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venerdì 11 luglio 2025

Appennino sempre più marginalizzato: scuole, servizi e ospedali nel mirino. Il silenzio dei Sindaci è assordante

Preoccupa il futuro della scuola elementare di Fontana a Sasso Marconi 



di Erika Seta (Coord. Reg. Azzurro Donna)
e Mariela Fuentes (Resp. Appennino Azzurro Donna)

Il modus operandi del Partito Democratico nei nostri territori è ormai consolidato: quando una notizia inizia a circolare, la decisione è già stata presa. A seguire arrivano le assemblee pubbliche, presentate come momenti di confronto, ma che in realtà servono solo a legittimare scelte già definite.

Nel caso della possibile chiusura della scuola primaria di Fontana, emergono elementi di forte preoccupazione. La chiusura di un presidio culturale e sociale come una scuola costringerebbe bambini molto piccoli a spostarsi verso plessi più lontani, con evidenti disagi per le famiglie e un aggravio sul traffico locale. Si tratta di una scelta che mostra scarsa attenzione alle politiche familiari e, soprattutto, comunica ai bambini che la loro comunità non si prende cura di loro.

Ma il problema è ben più ampio. La chiusura della scuola è solo l’ultimo segnale di una più generale strategia di impoverimento dell’Appennino. Si susseguono infatti la soppressione di sportelli bancari, la già avvenuta chiusura del Pronto Soccorso del primo Appennino, e ora si rincorrono voci sulla possibile chiusura dell’Ospedale di Vergato, che verrebbe trasformato in un centro per malati cronici, con conseguente trasferimento del personale medico.

Di fronte a questo scenario desolante, ciò che sorprende – e amareggia – è il silenzio totale dei Sindaci del territorio. Hanno taciuto, e poi finito per appoggiare, scelte già compromesse sin dal momento in cui venivano promesse. Hanno accettato la chiusura del Pronto Soccorso di Vergato, e oggi proseguono in un silenzio che legittima l’inesorabile declino dell’Appennino.

lunedì 6 febbraio 2023

Marta EVANGELISTI (FDI): “In arrivo 47 milioni di euro per la digitalizzazione degli istituti scolastici del bolognese”

 Domande entro il 10 febbraio


 Il Governo ha destinato con  fondi PNRR 47 milioni di euro da investire nella digitalizzazione degli istituti scolastici bolognesi. È una opportunità importante per le scuole di ogni ordine e grado della provincia poter accedere a fondi rivolti alla migrazione in cloud della gestione dei dati ed al rifacimento dei rispettivi siti internet.

Affinché gli istituti possano partecipazione, occorre accedere ai due avvisi presenti sul sito Padigitale2026.

Per partecipare agli avvisi pubblicati dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, strutturati di concerto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, è fissata la data del 10 febbraio come termine ultimo. 

La partecipazione ai bandi rappresenta una occasione irrinunciabile per le scuole bolognesi, che mira a favorire gli studenti, il personale scolastico e le famiglie.

giovedì 5 agosto 2021

Preoccupazione per il Fantini di Vergato



Il consigliere della Città Metropolitana Marta Evangelisti invia:

 


“Da notizie apprese in questi giorni pare 
 che  saranno applicati tagli all’ Istituto di Istruzione Secondaria “Luigi Fantini” di Vergato: nonostante infatti le dichiarazioni rese dalla classe dirigente nazionale e regionale in merito al PNRR, non vi saranno le promesse maggiori risorse, almeno in termini di spazi e personale.

Dopo il trascorso anno di emergenza pandemica, durante il quale i risultati parlano chiaro a favore dell’Istituto Fantini, l’Ufficio Scolastico Provinciale non pare aver concesso l’organico per il corso serale. Questa scelta risulta inaccettabile perché spetterebbe di diritto in base ai numeri degli iscritti, e secondariamente perché la mancata assegnazione di personale per il corso serale comporta due opzioni: o chiudere il corso – con un danno inestimabile per la funzione sociale che svolge nella zona montana – o garantirlo solo in parte con le risorse del diurno, che ne risulterebbe ovviamente privato.

