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giovedì 27 novembre 2025

Monzuno mobilitato contro la violenza sulle donne: un weekend di cultura, musica e sensibilizzazione

 




Monzuno dedica un intero fine settimana alla lotta contro la violenza sulle donne, con una serie di appuntamenti culturali ospitati nella Sala Ivo Teglia di via Bertini. L’iniziativa, promossa in occasione della Giornata internazionale contro la violenza di genere, unisce letteratura, musica e arte per costruire un momento corale di riflessione e consapevolezza.

Il programma prende il via sabato 29 novembre alle 17 con la presentazione del libro “Poesie Orfane”. A dialogare sui testi sarà l’autrice stessa, Loris Arbatti, intervistata da Milena Musu: un incontro che invita a interrogarsi sulle ferite invisibili e sulle parole necessarie per raccontarle.

La giornata prosegue alle 20.30 con il concerto “Suoni di donne” del Duo Amélie: Manuela Turrini alla fisarmonica e Claudia D’Ippolito al pianoforte proporranno un viaggio musicale che attraversa la tradizione classica fino ad arrivare al tango di Astor Piazzolla. L’esibizione nasce in collaborazione con il Museo in Bianco e Nero e si inserisce nel solco di una narrazione che unisce forza espressiva femminile e memoria culturale.

Il weekend si conclude domenica 30 novembre alle 17, con il concerto della componente femminile della Corale Aurelio Marchi di Monzuno insieme alla flautista Arianna Serenari. Una chiusura che sceglie la via della musica collettiva per dare spazio a un messaggio di solidarietà e presenza attiva.

A fare da cornice agli eventi sarà l’esposizione delle opere di Valentina Presti, che arricchirà ulteriormente un’iniziativa pensata non solo per commemorare, ma per stimolare, attraverso l’arte, un cambiamento culturale profondo. Monzuno dimostra così di voler essere parte di una rete di comunità che scelgono la cultura come strumento di resistenza e prevenzione.

mercoledì 26 novembre 2025

L’Appennino bolognese contro la violenza sulle donne

Si consolida la rete dei centri antiviolenza con lo sportello itinerante CHIAMA chiAMA


 L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese rafforza la rete dei servizi territoriali contro la violenza di genere grazie allo sportello itinerante CHIAMA chiAMA, gestito da Mondodonna Onlus.

Il progetto prevede la presenza, a rotazione, di un’operatrice antiviolenza in tutti i comuni dell’Unione, così da garantire un presidio stabile di ascolto, prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne. Gli sportelli saranno aperti complessivamente per 44 ore al mese e, oltre a essere già attivi nei comuni di San Benedetto Val di Sambro, Vergato, Marzabotto, Castel di Casio e Castiglione dei Pepoli, verranno ora attivati anche a Grizzana Morandi, Castel d’Aiano, Lizzano in Belvedere, Camugnano, Gaggio Montano e Monzuno.

Il potenziamento dei Presidi Metropolitani Antiviolenza risponde a un’esigenza emersa sia dalle amministrazioni locali sia dall’esperienza maturata dai servizi CHIAMA chiAMA già attivi nel distretto.

L’operatrice, formata e specializzata nel contrasto alla violenza di genere, nelle giornate di presenza garantisce:

·         ascolto, informazione e orientamento alle donne;

·         attivazione di percorsi di sostegno psicologico con professioniste qualificate;

·         possibilità di incontri in sedi diverse dalla residenza, per tutelare la privacy;

·         attivazione, quando necessario, di consulenze legali specializzate in diritto di famiglia, migrazione e tematiche della violenza.

Dove esistono sportelli giuridici già operativi, CHIAMA chiAMA lavora in sinergia, evitando sovrapposizioni e rafforzando la rete.

«Quello che abbiamo approvato in Giunta è un sistema di sportelli antiviolenza capillare su tutto il territorio – spiega la Presidente dell’Unione, Valentina Cuppi. – Abbiamo raggiunto un livello di prossimità che finora mancava, permettendo a ogni donna di rivolgersi allo sportello più vicino o, se preferisce, a uno in un comune limitrofo, con maggior tutela della privacy. Gli sportelli non sono identificati da insegne, proprio per garantire la massima riservatezza».

Accanto allo sportello itinerante, il Distretto dell’Appennino Bolognese sta sviluppando ulteriori politiche integrate:

·         progetti di formazione nelle scuole e negli enti formativi;

·         attività di informazione alla cittadinanza per riconoscere segnali di violenza e indirizzare ai servizi appropriati;

·         il progetto Antenne di comunità, con laboratori, eventi e iniziative curate da Mondodonna nell’ambito di CHIAMA chiAMA e del progetto Stazione di Posta Appennino bolognese.

