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venerdì 11 agosto 2017

La Lombardia prepara la legge per vietare l'affitto di case agli immigrati.

Un lettore ha inviato l'articolo e ne chiede la pubblicazione. 
C'è da chiedersi se l'autonomia delle Regioni è tale da permettere all'ente di legiferare in contrasto con le disposizioni di quello superiore, lo Stato.
Sarà interessante seguire il proseguo della vicenda.


Presto affittare case «ad uso civile» a cooperative che le usano per ospitare migranti potrebbe essere più difficile, se non impossibile. La Lega in Regione Lombardia sta studiando un progetto di legge che, sulla falsa riga di quello "anti moschee", aiuti a scoraggiare questa pratica.
Il continuo flusso di migranti, infatti, ha esaurito in fretta i posti che le varie strutture che si occupano di accoglienza avevano a disposizione, così le prefetture hanno iniziato a indicare nelle case private sfitte nuove possibili valvole di sfogo. E per tanti proprietari che di entrare nel business dell' accoglienza proprio non ne vogliono sapere, ce ne sono altri che non si fanno troppi problemi. Con buona pace degli abitanti di palazzi e quartieri costretti a subire una vera e propria "invasione". Da qui il bisogno del Carroccio in Regione di operare una stretta.
L' idea al Pirellone l' ha data il sindaco di Lazzate, Loredana Pizzi, che a fine luglio, al termine di una lunga battaglia contro la prefettura che voleva riempire il centro storico di richiedenti asilo, ha firmato una delibera che, richiamando il piano regolatore e una serie di norme urbanistiche, di fatto complica la vita ai proprietari di case sfitte che provano a fare cassa con il business dei migranti. La delibera parte dal presupposto che ci sono differenze normative tra «un' abitazione privata e una struttura ricettiva, o addirittura socio assistenziale». Ovvero, se un normale contratto d' affitto prevede l' accordo tra locatario e locatore, quello con una cooperativa (o altra forma societaria) che si occupa di accoglienza è più complicato: intanto perché gli "inquilini" di quell' appartamento potrebbero cambiare in continuazione o variare di numero, e poi perché l' accoglienza ai migranti prevede una serie di servizi «esterni» che nulla hanno a che vedere con un normale contratto d' affitto.
Proprio per queste ragioni il sindaco di Lazzate ha previsto nell' ordinanza due serie di norme per scoraggiare questa pratica.
La prima riguarda la sfera edilizia, ovvero i requisiti di agibilità e dell' uso che si fa del fabbricato. Quindi per poter affittare ad una cooperativa il proprietario dovrà richiedere al Comune un cambio di destinazione d' uso dell' immobile ed eventualmente eseguire una serie di lavori di adattamento quali, ad esempio, l' abbattimento di barriere architettoniche o integrazioni dei servizi igienico-sanitari. La seconda sfera d' azione riguarda invece il livello urbanistico e quindi il piano del territorio che, a seconda della zona, potrebbe prevedere per un immobile adibito a residenziale socio-assistenziale, la presenza di particolari infrastrutture urbane, senza le quali un eventuale cambio di destinazione dovrebbe essere rifiutato.
Fin qui il Comune di Lazzate, il cui esempio, c' è da scommerci, verrà presto imitato dagli altri Comuni a guida leghista. Ovviamente queste norme non posso essere prese e portate così come sono nell' ordinamento regionale. Per questo su impulso del capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo, un gruppo di lavoro formato dai consiglieri Roberto Anelli e Pietro Foroni e dai tecnici regionali, si è già messo all' opera per studiare un pacchetto normativo che possa essere approvato nel più breve tempo possibile. Quello che dovrebbe restare rispetto a Lazzate è la distinzione tecnica tra gli appartamenti «ad uso civile» e quelli «con finalità ricettive/socio assistenziali» e le limitazioni di carattere urbanistico.
Da qui si svilupperà la legge che dovrebbe impedire affitti ritenuti impropri dal Carroccio. «Il modello di riferimento - spiega il capogruppo della Lega in Regione, Massimiliano Romeo - sarà quello della legge che ha permesso di fermare la costruzione indiscriminata di moschee a Milano e in Lombardia. Perché - chiude Romeo - a parole son tutti bravi a parlare di accoglienza, ma quando poi te li trovi come vicini di casa, tutti, da destra a sinistra, si lamentano. Il caso di Capalbio ne è la prova lampante».

sabato 29 aprile 2017

Sasso Marconi. Consiglio comunale animato, finalmente ...

