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sabato 4 giugno 2016

Sasso Marconi. La vicenda della 'Casa della Salute': è ancora mistero.

Pietro Fortuzzi non nasconde la sua irritazione: l'interrogazione con cui chiedeva conferma su fatti che sarebbero avvenuti nella Casa della Salute di Sasso Marconi e tali da 'mandare all'ospedale' una delle operatrici della struttura non ha avuto risposta dalle istituzioni cui l'ha rivolta, la giunta comunale di Sasso Marconi e quella dell'Unione dei comuni di cui Sasso Marconi fa parte. Una discussione fra operatori sarebbe degenerata e si sarebbe venuti alle mani. Unica risposta è stata data dall'Asl che in una lettera in sostanza ammette il fatto, ma precisa che si sta ancora indagando per individuare eventuali responsabilità.

“Su fatti avvenuti quattro mesi fa e supportati da certificati medici, si sta ancora indagando?” si chiede il consigliere Fortuzzi.” Colei che è andata all'ospedale è certamente interrogabile. E' forte il sospetto che si voglia insabbiare la vicenda e stoppare me con una risposta 'non protocollata, senza data e piuttosto evasiva'. Invece la chiarezza e la trasparenza è un obbligo delle istituzioni e non potranno evitare tale obbligo. Il tentativo di allungare l'iter perchè nel frattempo si dimentichi è evidente, ” conclude e preannuncia comunque ulteriori sollecitazioni per avere le risposte esaurienti. 

Le interrogazioni riproposte da Fortuzzi: 



 La risposta dell'Asl:

 

lunedì 11 giugno 2012

Forse non è un miracolo, ma sicuramente è un mistero.


Sorprendente rivelazione del parroco di Sasso Marconi don Dario Zanini durante la funzione religiosa del Corpus Domini.
A due anni dall’accaduto, ha raccontato che durante la Messa del 13 giugno 2010, al ritorno all’altare dopo la distribuzione ai fedeli delle ostie consacrate per la comunione si è accorto di una macchia rossa sul tovagliolo (il corporale) tra il calice e il piattino  che,  si è detto sicuro, non c’era prima. Si è rivolto ai due ministri che lo coadiuvavano in quel momento e anche loro hanno convenuto che prima della distribuzione delle ostie il Corporale era perfettamente pulito. E neanche qualcuno di loro aveva qualche ferita o taglio da cui potesse essere sgorgato del sangue, perché di questo proprio sembrava trattarsi. Neppure  poteva essere una macchia di vino poiché nelle funzioni religiose si usa il vino bianco. Il pensiero è andato subito al mistero del sangue di Cristo sull’altare al momento della consacrazione.
Finita la celebrazione della Messa don Dario ha raccolto il tovagliolo e le due tovaglie che ricoprivano l’altare anch’esse macchiate in corrispondenza della prima macchia. Poi, nei giorni successivi, l’ha fatta analizzare da un pool di esperti universitari che si occupano anche delle analisi in caso di delitti. La relazione che gli hanno inviato stabilisce che non trattava di sangue umano. Don Dario non ha parlato di miracolo ma solo di ‘mistero’ in quanto non ci si è riusciti a spiegare in alcun modo da dove potesse essere arrivata quella singolare macchia. Ora il corporale e le altre due parti di tovaglie sono state disposte in un quadro ed esposte sul leggìo perché i fedeli si possano rendere conto della concretezza delle dichiarazioni di Don Dario. Il sacerdote ha poi concluso dicendo: “Il tutto verrà conservato nell’archivio parrocchiale, anche se non si può parlare di miracolo poiché non vi sono prove. E’ comunque un fatto che ci colpisce molto e ci coinvolge e per questo vogliamo conservarlo”.