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giovedì 6 novembre 2025

Autostrade per l’Italia avverte: “Attenzione ai falsi sms e alle mail truffa”

Nuovi tentativi di phishing a nome della società: “Non cliccate e non fornite dati personali”



Autostrade per l’Italia lancia un nuovo avviso alla cittadinanza contro una serie di messaggi truffa che stanno circolando in questi giorni via sms ed e-mail, apparentemente inviati dalla società ma in realtà riconducibili a tentativi di phishing.

I messaggi, spesso formulati in modo credibile e con loghi e grafiche simili a quelli ufficiali, invitano gli utenti a fornire dati personali o bancari per presunti aggiornamenti, pagamenti o verifiche sui pedaggi. In realtà, si tratta di comunicazioni fraudolente finalizzate a carpire informazioni sensibili.

In una nota pubblicata nella mattinata di mercoledì 5 novembre sul proprio sito ufficiale, Autostrade per l’Italia ha messo in guardia gli utenti:

“Attenzione: sono in corso tentativi di phishing. Sono stati segnalati messaggi fraudolenti (sms ed e-mail) che utilizzano impropriamente il nome di Autostrade per l’Italia per raccogliere dati personali e bancari.”

La società invita pertanto a non cliccare su link sospetti, a non inserire dati riservati e a verificare sempre il mittente delle comunicazioni ricevute. “Prestate attenzione – sottolinea ancora la nota – a eventuali errori nell’indirizzo web (ad esempio autostrede o autostiade) o a contenuti che richiedono azioni immediate.”

Autostrade per l’Italia ribadisce infine che non invia mai richieste di dati sensibili o pagamenti tramite sms o e-mail, e invita chi ricevesse tali messaggi a non rispondere e a segnalare l’accaduto attraverso i canali ufficiali presenti sul sito della società.

domenica 4 maggio 2025

Infrastrutture ferme in Appennino, Mastacchi (Rete Civica): “Da 25 anni solo promesse. Autostrade e Regione diano risposte concrete”



"Cosa impedisce alla Regione di imporre ad Autostrade per l’Italia il completamento degli interventi promessi in Appennino?” È la domanda posta  in Aula dal consigliere di Rete Civica, Marco Mastacchi, durante un question time incentrato sulle annose criticità infrastrutturali legate alla Variante di Valico e alla gestione del territorio montano bolognese.

Tre i nodi principali evidenziati: il cantiere incompiuto del casello di Rioveggio, l’inattuata riqualificazione del vecchio tracciato autostradale tra Marzabotto e Monzuno, e il mancato recupero ambientale dell’Area Deposito 5, utilizzata per lo stoccaggio del materiale di scavo della stessa Variante.

Un casello iniziato nel 2010 e mai terminato

Il casello di Rioveggio rappresenta l’emblema del ritardo cronico: un’opera avviata nel 2010 e tuttora ferma al palo. A quindici anni dall’apertura del cantiere, il sito versa in stato di abbandono, con materiali lasciati all'incuria, sterpaglie, danni da eventi climatici estremi e smottamenti che, secondo il consigliere, avrebbero già compromesso edifici vicini.

Nella scorsa legislatura, l’assessore Corsini aveva attribuito lo stallo alla complessità geomorfologica dell’area e ASPI aveva annunciato di voler suddividere l’iter autorizzativo per accelerare i tempi. Ma, denuncia Mastacchi, “da allora nulla è cambiato”.

Tracciati dismessi e promesse mancate

Altro punto critico riguarda la riqualificazione del vecchio tracciato dell’A1, dismesso dopo l’apertura della Variante. Il tratto, che attraversa le frazioni di Lama di Setta e Allocco (Marzabotto) fino all’abitato di Vado (Monzuno), sarebbe dovuto diventare in parte un parco fluviale e in parte sostituire la SP325. Ma a oggi, nessun lavoro è stato avviato.

Area Deposito 5, bonifica mai partita

Stessa sorte per l’Area Deposito 5, creata per contenere in modo temporaneo i materiali di scavo della Variante. I progetti di riqualificazione ambientale sono già approvati, ma mai attuati. Un immobilismo che preoccupa non solo dal punto di vista ambientale, ma anche per le ricadute economiche sul territorio.

Le critiche alla Regione: “Basta risposte copia-incolla”

Nel rispondere all’interrogazione, la sottosegretaria Rontini – in rappresentanza dell’assessora Priolo – ha sostanzialmente ribadito le giustificazioni storiche: costi imprevisti e criticità morfologiche del territorio. Risposte che, secondo Mastacchi, si ripetono identiche da oltre vent’anni.

“Autostrade si era già impegnata con risorse stanziate nella pianificazione precedente. Ora chiede di rifinanziare interventi già previsti? Cosa ne è stato di quei fondi?”, incalza il consigliere. E aggiunge: “Mi aspetto date precise da ASPI. I generici ‘nei prossimi sei mesi’ li sentiamo da 25 anni. Serve chiarezza. Serve rispetto per i territori e per le istituzioni”.

Mastacchi ha annunciato che presenterà una nuova interrogazione scritta per ottenere risposte documentate e cronoprogrammi certi, rilanciando la richiesta di un impegno concreto e verificabile da parte di Autostrade per l’Italia.

mercoledì 9 agosto 2023

Autostrade non mantiene i patti

Lo denuncia il consigliere regionale Marco Mastacchi

 

L’accordo fra Autostrade e Regione prevedeva che i lavori di preparazione del cantiere della galleria di Monte Mario, per la realizzazione di un by pass in alternativa alla viabilità in galleria su cui verrà attuato un importante intervento manutentivo, fossero effettuati durante le ore notturne e che i lavori non andassero oltre le  9 del mattino , ricorda Marco Mastacchi (nella foto) in una interrogazione alla Giunta regionale nella quale ricorda che numerose segnalazioni di pendolari che utilizzano l’arteria che dall’uscita Sasso Marconi Sud porta alla Nuova Porrettana, riferiscono che tale limite orario viene spesso sforato  e ciò comporta il trasferimento del traffico sulla viabilità ordinaria con notevoli disagi  per gli automobilisti, spesso ingabbiati in percorsi appesantiti dalla presenza di troppe vetture.

