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venerdì 4 marzo 2022

Profughi dell’Ucraina, il Comune di Sasso Marconi aiuta

 


Dalla pagina Facebook del sindaco Roberto Parmeggiani tutte le iniziative:

 

Facciamo il punto rispetto a quello che possiamo fare per assistere i cittadini ucraini che stanno arrivando sul nostro territorio.

🟨ACCOGLIENZA

La generosità dei sassesi è meravigliosa, grazie. Abbiamo già messo a disposizione alcuni posti letto emergenziali per le prime persone che stanno arrivando sul nostro territorio. Soprattutto donne con bambini, anche molto piccoli.

L’accoglienza può avvenire in diversi modi.

🟡Innanzitutto stiamo facendo un monitoraggio: se state accogliendo persone ucraine presso le vostre case, potete mandare una comunicazione a segreteriasindaco@comune.sassomarconi.bo.it e sarete contattati per il supporto necessario (modulistica, aspetti sociali e sanitari).

🟡Se siete gestori di un albergo, un b&b o altra struttura ricettiva e volete candidare alcune vostre stanze per accogliere i rifugiati nel sistema CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), potete partecipare al bando della prefettura già disponibile a questo link https://bit.ly/3sETmUD

🟡Se invece volete mettere a disposizione un appartamento e farlo entrare nel sistema di accoglienza SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) potete mandare una mail a segreteriasindaco@comune.sassomarconi.bo.it e verrete ricontattati.



ASSISTENZA SANITARIA

🔵Per tutti i cittadini in arrivo, sarà rilasciato codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) da richiedere presso uno sportello CUP territoriale che servirà per accedere al sistema sanitario.

🔵Le persone arrivate e ospitate dovranno sostenere uno screening in riferimento al Covid-19 che sarò attivato, nelle prossime ore, presso le farmacie.

Sarà inoltre possibile per tutti coloro che vorranno vaccinarsi, accedere senza prenotazione presso il nostro HUB vaccinale di Casalecchio (lun, mart, merc pomeriggio e giov, ven, sab mattino).

🔵È stato inoltre attivato da Ausl un servizio di supporto psicologico (anche per i minori) dedicato.

Per maggiori info: https://bit.ly/3vGo2GZ

SUPPORTO E DONAZIONI

🟡Come richiesto dalla prefettura, non sono attivate raccolte di beni da parte del Comune.

Le realtà territoriali che già raccolgono alimenti o materiali vari sono allertate sia per accogliere singole donazioni e per assistere i cittadini ucraini che stanno arrivando sul nostro territorio.

🟡Si raccolgono donazioni tramite l’IBAN di Protezione Civile IT69G0200802435000104428964 messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna (conto corrente intestato all’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna, causale: EMERGENZA UCRAINA).

lunedì 26 settembre 2016

Pietro Fortuzzi è stato a Villa Angeli.

Il consigliere comunale di Sasso Marconi Pietro Fortuzzi ha inviato, chiedendone la pubblicazione,  il resoconto della sua recente visita a Villa Angeli di Pontecchio Marconi dove sono ospitate alcune decine di profughi. 

sabato 27 agosto 2016

Marzabotto. Non è finita la polemica per i profughi a Lama di Reno.

Bignami
Non era finita lì, con l'uno pari. La sinistra aveva ottenuto che non si facesse la manifestazione ' anti immigrati' a Lama di Reno e la destra si era rifatta portando le sue bandiere in piazza a Marzabotto. Ora c'è una interrogazione del consigliere regionale di FI, Galeazzo Bignami, con cui chiede la 'testa' del 
Cardi
presidente dell'Associazione regionale Vittime di Marzabotto, Valter Cardi, colpevole, a dire del consigliere, di aver tradito la Costituzione Italiana e le finalità della associazione da lui presieduta.

