martedì 27 ottobre 2026

Grizzana Morandi celebra l’autunno con la quinta Tartufesta e la Sagra della Mela Rosa Romana

Domenica 1° novembre mercatini, prodotti tipici, degustazioni e pranzo in piazza. La giornata sarà arricchita dal conferimento della cittadinanza onoraria alla dottoressa Fiorella Belpoggi, per il suo impegno nella ricerca biomedica e nella tutela della salute pubblica.


 

di Roberto Brusori

 

L’autunno porta con sé i colori, i profumi e i sapori più autentici dell’Appennino bolognese. È la stagione delle sagre e delle fiere dedicate ai prodotti del territorio, dai frutti del sottobosco alle specialità della tradizione contadina. Tra gli appuntamenti più attesi torna a Grizzana Morandi la quinta edizione della Tartufesta e Sagra della Mela Rosa Romana, in programma domenica 1° novembre, con iniziative per tutta la giornata a partire dalle ore 9. 

La manifestazione sarà un’occasione per riscoprire le eccellenze gastronomiche locali e valorizzare le tradizioni che caratterizzano questo angolo dell’Appennino. Protagonista sarà la Mela Rosa Romana, varietà antica e simbolo della frutticoltura del territorio, apprezzata per le sue caratteristiche e per il forte legame con la storia agricola delle comunità montane. 


Per tutta la giornata saranno presenti mercatini con frutta, prodotti tipici e specialità locali. Non mancheranno degustazioni e preparazioni legate alla cucina tradizionale, espressione di una cultura contadina che per generazioni ha portato sulle tavole piatti semplici, genuini e realizzati con le risorse del territorio. 

Tradizioni che oggi vengono riscoperte e valorizzate anche dalle nuove generazioni, sempre più attente alla qualità delle produzioni locali e alla conservazione del patrimonio gastronomico dell’Appennino. 

A completare l’atmosfera autunnale ci saranno le immancabili caldarroste e il vin brulé, mentre per il pranzo è prevista una proposta in piazza realizzata in collaborazione con l’associazione Il Casale. 

La Tartufesta e la Sagra della Mela Rosa Romana si confermano così un momento di incontro per residenti e visitatori, tra convivialità, promozione dei prodotti locali e riscoperta delle tradizioni che contribuiscono a mantenere viva l’identità del territorio. 

La giornata avrà anche un importante momento istituzionale. Nel corso della manifestazione, il Consiglio comunale di Grizzana Morandi si riunirà in seduta straordinaria per conferire la cittadinanza onoraria alla dottoressa Fiorella Belpoggi, in riconoscimento del suo impegno nella ricerca biomedica, nella tutela della salute pubblica e nella divulgazione scientifica, con particolare attenzione alla prevenzione e al rapporto tra ambiente e salute. 

La proposta di conferimento è stata avanzata dalla Pro Loco Grizzana Morandi APS e dall’associazione Mela Rosa Romana, con l’intento di riconoscere il valore del lavoro svolto dalla ricercatrice in ambiti di grande rilevanza scientifica e sociale. 

Il riconoscimento rappresenta uno dei momenti centrali del programma e affianca alla valorizzazione delle tradizioni locali un’occasione di attenzione verso la ricerca e la sensibilizzazione sui temi della salute. 

La manifestazione sarà anche un invito, per grandi e piccoli, a riscoprire la bellezza dell’Appennino in autunno: i suoi paesaggi, i colori dei boschi, i prodotti della terra e le comunità che continuano a custodirne le tradizioni. 

Grizzana Morandi è del resto un luogo profondamente legato alla figura del pittore Giorgio Morandi, che trascorse qui periodi di vacanza e trovò nei paesaggi circostanti una fonte d’ispirazione per la propria ricerca artistica. Un legame che ha contribuito a rendere il territorio riconoscibile ben oltre i confini locali. 

Tra sapori, cultura, natura e memoria, la quinta Tartufesta e Sagra della Mela Rosa Romana si prepara dunque a celebrare l’identità di Grizzana Morandi, offrendo ai visitatori un’intera giornata dedicata alle eccellenze e alle storie dell’Appennino bolognese. 

Maxi operazione antidroga della Guardia di Finanza: 15 arresti e sequestri per oltre 16 milioni di euro

Indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna: nel mirino un’organizzazione dedita al traffico di cocaina e una rete per il riciclaggio dei proventi illeciti. Sequestrati 23 immobili, terreni, veicoli, denaro contante e beni di lusso.