Sfuriata a sorpresa, mercoledì scorso, del sindaco di Sasso Marconi Stefano Mazzetti ( nella foto) nei confronti del consigliere di minoranza Pietro Fortuzzi. Il primo cittadino, con una 'filippica' raccolta in ben tre fogli, ha ribattuto, rincarando la dose, al consigliere che aveva criticato la mancanza di risposte dovute, nei tempi e nella forma previsti dai regolamenti del Consiglio Comunale, alle sue numerose interrogazioni. Fortuzzi non ha mancato di chiamare in causa in questa sua denuncia coloro che hanno il compito, quali dipendenti, di soddisfare le sue richieste.
Il sindaco ha risposto chiarendo che, non solo le prerogative del consigliere sono state rispettate ma, in più occasioni, gli impiegati comunali hanno dovuto fornire la stessa documentazione dato che le interrogazioni erano ripetitive. Ciò ha comportato inaccettabili e insopportabili perdite di tempo e di risorse.
E' parso di capire che a far traboccare il vaso della pazienza sia stata l'ultima interrogazione di Fortuzzi sulla 'Frana di Tignano', dove da pochi giorni sono ripresi i lavori. Fortuzzi chiedeva di essere informato circa l'utilizzo che sarebbe stato fatto della cifra risparmiata per il 'ribasso' d'asta, che ammonta a oltre il 30%.
Dopo essersi tolto i sassolini e 'sassoloni' dalle scarpe, il sindaco ha concluso dicendo che, nel rispetto del regolamento, le risposte alle interrogazioni e la documentazione necessaria sarebbero state inviate via mail e non più in forma cartacea.

Fortuzzi ( nella foto)  si è trovato completamente isolato a sostenere le sue istanze poiché non ha avuto l'appoggio da nessuno dei due gruppi consiliari di minoranza. Ha comunque sottolineato che le sue richieste sono finalizzate a un fattivo controllo della attività amministrativa. Controllo che è al centro del suo incarico politico e per il quale gli elettori lo hanno voluto in consiglio comunale.
Per niente preoccupato, come se la tirata d'orecchi di Mazzetti fosse la prova che sta agendo al meglio, Fortuzzi ha inviato un'altra interrogazione che riportiamo per conoscenza dei lettori.
Avrà un seguito? Staremo a vedere.

Ma in Consiglio Comunale tra i fatti degni di nota ce n'è un altro da segnalare: il 'ritorno ai banchi usuali' dei due gruppi di minoranza. Nel penultimo consiglio comunale, infatti, i quattro consiglieri di minoranza si erano seduti nello stesso banco e avevano concordato le posizioni da tenere nelle singole votazioni. Questo aveva fatto pensare a un ravvicinamento in vista delle prossime amministrative. La convivenza è stata invece breve e il matrimonio è naufragato nel 'giro di un incontro consigliare'. Tutto è tornato alla situazione precedente. Non ci sarà matrimonio, assicurano i ben informati.

Ecco l'interrogazione:

Una seconda interrogazione Fortuzzi l'ha inviata all'Unione dei Comuni: 

 

sabato 23 luglio 2016

Marzabotto. Anche l'Associazione Romano Franchi dice 'no' alla manifestazione di Lama di Reno.

Il direttivo dell'Associazione  Romano Franchi Sindaco per Marzabotto ha inviato un comunicato dal titolo , Marzabotto simbolo di antifascismo, pace e solidarietà, in cui si legge:

Non possiamo permettere che l’immagine di Marzabotto venga infangata da una destra estrema che strumentalizzando un problema serio e complesso come l’immigrazione, semina veleno per generare paura ed insicurezza nella nostra comunità. Manifestazioni come quella annunciata da Forza Nuova ed Appennino Tricolore, tra l’altro nel giorno in cui dappertutto si festeggia la caduta del fascismo, sono uno schiaffo alla memoria del ' più vile sterminio di popolo ' e fomentano sentimenti che portano all’intolleranza fino al razzismo. Avevamo messo in guardia chi, localmente, da subito, a fronte di un progetto innovativo che vuole andare oltre l’accoglienza con la realizzazione di un polo formativo a Lama di Reno, rivolto ad un massimo di 18 ragazzi, ha premuto l’acceleratore dello scontro, fino a promuovere una manifestazione che, a dir poco, è completamente irresponsabile. La nostra associazione parteciperà al presidio organizzato dall’Anpi di Marzabotto e sosterrà il sindaco nel difendere e rappresentare i sentimenti veri della nostra comunità.

venerdì 22 luglio 2016

Marzabotto. La manifestazione di lunedì prossimo a Lama di Reno ha alzato un bel polverone.



