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mercoledì 29 marzo 2023

Amministrative in Appennino: più interrogativi che certezze

 

Calme in superficie, ma già ribollono  le acque in cui si trovano a navigare i partiti in vista delle amministrative del prossimo anno.

Tutto tace, ma sono già stati numerosi gli incontri di assaggio che hanno come punto organizzativo le sedi  provinciali e protagonisti i referenti di area.  In molti si aspettano molto, ma gli spazi sono condizionanti e soprattutto si valuta l’immagine che si vuole dare alle nuove squadre. In particolare l’alternata è se pescare candidati dal mondo civile o dagli esponenti  del proprio partito. 

Si troverà chi, esterno ai partiti, vorrà accettare la contesa e i  partiti hanno fra le loro fila un possibile vincente? A questi interrogativi si affiancano le pressioni di chi si ritiene essenziale per una buona amministrazione futura, valutazione  da non tutti condivisa.

Possibili candidature sono già state valutate anche se con la consapevolezza che, come quasi sempre avviene, i primi candidati sono quelli dati in pasto alla trincia mediatica o dei social e poi sacrificati.

Di ieri la notizia di uno strappo in consiglio comunale di Castel di Casio, dove il consigliere Alfio Indelicato ha dichiarato di lasciare il gruppo di cui fa parte, quello di centro sinistra che sostiene la Giunta, per formarne un nuovo. La motivazione dell’abbandono sarebbe quello di non voler più  sostenere ‘una giunta inefficiente e assente’, ma non è certamente un peccato mortale pensare che all’origine dell’addio vi siano contrasti sulle proposte per il prossima rappresentanza amministrativa. 

Che le scelte siano difficili lo testimonia anche la situazione in cui si trovano i comuni di Camugnano e di Castel d’Aiano dove si voterà nel prossimo maggio, il 14 e il 15. Solo Nicoletta Marotti Puccetti  ha annunciato la sua candidatura a sindaca di Camugnano  a capo di una lista civica aperta a tutti i partiti.  Si dice che l’attuale sindaco Marco Masinara della lista civica  vicina al centrosinistra, potrebbe ricandidarsi. Ma siamo ancora alle ipotesi.

A Castel d’Aiano, si vota con un anticipo di un anno  dopo la scomparsa nel gennaio scorso del sindaco Alberto Nasci. Ma, forse anche perché spiazzati per i tempi ristretti, i partiti non hanno ancora annunciato candidature a sindaco. Le voci di paese riferiscono che l’ufficialità delle candidature potrebbero avvenire solo il 14 aprile, ultimo giorno utile per rispettare i termini previsti dall’ordinamento. Le formazioni saranno più di una ( nel 2019 se ne presentò una sola) e il riserbo sarebbe causato più dalla  necessità che dalla  opportunità di non scoprire le proprie carte.  

lunedì 12 febbraio 2018

Vasco Errani a Marzabotto.

Riceviamo: 

 

sabato 27 gennaio 2018

Elezioni. Andrea De Maria fra i candidati Pd a Bologna. Marilena Fabbri 'nel limbo'.


Chiuse all'alba in direzione a Roma le liste del Pd per le politiche. La sorpresa più grande è il nome del segretario in carica di Bologna Francesco Critelli, mai uscito nei giorni precedenti e mai indicato tra i papabili da via Rivani, che entra in lista nel collegio uninominale di Bologna che comprende la pianura. Sarebbe stato lo stesso Renzi, secondo le prime indiscrezioni, a chiedere al leader bolognese di essere della partita, al fotofinish prima della chiusura sui nomi, nell'ottica di un rinnovamento dei parlamentari e per dare rappresentanza a tutto il Pd bolognese. Una novità, quella di Critelli, che rischia di avere ripercussioni anche a Bologna, visto che a norma di statuto la carica di segretario provinciale e quella di parlamentare sono incompatibili. Dunque nel caso in cui il leader bolognese fosse eletto si tratterebbe di rifare il congresso svolto da appena qualche mese, oppure di trovare un accordo nel Pd per sostituire il leader eletto. A meno naturalmente di altre sorprese. Il tema verrà comunque affrontato dopo il voto.