Ed ancora l’USP,  pare che invece di sostenere la scuola nell’abolizione delle “classi pollaio”, non abbia concesso la terza sezione per la prima liceo (considerata anche la presenza di ragazzi disabili) e ha accorpato, a partire dall’anno scorso, diverse classi, con il risultato che attualmente al Fantini molte aule sono affollatissime (28-30 studenti). 

È del tutto evidente come detta condizione oltre ad essere pregiudizievole per la didattica, soprattutto nelle classi del primo biennio, non permetterà una condizione di maggior sicurezza in caso di ripresa della pandemia, oltre a destare riserve rispetto alla effettiva realizzazione delle attività finalizzate all’inclusione. Infine occorre stigmatizzare come la mancanza di spazi dedicati ha determinato, già dallo scorso anno, la sospensione di tutte le attività laboratoriali che rappresentano per gli studenti con disabilità più complessa, l’ occasione di incontro e condivisione con i compagni. 

Ma la mancanza di spazi grava in generale sulla didattica ordinaria di tutte le classi, non solo per il sostegno: il record di iscrizioni raggiunte quest’anno è un aspetto da considerarsi positivo per tutta  la valle del Reno. 

Auspico quindi che la Città metropolitana, nella persona del Consigliere delegato, sappia trovate adeguate soluzioni, con magari 

la concessione di vani di bioedilizia per dotare l’Istituto di almeno due/tre  aule in più ma anche in termini di ripristino delle risorse umane di organico oggi sospese, attivandosi in tutte le sedi e con tutte le modalità necessarie affinché vengano riconosciute le condizioni per continuare la progettualità formativa a sostegno del territorio”.

 

 

giovedì 6 agosto 2020

L' opposizione propositiva della Lega per la Nuova Scuola di Sasso Marconi

Il leghista Mauro Muratori ( nella foto), capogruppo del centro destra in Consiglio Comunale di Sasso Marconi, ha inviato la posizione della sua formazione politica sul discusso 'progetto di Nuove Scuole' del capoluogo con la precisazione: “Il rilancio della LEGA in opposizione si differenzia da tutti”.

La nota di Muratori:


Negli ultimi giorni si parla molto delle Scuole Nuove, la proposta di abbandonare il vecchio progetto di Polo Scolastico e realizzare, in alternativa, una nuova Scuola Media che completerebbe ottimizzandola, secondo i proponenti, l'offerta scolastica del capoluogo. Molti sono per il sì ma tanti altri per il no.
Capiamo bene che i soldi per il polo scolastico da realizzarsi nell'area ex METALPAST non ci sono (anche se in passato la proposta è stata usata per propaganda elettorale), capiamo bene che costruire su un parcheggio ( quello di fianco all'attuale Scuola Media) e chiudere una strada ( il tratto della vecchia Porrettana fra via Garibaldi e Viale Nuovo) nel centro cittadino comprometterebbe la viabilità già difficoltosa e il commercio già in crisi, ma crediamo anche che una nuova scuola sia necessaria, perciò noi rilanciamo:
Costruiamo pure la scuola nel parcheggio, ma facciamo il parcheggio sotterraneo proprio sotto alla scuola. Non chiudiamo la Porrettana, ma facciamo un sottopasso per l'attraversamento in assoluta sicurezza dei bambini che si devono spostare da una parte all'altra della statale.
Riqualifichiamo la strada e i marciapiedi, lasciando uno spazio per l'edicola che c'è!
Cosi facendo, si costruirebbe la scuola nuova che serve, non si chiuderebbe la strada garantendo
almeno l'attuale mobilità veicolare e non si eliminerebbe un parcheggio utilissimo per il centro. Unico disagio, i tempi per i lavori.