Tra le attività aperte a tutte le donne, non solo a quelle che vivono situazioni di violenza, segnaliamo “Il tè del venerdì”, un’occasione informale di condivisione e benessere. I prossimi appuntamenti si terranno il 28 novembre, 19 dicembre, 30 gennaio, 27 febbraio e 27 marzo presso Il Cellulosa a Lama di Reno, dalle 14:00 alle 16:00.

mercoledì 19 novembre 2025

A Sasso Marconi “Il cammino degli uomini”: una marcia silenziosa contro la violenza sulle donne

 



In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Gruppo Marija Gimbutas, insieme a CSI Sasso Marconi, Università Primo Levi, ANPI Sasso Marconi e al Comune di Sasso Marconi, promuove per sabato 22 novembre 2025 l’iniziativa “Il cammino degli uomini... in cammino per Giulia e le altre”.

La manifestazione si aprirà alle 9:30 con il “Cammino degli uomini”, un raduno davanti alle scuole di via Porrettana: da qui partirà un cammino in silenzio, simbolo di rispetto e memoria per le donne uccise dalla violenza maschile. La marcia raggiungerà la piazzetta Gimbutas, dove si terrà un incontro con le donne e la lettura di testimonianze di chi ha vissuto situazioni di violenza.

Dalle 10:30 alle 12:30 seguirà la seconda parte dell’evento, “In cammino... per Giulia e le altre”, una camminata collettiva dalla piazzetta ai Prati di Mugnano, arricchita da interventi e letture sul tema della parità e del rispetto reciproco.

L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività che, anche a livello locale, intendono sensibilizzare la cittadinanza sul tema della violenza di genere, promuovendo un messaggio di responsabilità condivisa e partecipazione attiva. 

domenica 17 novembre 2024

Scarpette rosse in ceramica contro la violenza sulle donne

Nuova edizione della manifestazione il 25 novembre in 57 comuni

 


Scarpette rosse in ceramica "per aprire la mente dei cittadini e non lasciare nessuno indifferente" attraverso esposizioni, visite guidate, workshop e performance.

Torna lunedì 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la manifestazione organizzata da Aicc-Associazione italiana Città della Ceramica, nata nel 2017 da un'iniziativa del Comune di Oristano e giunta all'ottava edizione, che coinvolge 57 comuni italiani storicamente impegnati nella produzione e promozione culturale della ceramica artistica e artigianale italiana.
    "Ancora una volta, con 'Scarpette rosse in ceramica', i comuni aderenti all'Associazione italiana Città della Ceramica - spiega Massimo Isola, sindaco di Faenza e presidente dell'Aicc - celebrano la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, una ricorrenza oggi più che mai urgente e fondamentale per sensibilizzare e contrastare questo fenomeno.

Come Amministrazioni comunali dobbiamo continuare a riflettere su questa tematica, coinvolgere scuole, istituzioni, associazioni, cittadini, giovani e anziani". L'Aicc alza anche quest'anno il grido poetico e creativo dei suoi artisti per una testimonianza di lotta e solidarietà che ha le forme della materia plasmata da mani sapienti e portata nelle strade, nelle piazze, nei parchi o sui sagrati delle chiese, come anche dentro i palazzi, le scuole, i teatri. Nel cuore dei centri storici come in periferia: scarpe, sandali, zoccoli, stivali, modellati, cotti al forno, dipinti e smaltati di rosso rigorosamente a mano.
    Le iniziative, in continuo aggiornamento, sono consultabili sul sito www.buongiornoceramica.it e si svolgono in contemporanea nelle città italiane della ceramica. Da tre anni, inoltre, 'Scarpette rosse' è anche in Argentina grazie al Caac-Centro Argentino de Arte Cerámico, gruppo di donne ceramiste coordinato da Anita Bado con la giornata 'Ni una menos', il cui colore simbolico è il viola. (ANSA)
 

venerdì 24 novembre 2023

Violenza sulle donne, i risultati dell'indagine conoscitiva sul percorso protetto nei pronto soccorso


In vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che si celebra il 25 novembre, sono stati illustrati, presso il Ministero della Salute, i dati di una indagine conoscitiva sull’attuazione del percorso di assistenza sociosanitaria, all’interno dei pronto soccorso, per le donne vittime di violenza. In apertura dell'evento, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha osservato un minuto di silenzio in ricordo di Giulia Cecchetin e di Francesca Romeo. 

Per l’Oms la violenza contro le donne è uno dei principali problemi di salute pubblica: nel mondo 1 donna su 3 ha subìto violenza sessuale o fisica nel corso della propria vita. In Italia le donne che arrivano in pronto soccorso, dopo aver subito una violenza, possono trovare un percorso protetto che garantisce: cura, sicurezza e orientamento ai servizi antiviolenza per se stesse e i figli minori. In Italia si stima che circa l’8,6 % delle donne vittime di violenza che si rivolge al pronto soccorso, accede più di una volta.