Liste Pd, escluso Lo Giudice: "Ma non è un arretramento sui diritti civili"


Con Critelli alla Camera il cuperliano Andrea De Maria, nel collegio di Bologna città, il renziano Gianluca Benamati in quello di Bologna Casalecchio, e il prodiano Serse Soverini, uno dei "ragazzi del '96" che costruì l'Ulivo al fianco di Romano Prodi, nel collegio di Imola, in quota "Insieme" (la lista prodiana creata da Giulio Santagata)

Per il Senato confermato nel collegio di Bologna città l'alleato
Pierferdinando Casini, mentre sul collegio condiviso con Ferrara la candidata è la prodiana Sandra Zampa. SuI listini proporzionali, per la Camera la capolista è l'ex segretaria Cgil Carla Cantone, seguita dal leader della minoramza bolognese Luca Rizzo Nervo. Mentre al Senato il listino prevede come capolista il sindaco uscente di Imola Daniele Manca, seguito dalla pugliese Teresa Bellanova, sottosegretaria al lavoro, da Ernesto Carbone e infine da Francesca Puglisi.

Escluso dunque
Sergio Lo Giudice, il senatore uscente, rappresentante della comunità Lgbt, di cui ieri Arcigay aveva chiesto con insistenza il reinserimento in lista. Potrebbe rientrare invece alla Camera, nel listino proporzionale, la cuperliana Marilena Fabbri. Fabbri potrebbe entrare in terza posizione, in teoria non eleggibile, ma potrebbe in ogni caso farcela se Cantone - che è candidata anche altrove - dovesse optare per l'elezione in un altro collegio.
• I NOMI
Nel collegio uninominale della Camera sono candidati Serse Soverini a Imola, Fabrizio Landi a Cesena, Alberto Pagani a Ravenna, l'attuale ministro ai Beni culturali Dario Franceschini a Ferrara, Francesco Critelli a San Giovanni in Persiceto, i deputati Andrea De Maria a Bologna Mazzini e Gianluca Benamati a Bologna Casalecchio, e il senatore Stefano Vaccari a Cento. Candidata a Modena anche il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, Gianni Cuperlo a Sassuolo, Antonella Incerti a Scandiano, l'avvocatessa Lucia Annibali a Parma, Giuseppe Romanini a Fidenza, Patrizia Calza a Piacenza, Sergio Pizzolante a Rimini, Marco Di Maio a Forlì, e il ministro uscente alle Infrastrutture Graziano Delrio a Reggio Emilia.

Al plurinominale, per la Romagna è capolista Franceschini, a seguire la deputata Giuditta Pini, Sandro Gozi e Lia Quartapelle. E capolista è anche l'ex sindaco di Torino Piero Fassino, in lista con l'avvocatessa Lucia Annibali, Edoardo Patriarca e Barbara Paron. Carla Cantone è capolista nel Bolognese, a seguire Luca Rizzo Nervo. Capolista di Emilia-Romagna 4 (Emilia Ovest) è il guardasigilli Andrea Orlando, candidati Paola De Micheli e Luigi Marattin.

Per quanto riguarda il Senato, all'uninominale sono presenti Tiziano Arlotti, a Rimini, Stefano Collina a Ravenna, Sandra Zampa a Ferrara, Pierferdinando Casini a Bologna, Andrea Rossi a Modena, Vanna Iori a Reggio Emilia, Giorgio Pagliari a Parma, e l'assessore regionale all'Ambiente e alla Protezione civile Paola Gazzolo a Piacenza. Candidati al proporzionale in Emilia-Romagna 1 (Bologna-Romagna), il capolista Daniele Manca, Teresa Bellanova, Ernesto Carbone e Francesca Puglisi. Capolista di Emilia-Romagna 2 (Emilia), Valeria Fedeli, poi Matteo Richetti, Paola Boldrin.