Immagine d'archivio
Nervi a fior di pelle e contatti frenetici per l'annuncio del movimento Appennino Tricolore di aver indetto una MANIFESTAZIONE lunedì prossimo 25 luglio alle 20, a Lama di Reno di Marzabotto, nei pressi del ponte sul fiume di fronte alla struttura recentemente risistemata al fine di ospitare un gruppo di profughi impegnati a frequentare corsi professionalizzanti. La manifestazione vuole dimostrare la contrarietà all'arrivo degli extracomunitari . La critica è che si dovrebbe pensare ' ai senza lavoro italiani' più che agli stranieri, di cui si dubita anche il vero stato di profughi.


L'annuncio è stato accolto favorevolmente dal gruppo consiliare di minoranza UNITI per CAMBIARE MARZABOTTO che ha preannunciato la partecipazione alla manifestazione chiarendo: “che abbiamo capito essere volta  a dimostrare la contrarietà alle finte operazioni di accoglienza come quelle di Lama di Reno, a cui molti cittadini della frazione e non solo (ci auguriamo di tutto l'Appennino) hanno detto voler adire scendendo in strada per dire BASTA! Rispetteremo le regole della manifestazione che impone di non presentarsi con bandiere di partito, bensì solo con la bandiera TRICOLORE!!!!”, come si legge in un suo comunicato.

Diametralmente opposta la posizione di ANPI che in un comunicato alla 'cittadinanza tutta' attribuisce l'iniziativa a Forza Nuova:
Basta controllare i riferimenti telefonici presenti sul materiale della pagina di 'Appennino Tricolore' per accorgersi come questi combacino perfettamente con i contatti del referente politico di Forza Nuova Bologna. Marzabotto città medaglia d'oro al Valor Militare e città messaggera di pace non può accettare un simile affronto. Alla sua storia, alla sua memoria, ai suoi caduti! Tanto più che si sceglie come giorno proprio quel 25 Luglio in cui il Fascismo cadde e finalmente prese vigore quel movimento di Resistenza che liberò il nostro paese dalla tirannia. Chiediamo a tutte le autorità competenti di non concedere alcuno spazio a chi inneggia al Fascismo ed in nome di un onore – non meglio precisato – impone campagne di odio contro i migranti. Sappiamo bene che “la difesa della razza” è uno dei mostri creati ad arte dal Fascismo per ingannare le masse e proprio per questo crediamo che sia assolutamente pericoloso dare spazio a simili atteggiamenti. Da qualsiasi parte vengano”.


L'invito non è stato accolto poiché la manifestazione sarebbe stata concessa.

Intanto però un lettore ha poi inviato una nota trovata su un social in cui si legge: “Lunedì è prevista una manifestazione di protesta organizzata da Appennino Tricolore, a cui ha aderito Forza Nuova. Il sindaco Romano Franchi è pronto a bloccare l’iniziativa “Marzabotto ha una storia e una tradizione antifascista molto forte, qui non c’è alcuno spazio per Forza Nuova per manifestare, né verrà loro concesso”, ha detto il sindaco. A condannare le intenzioni di Forza Nuova è anche l’ex primo cittadino di Marzabotto, e oggi deputato Pd, Andrea De Maria: “I contenuti di quella manifestazione e le caratteristiche dei suoi promotori sono assolutamente inaccettabili”.