Dal 2017 sono in vigore le Linee guida Percorso per le donne che subiscono violenza (Dpcm 24 novembre 2017) che forniscono alle aziende sanitarie e ospedaliere strumenti operativi per riconoscere la violenza e identificare tutti i suoi aspetti e protagonisti, supportare la vittima, stimare il rischio per la sua tutela, documentare con precisione la violenza, informare e indirizzare la vittima ai soggetti della rete.

A distanza di cinque anni dall’approvazione delle linee guida, il Ministero della Salute, tra giugno e settembre 2023, ha voluto verificare lo stato di attuazione delle Linee guida attraverso un questionario rivolto a tutte le strutture sanitarie con Dea di I o II livello, pronto soccorso o pronto soccorso pediatrico.

“Il nostro servizio sanitario mette a disposizione di tutte le donne una rete capillare di servizi sul territorio e il pronto soccorso è il luogo dove è possibile intercettare la vittima di violenza perché è qui che si cerca il primo intervento sanitario - ha detto il Ministro della Salute, Orazio Schillaci intervenendo all’evento - Come emerge dai dati del Sistema Emur per il monitoraggio dell’assistenza in emergenza-urgenza nel 2022 in Italia sono stati 14.448 gli accessi di donne in pronto soccorso con indicazione di violenza, con un aumento del 13% rispetto al 2021. E’ dunque fondamentale garantire percorsi di assistenza adeguati e una appropriata formazione degli operatori sanitari affinché possano riconoscere, assistere e indirizzare tempestivamente per la presa in carico nei percorsi delle apposite reti territoriali i casi di violenza sulle donne che si presentano al pronto soccorso”.

L’80% delle strutture (497 pronto soccorso sui 618 attesi) ha risposto al questionario, articolato in diverse sezioni tematiche: accesso al pronto soccorso, trattamento diagnostico terapeutico, dimissione, rete territoriale per la presa in carico, formazione.

L'analisi delle risposte all’indagine mostra che:

il 77% delle strutture ha in uso i protocolli attuativi del percorso per le donne che subiscono violenza

l’83% dei pronto soccorso assicura procedure diversificate e modalità di dimissione protetta nel caso di valutazione a rischio alto

presso il 79% delle strutture è individuato il referente del percorso

il 59% delle strutture assicura la presenza di una equipe multidisciplinare dedicata al percorso per le donne che subiscono violenza

nel 79% dei pronto soccorso sono presenti attività e percorsi di formazione e aggiornamento sulla violenza- per gli operatori sanitari

nel 98% delle strutture la donna viene informata della presenza sul territorio dei centri antiviolenza e nel 99,6% è garantita una puntuale informazione sulla possibilità di sporgere querela, anche contattando direttamente le forze dell’ordine

il 79% dei pronto soccorso assicura il supporto di mediatrici linguistico-culturali per via telefonica; solo nel 44% delle strutture avviene vis à vis in pronto soccorso

il 94% delle strutture garantisce, in presenza di figli minori, la possibilità che possano restare con la madre e che siano coinvolti nel suo stesso percorso

nel 62% delle strutture è presente un sistema per l’accompagnamento delle donne e degli eventuali figli a una struttura protetta esterna.

Non mancano aspetti che necessitano di ulteriore implementazione se si considera che solo il 28% delle strutture che risposto al questionario dichiara una presa in carico sociale attiva h24 e il 39% prevede figure di supporto per le donne con disabilità. 

mercoledì 6 settembre 2023

Una App contro la violenza sulle donne

E’ la proposta dell’onorevole Catia Polidori


Erika Seta, Annamaria Cesari e Costanza Bendinelli di Azzurro Donna-Forza Italia scrivono:   

Le violenze sulle donne e sulle bambine che le cronache riportano,  ci impongono un netto cambio di marcia. Non serve più parlare di parità di genere e di cultura perché ciò con cui ci si confronta è l'assenza dei più  basilari principi di umanità. 

Le donne devono difendersi, fare squadra, tornare a urlare il diritto ad uscire da sole la sera. Rischiamo che ciò rappresenti un enorme passo indietro, nella paura.

Con grande forza Azzurro Donna Emilia Romagna appoggia la proposta di Legge, che verrà presentata a settembre dall'on. Catia Polidori, coordinatrice nazionale di Azzurro Donna-Forza Italia di una App governativa che accompagni le donne nei percorsi stradali, geolocalizzazione all'occorrenza, in modo da non farle sentire sole e fornendo loro una protezione. Non ci si può più affidare al solo volontariato, urge una rete strutturata e competente. 

Bologna da tempo non è una città a misura di donna, lo stupro di via Don Manzoni è solo l'ultimo step. Riteniamo sia necessario coinvolgere attività commerciali, non solo serali, in un progetto di accoglienza, in modo che una donna in difficoltà possa chiedere aiuto presso un punto protetto, sensibilizzato e pronto a chiamare un taxi piuttosto che le Forze dell'Ordine. Questo non solo crea un percorso sensibile in città ma aiuta tutti ad essere coinvolti e attenti. 