Da R.it

mercoledì 4 ottobre 2017

Consiglio regionale approva la via Emiliano-Romagnola all'autonomia

Ora trattativa con Governo per più poteri secondo Costituzione.

Da ANSA


È stata approvata dall'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna la risoluzione della Giunta che dà mandato al presidente Bonaccini di "avviare il negoziato con il Governo ai fini dell'intesa prevista dall'articolo 116, comma terzo, della Costituzione", che permette alle Regioni a statuto ordinario ulteriori "condizioni particolari di autonomia", con una legge dello Stato a maggioranza assoluta, sulla base appunto di un'intesa fra Governo e Regione interessata. Hanno votato a favore Pd, SI e Mdp, astenuti FI e AltraER, contrari Ln e FdI, mentre il M5s ha deciso di non partecipare al voto.
    Atto dimostrativo della Lega Nord mentre il presidente Stefano Bonaccini stava illustrando il processo: i consiglieri del Carroccio si sono alzati in piedi esibendo le bandiere di Emilia, Romagna e Catalogna, sollecitando nuovamente la separazione della Romagna. La seduta è stata sospesa per alcuni minuti e si è riunita la conferenza dei capigruppo, prima di proseguire il dibattito e arrivare più tardi al voto.

lunedì 2 ottobre 2017

I fatti spagnoli galvanizzano la Lega Nord emiliano romagnola: "Separare Emilia da Romagna. Catalogna viatico per cambiare scelte strategiche"


Da ANSA


Un referendum per chiedere la separazione della Romagna dall'Emilia. E' quello che tornerà a proporre con una risoluzione in Assemblea legislativa la Lega Nord, all'interno del più ampio dibattito in programma domani sulle richieste di una maggiore autonomia dell'Emilia-Romagna. "Visto che c'è questo dibattito annoso se la Romagna debba essere una regione o una provincia - ha detto il deputato Gianluca Pini - con il Pd che vuole fare una provincia decidendolo in casa, noi vogliamo che siano i cittadini ad esprimersi con un voto con la massima democrazia possibile. Penso che il segnale e la lezione di democrazia, per quanto bastonata, che è arrivata dalla Catalogna sia il miglior viatico per cambiare le scelte strategiche anche in questi territori". Nella proposta del Carroccio al voto sarebbero chiamati gli elettori delle province di Forlì Cesena, Ravenna e Rimini nonché nei Comuni del circondario imolese in provincia di Bologna.
   

domenica 18 settembre 2016

Lega Nord pensa alle elezioni della Città Metropolitana e mette le mani avanti....


La segreteria bolognese di Lega Nord scrive:


In relazione alle imminenti elezioni dei rappresentanti nel Consiglio della città metropolitana, la Lega Nord Bologna è fortemente motivata ad avere almeno un proprio seggio, in ragione del forte peso elettorale, ribadito anche nelle recenti elezioni comunali, che ne fanno la forza largamente maggioritaria del centro destra.
Il nuovo ente non è, come molti pensano, un ente inutile, ma invece un importante centro di potere, in cui si giocano moltissime battaglie importanti. Una tra le tante è la mobilità che interessa Bologna e i comuni della provincia.
In questa ottica siamo, fortemente propositivi nel confermare il diritto dei nostri elettori ad essere rappresentati in un consesso così  importante per la vita di tutto il territorio della provincia di Bologna.
Siamo certi che anche i nostri alleati, Forza Italia in primis , sappiano cogliere il nostro spirito, e confermino la collaborazione che anche recentemente ci ha portato ad un passo da una vittoria storica nella città di Bologna.

martedì 7 giugno 2016

Le Enews 431 di Matteo.