Ma non è tutto, alla ex Metalplast dare la possibilità ad un privato di costruire qualcosa, tipo un'acqua park, una cittadella dello sport che non interferisca con gli sport già esistenti sul territorio, o altro che attiri gente, naturalmente con un bel parcheggio!

sabato 11 gennaio 2020

Il Fantini di Vergato, una eccellenza: scuola 'di provincia, ma non provinciale'

L’Istituto superiore Fantini è uno dei migliori della Città metropolitana di Bologna: lo attesta la ricerca Eduscopio e lo conferma il numero crescente di studenti che lo scelgono preferendolo ad altre scuole più vicine

di Carmine Caputo

C’è molta soddisfazione tra i docenti dell’Istituto Superiore Luigi Fantini di Vergato: i recenti risultati di Eduscopio infatti l’hanno premiato, considerandolo il terzo liceo di scienze applicate della Città metropolitana bolognese dopo il Copernico e il Sabin (anche se Eduscopio più che per province ragiona per distanze in km), collocandolo davanti a scuole molto note di Bologna come il Malpighi il Fermi. Altro ottimo risultato nel settore tecnico-economico dove il corso “amministrazione finanza e marketing” si colloca al terzo posto tra le scuole che offrono maggiori possibilità lavorative in Città metropolitana dopo l’Archimede di San Giovanni in Persiceto e lo Scappi di Castel San Pietro, davanti a istituti blasonati come il Tanari o il Salvemini. Eduscopio è il progetto della fondazione Agnelli, giunto alla sesta edizione, che realizza una classifica degli istituti superiori italiani basandosi sui risultati dei neodiplomati al primo anno di Università e analizzando inoltre in quanti riescono dopo, il diploma professionale, a ottenere un impiego.

Il polo di Vergato, oltre al liceo e alle scuole finanziarie, offre anche corsi per geometri e professionali per grafici pubblicitari. Quest’ultimo è il corso più apprezzato in termini di iscritti, mentre è un po’ in crisi il corso per geometri, ma in questo caso il problema è di respiro nazionale. Crescono in generale gli iscritti: da 50, 60 neo-iscritti che si registravano fino a cinque anni fa si è passati nel 2019 al record di 104 iscrizioni: in tutto gli studenti sono 470 e oltre al bacino della Valle del Reno tra le zone di provenienza si registra da Pavana (nel Pistoiese), Borgonuovo, fino a qualcuno che viene dalla Valle del Setta e persino da Casalecchio.

Rispetto ai numeri delle grandi città l’istituto rimane piccolo, e questo è in fondo la sua forza: le classi non sono molto numerose, i ragazzi sono molto seguiti e sono offerti loro anche corsi pomeridiani come quello di teatro, inglese con una madrelingua, sport, patente europea informatica, fino addirittura ad un salotto letterario durante il quale gli studenti possono discutere delle loro letture.

Il tutto finanziato unicamente con i contributi dei genitori, di 100 euro l’anno, che le famiglie però pagano volentieri perché la scuola ha un bilancio sociale trasparente che illustra chiaramente come vengono investiti i soldi. I contributi non sono richiesti invece a coloro che frequentano le scuole serali e possono essere adulti alla ricerca di lavoro. E poi ancora grazie alla psicologa di istituto i nuovi iscritti sono accolti per quattro giorni a settembre, prima dell’inizio delle lezioni, per ripassare, prendere confidenza con l’ambiente, giocare insieme, conoscere i loro tutor tra gli studenti più grandi.

A dx, il sindaco di Vergato Argentieri
Una scuola insomma che ci tiene ad essere di provincia, ma non provinciale, come spiega la professoressa Sara Ragno ( al centro nella foto): «La montagna è un territorio disagiato, per questo l'istituto, che ha il personale per essere aperto fino alle 10 di sera per i corsi serali, ha pensato di riempire di attività culturali tutta la giornata. L'alternanza scuola-lavoro funziona bene perché conosciamo il territorio, l'anno scorso tre miei studenti sono stati assunti dopo il diploma. I professori lavorano qui volentieri, stiamo attenti alla didattica: dall'anno prossimo sostituiremo il francese come seconda lingua con lo spagnolo, mentre stiamo pensando di reintrodurre il latino nel liceo scientifico, almeno nel biennio, aggiungendo qualche ora».
Altro servizio molto apprezzato è quello dei viaggi all’estero: grazie all’organizzazione dell’istituto infatti ogni anno una quindicina di ragazzi (ma i numeri sono in crescita) studia per un paio di settimane in un college: dopo Dublino e Londra, quest’anno sarà la volta di Edimburgo, e le famiglie – che in questo caso pagano i costi della vacanza – dimostrano di apprezzare molto questa opportunità. 