Questo è ciò Azzurro Donna Bologna e Provincia si impegnerà a costruire nei prossimi mesi. 

mercoledì 23 novembre 2022

Clementine contro la violenza sulle donne in piazza a Bologna

Confagricoltura Donna Emilia Romagna: «Si rafforza l’impegno solidale delle imprenditrici agricole per aiutare le donne vittime di violenza a fronteggiare situazioni di grave disagio e pericolo»

 


di Barbara Bertuzzi

 

Da dieci anni la piazza di Bologna ospita l’evento di beneficienza “Clementine contro la violenza sulle donne”, organizzato da Confagricoltura Donna Emilia Romagna in occasione della giornata internazionale contro ogni forma di discriminazione e violenza di genere (il 25 novembre).

 

L’iniziativa che ha il patrocinio del Comune di Bologna, si svolgerà in collaborazione con Soroptimist International d’Italia, sabato 26 novembre, dalle ore 9 fino alle 19, nella centralissima via Rizzoli (angolo piazza Re Enzo), con l’offerta delle clementine simbolo dell’anti-violenza. Il ricavato andrà interamente alla Casa delle Donne Onlus di Bologna (www.casadonne.it). Così la presidente regionale di Confagricoltura Donna, Diana Bortoli: «Si rafforza, anno dopo anno, l’impegno solidale delle imprenditrici agricole per aiutare le donne vittime di violenza a fronteggiare situazioni di grave disagio e pericolo. Con orgoglio celebriamo il decennale delle “clementine antiviolenza”, ricordando sempre la giovane donna di Corigliano Calabro che ha ispirato il nostro appuntamento benefico: Fabiana Luzzi, bruciata viva dal fidanzato nell’estate del 2013 in un agrumeto della cittadina ionica». Chiunque potrà dare un piccolo contributo e portare a casa una confezione di Clementine IGP di Calabria, fornite da una azienda di Corigliano (CZ) che è gestita da socie di Confagricoltura Donna.  

 

Le “clementine antiviolenza” saranno nelle piazze di varie regioni d’Italia: in Lombardia, Piemonte, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. «Nella Giornata Internazionale contro la violenza di genere Confagricoltura Donna contribuisce, con l’agrume simbolo, alla campagna “Orange the world” dell’ONU - ha affermato Alessandra Oddi Baglioni, presidente di Confagricoltura Donna - I comportamenti violenti sono, purtroppo, declinati in vari modi all’interno delle mura domestiche, familiari e lavorative, a prescindere dal contesto economico e culturale. Il 25 novembre è un giorno importante, che non deve, però, rimanere un episodio rituale, ma porre le basi concrete per sradicare questo terribile fenomeno. Occorre potenziare la rete dei centri antiviolenza sul territorio e il forte e concreto impegno delle istituzioni». Come sottolineato dalla presidente nazionale del Soroptimist International d'Italia, Giovanna Guercio, «si moltiplicano le iniziative Soroptimiste che hanno al centro l’offerta delle "clementine antiviolenza" e che vanno ad inserirsi in un vasto programma di contrasto alla violenza contro la donna, che il Soroptimist mette in atto. La campagna di quest’anno READ THE SIGNS è rivolta proprio alla prevenzione della violenza, attraverso la identificazione dei segnali premonitori».

sabato 5 novembre 2022

Dalla Regione 2,5 milioni di euro per promuovere la parità di genere e contrastare la violenza sulle donne, gli stereotipi e le discriminazioni.

Iniziative di formazione e comunicazione per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socioculturali. Contributi fino all’80% per sostenere le iniziative di enti locali, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, onlus. Domande a partire dal 4 novembre


di Gianni Boselli

Proteggere, prevenire e contrastare qualsiasi fenomeno di violenza di genere e discriminazione. Questo attraverso il sostegno concreto a iniziative di formazione e comunicazione per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socioculturali ma soprattutto per eliminare le pratiche basate su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini.

È quanto previsto da un nuovo bando biennale della Regione che, stanziando 2,5 milioni di euro per il biennio per 2023/2024, punta a valorizzare e supportare le azioni e le iniziative che in Emilia-Romagna promuovono la diffusione di una cultura della parità e il contrasto agli stereotipi di genere e a ogni forma di discriminazione.
Un impegno che continua dunque al fianco delle tante realtà che sul territorio si attivano per rispondere ai bisogni e cogliere le opportunità di cambiamento.
Il bando prevede anche azioni rivolte a favore delle donne che vivono specifiche condizioni di fragilità, ma anche che si trovano a rischio di emarginazione sociale, discriminazione e violenza per la loro condizione di migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

A partire dal prossimo 4 novembre potranno presentare progetti gli enti locali, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e onlus. Le iniziative dovranno essere realizzate nel territorio emiliano-romagnolo: verranno, in particolare, valorizzate le iniziative che si realizzeranno nei comuni montani, nonché nei comuni che ricadono nelle aree interne.