Maxi operazione della Guardia di Finanza contro il traffico di sostanze stupefacenti e il riciclaggio dei proventi illeciti. I finanzieri del Comando provinciale di Rimini, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Bologna, hanno eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare in carcere e un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un valore complessivo superiore a 16 milioni di euro.

L’operazione ha coinvolto anche i Comandi provinciali della Guardia di Finanza di Bologna, Foggia, Forlì-Cesena, L’Aquila, Ravenna e Verona, con il supporto del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (SCICO), del Gruppo investigativo criminalità organizzata (GICO) di Bologna e il coordinamento della Direzione centrale per i servizi antidroga (DCSA).

Nel procedimento risultano indagate complessivamente 35 persone per ipotesi di reato legate, a vario titolo, all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Per sei indagati vengono inoltre contestate, nell’ambito di una distinta ipotesi associativa, condotte riconducibili a usura, trasferimento fraudolento di valori, ricettazione, riciclaggio ed esercizio abusivo di attività finanziaria. Le contestazioni non riguardano necessariamente tutti gli indagati per ciascuna delle ipotesi di reato.

Secondo la ricostruzione investigativa, le indagini avrebbero permesso di delineare l’attività di due distinte associazioni: la prima, finalizzata all’acquisto di ingenti quantitativi di cocaina da immettere sul mercato clandestino, con particolare riferimento alle piazze di spaccio di Rimini e delle province limitrofe; la seconda, dedita al reinvestimento, al riciclaggio e al reimpiego dei profitti derivanti dal traffico di droga.

L’attività investigativa si è rivelata particolarmente complessa a causa delle precauzioni adottate dagli indagati, che avrebbero utilizzato documenti d’identità falsi, telefoni criptati e autovetture dotate di doppi fondi per occultare e trasportare la droga.

Nel corso di circa un anno, gli investigatori avrebbero ricostruito l’importazione di quantitativi di cocaina superiori a 54 chilogrammi. Di questi, 13 chilogrammi sono stati sequestrati in Italia tra gennaio e agosto 2025, contestualmente all’arresto in flagranza di tre persone.

Tra gli episodi ricostruiti figurano il ritrovamento di due chilogrammi di cocaina nascosti in un’intercapedine ricavata all’interno di un’automobile, di altri sette chilogrammi nel frigorifero di un’abitazione e di ulteriori quattro chilogrammi occultati nello scafo di una nave cargo attraccata al porto di Ravenna.

Una seconda fase dell’indagine si è concentrata sulla ricostruzione dei patrimoni riconducibili agli indagati e sull’individuazione delle attività attraverso cui sarebbero stati reinvestiti i proventi illeciti del traffico di stupefacenti.

Gli accertamenti economico-patrimoniali hanno consentito di individuare beni per un valore complessivo superiore a 16 milioni di euro, sottoposti a sequestro preventivo in vista dell’eventuale confisca.

Il provvedimento ha riguardato 23 immobili, due terreni, orologi e monete da collezione, 321.000 euro in contanti, nove autovetture e tre motocicli.

L’obiettivo dell’intervento patrimoniale è sottrarre alla disponibilità degli indagati le ricchezze ritenute riconducibili alle attività illecite, impedendone l’ulteriore impiego o trasferimento.

L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto al traffico di stupefacenti e nella tutela della legalità economico-finanziaria, attraverso indagini dirette non soltanto a ricostruire le attività criminali, ma anche a individuare e aggredire i patrimoni accumulati illecitamente.

Il sequestro dei beni, anche quando si tratta di immobili, veicoli e altri beni rifugio, assume una particolare rilevanza nella strategia di contrasto alla criminalità organizzata, perché mira a colpire le risorse economiche che alimentano le attività illegali e, in caso di confisca definitiva, può consentirne la restituzione alla collettività.

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Per tutte le persone coinvolte vale pertanto la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva. Le responsabilità individuali dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario.

La diffusione delle informazioni è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Bologna, nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo n. 188/2021 e in considerazione dell’interesse pubblico alla conoscenza dei fatti.

Lago di Castel dell’Alpi, al via i lavori di esvaso

 Intervento per la sicurezza idraulica e la tutela ambientale: in corso le operazioni preliminari per rimuovere i sedimenti accumulati nel bacino dopo gli eventi meteorici del 2023 e del 2024. L’obiettivo è preservare il lago e migliorarne la fruibilità in vista della stagione 2027.



Sono iniziati a San Benedetto Val di Sambro i lavori preliminari all’esvaso del Lago di Castel dell’Alpi, finalizzati alla rimozione di diverse migliaia di metri cubi di sedimenti accumulatisi nel bacino, soprattutto in seguito agli eventi meteorici eccezionali del 2023 e del 2024.