Appennino Tricolore a sua volta comunica: “ In merito ai gridi dall'allarme lanciati dall'amministrazione comunale di Marzabotto sulla presunta manifestazione di Forza Nuova a Marzabotto, si vuole smentire categoricamente che l'iniziativa sarà organizzata da un preciso movimento politico. L'evento di lunedì 25 è promosso da un gruppo di liberi cittadini, cui noi di certo non chiediamo la tessera di appartenenza.
Comunichiamo che non saranno ammessi simboli di partito. Riteniamo che scaldare gli animi e gridare allo scandalo, sia fuori luogo e serva soltanto a gettare fumo negli occhi ai liberi cittadini che vogliono capire e guardare oltre le apparenze”.


Sarà interessante lunedì valutare la conclusione della vicenda e quindi quanto appeal abbiano questi comunicati.
Certo in molti non hanno dimenticato la vicenda 'Turbogas e che a 'toccare' Lama di Reno si 'prende la scossa'. La proposta di realizzare una centrale Turbogas nell'ex area Burgo generò allora una 'alzata di scudi' e manifestazioni partecipate , probabilmente sottovalutate, che portarono a un 'terremoto elettorale'. La contrarietà alla proposta fu certamente fra le cause che portarono alla guida del Comune Romano Franchi in opposizione al candidato PD, partito che crollò allora dalla maggioranza assoluta a poco più del 20 % di consensi.


Non c'è da escludere che questa 'scesa in campo' di molti protagonisti sia dovuta al ricordo della Turbogas. Costoro non vogliono evidentemente ripetere gli errori di allora ed evitare un altro 'tsunami elettorale'. Non è ammissibile sbagliare due volte. Quindi la manifestazione rischia di diventare un fatto politico interno di Marzabotto.

domenica 10 luglio 2016

Sandra Federici a Castel di Casio per parlare con gli immigrati.

La direttrice della rivista Africa e Mediterraneo, Sandra Federici ( nella foto), invitata da un amico, ha partecipato a una serata organizzata dal Comune di Castel di Casio con i profughi ospiti in questo Comune e scrive riferendosi all'amico: “ Lui, che è un esperto di cooperazione in Africa, mi ha mandato questo articolo con le impressioni sulla serata, da pubblicare sul blog di Africa e Mediterraneo. Però ho pensato che visto l’interesse suscitato dal tema sul tuo blog, potrebbe essere carino pubblicarlo lì. Ti mando anche qualche foto fatta con il cellulare”.

Ringraziamo la direttrice, conosciuta a Sasso Marconi anche per aver avuto impegni amministrativi, e con piacere pubblichiamo l'articolo.



di Gigi Negroni

Venerdì scorso nella piazza dell’incantevole borgo di Castel di Casio c’erano tante persone che chiacchieravano, attorno a un tavolo imbandito con piadine, dolci, vino e bibite. Questa non è una notizia. Invece sì, perché 10 di queste persone sono nate a migliaia di chilometri di distanza da lì, in Mali. Si tratta dei richiedenti asilo ospiti da un mese in un appartamento nel centro del comune, nell’ambito del piano di accoglienza diffusa che il Ministero dell’Interno sta realizzando in tutta Italia. Il sindaco Mauro Brunetti ha organizzato questo incontro con i cittadini, per spiegare la situazione e avviare la conoscenza reciproca. Un richiedente maliano domiciliato a Lizzano da diversi mesi è venuto per l’occasione e ha fatto da traduttore tra l’Italiano e il Bambara per i suoi connazionali.
L’accoglienza è un problema, l’informazione non è sempre chiara, si accusano i comuni di spendere risorse per l’accoglienza quando l’Asilo fa parte di politiche e bilanci nazionali, legati a loro volta a obblighi internazionali a cui nessun paese democratico si può sottrarre. Il clima in Italia si sta facendo pesante, la crisi spinge persone in difficoltà – e persone che in difficoltà non lo sono per nulla – a provare rabbia nei confronti dei “poveri” stranieri che verrebbero a rubare il posto ai “poveri” italiani.
Questo disagio è da ascoltare e da comprendere, lo è meno la demagogia di chi, da posizioni di comodo, spinge su questi temi per costruirsi una carrierina politica.
Comunque, ieri sera il clima era di chiacchiera tranquilla, curiosità reciproca. Rino, “immigrato” a Castel di Casio da un paesino alle pendici del Monte Civetta (passando da diversi anni di lavoro in Germania), commentava: “Le istituzioni devono facilitare occasioni di lavoro, di apprendimento dei mestieri”. Il maresciallo dei carabinieri discuteva sulla speranza di vita: “Mi hanno detto che sono in gran forma, mentre alla mia età se fossi in Mali dovrei essere già morto”. “Un tempo eravamo noi italiani a fuggire la povertà in giro per il mondo, adesso tocca a noi fare la nostra parte”, ha detto un’altra cittadina.
La povertà, ma anche l’insicurezza, le violenze continue dovute a scontri interni sono il problema da cui sono fuggiti questi giovani.
Così, tra una chiacchiera in francese approssimativo, qualche selfie e le foto di gruppo è passata la serata. Uno degli ospiti commentava che avrebbe mandato un po’ di foto a sua madre, che sarebbe stata contenta di vedere che “ici, les gents sont bien”. Qui le persone sono buone, o forse no, semplicemente, prima di giudicare vogliono dare una possibilità a questo esperimento.
Devo dire che sono molto gentili – ha commentato la signora Rina mentre offriva una ciambella ai partecipanti – quando li incontro o quando mi vedono alla finestra mi salutano sempre”.
L’appuntamento è per la rievocazione medievale di agosto, alla quale collaboreranno gli ospiti stranieri. L’antica, misteriosa torre squarciata a metà, che nei secoli ne ha viste tante, stava a guardare imperturbabile anche questo strano incontro.