Con questo nuovo bando prosegue l’impegno della Regione ad attuare i principi contenuti nella Legge regionale n. 6/2014 per la parità e contro le discriminazioni di genere e del Piano regionale contro la violenza di genere.

“Anche quest’anno, con il nostro bando, vogliamo valorizzare e sostenere azioni e progettualità su tutto il territorio regionale, per promuovere la cultura della parità e contrastare gli stereotipi di genere - afferma l’assessora regionale alle Pari opportunità, Barbara Lori -. Sono contenta di poter aumentare i fondi a disposizione per le tante realtà impegnate in iniziative a favore del cambiamento culturale. Solo insieme, facendo rete, potremo realizzare una società finalmente paritaria, in cui le donne siano libere di esprimere a pieno il loro potenziale”.

Nelle scorse edizioni del bando, sono stati 83 i progetti sostenuti, nel 2021 e 2022, dalla Regione con 2 milioni 120 mila euro, mentre nel 2020 sono state 67 le iniziative sostenuti con 1 milione di euro per promuovere le pari opportunità e contrastare le discriminazioni, gli stereotipi e la violenza di genere. A questi vanno aggiunti i 42 progetti promossi da enti locali e Terzo settore, finanziati con 1 milione e 350 mila euro, sempre tra il 2021 e il 2022, per sostenere la presenza paritaria delle donne nella vita economica, i percorsi di carriera e la promozione di progetti di welfare aziendale.

Il bando
Le domande dovranno essere presentate per via telematica e corredata della relativa documentazione, dalle ore 10 del 4 novembre 2022 ed entro le ore 13 del 2 dicembre 2022.
I progetti dovranno avere un costo compreso tra i 10 mila e i 50 mila euro e il contributo potrà arrivare a coprire fino all’80% delle spese.  Tutti gli interventi dovranno essere realizzati tra il 2023 e il 2024.
La domanda e la modulistica allegata deve essere sottoscritta, per tutti i soggetti proponenti, esclusivamente dal legale rappresentante. Il servizio online è disponibile nella sezione “leggi atti bandi” del sito http://parita.regione.emilia-romagna.it/.

(Suggerito da Dubbio)

sabato 22 ottobre 2022

Violenza sulle donne: due uomini arrestati per aver violato il provvedimento del giudice.

Foto d'archivio

 

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

 

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna hanno arrestato due persone, in entrambi i casi per la violazione del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

Il primo episodio risale al 18 ottobre u.s. a Casalecchio di Reno, dove i Carabinieri hanno arrestato un 34enne serbo che si trovava nell’abitazione della ex convivente, connazionale 27enne, nonostante il provvedimento del giudice che disponeva il contrario, emesso il 30 gennaio 2021. All’epoca l’uomo era stata colpito dalla misura cautelare a seguito della denuncia per maltrattamenti in famiglia che la donna, da cui ha avuto cinque figli (di età compresa tra i 3 e i 9 anni) aveva sporto ai Carabinieri. Lo scorso 18 ottobre i Carabinieri si sono recati a casa della donna per altri motivi e solo casualmente quando sono entrati nell’appartamento hanno trovato anche il 36enne insieme alla ex. Nonostante i suoi tentativi di riallacciare i rapporti con la donna, l’uomo è stato tratto in arresto e portato alla Dozza, ove si trova tuttora ristretto.

 Il secondo episodio risale al 20 ottobre u.s. quando a Bologna i Carabinieri hanno arrestato un 32enne marocchino che il 23 settembre scorso era stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento all’ex convivente, 26enne italiana, da cui nel 2019, nel corso di una relazione durata qualche anno, aveva avuto una figlia. A seguito della gelosia e del carattere violento dell’uomo, la giovane madre lo aveva denunciato e l’Autorità Giudiziaria era intervenuta con una misura cautelare che il 32enne non ha rispettato. Il pomeriggio di giovedì 20 ottobre, infatti, i Carabinieri della Centrale Operativa di Bologna hanno ricevuto la telefonata della 26enne che chiedeva aiuto perché aveva paura in quanto l’ex compagno l’aveva seguita sino a lavoro, un ristorante in centro città. I Carabinieri recatisi sul posto hanno rintracciato e arrestato lo straniero.

giovedì 17 marzo 2022

Camugnano ha la Panchina Rossa

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti anche gli allievi e gli studenti delle scuole comunali


di Maria Elena Mele

“No alla violenza sulle donne e no alla guerra” è il messaggio lanciato dal Camugnano in occasione dell’inaugurazione della panchina rossa collocata presso il Belvedere parco giochi “don Antonio” e realizzata da Davide Venturi. Una iniziativa che ha coinvolto tuta la comunità. In tanti, nel rispetto delle normative sanitarie, hanno partecipato alla cerimonia compresi gli alunni delle classi delle scuole primarie e secondarie.