Il dirigente scolastico è Dario Alfieri ( a sinistra nella foto in alto) è arrivato da poco tempo ma si è subito integrato senza difficoltà: «Siamo orgogliosi della capacità di essere all'avanguardia e di proporre una didattica di grande valore. La nostra non è una scuola grande, per questo riusciamo a seguire con grande passione ogni ragazzo. Abbiamo molta attenzione per la persona e per tutti gli aspetti della crescita dell'individuo».


venerdì 9 novembre 2018

Al via gli Open Day degli Istituti superiori di Bologna

Le informazioni sul sito 'La scuola che voglio'
Studenti a scuola

Marco segnala:

Si sta delineando il calendario degli Open Day degli Istituti superiori di Bologna e del territorio metropolitano. Le scuole fino a gennaio apriranno le porte a genitori e futuri alunni per farsi conoscere e (dunque) scegliere, in vista del prossimo anno scolastico.
Domani, sabato 10 novembre, il via con le visite all'Istituto Keynes di Castel Maggiore e al Ferrarini di Sasso Marconi; sabato 17 novembre sarà la volta degli Istituti, Aldini-Valeriani, Crescenzi-Pacinotti-Sirani e Galvani di Bologna, Paolini-Cassiano di Imola, Rambaldi-Valeriani-Alessandro da Imola, degli Istituti Serpieri e Noè di Loiano e del Giordano Bruno di Budrio.
Mercoledì 14 novembre sarà visitabile l'Istituto Archimede di San Giovanni in Persiceto. Domenica 18 novembre porte aperte all'Istituto Montessori Da Vinci di Porretta Terme. Martedì 20 novembre si potrà visitare l'istituto Laura Bassi di Bologna. Sabato 24 novembre sarà la volta degli Istituti Righi, Minghetti, Belluzzi-Fioravanti e Copernico a Bologna e Salvemini a Casalecchio, dell'Alberghetti e dello Scarabelli–Ghini di Imola, del Fantini di Vergato, mentre domenica 25 novembre sarà visitabile il Mattei di San Lazzaro di Savena. Venerdì 30 novembre porta aperte al Sabin di Bologna e all'Istituto Alberghiero di Casalecchio.

Ricordiamo che sul sito della Città metropolitana “La Scuola che voglio” si possono trovare le informazioni sulle scuole e i calendari, in aggiornamento, degli open day.

martedì 28 agosto 2018

Libri di testo a.s. 2018/2019: dal 3 settembre le richieste on-line dei contributi

Presentazione delle domande esclusivamente online per ricevere il contributo 

Libri di testo a.s. 2018/2019: dal 3 settembre le richieste on-line dei contributi Segnalato da Marco

