Visualizzazione post con etichetta OSPEDALE DI PORRETTA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta OSPEDALE DI PORRETTA. Mostra tutti i post

giovedì 9 luglio 2020

Temporanea sospensione dell’attività chirurgica all'Ospedale di Porretta per la rottura di un tubo.

L’attività riprenderà regolarmente, domani 10 luglio

L'Azienda USL di Bologna informa

Sospesa per l’intera giornata di oggi, 9 luglio, l’attività chirurgica dell’Ospedale di Porretta Terme a causa della rottura di un tubo, avvenuta la notte scorsa, con fuoriuscita di acqua potabile in un locale attiguo al blocco operatorio.
Gli operatori del servizio tecnico, al lavoro dalle prime luci dell’alba, hanno già sostituito il tubo e stanno completamento i controlli nell’area interessata. L’attività chirurgica riprenderà regolarmente domani, venerdì 10 luglio.
12 interventi non urgenti (7 di oculistica e 5 di ortopedia), in programma per oggi, sono stati riprogrammati per la prossima settimana.
Il resto dell’Ospedale non è stato coinvolto e l’attività procede regolarmente. 


lunedì 11 dicembre 2017

Il vento ha danneggiato la copertura del tetto dell’Ospedale di Porretta. Nessuna Interruzione dell’attività.

Apprendiamo :


Le forti raffiche di vento, fino a 180 chilometri orari rilevate dalla stazione metereologica del Comune, che oggi hanno battuto l’Appennino, hanno sollevato alcune lamiere del tetto dell’Ospedale di Porretta Terme.
Non ci sono stati danni alle persone. Tuttavia per precauzione è stato temporaneamente chiuso l’accesso principale dell’Ospedale, tranne quello del Pronto Soccorso, che è sempre rimasto aperto.
L’attività dell’Ospedale non ha subito interruzioni.   

Sono intervenuti Polizia Municipale, Vigili del Fuoco e personalmente il Sindaco di Alto Reno Terme Giuseppe Nanni.


mercoledì 26 luglio 2017

Il Comitato Noi Voi Vergato chiama i cittadini alla mobilitazione in difesa dell'ospedale di Vergato.

Il Comitato Noi Voi Vergato spara a zero contro gli amministratori della Valle del Reno e accusa: " Il Diavolo fa le pentole e non i coperchi e guardando ciò che bolle nella pentola della sanità in Appennino si verifica quanto falsi siano certi politici. I sindaci parlano in un modo e si comportano in un altro, quello opposto". 

Il comitato ha riportato le accuse in un comunicato  che pubblichiamo: 

C'era un bellissimo film intitolato “IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI”...... purtroppo la pagina delle Amministrazioni comunali di Marzabotto, Vergato, Grizzana Morandi, Castel D'Aiano, con a capo i Sindaci, stanno scrivendo un altro film: “IL SILENZIO DEI COLPEVOLI”.

Ormai in Italia siamo caduti talmente in basso che non esiste neppure la vergogna delle schifezze che si fanno.

Il Presidente del Distretto Socio Sanitario, nella persona del Sindaco Marco Mastacchi, ha dichiarato ad un giornalista del Resto del Carlino, in risposta al nostro comunicato della scorsa settimana, che non gli risulta nessun trasferimento del reparto di Ortopedia di Vergato..... o il sindaco suddetto pecca di falsità o la sua figura istituzionale non ha nessun valore visto che l'Azienda Sanitaria non ha ritenuto opportuno informarlo, come non ha ritenuto opportuno informare i sindaci del territorio......

Guarda caso era informato solo il sindaco Giuseppe Nanni, il quale lo scorso giugno ha dichiarato in un'intervista pubblicata su un mensile del territorio l'arrivo di Ortopedia ad Alto Reno Terme......


…..ed improvvisamente “IL SILENZIO” da parte di tutti: Asl, Amministrazioni, Distretto, Comitato Costa, dipendenti che naturalmente non parlano..(..forse perchè hanno paura??!!??).... Ma qui casca l'asino perché un abitante di Alto Reno Terme, non troppo campanilista, ci ha inviato le foto del futuro ambulatorio e Sala Gessi che verranno sistemati di fianco al Pronto Soccorso dell'Ospedale Costa (a fianco) .