All’interrogazione ha risposto l’Assessore alla viabilità  Andrea Corsini ( nella foto), dopo aver chiesto chiarimenti ad Autostrade. Questa  ha spiegato che l’ultimo allungamento dei tempi di cantiere  concordato risale al mese di aprile  e che comunque, ogni volta che ciò si era reso necessario, la variazione era stata concordata con l’amministrazione comunale. 

Gli unici  interventi ancora attivi che hanno richiesto il superamento dei limiti orari concordati sono dovuti alla “somma urgenza” dovuta all’alluvione del maggio scorso che ha provocato smottamenti a monte del tracciato del by pass e diversi dissesti, costringendo a operazioni di sistemazione impegnative e veloci per consentire il transito in sicurezza quando, a settembre, si chiuderà la prima canna della galleria per avviarne il recupero.

giovedì 16 dicembre 2021

Modifiche alla viabilità tra Sasso Marconi e Cinque Cerri

 Domani, venerdì 17 dicembre, chiusura della SP 325 Val di Setta per il completamento dei lavori di manutenzione straordinaria. Lunedì 20 dicembre partono i lavori sul raccordo R43, con chiusura della sola corsia nord (direzione Sasso Marconi) 


Il Comune di Sasso Marconi informa:

Scattano da domani alcune modifiche alla viabilità che riguardano dapprima la SP 325 Val di Setta nel tratto compreso tra il capoluogo e Cinque Cerri, poi il raccordo autostradale R43 (la bretella di collegamento tra il casello in località Cinque Cerri e Sasso Marconi città).

Si comincia domani, venerdì 17 dicembre, quando, per consentire lo svolgimento di lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale, si rende necessario chiudere al traffico veicolare la SP 325 Val di Setta nei tratti interessati dagli interventi: prima quello compreso tra la rotatoria di intersezione con il casello di Cinque Cerri e l'incrocio con il Piccolo Paradiso, poi il tratto successivo fino all'incrocio con via Ziano di Sotto. I lavori, previsti per l'intera giornata a partire dalle 8.30/9 del mattino, possono essere by-passati utilizzando la viabilità alternativa, rappresentata dal raccordo autostradale R43.

A residenti, mezzi di soccorso, scuolabus e mezzi Tper sarà comunque consentito il transito nelle zone di cantiere. 

Con questi interventi, a cura di Autostrade per l'Italia, si completa di fatto la manutenzione straordinaria della Val di Setta, iniziata nei giorni scorsi con la sistemazione del manto stradale (manca solo l'illuminazione dei due sottopassi, che verrà effettuata nelle prossime settimane senza impattare sulla viabilità): interventi necessari per migliorare le condizioni di sicurezza e transitabilità della SP 325.

Terminati gli interventi sulla Val di Setta, lunedì 20 dicembre partono i lavori programmati da Autostrade per l'Italia sul raccordo R43. I lavori prevedono la messa in sicurezza della parete rocciosa e la realizzazione di un by-pass con il tracciato autostradale. Dando seguito alle richieste avanzate dai Sindaci durante l'incontro di qualche settimana fa, Autostrade ha programmato i lavori in modo da chiudere al traffico la sola corsia nord (direzione Sasso Marconi città), mentre la corsia sud resterà regolarmente aperta e verrà interessata dai lavori in un secondo momento. Da lunedì 20, per raggiungere Sasso Marconi, i veicoli provenienti da Vado/Monzuno e i mezzi in uscita dal casello autostradale di Cinque Cerri dovranno necessariamente utilizzare la SP 325 Val di Setta. 

venerdì 5 novembre 2021

Ma perché un “pedaggio maggiorato” sulla tratta bolognese di autostrada ?

Marco Mastacchi ( Rete Civica) in una interrogazione chiede chiarimenti sul perché Autostrade impone un pedaggio aggravato nella tratta autostradale bolognese

A quanto ammontano le maggiorazioni percepite da Autostrade dal 1976 ad oggi sulla tratta bolognese? Quale è il motivo per cui tali maggiorazioni non vengono ripartite sull’intera rete autostradale, come avviene in situazioni analoghe nel resto del paese, invece di colpire principalmente i cittadini della Città Metropolitana di Bologna? Fino a quando tali maggiorazioni dovranno essere sostenute?

A chiederlo, in un’interrogazione, è il consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica), che ricorda come “alle quattro stazioni dell’autostrada A14 di collegamento alla Tangenziale di Bologna (Borgo Panigale, Bologna Casalecchio, Bologna Arcoveggio e Bologna S. Lazzaro) viene applicata dal 1 gennaio 1974 una lunghezza addizionale di 6,905 chilometri e quindi una maggiorazione delle tariffa autostradale. L’accordo del 2016 per la realizzazione del Passante di Mezzo, prevede l’aggiornamento dello sviluppo dell’attuale sistema di pedaggio maggiorato per le quattro stazioni bolognesi, che quindi continuerà ad essere applicato a tutti i transiti indistintamente. È inevitabile che tali maggiorazioni penalizzino soprattutto i cittadini della Città Metropolitana di Bologna, ma anche chiunque si rechi presso il capoluogo della nostra regione, sia in entrata che in uscita dai caselli sopra menzionati”.

(Luca Molinari)


martedì 23 marzo 2021

Lavori sull’A1 Panoramica: dall’8 aprile chiusure soltanto nei week-end per ridurre i disagi ai pendolari

L’assessore Corsini: “Un buon risultato che tiene in equilibrio la sicurezza e la mobilità di chi deve percorrere ogni giorno quel tratto di strada”

Lavori in galleria Autostrada A1 PanoramicaL’autostrada A1 Panoramica, nel tratto Aglio-Roncobilaccio, dall’8 aprile prossimo resterà chiusa al traffico soltanto nei fine settimana, per snellire la circolazione nei giorni feriali e alleviare così i disagi ai pendolari. Poi dal 19 aprile i lavori di manutenzione all’interno delle gallerie proseguiranno ad infrastruttura aperta, garantendo per tutta la settimana la transitabilità in entrambi i sensi di marcia su una o due carreggiate. Stessa soluzione sarà adottata anche nelle giornate interessate dalle festività pasquali, quando i lavori saranno del tutto sospesi.