Il risultato delle elezioni.
Come ai vecchi tempi il giorno dopo le Elezioni hanno vinto tutti. Tutti sorridono davanti alle telecamere per dire che loro sì che hanno trionfato, signora mia. Spiacente, io non sono fatto così. E l'ho detto chiaro: non sono contento, avrei voluto di più. Non sarò mai un pollo di allevamento della politica che ripete le stesse frasi banali ogni scrutinio.
Intendiamoci. Il PD rimane saldamente in testa, i suoi candidati stanno intorno al fatidico 40% in molte città, siamo l'unico partito nazionale. Cinque Stelle che canta vittoria governa in appena 17 comuni (compresi espulsi, sospesi e disconosciuti) su ottomila, cui vanno aggiunti altre quattro municipalità ieri. Il movimento di Grillo e Casaleggio è andato al ballottaggio in venti comuni sui 1.300 in cui si votava. La Lega crolla, Salvini sta sotto il 3% a Roma ed è doppiato da Berlusconi a Milano, doppiato!
Forza Italia esiste ancora e ottiene risultati positivi a Napoli, Milano, Trieste. Ma scompare da Cagliari a Torino, da Bologna a Roma. La sinistra radicale che per mesi ci ha spiegato come funzionava il mondo non entra in partita né a Roma, né a Torino dove aveva scommesso tanto.
Ma una volta che abbiamo fatto questa lunga analisi del voto, per me cambia poco perché non è che "mal comune mezzo gaudio": continuo a non essere contento.
A Napoli città il PD praticamente non c'è dal 2011: finita la fase del ballottaggio proporrò alla direzione un commissariamento coraggioso. A Roma Giachetti ha fatto mezzo miracolo a riportarci al ballottaggio: non escludo che riesca a fare anche l'altro mezzo, ma deve recuperare dieci punti di svantaggio. Olimpiadi, sicurezza, capacità di guidare una macchina complessa come il Comune di Roma: se la giocheranno su questo. Temi amministrativi, insomma, non di politica nazionale.
Che non sia un dato nazionale, del resto, si vede chiaramente dalla geografia: zone anche limitrofe vedono risultati molto diversi. È ovvio. Gli italiani sanno votare, sono liberi, scelgono di volta in volta. Fanno zapping in cabina elettorale perché non è più tempo di indicazioni dall'alto dei partiti. E quindi può accadere di tutto, come in realtà è accaduto a questo primo giro.
Dunque: onore ai sindaci eletti al primo turno, in bocca al lupo a chi corre per il secondo giro e un caloroso abbraccio a chi continua a urlare “Ho vinto!” anche quando la realtà dice un'altra cosa. Ma proprio perché non sono come gli altri a me la scenetta di dire che “abbiamo non perso” non è mai riuscita e non riuscirà mai.
Possiamo e vogliamo fare meglio, lo faremo. Punto.
Qui il link alla conferenza stampa di oggi

Pillole sull'azione di Governo:
1. Terzo settore
Oggi ho firmato la legge sul terzo settore e venerdì 10 giugno nel pomeriggio sarò a Lucca per parlarne con molti esponenti del terzo settore che proprio due anni fa, nella città toscana, mi videro prendere l'impegno di portare a casa questo importante provvedimento di riforma. Missione compiuta, dunque. Ma la sfida, paradossalmente, inizia ora. E noi che vogliamo investire sul terzo settore per farlo diventare il primo, sappiamo che ci sarà bisogno dell'impegno di associazioni, volontariato, impresa sociale, singoli. è una piccola riforma per la stampa e l'opinione pubblica, ma per me è un passo in avanti, generoso e impegnativo verso un nuovo modello di comunità e di valori.
2. Cultura
Quasi 100mila visitatori domenica mattina di oggi per l’iniziativa : uno straordinario successo tra Colosseo, Pompei, Reggia di Caserta, Giardini di Boboli, Villa d'Este a Tivoli, Castel S. Angelo e così via.

Quando noi italiani ci fermiamo ad ammirare ciò che siamo e ciò che abbiamo emerge spontanea la meraviglia, lo stupore, l'incanto. E sono molto orgoglioso di questo, come di iniziative simili. Nel frattempo il ministro Franceschini ha pubblicato il bando internazionali per la guida di nove musei. Ancora una volta un bando internazionale, ancora una volta spazio al merito: altro che amici degli amici.
Almeno adesso hanno smesso di dire che con la cultura non si mangia.
3. Banda larga
Il bando sulla banda larga può sembrare un gioco di parole. Ma in realtà è una cosa terribilmente seria: dopo un parto laborioso e complesso, finalmente ci siamo.