L’iniziativa fa parte delle manifestazioni che si sono svolte nell’area metropolitana di Bologna in occasione della Giornata internazionale della donna, la “panchina rossa”, infatti, è il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

Nel suo discorso l’assessora, Anna Maria Masinara, ha ricordato i dati del fenomeno che in Italia e nel mondo coinvolge una donna su 3. Nel 2021 sono state uccise 118 donne di cui 102 in ambito familiare o affettivo; di queste 70 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner. “Oltre a queste violenze e brutalità stiamo assistendo inermi ad altra violenza e brutalità dettata per lo più da interessi economici e politici. Tutto questo è terrificante ed è la dimostrazione di quanto poco possano valere le nostre vite, di quanto le nostre libertà conquistate a caro prezzo siano appese ad un filo sottilissimo, è la dimostrazione di quanto il passato non abbia insegnato nulla se non a riproporci un déjà-vu degli stessi errori e degli stessi orrori,” ha dichiarato l'assessora.


Il sindaco di Camugnano, Marco Masinara, ha
aggiunto: 

“Il tema della violenza contro le donne è un tema che tocca tutti i territori e che chiama la società civile ad un’assunzione di responsabilità. Da Camugnano lanciamo un messaggio per sensibilizzare ed impegnare le istituzioni, le forze dell’ordine, i servizi sociali e le associazioni del territorio, affinché si contrasti la violenza verso le donne anche attraverso la prevenzione. Partiamo quindi dalle scuole perché senza le nuove generazioni non è possibile vincere la violenza e riuscire nel percorso di crescita della società che passa attraverso il rispetto dell’altro. Sentimento che deve essere sempre presente tra uomini e donne e tra tutte le persone. Ringrazio i ragazzi il corpo docente ed i dirigenti del nostro plesso scolastico che, assieme ai servizi sociali ed alle forze dell’ordine, stanno per dare avvio ad un percorso di sensibilizzazione e informazione finalizzato alla prevenzione della violenza di genere” 

mercoledì 6 gennaio 2021

Violenza sulle donne. Gli ultimi dati spaventano


Il Coordinatore Regionale Azzurro Donna di FI Emilia Romagna, Erika Seta, scrive:


Negli ultimi mesi il report di casi di violenze domestiche sulle donne è diventato quotidiano. L’incremento di applicazione del Codice Rosso è esponenziale.

I dati sono estremamente preoccupanti e la politica non può trascurarli. E' una delle rette parallele al Covid.

La nostra Regione vanta attenzione sul tema ma non abbastanza si è fatto. È necessaria maggiore capillarità dei luoghi di accoglienza, soprattutto in quelle realtà più periferiche dove chiedere aiuto può essere più complicato.

La stanza rosa presso le Caserme dei Carabinieri in molte realtà non è applicabile, per svariati motivi anche edilizi soprattutto ove la struttura sia di proprietà privata. Chiediamo quindi  che la sua costituzione sia estesa anche alle caserme e ai presidi delle Polizie Locali, dove, per altro, in molti Comuni,  sono presenti anche agenti donna. Gli agenti di PL potrebbero essere formati dalla Regione sui complicati applicativi del Codice Rosso e sulle modalità di accoglienza delle denunce per violenza in modo da avere personale preparato. La richiesta che viene da Azzurro Donna si rivolge ai Sindaci perché valutino di costituire spazi dedicati e alla Regione perché si occupi di questo fenomeno assistendo la formazione del personale.

 

mercoledì 25 novembre 2020

Inaugurazione di una panchina rossa contro la violenza sulle donne a Casalecchio di Reno


Il Comune informa:

 

Dopo quella in via Marconi, nel giardino antistante la Coop 3.0, oggi, mercoledì 25 novembre, alle 16,verrà inaugurata al Parco Faianello la seconda panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne.

Saranno presenti alla inaugurazione il sindaco Massimo Bosso, Concetta Bevacqua, assessore alle Pari opportunità e Lorenzo Gallo, presidente Pubblica Assistenza di Casalecchio di Reno.

 L’iniziativa, a cura del Comune di Casalecchio di Reno e della Pubblica Assistenza, non sarà in presenza di pubblico per le note disposizioni anti assembramenti per la lotta contro la pandemia da Covid19.

Concetta Bevacqua, assessore alle Pari Opportunità sottolinea “l’importanza simbolica di questa inaugurazione; anche in un periodo difficile come questo non bisogna abbassare la guardia nella lotta contro la violenza sulle donne. L’Amministrazione comunale è da sempre attenta a questo tema così importante e la seconda panchina rossa nel territorio lo testimonia in maniera esemplare”.