È quanto prevede il nuovo piano di cantierizzazione degli interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle gallerie sulla Direttissima, del vecchio tratto dell’A1, che ha ricevuto il via libera dall’apposito tavolo istituito nel dicembre scorso tra Regione Emilia-Romagna, Direzione di Tronco di Firenze di Autostrade per l’Italia (Aspi) e sindaci di Castiglione dei Pepoli, Monzuno e San Benedetto Val di Sambro, i tre comuni della Valle del Setta i cui residenti sono da tempo alle prese con i pesanti disagi alla circolazione stradale causati dai lavori.   

La rimodulazione del piano, messo a punto da Aspi, è frutto del lavoro di concertazione portato avanti con gli enti territoriali, con l’obiettivo di rivedere e ottimizzare l’organizzazione delle chiusure necessarie per portare a termine le improrogabili attività di controllo e manutenzione delle gallerie,  riducendo al minimo l’impatto su pendolari e residenti in un territorio che, tra lavori sulla linea ferroviaria Bologna-Prato e chiusure a ripetizione dell’A1, rischiava di finire in una sorta di “buco nero” del traffico.

 

Il nuovo piano dei lavori

Il nuovo cronoprogramma dei lavori conferma, per il mese di marzo, le chiusure del tratto Aglio-Roncobilaccio dell’A1 Panoramica dalle 22 del lunedì alle 18 del giovedì, anche in considerazione dei ridotti volumi di traffico di questo periodo per via delle limitazioni previste dalle misure anti-Covid, in vigore fino al 6 aprile. A partire da giovedì 8 aprile, invece, le chiusure verranno programmate nei fine settimana, dalle ore 22 del giovedì alle ore 6 del lunedì, per agevolare il traffico dei pendolari, preponderante nel tratto autostradale in questione. 

I cantieri resteranno sempre aperti dal 19 aprile in avanti, quando verrà assicurata la transitabilità in entrambi i sensi di marcia su una o due carreggiate.  Identica soluzione è stata studiata anche per il periodo delle festività legate alla Pasqua, in occasione delle quali resta confermata la sospensione dei lavori. 

I lavori in corso sul tratto di A1 consistono in controlli e interventi di manutenzione delle gallerie, in base alle linee di indirizzo del ministero delle Infrastrutture. Interventi che richiedono ispezioni approfondite eseguite da società specializzate esterne, con l'utilizzo di tecnologie avanzate come laser scanner e georadar.

L’accordo raggiunto segna un importante passo avanti rispetto all’attuale situazione e dimostra che vi è sempre stata da parte della Regione un’attenzione particolare nei confronti di una vallata già alle prese con altre pressanti problematiche legate alla circolazione stradale, in primis le frane. Grazie all’intesa con Aspi e alla collaborazione dei sindaci siamo riusciti a tenere in equilibrio la necessità di garantire la massima sicurezza per chi percorre quell’arteria quasi ogni giorno insieme all’esigenza, altrettanto improrogabile, di mantenere il diritto alla mobilità dei residenti. A dimostrazione che quando si lavora con spirito di squadra, i risultati si ottengono sempre”.   

Andrea Corsini assessore Infrastrutture e Mobilità

Siamo soddisfatti di aver portato avanti in questi mesi un’interlocuzione costante con i sindaci e le istituzioni del territorio. Il nostro obiettivo non può che coincidere con quello degli altri partecipanti al tavolo: permettere ai nostri utenti e cittadini di viaggiare in sicurezza lungo le tratte da noi gestite. Per raggiungerlo, occorre altresì portare avanti le attività di ispezione e manutenzione e nei tempi condivisi con il Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili, minimizzando l’impatto che i nostri cantieri possono avere sulla viabilità. Trovare soluzioni capaci di conciliare questi aspetti è spesso una sfida ardua, che questa volta è stata vinta grazie al grosso lavoro svolto fin qui, all’impegno e all’attenzione di tutti”.

Inviato da Dubbio

mercoledì 6 maggio 2020

Il tribunale di Bologna dà ragione ai residenti di Ripoli: 'I lavori per la galleria riattivarono una frana', condannata Autostrade

Variante di Valico, un milione e mezzo di danni ai residenti di Ripoli

Gli scavi una delle gallerie della Variante di Valico, il tracciato alternativo dell'A1 tra Bologna e Firenze, inaugurato nel 2015, hanno riattivato una frana che ha provocato danni alle abitazioni dei residenti. Lo stabilisce una sentenza del tribunale civile di Bologna condannando Autostrade a risarcire con circa un milione e mezzo un gruppo di abitanti nella frazione di Ripoli con le proprietà sopra al tunnel 'Val di Sambro'. E' "un importante riconoscimento della responsabilità per colpa - commentano gli avvocati Filomena Fasciano e Marco Fina, che hanno assistito i residenti - rappresenta della società Autostrade per l'Italia SpA, specie sotto il profilo dell'imprudenza", per il giudice nella scelta "di collocare il tracciato delle gallerie all'interno di un'area caratterizzata dalla presenza di frane in stato quiescente, pur a fronte della presenza, nell'area sovrastante il tracciato, del centro abitato di Ripoli".

sabato 11 maggio 2019

Frana sulla provinciale 325, i sindaci della Valle del Setta chiedono una mano ad Autostrade e Protezione Civile.

La grande frana sulla strada provinciale Val di Setta diventerà domani uno spettacolo per la Carovana del Giro d'Italia. I corridori dovranno utilizzare infatti la deviazione provvisoria che passa molto vicina alla montagna franata.


L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese informa.