giovedì 18 febbraio 2016

La Grande Sostituzione - 2

Cesare Zecca ha inviato la seconda parte dell'articolo pubblicato alcuni giorni fa in questo blog.

(continua da La Grande Sostituzione - 1)

4 - La Grande Deculturazione

La Grande Deculturazione è indispensabile alla Grande Sostituzione secondo Renaud Camus che osserva la citrullizzazione, l'ignorantizzazione, l'infantilizzazione, la deculturazione delle masse. Ecco la nuova barbarie fondamentalista della “sinistra” in cui tutta la cultura e la realtà non ossequiosamente rispettosa dell'ortodossia viene deprecata, bandita, demonizzata, agita squadristicamente, con un processo che inizia dalla catechizzazione gramsciana scolastica dei piccoli (questo processo caratterizza tutte le religioni fondamentaliste e porta al grottesco tentativo puerile di catechizzazione omogeneizzatrice persino dei sostituenti e all'azione ideologica diretta dei piccoli sostituenti o gioiosamente scherzosa, su piccoli sostituiti) fino all'ostilità agli Invalsi ovvero a un tentativi di misurare in maniera meno opinabile i risultati (e quindi la diversità nei risultati) degli studenti.
Il processo parte dal linguaggio: ricordate i “termovalorizzatori”? l' “ecologia del fare”? l' “economia verde”, i “reati lievi”? La contraffazione ideologica è straordinariamente viva, dinamica, prolifica: la sistematica manipolazione del linguaggio è uno dei punti forti della propaganda funzionale al plagio delle masse.  Il concetto nobile dell'accoglienza è degradato in “imposizione coercitiva di massa di sconosciuti contro il tuo volere”;  “invasore” divenuto “migrante” poi “rifugiato” o “profugo”, stante l'assoluta minoranza di immigrati in queste categorie (caso paradigmatico la benestante invasora Kyenge) etc. . Dalla monocultura-propaganda dei media, attraverso il bandire scienza e conoscenza quando non utilizzabili per la “sostituzione”, fino all'azione sistematica di “interpretazione” del diritto (storto, per dirla alla Mauro Corona), un diritto razzista positivista feroce con gli autoctoni sostituiti e lassista con gli xeno-sostituenti, un diritto storto apologeta, di fatto, del loro nuocere criminale, prima a bassa intensità poi via via maggiore. Il diritto storto è agito dalla castalia autoreferenziale di Magistratura (Anti)democratica e al suo contributo all'oscurantismo antiscientifico (magistrato dirittista pesarese che impose di riprendere la “cura” Stamina applicata ad una bambina, rilasci di jihadiste libiche in Sicilia etc.).
Altre gruppi estremamente ristretti lavorano alla grande sostituzione al massimo livello possibile (ad esempio, documento NU Replacement migration: is it a solution to declining and ageing population? in italiano "Migrazioni di sostituzione: soluzione al declino e invecchiamento?" ).