Con il primo bando da 1,1 mld di risorse nazionali e 350 mln delle regioni portiamo la banda ultralarga a 6,5mln di cittadini. La portiamo a 13 mln di cittadini in totale con i prossimi bandi. in 3000 comuni di 6 regioni che secondo la logica di mercato ne sarebbero stati esclusi. E la rete resterà pubblica. Entro l'estate i bandi per le altre regioni. Abbiamo investito più risorse di qualunque altro governo, stiamo risalendo la classifica europea ed entro il 2020 saremo passati dalla zona retrocessione, dove abbiamo trovato l'Italia, alla zona Champions.

Informazioni di servizio:
  • Sugli 80 euro avete visto il livello di cinismo dei nostri avversari politici. Come sapete ho deciso di rispondere a muso duro, con questo video e con l'infografica. Secondo voi è giusto questo nostro atteggiamento di risposta verso tutte le bugie che ci dicono? O meglio evitare di rincorrere le polemiche seguendo il principio "non ti curar di lor, ma guarda e passa". In molti mi hanno scritto ringraziandomi perché abbiamo fatto chiarezza. Ma c'è anche chi ha detto che non ha senso fare tutta questa pubblicità a chi ci attacca. Che dite? è giusto rispondere punto punto a chi ci denigra e critica? Funziona questo atteggiamento o secondo voi è controproducente? Vi leggo sempre volentieri: matteo@governo.it
  • Il 16 giugno festeggiamo la fine dell'incubo Imu-Tasi stando in piazza con migliaia di tavolini in tutta Italia. Sarà l'occasione buona anche per raccogliere le firme per il referendum Costituzionale () e per raccontare che cosa stiamo facendo in questo meraviglioso Paese. Chi di voi ci dà una mano? Stiamo cercando di aumentare il più possibile il numero dei volontari per questa giornata. Mi date una mano? matteo@governo.it
    Pensierino della sera.
    Io non so se, come hanno scritto,
    questo sia il miglior discorso di un neolaureato di tutti i tempi. Ma le parole di Donovan Livingston, studente di Harvard, su quanto sia importante nella America di oggi – l’America di Obama ma anche di Donald Trump – e non solo, l’educazione che si riceve, gli studi che si fanno, la formazione che fa di noi le persone che siamo sono di ispirazione per tutti. Un discorso che ha fatto il giro del mondo sui social network e che ci fa riflettere anche su come queste piattaforme non servano solo a far prosperare pettegolezzi e troll, ma anche a condividere occasioni di riflessione e di crescita personale. Lo diciamo dal primo giorno: la scommessa educativa, l'investimento sul capitale umano, la centralità dell'istruzione sono temi chiave per il futuro (anche) del nostro Paese.

    Se avete cinque minuti, ascoltate le parole di Donovan. E, se vi va, aspetto i vostri commenti/pensieri a
    matteo@governo.it

mercoledì 30 dicembre 2015

M5S regionale denuncia: “LE ELEZIONI DEI CONSORZI BONIFICA SONO STATE UN MOMENTO DI DELEGITTIMAZIONE POPOLARE”.


Riceviamo e pubblichiamo:
La Giunta ha risposto in Aula a una interrogazione presentata dalla capogruppo regionale del M5S Giulia Gibertoni sul flop delle elezioni per i consorzi di bonifica a cui ha partecipato solo l’1% degli aventi diritto. “Il voto è costato più di 350mila euro ma nessuno sa quanto avremmo speso per organizzare anche quello telematico, previsto da una legge della Regione del 2010”.