I tempi per il ripristino della strada provinciale non si preannunciano brevi: nel frattempo gli enti si attivano per cercare di ridurre i disagi e soprattutto per essere preparati nel caso di ulteriori frane.

Con una lettera del 6 maggio scorso i sindaci dei comuni più direttamente colpiti dalla chiusura della strada provinciale 325 (Monzuno, Marzabotto, Grizzana Morandi, San Benedetto Val di Sambro, Camugnano e Castiglione dei Pepoli) hanno chiesto ad Autostrade per Italia l’esenzione provvisoria del pedaggio, i tra i caselli di Sasso Marconi e Rioveggio in entrambe le direzioni. L’esenzione sarebbe limitata ai residenti dei comuni interessati e servirebbe a deviare un po’ del traffico che in questo momento si riversa sulla strada comunale che collega Vado (Monzuno) con Gardelletta (Marzabotto). La strada in questione infatti non è assolutamente in grado di sostenere nel lungo periodo il passaggio di autoveicoli e ancor meno di mezzi pesanti.

Sempre il 6 maggio i sindaci Marco Mastacchi e Romano Franchi hanno fatto il punto della situazione con i tecnici degli enti coinvolti (Comuni, Unione dell’Appennino bolognese, Città metropolitana di Bologna, Regione Emilia-Romagna) con l’obiettivo di coordinare le operazioni di monitoraggio e verifica del movimento franoso. La strada è stata chiusa lo scorso 6 aprile dopo un primo, forte smottamento. La notte del 23 aprile c’è stata una successiva frana di più ampie dimensioni (almeno 60-70 metri interessati). La strada è stretta tra il monte e il fiume Setta, e questo impedisce di pensare ad una deviazione della carreggiata stradale verso l’interno: saranno necessarie indagini approfondite per stabilire quali interventi realizzare e per capire se il pendio stia tuttora “spingendo”. La situazione attuale è monitorata in tempo reale tramite una telecamera e la presenza quotidiana dei volontari di protezione civile.
Sotto controllo invece l'alveo del fiume Setta: l’area infatti è stata immediatamente ripulita dalla Regione Emilia-Romagna per evitare che un eventuale restringimento potesse provocare esondazioni nel vicino centro abitato di Gardelletta. Ovviamente saranno da pianificare interventi più incisivi prima dell'arrivo del prossimo inverno. Un crollo dello sperone roccioso, già lesionato, che grava sul fiume in corrispondenza del dissesto potrebbe rivelarsi pericoloso.

I sindaci hanno chiesto un finanziamento all’Agenzia regionale di protezione civile per le operazioni di monitoraggio e disboscamento della parte alta del versante, chiedendo altresì di spostare un finanziamento. già previsto per un precedente progetto manutentivo da parte di Città Metropolitana, in modo da ottimizzare tempi di risposta e di intervento. Si pensa anche ad un coinvolgimento dell’Università, che dispone di strumentazioni che potrebbero agevolare il monitoraggio. I responsabili degli enti torneranno a incontrarsi con cadenza ravvicinata: i tempi di ripristino della viabilità si preannunciano molto lunghi e nel frattempo occorre riqualificare la strada Comunale Vado-Gardelletta che non è geometricamente e tecnicamente adeguata al traffico proveniente dalla 325.

Contemporaneamente il Servizio Protezione Civile dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese ha aggiornato il piano di evacuazione per la frazione Gardelletta. Il piano contiene le procedure necessarie per effettuare una rapida ed ordinata evacuazione dei cittadini in caso di emergenza, predisponendo le eventuali strutture di accoglienza, le informazioni da condividere con la popolazione, il “chi fa cosa” relativo ai diversi attori: Agenzia di Protezione civile, Prefettura, Servizi tecnici regionali, Unione, Comuni, volontari, vigili del fuoco, forestali. Si ha la ragionevole convinzione di non doverlo utilizzare, ma intanto il piano di emergenza è pronto.



lunedì 31 dicembre 2018

Marchetti. “Perche' dal 2007 Autostrade non pulisce i varchi per i mezzi di soccorso a Sasso Marconi?"

Il consigliere regionale della Lega Nord, Daniele Marchetti, in una interrogazione chiede alla Regione di attivarsi per garantire la sicurezza ad automobilisti e camionisti che attraversano il tratto dell'Autosole.

di Mauro Muratori
consigliere comunale della Lega
a Casalecchio Di Reno

Come mai è dal 2007 che Autostrade per l'Italia non provvede a pulire i varchi riservati ai mezzi di soccorso nel tratto autostradale dell'Autosole che attraversa Sasso Marconi?”
A chiederlo in un'interrogazione al governo regionale è il consigliere della Lega Nord, Daniele Marchetti, che spiega: “I varchi di accesso per i mezzi di soccorso, all'altezza della Galleria Monte Mario (in località Sasso Marconi) non vengono puliti da ben 11 anni: si consideri che il tratto in questione è posto in salita, pertanto immaginiamoci i gravissimi disagi che si troverebbero a dover affrontare un'ambulanza o un camion dei Vigili del fuoco in caso di neve e ghiaccio, visto e considerato che in caso di ghiaccio anche gli autoveicoli faticano a percorrere tale salita”.

