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martedì 31 gennaio 2023

In arrivo 1,6 miliardi di euro per riparare alla mancanza di neve in montagna


Il compiacimento del Capogruppo FDI in Regione, Marta Evangelisti:

 

In tempi record, grazie all’intervento del ministro Daniela Santanché, Fratelli d’Italia  è riuscita a dare una risposta alle attività turistiche dell’Appennino emiliano romagnolo a cui saranno  presto destinati 1,6 milioni di Euro derivanti da  fondi Covid non adoperati e che saranno utilizzati per fare fronte ai danni cagionati dalla assenza di neve.

A questo iniziale stanziamento si aggiungeranno altre somme, come possiamo leggere dalla nota diramata dallo stesso ministro, a dimostrazione di cosa significhi veramente sostenere il turismo, dall'Appennino alla Riviera ,con interventi mirati, avendo a cuore tutte quelle famiglie di lavoratori che da generazioni mandano gestiscono le attività che hanno caratterizzato l’economia di questi territori. 

Un plauso quindi al Ministro Santanché e al Governo nazionale che in appena 100 giorni sta rispondendo con proposte concrete anche alle emergenze inaspettate.

sabato 7 gennaio 2023

Emergenza neve in Appennino, Piccinini: “Obiettivo deve essere la diversificazione dell’ offerta turistica. grazie a noi primi fondi allo sviluppo dello sci d’erba”


 


Il MoVimento 5 Stelle regionale invia:

“Se davvero si vogliono aiutare gli operatori dell’Appennino, che da anni ormai stanno subendo gli effetti dei cambiamenti climatici, è necessario investire con più decisione sulla trasformazione della nostra offerta turistica. Ecco perché il MoVimento 5 Stelle, pur non essendo in maggioranza, è riuscito a far stanziare le prime risorse per la promozione e lo sviluppo dello sci d’erba in Emilia-Romagna. Un esempio concreto di come si possa puntare su una pratica sportiva ambientalmente sostenibile, in grado anche di rappresentare una delle valide alternative alla mancanza di neve che purtroppo è destinata a diventare sempre più drammatica”.

È quanto dichiara Silvia Piccinini ( nella foto) , capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alla crisi degli operatori turistici dell’Appennino a causa delle alte temperature che si stanno registrando ormai da molte settimane e che stanno provocando la totale assenza di neve.  

“Mentre qualcuno preferisce lamentarsi a gran voce sui giornali, noi in Regione portiamo avanti proposte concrete per cercare di trovare soluzioni ad una problematica che ormai va avanti da molto tempo – aggiunge Silvia Piccinini – E il mio ordine del giorno, approvato durante l’ultima sessione di bilancio, va proprio in questa direzione perché impegna la Regione a investire 150mila euro nel prossimo triennio sullo sviluppo e la promozione dello sci d’erba. Si tratta di uno stanziamento importante che può rappresentare un punto di partenza per la crescita di una pratica sportiva, fino ad oggi sottovalutata, ma che ha grandi prospettive di sviluppo anche in chiave turistica perché permette di diversificare l’offerta consentendo, per esempio, l’allungamento della stagione nelle località interessate dallo sci su neve, l’integrazione con il turismo verde e in prospettiva un’alternativa ad investimenti economicamente e ambientalmente insostenibili. Se si vogliono davvero aiutare i nostri territori servono proposte concrete non sterili polemiche” conclude Silvia Piccinini.   

venerdì 16 novembre 2018

Anche i treni si arrendono alla neve.


Con l'inverno ci attende una riduzione del numero dei convogli in servizio sulla ferrovia Porrettana. Abdicazione, strategia per mascherare i disservizi o riduzioni necessarie ?

Il presidente del Comitato Regionale degli utenti ferroviari, Valerio Giusti, informa:

Nella riunione del Crufer dell'8 novembre, RFI ha illustrato la novità in materia di piano neve che comporteranno ricadute importanti sul traffico ferroviario regionale.
In pratica, dalle informazioni ricevute, è emerso che ogni volta che la Protezione Civile emanerà delle allerte meteo, RFI valuterà di togliere
preventivamente il 30% o il 50% dei treni in servizio.
L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di garantire, durante le emergenze, un numero minore di treni, ma effettivamente funzionanti, cercando di far circolare almeno un treno all’ora, tutelando quelli con maggior affluenza, aumentando le fermate e i tempi di percorrenza.
Le decurtazioni saranno distribuite sulle 24 ore e saranno omogenee sull’intero territorio regionale a prescindere dalle reali situazioni climatiche e/o emergenze. Qualora l’emergenza/allerta dovesse rientrare, o essere declassata dalla stessa Protezione Civile, la decisione di ridurre preventivamente i servizi non potrà essere annullata a causa dello
scarso tempo a disposizione.
Le linee attualmente gestite da FER attueranno piani di riduzioni assai simili in quanto le interconnessioni sono così numerose che non è possibile adottare piani separati.
A parere del CRUFER, un piano di questo tipo rappresenta un'inversione di tendenza rispetto al passato quando, in tempo di neve e forti piogge, il treno rappresentava un mezzo assai più affidabile rispetto alle automobili e agli altri mezzi di trasporto individuali.
E’ chiaro che la sicurezza dei viaggiatori è più importante della frequenza e puntualità dei treni, ma non vorremmo che una gestione eccessivamente “allarmante” si tramutasse in eccessive riduzioni di servizio con pesanti ricadute sui cittadini/utenti ferroviari della regione Emilia Romagna.
Invitiamo Regione e le aziende ferroviarie a tener conto delle nostre preoccupazioni, adeguando il progetto alle esigenze dei cittadini che hanno necessità di un trasporto pubblico collettivo estremamente sicuro ed affidabile anche in caso di ordinario maltempo, mantenendo i piani di effettiva riduzione del servizio esclusivamente nelle situazioni di reale emergenza.
Dal punto di vista della comunicazione, confidiamo che siano attuate tutte le misure annunciate e quelle richieste dai Comitati degli utenti ferroviari presenti alla riunione, con sufficiente tempestività utilizzando sistemi straordinari efficaci
visto che i sistemi ordinari (biglietteria online, emettitrici ed applicazioni) subiranno le solite defaillances dovute alla inadeguatezza del software utilizzato che non riesce a recepire in tempo reale modifiche ed aggiornamenti a scapito
degli utenti.

giovedì 1 marzo 2018

Emergenza neve, i sindaci della montagna chiedono aiuto alla Regione

In una lettera inviata ieri in Regione i comuni delle unioni dell’Appennino bolognese, del Savena-Idice e del Reno Lavino Samoggia chiedono un incontro urgente in Regione perché la neve sta mettendo a rischio i bilanci comunali

Romano Franchi, presidente dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese, chiede un incontro urgente con i vertici regionali anche a nome dell’Unione dei comuni Savena-Idice e dell’Unione dei comuni Reno Lavino Samoggia che hanno deciso di presentare una comunicazione univoca visto che i temi sono condivisibili. Le spese legate al maltempo stanno superando quanto i comuni avevano previsto, anche perché questa stagione sarà ricordata per essere stata molto “clemente” con la la pianura e aver colpito duramente i rilievi sopra i 500/600 metri.
Le difficili condizioni meteorologiche, ben oltre le consuetudini, hanno infatti messo in difficoltà un territorio già abituato a convivere con il freddo e la neve: una nevicata straordinaria a novembre, che ha costretto i comuni a pulire le strade oltre che dalla neve anche da ramaglie, vegetazione, foglie e provvedere al taglio di piante pericolanti; poi un vento senza precedenti a inizio dicembre che ha scoperchiato case e capannoni; infine questo febbraio e inizio marzo che sta costringendo agli straordinari i mezzi spalaneve a disposizione degli enti locali.
Senza contare che i sindaci sono stati in prima linea nell’assistere la popolazione colpita dalle interruzioni ai servizi elettrici e idrici (che per fortuna in questi ultimi giorni sono stati molto limitati).
“La situazione idrogeologica si è aggravata” rilevano i sindaci “nuove frane si sono mosse e altre minacciano i nostri territori. Anche il gelo siberiano di questi ultimi giorni ci ha costretti a prevedere ulteriori straordinari per i nostri operatori che garantiscono la viabilità, senza contare che appena la neve si scioglierà dovremo fare i conti con il dissesto del fondo stradale e, come detto, le frane”. Si ricorda poi come le elezioni previste in inverno non consentono ai comuni di tirare il fiato, perché “garantire il diritto di voto vuol dire anche non risparmiare nemmeno un euro per garantire la pulizia di strade e marciapiedi da neve e ghiaccio”.
I comuni chiederanno pertanto che la Regione Emilia-Romagna si attivi per stanziare fondi di emergenza che mettano in salvo la programmazione economica 2018, che altrimenti avrebbero grosse difficoltà a gestire, per garantire i conti.
“I nostri concittadini sono abituati a tirarsi su le maniche e darsi da fare senza lamentarsi troppo, però a questo punto l’orgoglio non basta più” si conclude “abbiamo davvero bisogno del sostegno di tutta la popolazione regionale, anche e soprattutto di quella che per fortuna non ha conosciuto queste difficoltà. Quest’estate per fortuna la popolazione emiliano-romagnola soffrirà meno la siccità che in passato, ma se vogliamo preservare il territorio e frenare lo spopolamento dobbiamo fare qualcosa di concreto per sostenere le popolazioni che lo custodiscono”.