La vicenda ha avuto inizio con l'acquisto e la risistemazione della villa al centro della ex Cartiera di Lama di Reno per adeguarla ad ospitare una classe di extracomunitari per un corso di avviamento al lavoro tessile. La novità è stata accolta con sospetto dal gruppo di opposizione 'Uniti Per Cambiare Marzabotto', che, dopo aver denunciato il mancato confronto politico sulla scelta, giudicava inaccettabile una spesa a favore del lavoro per stranieri quando di lavoro ne cercano anche i cittadini locali. Subito avevano quindi annunciato una manifestazione davanti ai cancelli 'della villa' cui aveva dato l'adesione un gruppo  di estrema destra, Forza Nuova. Quest'ultimo sostegno ha generato una ferma opposizione delle sinistre, caparbia e corale, tale da portare alla rinuncia di dimostrare a Lama di Reno. Poi il colpo di scena. Le bandiere di Forza Italia e della Lega Nord sono apparse all'insaputa di tutti in piazza a Marzabotto, accompagnate da una distribuzione di volantini di spiegazione. Questa 'dimostrazione di riserva', per accendere ancor di più il confronto, è avvenuta nell'anniversario della caduta del Fascismo e proprio mentre a Colle Ameno di Sasso Marconi, si festeggiava la ricorrenza con la 'distribuzione della pasta asciutta antifascista' per ricordare ciò che fecero i Fratelli Cervi nel 1943, alla notizia della sfiducia a Mussolini. Ne è seguita un'altra ondata di protesta, poiché è parso evidente il 'colpo di mano provocatorio' e numerosi comunicati di condanna fra cui le dichiarazioni di Valter Cardi che non erano colpi di 'fioretto', ma vere 'sciabolate'.

Proprio queste sciabolate ora hanno portato il consigliere Bignami a rivolgersi addirittura al presidente della Regione Bonaccini per 'il due a uno'. Iniziativa che ha avuto la piena approvazione di Morris Battistini e del suo gruppo consiliare.

Chissà cosa avverrà ora .

Il testo completo dell'interrogazione in questo link:
http://wwwservizi.regione.emilia-romagna.it/oggetti/doc//X/OGAL2016040400.pdf

domenica 24 luglio 2016

Appennino Tricolore annulla il presidio contro i profughi a Lama di Reno.

Da Il Corriere Bologna.




Salta la manifestazione organizzata per lunedì dal movimento Appennino Tricolore, e a cui aveva aderito anche Forza Nuova, contro l’arrivo di 18 richiedenti asilo a Lama di Reno, in provincia di Bologna, nel nuovo centro di formazione professionale. Le polemiche degli ultimi giorni e la contromanifestazione antifascista messa in piedi dall’Anpi, che aveva già raccolto numerose adesioni, hanno consigliato agli organizzatori di annullare tutto. In una nota, Appennino Tricolore se la prende infatti, pur senza fare nomi, con l’Anpi e con chi si è schierato con i partigiani, scrivendo che «tenuto conto del clima creatosi, e vista la strumentalizzazione che artatamente è stata posta in essere da soggetti che hanno attribuito appartenenze ideologiche inesistenti, annulla la manifestazione indetta per lunedì a Lama di Reno». Il movimento garantisce comunque che «rimangono ferme la volontà e l’intenzione di battersi per temi e problematiche riguardanti il territorio, in contrapposizione a scelte amministrative ingiuste e pregiudizievoli per i cittadini italiani». Per il parlamentare del Pd Andrea De Maria ha vinto la comunità di Marzabotto e la sua «risposta ferma e determinata».




venerdì 22 luglio 2016

Lama di Reno: L'Anpi, e non solo, si mobilita e chiama a raccolta .

L'ANPI si mobilita contro la manifestazione di lunedì a Lama di Reno e annuncia un presidio lo stesso giorno alle 18.30 in piazza Sonnino a Lama di Reno.

Scrive infatti Manuel Mesoraca dell'Anpi Marzabotto:
 
Lunedì 25 Luglio è prevista manifestazione indetta da 'Appennino Tricolore' che ha visto l'immediata adesione di Forza Nuova.
Non ci stupiamo di questo, ci stupiamo piuttosto dell'improvvisa scomparsa dalla pagina FB del sedicente gruppo di ogni riferimento telefonico. Forse il fatto che questi riferimenti fossero identici a quelli della pagina FB di Forza Nuova - come avevamo sottolineato - poteva sorprendere qualcuno.
Noi non siamo affatto stupiti. Sappiamo che i fascisti possono cambiare la forma ma la sostanza rimane identica.
Ci piacerebbe conoscere l'opinione di quei politici locali (di Marzabotto e non solo) che hanno condiviso le tesi di 'Appennino Tricolore'. A tal proposito abbiamo inviato mail al Sindaco ed a tutti i Capogruppo del consiglio comunale di Marzabotto.

Lunedì saremo presenti con un presidio presso Piazza Sonnino a Lama di Reno e chiediamo a tutti cittadini, cittadine, antifascisti ed antifasciste di Marzabotto di essere con noi.

Il 25 Luglio 1943 cadeva il fascismo in Italia e oggi più che mai occorre tenere saldi i valori su cui si fonda il nostro vivere civile. Altrimenti rischiamo il baratro della barbarie. 
Oggi come ieri: NON UN PASSO INDIETRO!