Autostrade, soggetto che dovrebbe garantire la pulizia degli ingressi riservati ai mezzi di soccorso, non sta provvedendo da troppo tempo a mantenere percorribile i varchi d’ingresso, pertanto vien da chiedersi “cosa succederebbe in caso di grave incidente? Oppure è proprio il morto che Autostrade sta aspettando prima di attivarsi?” attacca Marchetti.
Ma quello dei varchi non è il solo problema che grava sul tratto autostradale in oggetto: “Come mai, infatti, rimangono sempre aperti i cancelli che delimitano un parco, ingressi utilizzati in questo periodo ad esempio dai mezzi spargisale? Non si considerano i pericoli che potrebbero sorgere qualora attraverso quei cancelli aperti trovassero un varco per entrare sulle corsie dell'Autosole animali selvatici come i cinghiali?” aggiunge Mauro Muratori, esponente leghista da sempre attivo a Sasso Marconi.
Insomma, anche considerando quanto siano “salati” i pedaggi autostradali, l'ente gestore non ha alibi per continuare a non effettuare le manutenzioni richieste e necessarie a garantire la sicurezza di automobilisti e camionisti, ed è per questo che chiedo alla Regioni di intervenire in prima persona, in qualità di responsabile ultimo della Sanità a livello regionale, affinché Autostrade per l'Italia adempia ai propri doveri” conclude Marchetti.







giovedì 4 ottobre 2018

Variante di Valico: i sindaci di San Benedetto e Castiglione sollecitano il ministero affinché Autostrade investa sul territorio i 30 milioni previsti

Rifacimento strade, realizzazione di ponti e marciapiedi, sistemazione di movimenti franosi, riduzione del rumore: sono numerosi gli interventi che i cittadini delle aree coinvolte dai disagi per la realizzazione della Variante di Valico attendono da Autostrade. Ma l’iter di approvazione dei progetti è ancora in corso per questo i sindaci chiedono l’intervento del ministero.

L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese informa:


Sono anni che sollecitano Autostrade affinché completi i lavori a compensazione dei disagi generati dalla realizzazione della Variante di Valico, e adesso i sindaci di Castiglione dei Pepoli e San Benedetto Val di Sambro pressano il ministero perché approvi i progetti che consentano ad Autostrade di intervenire. Si tratta degli interventi relativi ai cosiddetti lotti 6 e 7 e che coinvolgono direttamente i due comuni e in particolare le frazioni di Pian del Voglio, Montefredente, Ripoli (nel comune di San Benedetto Val di Sambro) e Sparvo e Roncobilaccio (Castiglione dei Pepoli). I lavori saranno appaltati congiuntamente da Autostrade che da contratto deve realizzarli come opere compensative. C’è poi il lotto “Galleria di base” che riguarda solo Castiglione.
Complessivamente si tratta di oltre 30 milioni di interventi.
Riguardano nel dettaglio il rifacimento e dell'allargamento della strada che collega Piano del Voglio alla stazione ferroviaria, il rifacimento della strada comunale via Ca’ di Brusori, i marciapiedi di Pian del Voglio, il parco di Montefredente, interventi su diverse frane attive, la nuova strada di collegamento dal casello autostradale di Badia a Sparvo, la riqualificazione del borgo di Badia, la strada di collegamento tra Roncobilaccio e Bruscoli, il nuovo ponte sul torrente Gambellato, il marcipiedi di Roncobilaccio.
Maurizio Fabbri, sindaco di Castiglione dei Pepoli, spiega come i progetti che in questi anni l’hanno visto collaborare strettamente con il collega di San Benedetto siano pronti e in attesa di essere approvati sul tavolo del ministero, e che per questo è stato chiesto un incontro al sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e ai Trasporti Michele Dell'Orco:dopo tanti anni di lavoro serrato per riprendere in mano tutte le questioni, condividerle con i cittadini e gli enti, affrontare la giungla burocratica, siamo arrivati al momento decisivo. Chiediamo al ministero di ascoltarci e di darci una mano. Ci sono cittadini che hanno subito notevoli disagi per un'opera nazionale e hanno aspettato con responsabilità: hanno il diritto di avere quello che gli spetta".
Il sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni ricorda come poi, oltre a questi temi, ci sia un'altra questione irrisolta sul tavolo, quella dell'inquinamento acustico. “È inaccettabile che a quasi tre anni dall'apertura della variante ancora nulla sia stato fatto nei confronti delle aree per le quali è stato certificato che la rumorosità supera i limiti di legge. Sono poi state disattese le promesse di approfondimenti sul rumore diffuso che Autostrade si era impegnata a sviluppare e trasmettere a Regione e Comuni”.
Secondo Santoni gli sforamenti non sarebbero dovuti ad errori costruttivi, quanto probabilmente a qualche limite progettuale, per cui non è corretto proporre come banale soluzione la sostituzione degli infissi dei fabbricati. “Risolvere questi problemi è un dovere che le istituzioni hanno verso i cittadini, è un obbligo di legge ed è necessario per la tutela della salute delle persone: le emissioni sono sonore vanno limitate e nel caso sanzionate” conclude il primo cittadino.


sabato 11 agosto 2018

Esodo: traffico e code su autostrade in Emilia Romagna

Rallentamenti su nodo Casalecchio dove è aperta una carreggiata


Da ANSA
 
E' intenso sulla rete autostradale dell'Emilia-Romagna il traffico per l'esodo estivo, in una delle giornate previste con il 'bollino nero'.
    Uno dei punti più critici è il raccordo A1-A14 di Casalecchio dove lunedì è esplosa un'autocisterna. L'autostrada è aperta, ma si viaggia su una sola carreggiata e questo provoca rallentamenti e code a tratti da Castel San Pietro.
    Code anche sull'A14 per raggiungere la riviera romagnola, ma anche in A1, soprattutto nella zona di Modena, all'intersezione con l'A22 e nel nodo di Bologna.

giovedì 26 luglio 2018

”Adotta una corsia di destra”: scatta la campagna di Autostrade

Superare a destra in autostrada: ecco quando si può 
 
Segnalato

Si sente sola e abbandonata. Adotta anche tu una corsia di destra in autostrada”. E’ questo lo slogan lanciato da Autostrade per l’Italia in tema di sicurezza stradale in occasione dei grandi flussi per le vacanze.
Utilizzala più spesso e contribuirai anche a migliorare la sicurezza autostradale“. Sulla pagina Facebook di Autostrade per l’Italia il post per sensibilizzare l’uso della corsia di destra ha avuto tantissime condivisioni.