“I rappresentanti dei Consorzi di bonifica eletti hanno un’affidabilità pari all’1%, ovvero la percentuale di quanti hanno preso parte alle elezioni. Di questo risultato dovremmo ringraziare soprattutto la Regione che non fa nulla per cercare di aumentare la partecipazione visto che l’opzione del voto telematico prima era stata scartata per questioni economiche, adesso per un fantomatico problema di sicurezza. La verità è che la Giunta non ha nessun interesse a fare uscire dalla naftalina i Consorzi e di far conoscere ai contribuenti quali sono i propri diritti”. È questo il commento di Giulia Gibertoni, capogruppo regionale del M5S, riguardo al tema delle elezioni dei Consorzi di bonifica, oggetto di una interrogazione a risposta immediata che si è svolta questa mattina in apertura della seduta dell’Assemblea Legislativa. “L’assessore Caselli ci ha spiegato questa mattina in aula che il costo delle elezioni di tutti e 8 Consorzi della nostra regione ha superato i 350mila euro, dimenticandosi però di spiegarci perché la procedura del voto telematico sia stata considerata fino ad ieri una opzione sconveniente dal punto di vista economico – spiega Giulia Gibertoni – Nella sua risposta non abbiamo sentito una solo accenno a quanto questo tipo di voto, che è previsto da una legge che ha varato la stessa Regione, costerebbe in concreto. Al contrario si sono avanzati dubbi sulla sua sicurezza. Di certo l’immobilismo della Giunta su questo tema ha contribuito in modo fondamentale a trasformare queste elezioni in un momento di delegittimazione assoluta, visto che ha votato solo l’1 per cento degli aventi diritto. Chi è stato eletto chi rappresenta?”. “Anche se la Regione non ha obblighi diretti, il nulla che è stato fatto per cercare di informare e far partecipare i contribuenti a queste elezioni è scandaloso – aggiunge Andrea Bertani, consigliere regionale del M5S – Oltre a prevedere il voto telematico si sarebbero potuti adottare altri accorgimenti per cercare di portare più gente alla urne. Bastava chiedere a chi gestisce i Consorzi di avviare una campagna di informazione sullo svolgimento delle elezioni attraverso i classici strumenti che si utilizzano per comunicare i contributi da versare – conclude– e invece si è scelto di chiudere gli occhi e lasciare che l’ennesimo momento di partecipazione democratica andasse deserto”.

Il video della interrogazione è disponibile al seguente indirizzo: https://youtu.be/Nc9Xgy9ec28

martedì 1 aprile 2014

Primo Aprile. Gli agricoltori scendono in campo ? E nonostante tutto hanno ancora voglia di scherzare ?



Chi si è trovato a passare oggi, giorno di mercato, nel Borgo di Sasso Marconi si è certamente imbattuto nel singolare manifesto appiccicato nei posti più inconsueti in cui, a corredo di una bella immagine di un agricoltore impegnato con il suo cingolato a ‘preparare il terreno per le lavorazioni agricole’, si leggeva ‘Futuro e agricoltura, Andrea Pagani sindaco’. 
Il sorrisetto di chi leggeva il manifesto era d’obbligo. Pagani è infatti un noto agricoltore sassese, convinto che la sua professione sia ‘la professione delle professioni’  e che, come è d’uso fra chi fa il suo lavoro, parla in modo schietto e diretto e, finito l’impegno giornaliero, la ‘ballotta’ è d’obbligo ’. Potrebbe quindi essere il candidato gradito a molti. Difficile quindi capire quanto in quel manifesto c’è di burlone, di goliardico e quanto di protesta . 
Una cosa è certa infatti, il manifesto denuncia la crisi di una categoria ormai ai margini della società da troppo tempo e senza rappresentanza. Ritenuta indispensabile per un buona gestione territoriale a chiacchiere, nessuno la considera in pratica, anzi tutti sono impegnati ad appesantirne gli oneri, uomini, animali, agenti atmosferici e soprattutto enti locali. Sul lavoro dell’agricoltore ‘mangiano tutti’ fuorchè l’agricoltore. Una categoria incapace di fare rivoluzioni e abituata ad agire nel silenzio, fiduciosa nella generosità della terra. 
E il modo dei politici attuali di preoccuparsi di loro ne è l’ennesima dimostrazione.
 Per esempio, coloro che stanno preparando le ‘compagnie teatrali’ che scenderanno in lizza per le prossime amministrative, a Sasso Marconi come altrove,  stanno cercando disperatamente donne e giovani, possibilmente belli,  e se  fai parte di queste categorie vai benissimo, non c’è un gran controllo su competenze e esperienze positive. 
Ma ! La nostra attuale ‘civiltà’ che si basa principalmente sull’immigine e sull’effimero ha poi la classe politica che si merita, con le conseguenze purtroppo note a tutti. 
Chi spera in un cambiamento e in qualche volonteroso e sanguigno salvatore della ‘politica’ come Pagani, ricordi però che oggi è il ‘Primo Aprile’.  