La Giunta regionale ha approvato i criteri e le modalità riguardanti la concessione dei contributi per l'acquisto dei libri di testo per gli studenti delle scuole secondarie di I e II grado della regione per l'anno scolastico 2018/2019 (DGR 845 del 11 giugno 2018).
La richiesta di contributo dovrà essere presentata ESCLUSIVAMENTE ON LINE dal 3 settembre al 23 ottobre 2018 ore 18.00 collegandosi al link: https://scuola.er-go.it/
I destinatari dei contributi sono:
  • gli studenti residenti e frequentanti le scuole nella regione Emilia-Romagna, secondarie di 1° e 2° grado, statali, private paritarie e paritarie degli Enti Locali, non statali autorizzate a rilasciare titoli di studio aventi valore legale;
  • studenti frequentanti scuole dell'Emilia-Romagna e residenti in altre Regioni che erogano il beneficio secondo il criterio "della scuola frequentata".  In questo caso competente all'erogazione del beneficio è il Comune sul cui territorio si trova la scuola frequentata dallo studente;
appartenenti a famiglie che presentino un valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) 2018, in corso di validità, rientrante nelle seguenti due fasce:
  • Fascia 1: Isee da € 0 a € 10.632,94;
  • Fascia 2: Isee da € 10.632,95 a € 15.748,78.
Il beneficio sarà riconosciuto ai destinatari sopra indicati, con l'obiettivo di soddisfare tutte le domande ammissibili, sulla base delle risorse finanziarie disponibili e del numero complessivo delle domande. Il contributo sarà pertanto determinato in proporzione ai costi ammissibili.
Le risorse saranno prioritariamente destinate alla copertura totale della Fascia 1 utilizzando gli eventuali residui alla copertura della Fascia 2.
Nella domanda sarà indicata, in autocertificazione e salvo diversa disposizione prevista dai bandi/avvisi comunali, la spesa effettivamente sostenuta per l'acquisto dei libri di testo per l'anno scolastico 2018/2019, della quale è necessario conservare la documentazione da esibire a richiesta.
Si raccomanda di verificare attentamente eventuali richieste specifiche (con riguardo in particolar modo all’obbligo di presentazione degli scontrini/documentazione di spesa) da parte del Comune.
L'importo del beneficio non potrà superare il costo della dotazione dei testi della classe frequentata, così come previsto dalla nota del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Prot. 5571 del 29/03/2018 e ai sensi del Decreto del Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 781/2013.
Si raccomanda alle famiglie di:
  • attivarsi per il rilascio dell'attestazione ISEE 2018* in corso di validità, in quanto viene richiesto il requisito economico (Fascia 1 soglia ISEE di 10.632,94 euro – Fascia 2 da € 10.632,95 a € 15.748,78 );
    *L’ISEE o Indicatore della Situazione Economica Equivalente delle famiglie viene calcolato secondo criteri unificati a livello nazionale e per calcolarlo gratuitamente ci si può: a) rivolgere ai Centri di Assistenza Fiscale (C.A.F.) autorizzati, al Comune di residenza, alle sedi INPS presenti nel territorio; b) collegare al sito INPS – “Servizi on line”, compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (D.S.U.) on line.
  • conservare la documentazione di spesa relativa all'acquisto dei libri di testo;
  • avere disponibilità di un indirizzo e-mail e di un numero di cellulare nazionale.

Continua la collaborazione dei CAF convenzionati per presentare direttamente la domanda. L’elenco aggiornato dei CAF sarà pubblicato sulla pagina di accesso all’applicativo all’indirizzo https://scuola.er-go.it/
Per informazioni di carattere generale è anche disponibile il Numero verde  URP regionale 800 955157 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e lunedì e giovedì dalle 14,30 alle 16,30) e la mail: formaz@regione.emilia-romagna.it.
Per assistenza tecnica all’applicativo: Help desk Tecnico di ER.GO  051/ 0510168 (lunedì e mercoledì dalle ore 10 alle 13 e il giovedì dalle 14,30 alle 16,30) mail: dirittostudioscuole@er-go.it.

Per saperne di più





venerdì 20 gennaio 2017

Aprire le scuole nel ponte della Befana porta a un 'bel flop'.


 Alcune scuole emiliane hanno preso la decisione di accorciare le feste natalizie e programmare le lezioni anche durante il ‘ponte’ della Befana. La più logica e prevedibile conseguenza è stata che la maggior parte degli studenti ha fatto un bel 'marameo' e ha disertato l'obbligo ritenendolo quasi 'contro natura'.  

Il tema ha avuto persino risvolti politici concretizzati, fra l'altro, da una interrogazione alla Giunta regionale del gruppo consiliare Cinque Stelle.

Gianluca Sassi ( nella foto) , capogruppo regionale dei Grillini nella sua interrogazione chiede alla Giunta di prendere in esame una revisione del calendario scolastico come definito dalla DGR 353 del 2012 tale da non ridurre il numero delle 205 giornate di lezione, ma che al tempo stesso consenta alle singole istituzioni scolastiche di raggiungere questo numero senza aperture a rischio come quelle previste in giornate di “ponte”. Sassi nel motivare la richiesta ha scritto che ritiene doveroso che le scuole della regione possano rispettare il tetto minimo delle 205 giornate di lezione annuali evitando di essere obbligate ad aprire le aule in giornate dove molti studenti è presumibile rimangano a casa, come successo durante il ponte dello scorso 7 gennaio, quando la maggior parte di essi ha preferito ritornare a scuola direttamente lunedì 9 gennaio . “Una scelta che ha riguardato molte scuole del Reggiano ma che è stato diffuso anche in altre province della nostra regione – spiega Gianluca Sassi – L’apertura delle scuole durante i ponti è senza dubbio finalizzata al raggiungimento del numero di giorni di attività didattica previsto dalla delibera 353 del 2012 che stabilisce che l’attività didattica deve essere garantita per almeno 205 giorni nell’anno scolastico ma senza una indicazione più puntuale si possono verificare criticità che hanno degli impatti sia sulla qualità della didattica sia sull’organizzazione di scuole e servizi, come il servizio di trasporto e o di riscaldamento”.