Un articolodi Francesco Maria Del Vigo sottolinea la barbarie oscurantista dovuta e al furore dell'ortodossia ideologica e all'ugualismo che ne è assioma (monoteista, illuminista e quindi marxista). L'ugualismo è il primo nemico della vita, quella biologica e quella culturale, della diversità "ontologica", biologica che NON è la nefasta non-diversità miscuglionatoria, frullata del panmixismo e del globalismo ugualisti tutti industrialmente uguali, omologati, sostituibili, sfruttabili.
La Grande Déculturation è uno dei saggi sul crollo del sistema scolastico di Renaud Camus.


5 – Nocenza

Se utilizziamo come sinonimo o astrazione sul piano ideologica la realtà della guerra migratoria in corso, il concetto camusiano di “Grande Sostituzione” osserviamo come il processo sia inizialmente a bassa intensità e poi via via a nocenza (nocività) maggiore per le popolazioni invase fino alla loro sottomissione o, non di rado, come la storia insegna, al loro soccombere. La dimensione matematica esponenziale è evidente ("vi conquisteremo popolando i vostri territori coi nostri figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria", leader algerino Boumedienne).

“Innocenza è una parola negativa, in-nocenza, da cui risalta nettamente che ciò che è primario è la “nocenza”, la nocività, la pulsione di nuocere agli altri uomini, alla loro vita, ai loro beni, alla Terra. La civiltà, il contratto sociale, il covenant hobbesiano, la città, il civismo, l’essere civili, la sintassi, l’educazione, sono tutti patti di in-nocenza. L’in-nocenza, la non-nocenza, l’assenza di nocività, è un concetto che permette di pensare insieme tre campi che non possono essere separati, a mio avviso:

o - la politica propriamente detta;

o - l’ecologia, ovviamente;

o - e – cosa che è grandemente dimenticata – la vita quotidiana, esposta al rumore, alla spudoratezza, a inciviltà di ogni genere, negli edifici, sulle scale, nel trasporto pubblico, ovunque.
La gente non crede alla conquista di cui l’Europa è oggetto perché non vede eserciti stranieri sfilare sugli Champs-Élysées o in Via Veneto. La conquista non è militare, in effetti. Il suo strumento è la “nocenza”, dalle piccole aggressioni fino all’iperviolenza e alla carneficina, passando per tutte le forme di furto e di stupro. Non c’è soluzione di continuità tra la delinquenza e il terrorismo. D’altronde tutti gli autori degli attentati hanno fatto il loro esordio in rapine a mano armata.“


La Grande Sostituzione globalista, l'industrializzazione ugualista delle culture, ovvero


con alcune mie note.

Qui sotto la catechizzazione esplicita, da parte di una sostituzionista, su come i sostituiti debbano apprendere gli stili di vita dei sostituenti.

  

martedì 6 ottobre 2015

Da IKEA LE CASE LOW-COST PER OSPITARE GLI IMMIGRATI .



Marco, l'Ulisse del web di casa nostra, ha inviato questo indirizzo in cui si racconta di una casa di IKEA, a costo è molto contenuto, capace di ospitare 5 persone. L'ideale quindi per affrontare l'emergenza immigrati di questi giorni. A voi l'ardua sentenza:

Ecco la comunicazione di Marco:



almeno i 35 euro li diamo nelle mani degli ospitati e non alle cooperative.

Soldi che verrebbero erogati sotto forma di buoni pasto come quelli che si danno ai dipendenti.

Muniti di codice a barre così da non poterne spendere piu' di due al giorno e non poterli cedere creandoci un mercimonio.

Mi viene in mente l'utilizzo delle aree verdi come quella di Idice.

E le tante aree di proprietà dei Comuni. Sui siti internet alla voce AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE si trova l'elenco dei beni immobili di loro proprietà.



mercoledì 2 settembre 2015

Loris Bonantini: " Siamo cittadini o sudditi".