L’intervento punta a contrastare il progressivo interramento del lago, un fenomeno naturale accentuato negli ultimi anni dal trasporto di materiali solidi a valle delle precipitazioni più intense. L’obiettivo è tutelare l’equilibrio ambientale e paesaggistico del bacino, uno dei luoghi più conosciuti dell’Appennino bolognese, e preservarne la fruibilità.

In questa prima fase il livello dell’acqua è stato abbassato per consentire lo svolgimento delle operazioni. Nei prossimi giorni sarà quindi possibile vedere i mezzi d’opera impegnati nella rimozione dei materiali all’interno del bacino di prelago.

Il progetto si inserisce nelle attività di manutenzione e valorizzazione del lago, con l’obiettivo di arrivare alla stagione turistica 2027 con un bacino interessato da un intervento mirato alla gestione dei sedimenti e alla conservazione delle sue caratteristiche naturali.

Il sindaco di San Benedetto Val di Sambro, Alessandro Santoni, sottolinea il valore ambientale e territoriale dell’intervento, evidenziando il sostegno della Struttura commissariale attraverso le risorse messe a disposizione. La rimozione dei sedimenti, osserva il primo cittadino, rappresenta un passaggio necessario per affrontare le criticità legate all’interramento e proseguire il lavoro di tutela e valorizzazione del lago.

Anche l’assessore comunale al Turismo, Alessio Santi, richiama l’importanza del bacino per l’attrattività del territorio e per le attività locali, oltre che per il suo valore naturalistico. La disponibilità di una risorsa idrica come quella di Castel dell’Alpi, sottolinea l’assessore, costituisce un patrimonio da preservare nel tempo.

L’intervento rappresenta dunque un’azione concreta di manutenzione del patrimonio ambientale locale. La gestione dei sedimenti e la cura del bacino saranno importanti per conservarne le caratteristiche paesaggistiche e consentire a residenti e visitatori di continuare a frequentare il lago, una delle mete naturalistiche dell’Appennino bolognese.

Casalecchio di Reno capitale del dialogo interculturale: due giorni di confronto con la rete delle città italiane

 Oggi, martedì 27 e mercoledì 28 ottobre la Casa della Solidarietà ospita il meeting della Rete italiana Città del Dialogo. Al centro dei lavori, inclusione, valorizzazione delle diversità e contrasto a stereotipi e disinformazione.



Casalecchio di Reno si prepara ad accogliere due giornate di confronto sulle politiche interculturali, sul valore della diversità e sulle strategie per promuovere l’inclusione. 

Oggi, martedì 27 e mercoledì 28 ottobre, la Casa della Solidarietà ospiterà il meeting della Rete italiana Città del Dialogo, il network che riunisce 32 città impegnate nella promozione del dialogo interculturale e nella partecipazione attiva delle diverse comunità alla vita cittadina.

Gli incontri si svolgeranno nella Sala Foschi e coinvolgeranno amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, esperti e realtà della società civile, con l’obiettivo di condividere esperienze e individuare strumenti efficaci per valorizzare la diversità culturale come risorsa per le comunità. L’iniziativa si svolge in collaborazione con il Servizio LInFA del Comune di Casalecchio di Reno.

La Rete italiana Città del Dialogo aderisce al programma Intercultural Cities (ICC) del Consiglio d’Europa, che accompagna oltre 150 città nel mondo nella progettazione e nell’attuazione di politiche interculturali. Nata nel 2010, la rete italiana è la più numerosa tra quelle nazionali aderenti al programma ed è coordinata tecnicamente, dal 2019, da ICEI – Istituto Cooperazione Economica Internazionale.

Il tema centrale del meeting sarà il ruolo delle narrazioni sulla diversità nella costruzione del consenso attorno alle politiche pubbliche interculturali. In un contesto caratterizzato dalla polarizzazione del dibattito e dalla diffusione di notizie false, le città partecipanti si confronteranno sulle modalità per comunicare efficacemente il valore dell’incontro tra culture e contrastare pregiudizi, stereotipi e discriminazioni.

Le due giornate offriranno l’occasione per mettere a confronto esperienze, strumenti e buone pratiche maturate nei diversi territori, con particolare attenzione alla capacità delle amministrazioni di favorire la convivenza, la partecipazione e il senso di appartenenza alla comunità.