 

mercoledì 5 agosto 2020

A Marzabotto è in produzione l'infradito contro la violenza sulle donne

Parte del ricavato delle vendite sosterrà il centro antiviolenza gestito dall’associazione Mondodonna

 
di Carmine Caputo

Si chiama “l’infradito solidale” ed è una calzatura molto particolare perché nasce dalla collaborazione tra l’associazione benefica Faedesfa No Profit di Fratta Polesine (Rovigo) con la storica azienda “Tacchificio Monti” di Marzabotto.
Qui infatti verranno create le infradito, con il cui acquisto si contribuisce alla realizzazione dei progetti solidali pensati da Faedesfa in collaborazione con altre associazioni che hanno scelto di aderire.
«Tutto è nato dalla proposta di Gabriele Monti, uno dei titolari del Tacchificio Monti, di reimpiegare degli stampi per calzature non utilizzati da tempo» spiega il presidente di Faedesfa, Andrea Pezzuolo. «L’idea di dare nuova linfa a questi stampi è presto arrivata, grazie al sostegno del Tacchificio Monti un’azienda “a ciclo completo” del settore calzaturiero il cui punto di forza è la capacità di sviluppare il prodotto in sequenza, dal design alle finiture».
La sfida è quella di realizzare un gadget unico, di largo consumo, alla portata di tutti che consenta di aiutare e di fare del bene, che renda insomma contagiosa la solidarietà. Faedesfa No Profit ha infatti esteso l’iniziativa a diverse realtà associative che con il ricavato dell’infradito solidale potranno sostenere i loro progetti. Le infradito sono già in commercio, costano 17 € e si possono richiedere in diversi colori. Basta accedere al sito infradito.faedesfa.org e indicare nell’ordine quale realtà di volontariato si vuole sostenere. Nel caso del territorio bolognese, l’associazione destinataria di questi fondi sarà Mondodonna onlus.
 
L’amministrazione comunale di Marzabotto ha subito accolto favorevolmente questa idea, visto che oltre tutto la collaborazione con Faedesfa risale allo scorso autunno, quando con le strenne di Natale si raccolsero le risorse necessarie ad avviare lo sportello contro la violenza sulle donne gestito proprio da Mondodonna. Il centro antiviolenza CHIAMA chiAMA offre gratuitamente ascolto e sostegno alle donne, sole o con figli, vittime di violenza e discriminazione di genere, di tratta e sfruttamento sessuale, in situazioni spesso aggravate da difficoltà sociale e economica. È disponibile telefonicamente, è aperto in municipio il terzo giovedì di ogni mese, e sempre nei corridoi degli uffici comunali è presente una cassetta delle lettere dove le donne possono inserire una richiesta di aiuto in maniera molto riservata.
 
«Quello che ci è piaciuto di più di questa iniziativa» spiega l’assessora comunale Simona Benassi ( a destra nella foto) «è questa sinergia tra realtà diverse, questa idea di fare squadra tra Comune, associazioni e imprenditori per raggiungere un obiettivo condiviso, che è quello di aiutare le donne vittime di abusi»
Commentando il progetto delle Infradito solidali Loretta Michelini, presidente dell’Associazione MondoDonna, ha spiegato che si tratta di «Un altro tassello a sostegno del principio di ‘prossimità’, quello che permette alle donne con vissuti di violenza e di fragilità di trovare un aiuto immediato e vicino»

venerdì 10 luglio 2020

A Tolè il restauro della panchina contro la violenza sulle donne

Il paese si rimette a nuovo con l’obiettivo di accogliere i visitatori durante la stagione estiva. E tra le panchine ce ne sarà una rossa

di Carmine Caputo


Nel centro di Tolè di Vergato è apparsa una panchina rossa, che sarà inaugurata ufficialmente domani, sabato 11 luglio alle 18. A volerla è stata l’associazione Fontechiara e l’amministrazione comunale di Vergato, mentre a renderla unica c’è il gusto artistico della pittrice Nadia Cristoni che l’ha decorata, oltre a riportare la frase di Isamov “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”.
Non si tratta di una citazione casuale, visto che la panchina serve a richiamare l’attenzione sul drammatico tema della violenza contro le donne e del femminicidio, come spiega il sindaco Giuseppe Argentieri «Siamo molto contenti di questa panchina e di ciò che rappresenta, perché il contrasto alla violenza contro le donne è un tema che sta molto a cuore alla nostra amministrazione».
Va sottolineato che a Vergato da tempo è attivo uno sportello contro la violenza sulle donne gestito dall’associazione MondoDonna e aperto il secondo e quarto lunedì di ogni mese dalle 9,30 alle 13,30 in municipio. Alla inaugurazione sarà presente Barbara Niccoli, responsabile del servizio sociale professionale dell’Unione, e la comandante della polizia locale di Vergato Elena Corsini.
Oltre tutto i volontari dell’associazione Fontechiara di Tolè, con l’aiuto di alcuni artisti tra cui appunto Nadia Cristoni e Loredano Sammartino si sono messi al lavoro per restaurare alcune delle oltre cento opere tra murales, bassorilievi, quadri e sculture che arricchiscono il centro del paese. In effetti molte opere sono esposte all’aria aperta da più di vent’anni e i segni del tempo cominciano a farsi sentire.
Grazie alla collaborazione con la il Comune, la proloco e la polisportiva locale, inoltre, tutto l’arredo urbano è stato restaurato con i volontari che hanno dipinto e sistemato panchine e lampioni.


lunedì 6 luglio 2020

Violenza sulle donne, mariti italiani arrestati nel fine settimana

Due uomini a Casalecchio di Reno e a Castiglione dei Pepoli sono stati denunciati dalle mogli per maltrattamenti

Riceviamo

Minacciate, maltrattate e picchiate. Due casi nel giro di poche ore a Casalecchio e a Castiglione e due  italiani, di 45 e 52 anni, finiti in manette dopo le denunce delle rispettive compagne, entrambe straniere.

