Comuni.
Infatti non mi hanno saputo dire la decorrenza delle nuove tariffe, ma presumo che troveranno cavilli per applicale dal 1 gennaio del 2014.
Le scrivo questa mail per sapere se era a conoscenza del problema, per chiederle se c'e' modo di pubblicizzare la cosa e per far sapere ai cittadini (anche a quelli che non avessero ricevuto la comunicazione ad Aprile) della necessità di attivarsi per comunicare  i dati ad Hera e per chiedere che vengano  applicate la tariffe corrette immediatamente e magari con effetto retroattivo dal 1 gennaio del 2012 .
Non vedo infatti perché Hera  ‘ingrassi’  i suoi bilanci sulla pelle dei cittadini già spremuti dalla crisi. Le tariffe sono già abbastanza alte normalmente.
Dal canto mio sono riuscita a smuovere le acque a forza di insistere e prospettando azioni legali nei confronti dell'Amministrazione Comunale se le cose non si sistemavano.

Ci permettiamo di commentare:

Anche noi  avevamo un amico scarso in matematica. Quando faceva i conti si sbagliava sempre, ma non ci rimetteva mai. Siamo forse in questa situazione ?

Il triste è che il ‘cittadino’ paga il non dovuto, altri guadagnano e nessuno è mai punito per gli errori , a dispetto del saggio detto popolare ‘Chi sbaglia paga e i cocci sono i suoi’.  Chissà perché ?