giovedì 28 novembre 2013

Scadono i termini per le domande di partecipazione ai saggi quali scrutatori.



I consiglieri comunali Andrea Micheletti, Eugenio Salamone, Giacomo Macchiavelli e Luca Bonani scrivono:

All’intera cittadinanza e in particolare a tutti quei cittadini che versano in uno stato di disoccupazione a causa della grave crisi economica che stiamo vivendo, ricordiamo la scadenza per l'iscrizione all'albo degli scrutatori del nostro Comune.




Gli uffici del Comune di Sasso Marconi aggiungono:

Ricordiamo a tutti gli interessati che fino a sabato 30 novembre è possibile iscriversi all’Albo degli scrutatori del comune di Sasso Marconi.
In allegato è disponibile la domanda di iscrizione, dove sono indicati tutti i requisiti richiesti.
Le domande vanno consegnate all’ufficio comunale “@TUxTU con il cittadino” (tel. 800-273218), cui rivolgersi anche per maggiori informazioni. 



sabato 13 aprile 2013

Defranceschi: il Movimento 5 Stelle non fa patti di desistenza. Quello di Camugnano è una 'balla'.



Andrea Defranceschi

Andrea DEFRANCESCHI, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, riferendosi a suoi coinvolgimenti nella campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Camugnano e a un appoggio del suo gruppo a Mancuso, candidato della sinistra,  in un comunicato precisa: tutte balle, ‘NESSUN PATTO di DESISTENZA’ con chicchessia.

Il consigliere regionale scrive: 

In relazione alle notizie apparse oggi su un quotidiano, che riporta  un presunto patto di desistenza proprio nel comune dove risiedo, devo  smentire con forza che questo sia mai avvenuto.

Un consigliere comunale di una Lista Civica di Camugnano che appoggia la  candidatura di Mancuso, mi aveva riferito di questo presunto colloquio.  Ma l'avevo considerata una chiacchiera da bar. La smentita del  segretario provinciale del PD Donini, mi pare debole e in puro  politichese. Mi aspetto invece una smentita secca di Bugani, perché se  questo avvicinamento fosse realmente avvenuto, ma non lo voglio credere,  sarebbe un fatto gravissimo.

Il Movimento 5 Stelle non fa patti di desistenza con nessuno, dal più  piccolo comune al Parlamento. Se a Camugnano si presenterà una lista del  Movimento, sarà perchè liberamente i cittadini del comune hanno deciso  di mettersi in gioco per cambiarlo. Io li appoggio e offro loro il mio  aiuto da tempo. Questo avviene a Camugnano, come in tutti i comuni della  Regione. Se alla fine non riusciranno a presentare una lista, sarà solo  per loro scelta. Mai in virtù di patti scellerati che denuncerei per  primo e combatterei con ogni mio sforzo.

La candidatura di Mancuso, persona rispettabilissima, ma lontana dalle  problematiche reali del comune in cui vivo, è la foglia di fico che il  PD ha recuperato in extremis per non essere spazzato via dai cittadini,  delusi e arrabbiati da decenni di scellerata gestione del PD locale e  provinciale. Mai e poi mai il Movimento 5 Stelle fornirebbe una  stampella a un partito moribondo.