In autostrada capita (spesso) che occupando la corsia libera più a destra si incontri un autoveicolo più lento che marcia su una corsia più a sinistra. L’art.143 del Codice della Strada prescrive che sulle strade a due o più corsie si debba circolare sulla corsia libera più a destra. Le inosservanze sono sanzionate con il pagamento di una somma di € 38,00 e la decurtazione di 4 punti.
QUANDO E’ VIETATO IL SORPASSO A DESTRA – La violazione del sorpasso a destra si realizza quando qualcuno prosegue a zig zag. Quindi si sposta da destra a sinistra e viceversa, e cerca di utilizzare gli spazi liberi tra un veicolo e l’altro, da una corsia all’altra, per accelerare la propria marcia. Questo è vietato e sanzionato dal Codice della Strada.
IL SUPERAMENTO A DESTRA – Ma attenzione, il sorpasso è diverso dal superamento a destra che è invece consentito. Vediamo di cosa si tratta. Il superamento a destra si ha quando il veicolo più veloce sfila quello più lento sulla destra senza avere ostacoli davanti a sè e senza cambiare corsia. La Cassazione ha infatti stabilito che il superamento non è passibile di sanzione, a patto però che chi sta davanti non abbia manifestato l’intenzione di rientrare a destra. La manovra va ovviamente fatta con molta cautela, perché è molto probabile che il guidatore del veicolo più lento sia distratto.

giovedì 19 aprile 2018

Autostrade con il 'braccino corto'. Ripoli, lacerata dallo tsunami dei lavori per la galleria della 'direttissima', dovrà riqualificarsi con un solo milione.


Autostrade non si smentisce. I danni provati dai lavori per il passeggio della galleria della Variante di Valico, lavori che hanno intercettato una frana storica quiescente con immaginabile conseguenze , costeranno alla società poco più di un
milione di euro. A Ripoli il dissesto, ad Autostrade un misero conticino da saldare. Evviva la compensazione.

Ha dato notizia della novità l'Unione dei Comuni dell'Appennino che in un comunicato precisa:


Da Autostrade per l’Italia arrivano poco più di un milione e trecentomila euro per la riqualificazione di Ripoli, frazione del comune pesantemente segnata dai lavori della Variante di Valico

La mattina del 16 aprile il Sindaco di San Benedetto Val di Sambro, Alessandro Santoni, ( nella foto)  ha firmato una convenzione con Società Autostrade per la realizzazione di una serie di ulteriori interventi compensativi nella frazione di Ripoli.
Da Autostrade arriveranno infatti poco più di un milione e trecentomila euro (per l'esattezza 1.317.091,91 €) per eseguire una serie diffusa di interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana della frazione ed in particolare degli spazi destinati alla socialità.
Ripoli è stata una delle realtà che ha maggiormente risentito dei lavori di realizzazione della Variante di Valico. In concomitanza con gli scavi della galleria, che passa sotto al paese, si era infatti riattivato un movimento franoso che aveva costretto Autostrade a predisporre opere di
stabilizzazione originariamente non previste. Opere senz’altro necessarie, che avevano comportato però un impatto sul territorio pari - se non forse più accentuato - a quello generato dalla realizzazione del tracciato autostradale stesso.
La convenzione rappresenta la conclusione di un percorso avviato dall’amministrazione appena
insediata nel luglio del 2014, volta a ottenere interventi compensativi per la frazione di Ripoli,
che ha coinvolto, oltre al Comune e Autostrade, anche il Ministero dei Trasporti e la Regione
Emilia-Romagna. 
Quello raggiunto oggi è un grande risultato
commenta il Sindaco Alessandro Santoni “
per il rilancio di Ripoli, un segno positivo ed un rinnovato inizio che mi auguro possa rispondere alle aspettative di tutti i cittadini della frazione ”.
E gli amministratori comunali guardano al futuro con ottimismo non solo per questo risultato, ma anche grazie ai riscontri positivi che arrivano dal monitoraggio del versante che, anche a seguito degli interventi di stabilizzazione in corso di ultimazione, confermano come si stia procedendo in maniera concreta alla definitiva messa in sicurezza dell’area.
Speriamo si possa ricominciare a parlare di Ripoli in termini positivi,” continua Santoni,  “ossia di un posto in cui val la pena investire sia per le sue peculiarità paesaggistiche, sia per la sua vicinanza e comodità alle principali vie di comunicazione quali appunto l'autostrada e la
stazione ferroviaria lungo la linea direttissima Bologna-Firenze ”.

Ripoli in festa

lunedì 18 dicembre 2017

Habemus Casellum

E' utilizzabile sono dai possessori di Telepass. Alle 15.30 di oggi i primi automobilisti hanno iniziato a transitare attraverso i cancelli del nuovo casello.


E' stato inaugurato oggi, lunedì 18 dicembre, il nuovo svincolo di Sasso Marconi nord sull'A1. Un bel regalo di Natale per gli abitanti della Valle del Reno e del Setta. Si conta che l'apertura al traffico del casello permetterà il trasferimento in autostrada di una quota significativa del traffico proveniente dalla valle del Reno e dall'abitato di Sasso diretto a Bologna, che attualmente impegna sia la Porrettana, fortemente congestionata nelle ore di punta, che la nuova Ss.64 VAR. Si prevedono infatti, a regime, per il casello circa 10mila transiti giornalieri, di cui il 23% circa costituito da mezzi pesanti, sottratti essenzialmente alla via Porrettana storica.


I due caselli sono finalizzati esclusivamente al territorio e sono ad altissima automazione: in entrambe le direzioni sono infatti dotati di due piste riservate esclusivamente ai Telepass - previste promozioni per i residenti che sceglieranno di attivare il servizio ( sei mesi di esonero dal canone telepass e sei mesi di esenzione della tariffa telepass premium) . Dieci milioni di euro l'investimento complessivo, interamente a carico di Autostrade per l'Italia. 

La cerimonia ha avuto inizio questa mattina alla presenza dell'onorevole Andrea De Maria e del condirettore generale 'Nuove Opere di Autostrade per l'Italia, Roberto Tomasi. Il taglio del nastro è stato preceduto da una breve funzione religiosa e dalla benedizione del parroco di Borgonuovo don Massimo D'Abrosca.