Ad aprire i lavori, martedì 27 ottobre, saranno i saluti istituzionali del sindaco di Casalecchio di Reno, Matteo Ruggeri, seguiti dagli interventi dei rappresentanti del Consiglio d’Europa e di ICEI. Per l’amministrazione comunale interverranno anche Mario Vanelli, assessore al Welfare, e Annamaria Ramazza, assessora alle Pari Opportunità.

Per il Consiglio d’Europa sarà presente Rita Marascalchi, responsabile dell’Unità per l’Inclusione e l’Integrazione Interculturale, che tornerà a intervenire anche mercoledì 28 ottobre per approfondire la riforma del programma Intercultural Cities.

La prima giornata proseguirà con momenti di approfondimento e confronto collettivo, fino a una tavola rotonda dedicata alle esperienze e alle pratiche che favoriscono la convivenza interculturale.

Mercoledì l’attenzione si sposterà sulle prospettive del programma europeo e sul futuro delle attività della Rete. In calendario anche un laboratorio dedicato alle narrazioni nei diversi contesti territoriali, seguito da un momento conclusivo di condivisione tra le città partecipanti.

Con la partecipazione alla Rete Città del Dialogo, Casalecchio di Reno rafforza il proprio impegno in un percorso nazionale ed europeo volto a promuovere politiche pubbliche capaci di riconoscere e valorizzare le differenze, sostenere la coesione sociale e garantire a tutte e tutti opportunità di partecipazione alla vita della comunità.

Il meeting rappresenta così un’occasione per ribadire il ruolo delle amministrazioni locali nella costruzione di società più aperte e inclusive, nelle quali il dialogo tra culture non sia soltanto un principio, ma una pratica concreta della vita quotidiana.

lunedì 26 ottobre 2026

Rifiutologo o burla? Quando il servizio si ferma in collina

A Sasso Marconi un cittadino denuncia il mancato ritiro dei rifiuti abbandonati sul proprio terreno: «Pago regolarmente la Tari, ma il servizio non arriva fin qui»



Sconsolato e con un crescente senso di impotenza, un cittadino di Sasso Marconi, residente in collina, racconta la propria delusione nei confronti di Hera. La sensazione, riferisce, è quella di essere considerato un utente di serie B, pur dovendo rispettare tutti gli obblighi previsti per quelli di serie A.

Da tempo, infatti, denuncia il continuo abbandono di sacchi di rifiuti sul proprio terreno, che costeggia una strada comunale. Gli accumuli arrivano talvolta fin nei pressi dell’abitazione, attirando animali selvatici e creando potenziali rischi e disagi. Una situazione che desta particolare preoccupazione anche per la presenza in famiglia di una bambina piccola.

Per questo aveva accolto con favore l’introduzione dell’app Rifiutologo, lo strumento pensato per segnalare i rifiuti abbandonati e richiederne la rimozione da parte di Hera. Quando ha individuato alcuni sacchi lasciati recentemente in un anfratto vicino alla strada comunale, ha quindi seguito le indicazioni dell’applicazione e contattato il servizio competente.

La risposta ricevuta, tuttavia, è stata tutt’altro che soddisfacente. Dopo aver richiesto le coordinate precise del luogo, gli operatori avrebbero comunicato che il servizio di ritiro non è previsto per quella zona collinare, nonostante il punto segnalato sia comodamente raggiungibile e disti appena tre chilometri dal centro cittadino.

Una risposta che ha lasciato il residente amareggiato e irritato.

La questione solleva un interrogativo legittimo: perché un servizio di igiene ambientale dovrebbe risultare meno accessibile proprio a chi collabora alla tutela del territorio e adempie ai propri obblighi? La pulizia dell’ambiente non dovrebbe essere garantita anche nelle zone collinari, purché accessibili, senza creare disparità tra cittadini in base alla loro residenza?

È possibile che Hera affidi a soggetti esterni una parte delle attività operative, ma ciò non esaurisce la questione. Il cittadino si aspetta che il gestore verifichi anche le modalità con cui il servizio viene concretamente erogato, affinché le prestazioni promesse corrispondano alle esigenze del territorio.

Quando un’applicazione invita a segnalare i rifiuti abbandonati, ma la richiesta di intervento viene respinta per ragioni legate alla localizzazione, il rischio è che la fiducia nello strumento e nel servizio venga meno.

Il Rifiutologo è dunque un aiuto concreto per mantenere pulito il territorio o rischia di trasformarsi in una promessa disattesa? Per il residente di Sasso Marconi, la risposta passa da un chiarimento di Hera e, soprattutto, da una soluzione concreta al problema dei rifiuti abbandonati in collina.