La Mail citata: 

 

Il segretario dell'ANPI Sasso Marconi ha inviato:
L'ANPI Sasso Marconi, al quale si associa all'ANPI di Marzabotto, condanna le iniziative intraprese dal gruppo 'Appennino Tricolore' a Lama di Reno di Marzabotto e comunica :

In seguito al post pubblicato sulla pagina facebook 'Appennino Tricolore' e condiviso dalla pagina Facebook 'Forza Nuova Bologna' in merito all'apertura di un centro per la formazione professionale di 18 richiedenti asilo presso Lama di Reno da parte della cooperativa Lai-momo e all'annuncio di una manifestazione prevista lunedì 25 luglio indetta da 'Appennino Tricolore' contro l'apertura del centro, l'ANPI di Sasso Marconi esprime solidarietà alla cooperativa Laimomo nonché agli stessi richiedenti asilo, all'Amministrazione Comunale di Marzabotto e ai cittadini democratici. Condanniamo queste espressioni razziste e neofasciste e ci associamo all'ANPI di Marzabotto nell'esprimere il nostro sdegno nei confronti di queste azioni vili e ipocrite. L'emergere di questi rigurgiti razzisti sottolinea la necessità dell'ANPI di rimanere vigile sentinella del tessuto connettivo della nostra società. Per cui l'iniziativa Pastasciutta Antifascista che lunedì 25 luglio organizziamo, presso il Borgo di Colle Ameno, insieme alle sezioni ANPI di Marzabotto, Casalecchio e Monzuno sul tema dell'accoglienza sul territorio bolognese si dimostra essere oltremodo attuale. Inoltre invitiamo la cittadinanza a partecipare al presidio antifascista organizzato dall'ANPI di Marzabotto in data 25 luglio presso piazza Sonnino, Lama di Reno, alle ore 18.30.

Valentina Cuppi Buongiorno, vicesindaco di Marzabotto, ha mandato un comunicato congiunto del Comune di Marzabotto, del Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto, dell'Associazione Familiari delle vittime degli Eccidi di Grizzana Morandi- Marzabotto – Monzuno e della Scuola di Pace di Monte Sole in merito alla manifestazione, che riportiamo:


Marzabotto è simbolo di Pace, difesa dei diritti umani e legalità. Marzabotto è simbolo dell'Antifascismo.
Il 25 luglio è l’anniversario della caduta del Fascismo. A Marzabotto il nazifascismo ha compiuto il 'più vile sterminio di popolo' nell’Europa occidentale. Riteniamo vergognosa la manifestazione indetta da Appennino Tricolore proprio in questa data. Appennino tricolore si presenta come un innocuo 'gruppo di cittadini', mentre sui volantini e nei comunicati stampa diffusi nei giorni scorsi compare il contatto del coordinatore di Forza Nuova Bologna. Dopo la diffusione del comunicato stampa dell'Anpi di Marzabotto, tutti i riferimenti telefonici su questi stessi volantini e comunicati diffusi on line sono scomparsi. Un tentativo di nascondere la vera natura della manifestazione. Forza Nuova è un movimento che promuove l'abolizione delle leggi Scelba e Mancino, leggi che hanno reso reato l'apologia di fascismo e slogan, gesti, azioni che rimandano al nazifascismo e istigano all'odio razziale, etnico, religioso.
L’accoglienza di persone che scappano dalla guerra e da paesi nei quali vengono violati i diritti umani è per tutti noi un dovere umanamente imprescindibile. Da parte degli organizzatori della protesta c’è un accanimento nei confronti di persone che andrebbero tutelate, al grido di “prima gli italiani”, diffondendo paura tra la popolazione e facendo leva sulle difficoltà economiche dei cittadini al fine di fomentare una “guerra fra poveri”. Per noi tutto questo è istigazione all’odio razziale, che costituisce - appunto - reato.
Aderiamo al Presidio indetto dall’Anpi di Marzabotto lunedì 25 luglio a Lama di Reno in piazza Sonnino e, come sempre, siamo disponibili al dialogo per ascoltare le esigenze di chiunque si trovi in una situazione di bisogno.

giovedì 21 luglio 2016

Romano Franchi; il cosa e il perchè del 'Polo Formativo a Lama di Reno'.

La struttura recuperata a Lama di Reno

Il sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, interviene sul 'sentito argomento ' Polo Formativo' Lama di Reno voluto per ospitare e istruire al lavoro profughi già presenti a Bologna. L'istituzione fa molto discutere e non mancano i contrari . Ciò ha spinto il primo cittadino a chiarire le ragioni sociali e umanitarie che hanno convinti il comune di Marzabotto ad apprezzare e sostenere il nuovo arrivo.