Non è la soluzione di tutti i problemi,” ha detto il sindaco di Sasso Marconi Stefano Mazzetti nel suo intervento in apertura della cerimonia di inaugurazione, “ ma ne risolve parecchi. L'utilizzo è a solo telepass poiché serve a snellire il traffico”. Mazzetti ha poi ricordato che il casello è dedicato a Guglielmo Marconi e una targa lo ricorda. Il sindaco di Casalecchio di Reno, Massimo Basso, ha ricordato il beneficio che la nuova apertura in Autosole darà alla zona soprattutto in campo ambientale. 
Il sindaco di Vergato Massimo Gnudi ha sottolineato come il nuovo casello risolve i disagi dovuti allo spostamento del primo casello di Sasso Marconi dal centro cittadino a Cinque Cerri e ha rimarcato come ' la possibilità di una buona mobilità migliora la situazione generale'. L'assessore regionale Raffaele Donini ha detto: “ Questo è il risultato di un bel lavoro di squadra in linea con il progetto di riqualificazione del nodo di Bologna. E pienamente finanziato e in parte già cantierizzato come il primo lotto del nodo di Pianoro. Per il nodo di Casalecchio è stato previsto anche l'interramento della ferrovia. Infatto Ferrovie ha sottoscritto un protocollo d'intesa che l'impegna a mettere a bilancio per il prossimo anno 110 milioni da destinare a questa opera”.


Alle 15.30 i primi ingressi con qualche difficoltà: qualcuno l'ha imboccate senza il telepass e ha dovuto fare retromarcia. Gli addetti presenti hanno comunque chiarito che, qualora qualcuno si trovasse in questa situazione, può suonare per l'aiuto. 





venerdì 28 luglio 2017

Autostrade, da agosto moto e scooter pagheranno meno delle auto.

Un lettore ha inviato per la pubblicazione questo articolo de Il Sole 24 Ore. L'informazione è utile.



L'Associazione delle concessionarie autostradali (Aiscat) ha accolto la proposta del Ministero dei Trasporti di applicare una tariffa dedicata a moto e scooter, che sarà di un terzo inferiore a quella delle auto. Si potrà usufruire di questo sconto solo attraverso l'attivazione di un Telepass abbinato in esclusiva alla targa della (o delle) moto.
La misura sarà effettiva dal 1° agosto, ma dal 15 settembre 2017 diventerà operativa con rimborsi per i motociclisti che tra il 1° agosto e il 15 settembre avranno usufruito del servizio autostradale con il Telepass. Ciò per consentire a Telepass di realizzare l'adeguamento tecnologico necessario. Ne dà notizia la Federazione motociclistica italiana (Fmi), che parla di “straordinaria vittoria per il settore motociclistico”.
«I molti anni di duro lavoro da parte dei costruttori – dichiara il presidente Confindustria Ancma, Corrado Capelli – che ha visto poi aggregarsi alla battaglia la Federazione Motociclistica Italiana - finalmente ci hanno ripagato e abbiamo raggiunto un grande risultato. È la dimostrazione che quando si lavora insieme per cause giuste, gli obiettivi si conseguono. Confidiamo – prosegue Capelli – che nel prossimo futuro altre battaglie, che Confindustria Ancma porta avanti per l'industria e per i motociclisti, siano condivise in eguale modo come, ad esempio, quella di portare i 125cc in autostrada, permettere l'accesso di moto e scooter sulle corsie preferenziali, incentivare con sgravi fiscali l'uso di abbigliamento protettivo. Al centro di tutti gli sforzi e le battaglie intraprese, c'è sempre la sicurezza dei motociclisti».

lunedì 23 novembre 2015

SASSO MARCONI. AUTOSTRADE APRE IL CANTIERE PER IL CASELLO DI BORGONUOVO SULL’A1.


Dal Comune di Sasso Marconi:

L’annuncio è stato dato oggi dal sindaco della Città di Sasso Marconi Stefano Mazzetti, sul cui territorio ha sede la maggior parte delle aree di cantiere (una piccola parte ricade anche nel Comune di Casalecchio di Reno), e dai responsabili di Autostrade per l’Italia Sergio Paglione e Antonio Tosi. I lavori, affidati alla società Pavimental, prevedono la realizzazione dello svincolo autostradale di Borgonuovo e le opere di collegamento alla viabilità circostante.

La durata prevista per i lavori è di circa 15 mesi per un importo complessivo di 7,7 milioni di Euro, interamente a carico di Autostrade per l’Italia.

Concluso l’iter previsto per questo genere di interventi – ha commentato Mazzetti durante la presentazione -, entriamo nella fase esecutiva di un’opera molto attesa nel territorio a sud di Bologna. Il casello di Borgonuovo completa la funzionalità della Nuova Porrettana e, in questo modo, le imprese del nostro distretto industriale/artigianale potranno razionalizzare i trasporti, evitando lunghe code nel tratto urbano della Porrettana, con indubbi vantaggi sia per chi vive e lavora a Borgonuovo sia per chi transita in Porrettana tra Bologna e la montagna nel percorso casa-lavoro”.

venerdì 6 novembre 2015

Variante di Valico, ecco i cedimenti della galleria costruita sulla frana. Nuova perizia: Autostrade non ha considerato il rischio.