“E’ inaccettabile, oltre che incomprensibile, la disposizione ministeriale grazie alla quale chi assume il compito di gestire l’arrivo di profughi può concordare l’acquisizione di spazi da privati, ove ospitarli, senza il parere della comunità accogliente e  anche a dispetto del parere contrario del Consiglio comunale”. L’affermazione è del presidente del comitato civico ‘Noi Voi Vergato’, Loris Bonantini (nella foto). “Siamo quindi sudditi, non cittadini che si sono dati il compito di gestire il proprio territorio nel modo atteso dalla comunità”.  Bonantini ci tiene  anche  a precisare che non ce l’ha ne’ con la cooperativa, nel caso di Vergato, cui è stato affidato tale compito, ne’ con i profughi, ‘tutti poveri diavoli in fuga da un mondo impossibile’. Boccia senza appello invece la gestione politica del governo centrale e invita gli amministratori  del distretto sanitario di Porretta e Vergato, che si dovranno incontrare il prossimo 14 settembre per individuare  una soluzione alla richiesta  di trovare spazi pubblici per i profughi destinati ai comuni dell’Alta Valle del Reno, alla presenza del vice presidente della Regione Emilia Romagna Elisabetta Gualmini,  a prendere una posizione ferma su questa ingerenza forzata prevista dal ministero.

Bonantini infine termina sottolineando di essere in linea con le critiche rivolte dal capogruppo consiliare Uniti per Cambiare Marzabotto  Morris Battistini. “ I consigli comunali,” conclude il presidente, “  decidano se accettare o meno profughi e nella misura ritenuta accettabile. Soprattutto si cancelli l’ipotesi che la cooperativa possa agire senza il parere del Sindaco e del Consiglio comunale”.

lunedì 31 agosto 2015

LEGA NORD: "500 NUOVI IMMIGRATI IN ARRIVO IN EMILIA ROMAGNA. REGIONE DICA 'NO'"




"No a una nuova ondata di clandestini sui nostri territori. Rispediamo al mittente nuove richieste di accoglienza". All'annuncio dell’arrivo di altri 500 'profughi' in Emilia Romagna, la Lega ha presentato una nuova delibera, chiedendo al consiglio regionale di ‘dichiarare la propria indisponibilità a concedere nuove risorse e strutture a un'accoglienza che non ha mai fine’. "A settembre arriveremo a 6mila presunti profughi in Emilia Romagna” , sottolinea il capogruppo del Carroccio Alan Fabbri. “ Gli  emiliano romagnoli pagano a questi seimila vitto, alloggio, sigarette e cellulare senza che - in 7 casi su 10 - ci siano i requisiti per l'accoglienza. 35 euro al giorno per ciascun straniero, anche per chi non scappa da guerre, per una spesa annua di quasi 77 milioni di euro, parliamo di soldi pubblici. In regione non ci sono 6mila emiliano romagnoli in difficoltà da aiutare con quei 77milioni di euro?". Quanto alla polemica sulle quote Fabbri risponde: "Nel 2009, con Maroni ministro dell'Interno, gli arrivi furono 4 mila, con Renzi e Alfano nel 2014 sono sbarcati 170 mila clandestini e quest'anno ne stiamo accogliendo altri 90 mila. Maroni ebbe coraggio, forza e peso politico per sfidare e vincere  un'Europa assente, questo governo, invece, si sta facendo prendere in giro da tutti gli Stati membri, aspettando aiuti mai arrivati e che mai arriveranno. L'Italia è sola, l'Emilia Romagna pure".

venerdì 8 agosto 2014

EBOLA: QUARANTENA PER IMMIGRATI IN ARRIVO.



Dalla Lega Nord bolognese.

“Una quarantena preventiva nei centri di accoglienza per i clandestini che arrivano a Bologna e in tutta l’Emilia Romagna”, alla luce dell'allarme ebola esploso in diversi
stati africani. Lo chiede il capogruppo leghista in Comune e consigliere regionale Manes Bernardini. “Una scelta di buon senso, visto che le autorità sanitarie internazionali si sono già mosse in questo senso e molti Paesi europei pure. Gli Stati Uniti hanno mandato 50 specialisti in Africa occidentale, sieri  sono in fase di sperimentazione. In tutte le regioni la Lega si sta mobilitando: è di queste ore la richiesta in Regione Lombardia del collega Fabio Rolfi, nei giorni scorsi il Veneto ha avviato un programma di prevenzione specifico. Meglio attivarsi per tempo per scongiurare anche il più remoto rischio, visto il corposo afflusso di africani che  continuano ad arrivare sulle nostre coste, poi inviati nelle nostre terre”.

“Chiediamo all’assessore Lusenti misure preventive e controlli sanitari".