Di Valerio Giusti
Comitato per la Ferrovia
Porrettana
L’inizio delle
lezioni è stato costellato di inopportuni ritardi e cancellazioni dei treni.
Vittime principalmente gli studenti e i professori
che da Bologna hanno preso il treno n. 6341 delle 7.04: lunedì 15 e martedì 16
è giunto a Porretta Terme con almeno 30/40 minuti di ritardo.
Il motivo è forse
della pessima rotazione dei treni provenienti da altre linee? La risposta è si
!!!! Trenitalia non pare in alcun modo interessata a garantire la puntualità sulla
nostra linea. Senza contare che negli ultimi giorni sono stati numerosi i treni
di Marzabotto cancellati per i motivi più disparati proprio negli orari di
uscita delle scuole.
Ribadiamo il parere
che sia pressochè inutile e anche dannoso tenere occupate le tracce orarie con
treni quotidianamente soppressi. Alimenta la sensazione dei cittadini della pessima
qualità del servizio e dell’inaffidabilità dei treni e dei loro gestori.
Nella giornata
odierna sono stati soppressi diversi treni tra i quali anche l’11430 che doveva
partire alle 6.08 da Porretta Terme carico di pendolari che si sono dovuti ammassare
su quello successivo. Riteniamo impossibile riportare in un documento pubblico
i commenti e gli insulti proferiti dagli infausti viaggiatori.
La sorpresa più
fastidiosa e ingiustificabile l’hanno gustata tutti i pendolari che da un paio
di settimane si sono trovati “temporaneamente chiuso” il cancello ex
varco postale che permetteva di accedere a Via Amendola dal piazzale Ovest.
Osservando l’indicazione di uscire “dal nuovo passaggio 50 metri più avanti”,
gli utenti hanno avuto l’ulteriore sgradevole sorpresa di trovarla praticamente
ostruita da biciclette. Abbiamo fatto alcune fotografie che dimostrano quanto l’ottusità
umana non abbia limiti.

Il nuovo varco sbuca su un marciapiede già stretto di suo che è quasi completamente ostruito da biciclette agganciate nei modi più disparati e per raggiungere il passaggio pedonale ci vogliono dieci minuti perché lo stretto pertugio rimasto tra transenna/bici/muro stazione, ospita una sola persona e costringe tutti i pendolari a restare fermi in attesa del verde. Già coloro che sono a metà coda non riescono ad attraversare la strada perché è già scattato il rosso. In caso di pioggia, la fila èinterminabile e per attraversare la strada occorre attendere due/tre cicli del semaforo.
A volte veniamo
accusati di utilizzare parole troppo forti per protestare contro i disservizi ma
come si fa a non denunciare con veemenza la carenza tecnica di queste scelte?
Non nascondo che mi piacerebbe discuterne col “genio” che ha progettato
tale scempio.
Interrogato questo
mattina, il responsabile di FER, Geom. Salani, mi ha comunicato che la gestione
del marciapiede è di competenza RFI a cui gireremo questa nota che potrebbe risultare
indecente proprio come il marciapiede… davvero indecente…….