Soddisfiamo la richiesta di un lettore e pubblichiamo l'articolo di David Marceddu su la Variante di Valico, tratto  da Il Fatto Quotidiano.it

Lo studio terminato nel giugno 2015 e richiesto dal Tribunale civile di Roma individua le responsabilità della progettazione della grande opera sull'appennino bolognese. Dal 2010 gli scavi hanno fatto "muovere" il piccolo paese di Ripoli. I periti ora non hanno dubbi: scavare il tunnel più in profondità sarebbe costato di più, ma avrebbe dato meno problemi

Sia nel progetto definitivo che in quello esecutivo “non è stato considerato” che con gli scavi la frana quiescente “si sarebbe potuta riattivare”. Poteva accadere, anzi, era “sia possibile che probabile“. Ma Autostrade per l’Italia nel 2004, al momento di decidere la realizzazione della galleria Val di Sambro della Variante di valico, non mise in campo un monitoraggio sufficiente a valutare l’impatto che i lavori avrebbero avuto sulla montagna. Ad appena un giorno dalla notizia che i consulenti della Procura di Bologna hanno depositato le loro conclusioni sulla vicenda della frana di Ripoli, ecco spuntare una nuova perizia sulla stessa galleria. È uno studio terminato a giugno 2015 e richiesto dal Tribunale civile di Roma, che delinea con maggiore chiarezza le responsabilità nella progettazione dell’opera. I periti romani sembrano non avere dubbi anche su un altro punto: scavare il tunnel più in profondità sarebbe costato di più, ma avrebbe dato meno problemi. Anche perché, come si può vedere da alcune immagini (foto 2, 3) scattate all’interno della struttura prima dell’estate, il cemento presenta già delle spaccature. E l’opera non è stata ancora aperta al traffico.
Questo è solo l’ennesimo capitolo di una lunga storia finita già perfino in un film per il cinema. Dal 2010 gli scavi hanno fatto muovere il paese appenninico di Ripoli: famiglie sgomberate, una chiesa sbarrata, crepe sui muri, espropri, un viadotto della vecchia A1 che passa a monte del paese che ha iniziato a muoversi e ancora non si è fermato.
Quando il presidente del Consiglio Matteo Renzi a novembre 2014 era arrivato per l’abbattimento dell’ultimo diaframma della Val di Sambro, per i ripolesi nemmeno una parola. La grande opera, che dovrebbe unire Firenze e Bologna affiancando la A1, è attualmente il più importante cantiere nazionale, ma per questi montanari ha significato solo disagi. Intanto un’inchiesta della Procura bolognese aperta da anni non ha mai portato a nessun indagato e a trovare responsabilità penali precise.
Ora però la perizia romana mette qualche punto fermo nella vicenda. Le frane hanno riguardato non solo la parte del traforo sotto Ripoli ma tutti i 4 chilometri, compresi quelli scavati dalla Rti (raggruppamento temporaneo di imprese) Toto-Vianini-Profacta. La Rti aveva avuto in appalto da Autostrade la costruzione dei lotti 6-7 di cui fa parte la metà sud della galleria Val di Sambro (la metà nord, quella su cui poggia Ripoli, è stata scavata dalla coop Cmb). Ma quando con gli scavi sono iniziate le frane, la Rti aveva chiesto, per vie legali, ad Autostrade un adeguamento del compenso, visti i maggiori costi di scavo dovuti alle frane non previste. Ora sarà il giudice a decidere chi ha ragione nella vicenda. Contattate da ilfattoquotidiano.it, Autostrade e la Rti al momento non hanno commentato.
I periti del giudice però sembrano invece avere già alcune idee chiare. Nel luglio 2004 viene presentato il progetto definitivo della galleria (redatto da Spea, società di Autostrade) con allegata una relazione geologica, che riconosce la presenza di “estesi movimenti franosi quiescenti”, ma tranquillizza: “Il tracciato della galleria risulta sufficientemente profondo da sottopassare tali grandi frane”. Ma, secondo i periti, nel progetto definitivo non ci fu “un monitoraggio geotecnico strumentale dell’area in esame e la conseguente valutazione, in base ai risultati del monitoraggio, dell’impatto degli scavi”. Tradotto: Spea non usò strumenti tecnici (inclinometri, piezometri, elementari per qualunque geologo) indispensabili per misurare “con certezza” lo stato delle frane. Si fecero soltanto “sopralluoghi e foto-interpretazione”.
Secondo i periti del giudice di Roma anche la Rti che tra il 2007 e il 2008 fece il progetto esecutivo avrebbe dovuto “monitorare l’area”, installare inclinometri. Avrebbe dovuto farlo anche a costo di chiedere 6 mesi in più rispetto ai 6 concessi da Autostrade nell’appalto per la presentazione del progetto. Morale: sia nel progetto definitivo che in quello esecutivo “non è stato considerato” che con gli scavi la frana quiescente “si sarebbe potuta riattivare”.
Lo scorso marzo in Senato, Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade, aveva ammesso un raddoppio dei costi della Variante di valico da 3,5 a 7 miliardi di euro: “La Variante – aveva detto – è stata progettata negli anni 90 (la privatizzazione è del 1999, ndr), io non c’ero, sicuramente col senno di poi oggi la progetteremmo in maniera differente, più in galleria e più profonda”. Ora i periti del tribunale di Roma dicono che fino al 2007-2008 (ben oltre gli anni 90) un monitoraggio più approfondito avrebbe portato a scoprire che la possibile riattivazione delle frane era “sia possibile che probabile” e “che se considerata avrebbe probabilmente indotto a fare scelte progettuali diverse”.
E qui si arriva alla storia del tracciato alternativo proposto dalla Rti ed evocato in Senato anche da Castellucci (“… la progetteremmo in maniera differente, più in galleria e più profonda”). Nel 2010, quando la montagna aveva iniziato a muoversi, la Rti aveva suggerito ad Autostrade di fare un’unica galleria che comprendesse sia la Val di Sambro che la vicina Sparvo. Peraltro anche questa galleria dal 2013 è interessata da problemi di frane e di rotture del rivestimento interno ed è oggi blindata con degli avveniristici anelli d’acciaio (vedi foto 5, 6, 7, 8). La proposta era un unico tunnel che andasse più in profondità nella montagna. Ma la società di Castellucci, Autostrade, disse no.
Sarebbe stato meglio fare quella lunga galleria? Di certo, rispondono ora i periti, ci sarebbe stato un aumento dei costi complessivi dell’opera. Tuttavia “il contesto geologico e geo-morfologico” sarebbe stato meno problematico e la “durabilità” (la garanzia di durare per l’intero periodo per il quale la galleria è stata progettata) sarebbe dipesa solo da come l’opera veniva costruita e non dall’incognita delle frane.