In un comunicato dal titolo 'Polo Formativo a Lama di Reno di cosa si tratta e perché', Franchi spiega:

All’interno dell’area dell’ex cartiera a Lama di Reno si trova la palazzina che al tempo della proprietà di Rizzoli era l’abitazione della famiglia del Direttore Generale. Da più di vent’anni l’edificio è abbandonato. La cooperativa Lai Momo di Sasso Marconi, che si occupa, tra le altre cose, di accoglienza nel nostro territorio, ha deciso di acquistarla.
Per fare cosa?
Per dare il via ad un progetto di rilevanza europea, presentato anche durante una seduta del Consiglio di Frazione di Lama di Reno aperta a tutta la cittadinanza, che consiste nell’apertura di un “Polo sperimentale di formazione e accoglienza”, il primo nell’Unione Europea, promosso insieme ad Ethical Fashion Initiative (ETI), un programma dell’ONU. Tale esperienza potrà poi evolvere, rendendo il Polo anche produttivo, oltre che formativo, e creando posti di lavoro. Verranno coinvolti nel progetto stilisti di fama internazionale, che, in collaborazione con ETI, hanno sviluppato esperienze di questo tipo nel settore della moda, aprendo aziende in Africa e a Haiti per produrre parte delle loro collezioni. Il tutto garantendo uno standard di lavoro etico in tutta la filiera lavorativa.
Nel Polo di Lama di Reno verrà sperimentata una nuova forma di accoglienza che prevede la formazione in un laboratorio sartoriale di persone richiedenti asilo che sono già all’interno del programma di accoglienza nella provincia di Bologna, selezionate in base alla loro esperienza pregressa in tale ambito.
Alle persone coinvolte verrà insegnato un mestiere che possa dare loro la possibilità di ricrearsi una vita lontano dai propri paesi in guerra o nei quali hanno subito violazioni di diritti umani, con la speranza di potere poi fare ritorno, quando possibile, nei loro paesi di origine, lavorando in situazioni protette in alcune delle aziende che operano nel settore della moda.
È un’esperienza innovativa, che dà la possibilità alle persone coinvolte di non dovere stare senza far nulla tutto il giorno. Saranno al massimo 18 i ragazzi che risiederanno nella struttura di Lama di Reno coinvolti nella formazione. Precedentemente il numero previsto era maggiore, è stato ridotto a seguito degli incontri intercorsi con la nostra Amministrazione, durante i quali abbiamo sottolineato come la nostra idea di accoglienza diffusa, a piccoli gruppi, che abbiamo sostenuto anche a livello di Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, sia la migliore forma di accoglienza, poiché permette la conoscenza reciproca tra comunità locale e persone inserite nello SPRAR ( Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).
Verranno seguiti dagli operatori della Cooperativa, come già avviene in molti altri luoghi di accoglienza, uno dei quali si trova nel nostro territorio comunale, a Lama di Setta.

Dall’aprile dell’anno scorso sono ospitati in due appartamenti 12 richiedenti asilo e non sono mai arrivate segnalazioni di alcun tipo dai cittadini residenti in tutto questo tempo. Un gruppo di cittadini di Marzabotto ha dato vita ad una serie di “incontri in cucina” durante i quali ci si è incontrati e si è cucinato e pranzato insieme, cogliendo l’occasione della loro presenza qui per conoscere altre culture. Diversi ragazzi accolti sono anche impegnati in attività di volontariato nel nostro Comune, a beneficio di tutta la comunità.
Nel caso di Lama di Reno siamo di fronte ad un’iniziativa privata, ma che ha certamente forti connotazioni di valore pubblico.
Il Comune non è coinvolto dal punto di vista finanziario, cioè non ci mette neanche un Euro.
Sappiamo bene che il “tema” è delicato, soprattutto in questa fase difficile per tante famiglie.
Tuttavia, proviamo a ragionare:

  1. Sulla base dei programmi della Prefettura, ogni comune deve farsi carico di una quota di profughi, per cui con Lama di Reno, insieme a Lama di Setta, assolviamo un compito istituzionale;
  2. Le quote di denaro che lo stato riconosce alla Cooperativa per ogni richiedente asilo, non si possono utilizzare per altri scopi, ad esempio non si possono utilizzare a sostegno delle famiglie in difficoltà. Chi afferma il contrario o è disinformato, oppure è in malafede;
  3. La Cooperativa ha già assunto quattro persone per questo specifico progetto e inserirà nella formazione anche persone del posto. Inoltre, si attiverà per avviare al lavoro alcune persone seguite dai nostri servizi sociali. Le persone ospitate saranno coinvolte in progetti di volontariato sul territorio.
  4. Sappiamo bene che Lama di Reno, con la chiusura della cartiera, è in sofferenza. Ma forse, lasciare in abbandono la palazzina in questione avrebbe dato più valore a tutto il resto?
  5. Per noi, il recupero di tutta l’area produttiva è la priorità. Una parte è stata recuperata dalla Dismeco che, purtroppo, per ragioni diverse, non ha dato i risultati attesi da un punto di vista occupazionale. In questi giorni stiamo premendo perché vada a buon fine la vendita della rimanente area che è ancora della Burgo sulla quale poter sviluppare in piano di riqualificazione e rigenerazione. Unitamente, vorremmo che si concludesse rapidamente la cessione delle aree esterne ( parcheggi, verde, campo sportivo,…) al demanio comunale.
Da parte nostra, ci sarà il massimo impegno perché questo progetto sia occasione di inclusione e non di contrapposizione. Nei prossimi giorni saranno organizzate iniziative per creare occasioni di incontro e di conoscenza reciproca per favorire l’interazione e fugare le preoccupazioni dei residenti.
 
Il Sindaco Romano Franchi

lunedì 30 maggio 2016

In arrivo a Bologna altri 630 profughi «Hub pieno, li ospiteremo nelle tende». Il Viminale fissa la nuova quota per l’Emilia-Romagna. Le preoccupazioni della Prefettura.

Proposto da Marco:



Nuovo boom di arrivi all’Hub di via Mattei. È di venerdì sera l’ultimo telegramma dal Viminale con l’ultima quota stabilita per l’Emilia-Romagna: 630 profughi provenienti direttamente dagli sbarchi di queste ore. Settanta persone per ogni provincia che verranno trasferiti dopo la prima accoglienza nell’ex Cie.
Nonostante questa quota sia inferiore rispetto a quella dei mesi scorsi (737 arrivi) c’è un fattore che questa volta potrebbe rendere più difficile l’accoglienza: i tempi degli arrivi. Se i migranti dell’ultima tornata sono arrivati in un mese e mezzo, questa volta i 630 richiedenti asilo potrebbero arrivare sotto le Due Torri già nei prossimi tre giorni, raggiungendo in fretta il numero stabilito dal Viminale.
Per l’Hub di via Mattei, dunque, potrebbe riaprirsi la possibilità di allestire le tende per l’emergenza, come è accaduto a luglio 2015, quando l’ex Cie era al gran completo. «La situazione al momento è sotto controllo. Stiamo provvedendo ai trasferimenti e ci stiamo preparando agli arrivi», tranquillizza la Prefettura. Ma nei prossimi giorni la situazione potrebbe cambiare: «Arriveremo alla quota pattuita dei 630 in breve tempo e non escludiamo di dover tornare a montare le tende all’interno dell’Hub». Tende fornite dalla Prefettura che l’anno scorso, oltre al momento dell’emergenza, sono state utilizzare per diverse settimane.
Saranno uomini, donne e probabilmente anche bambini che sono sbarcati sabato a Catania e sbarcheranno nei prossimi giorni. Domenica i primi arrivi da Catania, poi da Porto Empedocle e da Augusta. Approderanno in Emilia-Romagna subito dopo la traversata e alcuni di loro, molto probabilmente, avranno indosso ancora la coperta termica gialla che viene data appena toccano la terraferma.
A oggi i migranti accolti in tutta la Regione sono 6.713. A Bologna i richiedenti asilo nelle diverse strutture del territorio sono 1.262, a seguire c’è la provincia di Modena con 841 profughi, e quella di Parma con 806. A Piacenza, invece, le persone accolte sono 546 e a Ferrara 562. Le altre province accolgono all’incirca 700 migranti. Gli arrivi di questi giorni sono quelli più massicci del 2016 . L’anno scorso l’ondata migratoria è sempre stata abbastanza costante, senza toccare picchi se non a luglio quando è stato necessario allestire appunto una sorta di tendopoli in via Mattei. Ma all’Hub non ci sono solo le persone che arrivano direttamente dagli sbarchi in Sicilia, ci sono anche molte persone che arrivano da sole dopo essersi presentate nelle diverse prefetture della Regione. Questo perché soprattutto i pachistani, gli afgani e i bengalesi tentano la fortuna dalla rotta dei Balcani, ma dall’Austria, dalla Francia e dalla Germania vengono respinti e a quel punto il primo approdo utile per loro è l’Italia.
Negli ultimi sei mesi all’Hub di via Mattei sono arrivati all’incirca 200 persone da sole. Cifra a cui si aggiungono altri numeri, seppure molto più bassi, dei cosiddetti «dublinanti », quei migranti che identificati in Italia, a Bologna, sono riusciti a superare i confini senza essere controllati e hanno attraversato diversi Stati prima di arrivare in Norvegia e in Svezia: è lì che si sarebbero voluti trasferire fin dal principio, ma per la normativa prevista dalla Dublino II, la terra di approdo in cui si è identificati per la prima volta sarà la terra in cui chiedere l’asilo politico o qualsiasi altra forma di protezione internazionale. Quindi si torna sotto le Due Torri. La crescita dei flussi migratori a Bologna ha portato anche a un aumento delle espulsioni di cittadini extracomunitari con accompagnamento alla frontiera che fanno segnare un più 69%, passando nell’ultimo anno da 52 casi a 88.