A Casalecchio nella notte tra sabato e domenica, è stato arrestato un 45enne mantovano a cui la magistratura aveva vietato di avvicinarsi all’abitazione e ai luoghi frequentati dalla donna, che lo aveva già denunciato in passato. Poco prima dell'una, una 16enne ha chiamato il 113 per dire che i genitori stavano litigando violentemente. In casa i militari hanno trovato il 45enne ubriaco e lo hanno arrestato. La moglie, una 37enne polacca, ha poi spiegato ai carabinieri che l’uomo si era presentato a casa sua e che lei, visto lo stato in cui si trovava, lo aveva messo a letto e si era chiusa in bagno, temendo che potesse dare in escandescenze. La preoccupazione della donna si è poi rivelata giustificata, perché il marito dopo aver sfondato la porta del bagno aveva tentato di strozzarla, fortunatamente senza procurarle lesioni gravi. La vittima è riuscita a liberarsi e a scappare, mentre la figlia ha chiamato i carabinieri, facendo arrestare il 45enne.

A Castiglione dei Pepoli è stato arrestato un 52enne originario di Prato, che ha preso a calci la moglie, una 37enne marocchina. A chiamare il 112 è stata la donna. Dopo essere riuscita a scappare ha raccontato di essere stata maltrattata per anni dal marito. La vittima, spiegano i carabinieri, aveva dei grossi lividi su una gamba, e per questo è stata accompagnata al pronto soccorso.

venerdì 14 febbraio 2020

A Casalecchio di Reno si fa la maglia contro la violenza sulle donne


Il comune informa:

Il gruppo CasalecchioMaglia, insieme alla Biblioteca 'C. Pavese', dà appuntamento per domani, sabato 15 febbraio, dalle 9.30 alle 13, all’interno della Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno, per fare la maglia assieme a favore di 'Viva Vittoria!', iniziativa nata a Brescia nel 2015 contro la violenza sulle donne.

Si tratta di una opera relazionale condivisa che invita tutte le donne a creare un modulo di 50X50 ciascuna a maglia o ad uncinetto, che sarà poi unito a tanti altri e così riprendere simbolicamente in mano la propria esistenza e produrre un cambiamento individuale e sociale.

Le coperte cucite in tutta Italia saranno poi oggetto di una raccolta fondi a favore di Casa delle Donne, Mondo Donna, SOS Donna e UDI per il sostegno delle donne vittime di violenza.
La partecipazione è libera.

Per contattare CasalecchioMaglia: maglialenta@gmail.com

martedì 26 novembre 2019

Lucia Borgonzoni e Silvia Piccinini sulle dichiarazioni del consigliere di Casalecchio La Morgia



Continuano le reazioni alle dichiarazioni del consigliere comunale di Casalecchio di Reno riguardo la 'violenza sulle donne'.

La candidata alla presidenza delle Regione, Lucia Borgonzoni, scrive:

"Bene che Umberto La Morgia si sia scusato. Quelle dichiarazioni erano inaccettabili. Dopo il Codice Rosso, da noi voluto al governo, avanti con l'impegno concreto a tutela delle donne. C'è tanto da fare, soprattutto in una regione come l'Emilia Romagna dove, ahinoi, gli stessi dati Defr 2020 mostrano che le percentuali di violenze - sessuale, domestica, fisica - sono superiori alla media nazionale".
 
Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, commenta :
"Le parole del consigliere La Morgia sulla violenza contro le donne sono di una arretratezza culturale e morale inaudita. Mi aspetto che La Morgia rassegni immediatamente le dimissioni dal Consiglio comunale”. È quanto dichiara Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alle esternazioni del consigliere comunale di Casalecchio della Lega, Umberto La Morgia, secondo cui il “90% delle denunce sulla violenza sulle donne sono false”. “Un pensiero di questo tipo è aberrante per qualsiasi uomo, figuriamoci per un rappresentate delle istituzioni – continua la consigliera regionale M5S – Quello che ha scritto su Facebook è inaccettabile e di certo non bastano le prese di distanze imbarazzate del suo partito. Davanti alle tragedie quotidiane che riguardano la vita delle donne non è possibile che ci sia qualcuno che ne metta in dubbio la veridicità o, peggio, faccia partire un dibattito sulla parità di genere declinata sulla violenza”.