giovedì 10 novembre 2016

«Senza scuole qui non verrà più nessuno» L’allarme dell’Appennino a corto di prof. I docenti non accettano le supplenze. La Città metropolitana: «Calo continuo di studenti»

Marco segnala:

 
Asili nido rarissimi; scuole dell’infanzia gestite da ordini religiosi che ormai non ce la fanno più; elementari e medie alle prese ogni anno con supplenti che non ne vogliono sapere di andare in una piccola scuola di montagna e con classi che non raggiungono il numero necessario per avere insegnanti e bidelli. La scuola in Appennino è in crisi e i sindaci lanciano l’allarme: «Se non riusciamo a garantire i servizi scolastici, qui non verrà più nessuno a vivere e lavorare. I nostri territori rischiano di spopolarsi».

Il grido d’allarme più forte lo lancia da tempo Castiglione dei Pepoli. Dove il Comune si sta inventando di tutto per offrire un servizio adeguato alle famiglie. «Le scuole da noi — dice la vicesindaco Daniela Aureli — sono un presidio del territorio, se chiudono anche quelle per noi è un disastro. Siamo andati dal provveditore più volte a chiedere un aiuto e dopo molte riunioni quest’anno ci ha dato altre 18 ore di un bidello, sempre meglio che nulla». I problemi più grossi li hanno le frazioni di Castiglione. «A Lagaro la parrocchia ha dato lo sfratto alla scuola elementare, ne stiamo costruendo una nuova che sarà pronta a Natale. Mentre a Camugnano stanno costruendo sia materna che elementare. Noi Comuni ci siamo svenati con le spese di costruzione, ora non possiamo stare senza docenti».

Il tempo pieno resta un miraggio. «Quest’anno Castiglione ha ottenuto per la prima volta una sezione di tempo pieno, ma per offrire un servizio al pomeriggio c’è un’associazione che fa attività di doposcuola con insegnanti volontari due volte la settimana. Facciamo tutto quello che possiamo ». A Monghidoro non c’è l’asilo nido. «Per le famiglie che lavorano — dice il sindaco Barbara Panzacchi — è un grosso problema, sto cercando una soluzione. Dare questo servizio sarebbe importante, ma non è semplice con così pochi fondi». Anche le strutture religiose, spesso le uniche a garantire i servizi per l’infanzia in montagna, negli ultimi anni fanno molta fatica. A Lizzano le suore che gestivano la materna e un piccolo nido se ne sono andate: «Il Comune — spiega il sindaco Elena Torri — a quel punto è subentrato e ha creato una sezione unica sperimentale 0-6, gestita da una cooperativa di educatrici ». Che è un po’ quello che è successo a Gaggio Montano anni fa, dove c’erano le suore del Cottolengo. «Un giorno ci hanno convocati — racconta il sindaco Elisabetta Tanari — e ci hanno detto che non sarebbero più state in grado di gestire i bambini. In poco tempo abbiamo acquisito la struttura, è stata statalizzata e per anni abbiamo potuto aprire solo due sezioni, invece delle tre necessarie. Se il Comune si fosse trovato oggi in questa situazione, non avrebbe potuto permetterselo».

Dove gli ordini religiosi sono rimasti, non sono tutte rose e fiori. A Monzuno la materna è parrocchiale. Il Comune ci mette una quota. «Solo con le rette la parrocchia — spiega il sindaco Marco Mastacchi — non ce la fa, ogni tanto serve una raccolta fondi». E allora il paese si mobilita. Qualche domenica fa c’è stato un pranzo di finanziamento. «Parliamo da tempo dell’ipotesi di statalizzare la struttura, ma poi non si fa. Noi della scuola non possiamo fare a meno, è uno dei servizi a cui guardano le famiglie per insediarsi sul territorio. Per le primarie abbiamo chiesto più volte delle deroghe per avere insegnanti, nonostante con i numeri dei bambini spesso facciamo fatica a formare le classi».