giovedì 18 febbraio 2016

La Grande Sostituzione - 2

Cesare Zecca ha inviato la seconda parte dell'articolo pubblicato alcuni giorni fa in questo blog.

(continua da La Grande Sostituzione - 1)

4 - La Grande Deculturazione

La Grande Deculturazione è indispensabile alla Grande Sostituzione secondo Renaud Camus che osserva la citrullizzazione, l'ignorantizzazione, l'infantilizzazione, la deculturazione delle masse. Ecco la nuova barbarie fondamentalista della “sinistra” in cui tutta la cultura e la realtà non ossequiosamente rispettosa dell'ortodossia viene deprecata, bandita, demonizzata, agita squadristicamente, con un processo che inizia dalla catechizzazione gramsciana scolastica dei piccoli (questo processo caratterizza tutte le religioni fondamentaliste e porta al grottesco tentativo puerile di catechizzazione omogeneizzatrice persino dei sostituenti e all'azione ideologica diretta dei piccoli sostituenti o gioiosamente scherzosa, su piccoli sostituiti) fino all'ostilità agli Invalsi ovvero a un tentativi di misurare in maniera meno opinabile i risultati (e quindi la diversità nei risultati) degli studenti.
Il processo parte dal linguaggio: ricordate i “termovalorizzatori”? l' “ecologia del fare”? l' “economia verde”, i “reati lievi”? La contraffazione ideologica è straordinariamente viva, dinamica, prolifica: la sistematica manipolazione del linguaggio è uno dei punti forti della propaganda funzionale al plagio delle masse.  Il concetto nobile dell'accoglienza è degradato in “imposizione coercitiva di massa di sconosciuti contro il tuo volere”;  “invasore” divenuto “migrante” poi “rifugiato” o “profugo”, stante l'assoluta minoranza di immigrati in queste categorie (caso paradigmatico la benestante invasora Kyenge) etc. . Dalla monocultura-propaganda dei media, attraverso il bandire scienza e conoscenza quando non utilizzabili per la “sostituzione”, fino all'azione sistematica di “interpretazione” del diritto (storto, per dirla alla Mauro Corona), un diritto razzista positivista feroce con gli autoctoni sostituiti e lassista con gli xeno-sostituenti, un diritto storto apologeta, di fatto, del loro nuocere criminale, prima a bassa intensità poi via via maggiore. Il diritto storto è agito dalla castalia autoreferenziale di Magistratura (Anti)democratica e al suo contributo all'oscurantismo antiscientifico (magistrato dirittista pesarese che impose di riprendere la “cura” Stamina applicata ad una bambina, rilasci di jihadiste libiche in Sicilia etc.).
Altre gruppi estremamente ristretti lavorano alla grande sostituzione al massimo livello possibile (ad esempio, documento NU Replacement migration: is it a solution to declining and ageing population? in italiano "Migrazioni di sostituzione: soluzione al declino e invecchiamento?" ).

Un articolodi Francesco Maria Del Vigo sottolinea la barbarie oscurantista dovuta e al furore dell'ortodossia ideologica e all'ugualismo che ne è assioma (monoteista, illuminista e quindi marxista). L'ugualismo è il primo nemico della vita, quella biologica e quella culturale, della diversità "ontologica", biologica che NON è la nefasta non-diversità miscuglionatoria, frullata del panmixismo e del globalismo ugualisti tutti industrialmente uguali, omologati, sostituibili, sfruttabili.
La Grande Déculturation è uno dei saggi sul crollo del sistema scolastico di Renaud Camus.


5 – Nocenza

Se utilizziamo come sinonimo o astrazione sul piano ideologica la realtà della guerra migratoria in corso, il concetto camusiano di “Grande Sostituzione” osserviamo come il processo sia inizialmente a bassa intensità e poi via via a nocenza (nocività) maggiore per le popolazioni invase fino alla loro sottomissione o, non di rado, come la storia insegna, al loro soccombere. La dimensione matematica esponenziale è evidente ("vi conquisteremo popolando i vostri territori coi nostri figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria", leader algerino Boumedienne).

“Innocenza è una parola negativa, in-nocenza, da cui risalta nettamente che ciò che è primario è la “nocenza”, la nocività, la pulsione di nuocere agli altri uomini, alla loro vita, ai loro beni, alla Terra. La civiltà, il contratto sociale, il covenant hobbesiano, la città, il civismo, l’essere civili, la sintassi, l’educazione, sono tutti patti di in-nocenza. L’in-nocenza, la non-nocenza, l’assenza di nocività, è un concetto che permette di pensare insieme tre campi che non possono essere separati, a mio avviso:

o - la politica propriamente detta;

o - l’ecologia, ovviamente;

o - e – cosa che è grandemente dimenticata – la vita quotidiana, esposta al rumore, alla spudoratezza, a inciviltà di ogni genere, negli edifici, sulle scale, nel trasporto pubblico, ovunque.
La gente non crede alla conquista di cui l’Europa è oggetto perché non vede eserciti stranieri sfilare sugli Champs-Élysées o in Via Veneto. La conquista non è militare, in effetti. Il suo strumento è la “nocenza”, dalle piccole aggressioni fino all’iperviolenza e alla carneficina, passando per tutte le forme di furto e di stupro. Non c’è soluzione di continuità tra la delinquenza e il terrorismo. D’altronde tutti gli autori degli attentati hanno fatto il loro esordio in rapine a mano armata.“


La Grande Sostituzione globalista, l'industrializzazione ugualista delle culture, ovvero


con alcune mie note.

Qui sotto la catechizzazione esplicita, da parte di una sostituzionista, su come i sostituiti debbano apprendere gli stili di vita dei sostituenti.

  

martedì 29 settembre 2015

Sasso Marconi. Cosa bolle nella 'pentola ex Metalplast' ?

E' una sciocchezza!” L'assessore all'urbanistica di Sasso Marconi Renzo Corti ha risposto 'secco' alla nostra domanda circa cosa stava avvenendo nell'area ex Metalplast di Sasso Marconi, dove si sta realizzando un intervento edificatorio e alcuni voci hanno ipotizzato si tratti di un futuro centro di ricovero profughi.

La nostra indagine è partita da una segnalazione di un lettore che ha inviato questa richiesta:

Tra sussurri e grida, gira la voce che il Comune starebbe preparando una zona (locali METALPLAST) da adibire a ricovero nuovi (numero ancora imprecisato) arrivi di profughi. Pare che villa ANGELI sia al collasso e che la Curia stessa si sia fatta promotrice di questo intervento. A sostenere la tesi sono più persone che sinora possono dirsi degne di attenzione. Ovviamente, il tutto nel silenzio più assoluto, ci troveremo ancora una volta di fronte ad un atto compiuto? Lei, dott Fabbriani, è a conoscenza di questa nuova iniziativa? Ci può dare notizie genuine su quello che doveva essere il nuovo polo scolastico? Grazie”.

Più preciso il consigliere di minoranza Eugenio Salamone: “La nuova costruzione servirà come magazzino comunale e sostituirà quello di Ca' de Testi di cui il Comune paga l'affitto,” ha precisato il consigliere. “La voce di nuovo ricovero di immigrati è assolutamente infondata. Anche il mio gruppo, preoccupato per l'ipotesi che si faceva con insistenza di un nuovo ricovero immigrati, ha voluto sincerarsi contattando la Prefettura da cui ha avuto la rassicurazione che Sasso Marconi non avrà un aumento di profughi. Anzi si operava per diminuirne il numero ora presente. In merito al nuovo polo scolastico,” ha concluso, “ il progetto non ha ancora terminato l'iter burocratico. Manca, fra l'altro, l'approvazione del Consiglio Comunale del progetto definitivo. Difficile quindi ipotizzare possibili avvii dei lavori”.

lunedì 20 luglio 2015

"Non solo pane ma anche lavoro". Gli ospiti di Villa Angeli in corteo dal Sindaco di Sasso Marconi.