E non si può nemmeno accorpare bimbi di diverse frazioni, viste le distanze e le condizioni avverse in inverno. «Anche noi — dice il sindaco di San Benedetto Val di Sambro, Alessandro Santoni — abbiamo seguito la statalizzazione della materna delle suore, mentre per elementari e medie abbiamo chiesto più volte al provveditore di non tagliare il personale: se solo viene meno una sezione siamo in difficoltà». «Senza il Comune unico non avremmo risolto questo problema che è serio per l’Appennino », aggiunge Daniele Ruscigno, sindaco di Valsamoggia e delegato alla Scuola in Città metropolitana. «In Città metropolitana — dice — la questione è uscita in tutta la sua criticità e verrà presto messa all’ordine del giorno, perché nelle fasce montane c’è una continua, pericolosa erosione del numero di studenti».


lunedì 6 aprile 2015

Borse di studio per studenti. Il bando scade il 22 maggio 2015. On line la documentazione.



Un lettore segnala: 

La Città Metropolitana di Bologna ha emanato il bando per la concessione di borse di studio per l'anno 2014/2015. L'obiettivo del contributo regionale, rivolto a alunni meritevoli e/o a rischio di abbandono del percorso formativo, in disagiate condizioni economiche, è rendere effettivo il diritto allo studio e all'istruzione.
Per l'anno scolastico 2014/15 le borse di studio sono destinate agli studenti del primo biennio delle scuole secondarie di secondo grado e agli studenti iscritti al secondo anno dell'Istruzione e Formazione Professionale per contrastare l'abbandono e la dispersione scolastica. La Situazione Economica Equivalente (ISEE) riferita esclusivamente ai redditi dell’anno 2013 del nucleo familiare di appartenenza e calcolata secondo la vigente normativa non potrà essere superiore a 10.632,94 euro.

Con questa tipologia di intervento sono state erogate lo scorso anno scolastico 1720 borse di studio con importi unitari pari ad € 460,80 per il contributo 'base' e ad € 576,00 per il contributo 'maggiorato' riservato agli studenti meritevoli e in condizione di disabilità.

Possono presentare la domanda gli studenti residenti nel territorio metropolitano (ex territorio provinciale), frequentanti le scuole secondarie di 2°grado (statali, private paritarie, paritarie degli Enti locali) e gli organismi di formazione professionale accreditati per l'obbligo di istruzione che  operano nel sistema regionale Ie FP.

Il Bando e il modulo di domanda si possono ritirare presso la segreteria della scuola o dell'ente di formazione frequentati e presso gli Urp della Città Metropolitana di Bologna (in via Benedetto XIV, 3) e comunali. Inoltre sono pubblicati on line sull'Albo pretorio della Città Metropolitana di Bologna (Bandi, Atti e avvisi diversi).



martedì 13 maggio 2014

Castiglione dei Pepoli, visita del sottosegretario all’istruzione per parlare anche della nuova scuola di Lagaro.


Roberto Reggi

Da LA VOCE di Castiglione dei Pepoli
di Andrea Donati



Venerdì prossimo, 16 maggio, dalle14 alle 16, nell’Aula Magna dell’Istituto ‘Caduti della Direttissima’ di Castiglione dei Pepoli, si terrà un incontro istituzionale presieduto dal Sottosegretario all’Istruzione del governo Renzi, Roberto Reggi, con tutti i sindaci dell’ambito territoriale 7 della Regione Emilia Romagna e con tutti i dirigenti scolastici.

I Comuni compresi in tale ambito sono Marzabotto, Vergato, Grizzana Morandi, Castel d’Aiano, Monzuno, Castiglione dei Pepoli, Gaggio Montano, Castel di Casio, San Benedetto Val di Sambro, Porretta, Granaglione, Lizzano in Belvedere e Camugnano.
Al termine, è prevista una visita del Sottosegretario al Cinema Mattei di Lagaro, per parlare della ‘Nuova Scuola’ di Lagaro.