Il volantino tratto da facebook

Sono partiti alle 7.30 da Villa Angeli, dove sono ospitati e, a piedi in corteo, hanno raggiunto il centro del capoluogo di Sasso Marconi lungo via Porrettana, creando anche disagi al traffico dell’ora di punta . Sono i 90 profughi africani che chiedono di poter essere una presenza attiva nella comunità sassese e non solo  fantasmi privi di ogni diritto e dovere.
Hanno impiegato oltre un ora di cammino per arrivare in piazza e, nella distaccata curiosità generale per la insolita presenza, hanno  distribuito, in un numero molto limitato, dei volantini in cui esprimevano il loro disagio e la loro denuncia.  A scortarli, i Carabinieri della locale stazione che hanno vigilato perché il corteo potesse proseguire senza incidenti.
Poco prima delle 10, sono stati ricevuti dal sindaco Stefano Mazzetti, al quale hanno esposto le ragioni delle loro richieste, fra cui quella di ottenere la residenza nel comune di Sasso Marconi che permetta loro di procurarsi abbonamenti ai mezzi pubblici e di aspirare a un lavoro, seppur provvisorio.
Quindi hanno lasciato il municipio e sono ritornati, separatamente a Villa Angeli.
L'evento non ha provocato reazioni  sui cittadini presenti che perplessi si limitavano a domandarsi cosa mai potesse significare quel corteo. Poi, conosciuto il motivo, la gente si è limitata a commenti, di approvazione o di perplessità .
Il popolo del web si è confrontato, principalmente su face book, dove sono state postate numerose foto e sono stati scritti diversi commenti, anche ‘salati’ di approvazione o di condanna.

Il sindaco di Sasso Marconi ha annunciato un comunicato ufficiale  sulla vicenda che riporteremo.

Ecco il comunicato 



Nella mattinata di oggi, 20 luglio, una sessantina di migranti ospiti della struttura di Villa Angeli* (a Pontecchio Marconi) sono giunti in corteo a Sasso Marconi e hanno chiesto di incontrare il sindaco Stefano Mazzetti per portare all’attenzione dell’Amministrazione comunale la loro situazione.

I migranti hanno parlato della loro condizione, facendo riferimento in particolare alle difficoltà legate all’impossibilità di ottenere il permesso di soggiorno e all’assenza di uno status giuridico che li riconosca come ‘cittadini’. Va detto che, nel rispetto delle linee guida dettate dalla Prefettura, l’Amministrazione comunale ha finora concesso ai rifugiati ospiti di Villa Angeli un permesso di residenza temporanea, che decade nel momento in cui i migranti vengono trasferiti in altra struttura (tempi di permanenza e modalità di gestione dei profughi sono stabiliti dalla Prefettura).

I migranti chiedono ora la possibilità di ottenere la residenza nel comune di Sasso Marconi per tutta la durata della loro permanenza a Villa Angeli: una richiesta avanzata al primo cittadino durante l’incontro avvenuto questa mattina nella Sala Consiliare del Municipio.

“L’incontro è durato pochi minuti e si è svolto in un clima di assoluta tranquillità e civiltà”, fa sapere il sindaco Stefano Mazzetti. “Ho ascoltato le considerazioni degli ospiti di Villa Angeli, prendendo atto delle loro istanze. Tra quelle che nello specifico competono al Comune c’è solo la questione relativa alla residenza. Si tratta di una richiesta di carattere tecnico, che non ci ha colto impreparati: i nostri uffici, infatti, sono già in contatto con la Prefettura di Bologna e stanno lavorando per verificare gli aspetti procedurali e normativi, e capire così l’effettiva fattibilità di questa richiesta”.


* Villa Angeli, struttura di proprietà della Curia, è il punto di riferimento per tutta la quota di rifugiati prevista nel Distretto di Casalecchio di Reno, e dall’aprile 2014 ha ospitato circa 200 migranti (tutti di sesso maschile e provenienti per lo più dall’Africa) per una presenza costante di 90 persone. Tempi, modi e costi di gestione sono stabiliti dalla Prefettura che copre i costi e appalta i servizi necessari (nel caso di Villa Angeli, alla Cooperativa Lai Momo con sede a Sasso Marconi).
Il Comune di Sasso Marconi - seppure in contatto costante con la Prefettura per l’aggiornamento sui movimenti degli ospiti - non riceve alcun contributo e non è coinvolto nella gestione del centro e degli ospiti.

 

I giovani ospiti di Villa Angeli si preparano al rientro