Ora sì, capiamo tutto questo tacere e ce ne dispiace, ma se solo immaginassero che fine farà l'Ortopedia con queste politiche, se ne guarderebbero nel volerla a Porretta eviterebbero sicuramente questo trasferimento a tutti i costi!

In primo luogo ci risulta che il reparto di Ortopedia attualmente operi 4 giorni la settimana e ci chiediamo: all'Ospedale Costa operano già Chirurgia, Oculistica, Urologia e Ginecologia, quindi come sarà possibile garantire lo stesso numero di interventi ortopedici effettuati fino ad ora? Come faranno le fratture ad essere operate in urgenza?

Il Comitato e le migliaia di cittadini che hanno manifestato il loro disappunto per questa riorganizzazione esigono delle risposte.
Siamo stanchi di questi SILENZI che parlano più di ogni altra cosa e perciò chiediamo a tutte le Associazioni di Volontariato di farsi sentire insieme a noi, come l'8 aprile, il giorno della manifestazione...... AVIS, Alpini, Associazioni Sportive, Non solo mamme e cittadini tutti: non lasciamoci sopraffare da questa arroganza di potere…..dobbiamo restare uniti, altrimenti ci faranno fare la guerra fra noi per impedirci di lottare contro di loro!!! Non meno colpevoli sono anche quelle forze politiche che già due anni fa, chiedendo loro aiuto, ci hanno risposto che ormai non c'era nulla da fare. Due anni fa, capito? Mentre ora prendono spunto dalle nostre iniziative e si fanno i porta bandiera, con articoli e interpellanze, di una battaglia che non gli appartiene perché per loro era già persa, come abbiamo detto all'inizio non c'è limite alla vergogna.

giovedì 29 ottobre 2015

La discussione sugli ospedali di Vergato e di Porretta non si ferma.




Il presidente del Comitato Noi Voi Vergato, Loris Bonantini (nella foto), interviene in merito all'incontro pubblico che si è tenuto a Vergato lunedì scorso finalizzato a fare il punto 'sulla salute' degli ospedali di Vergato e di Porretta e scrive:

“Mi ritengo soddisfatto della serata. In primo luogo sono molto contento della collaborazione con il Comitato per la difesa dell'ospedale Costa di Porretta Terme, in quanto ciò conforta la convinzione di molti che i campanilismi in montagna non hanno piu' necessita' di esistere.

Vorrei rimarcare che è stato molto apprezzato l'intervento del Sindaco di Granaglione, Giuseppe Nanni, nel quale ha sottolineato come la montagna si deve coalizzare per fare massa critica e spuntarla nei confronti della Citta' Metropolitana che, allo stato attuale, e' completamente sorda verso le necessita' della montagna.
Chi ha investito 48 milioni di euro su i due presidi ospedalieri di Vergato e Porretta deve sapere che combatteremo con grande tenacia affinche' non vengano depotenziati. Il paventato trasferimento di Ortopedia a Porretta, da molte voce ritenuto possibile, non sarebbe che il primo passo verso lo scardinamento dei servizi sanitari in montagna, in quanto gli abitanti dei comuni più vicini alla città andrebbero al Maggiore. Una diminuzione di utilizzatori darebbe credito a chi vuol dipotenziare le presenze ospedaliere. I cittadini dell'Appenino pagano le tasse e hanno quindi pieno diritto ad avere servizi adeguati a comunità che si dicono 'civili'. Un abitante della montagna dovrebbe farsi 1 ora di auto per andare a Bologna. Perche'se Ortopedia andasse a Porretta sarebbe il primo petalo per far diventare i due presidi ospedalieri due nosocomi di comunità. Lo volete capire???

venerdì 17 ottobre 2014

Simone Contro è in 'sciopero della fame' per riavere la 'maternità' a Porretta Terme.



Di Renzo Zagnoni

Invio uno scritto di Simone Contro che ha iniziato lo sciopero della fame per richiamare l'attenzione  sul fatto che, dopo la chiusura del punto nascita dell'ospedale di Porretta Terme, sta per essere chiusa anche la pediatria. Una frana continua dei servizi sanitari della montagna.
Stiamo anche per iniziare uno sciopero della fame a staffetta per sostenere l'amico Simone in questa impari lotta contro le insensate decisioni della Regione Emilia Romagna, che sa solo tagliare.

Simone Contro
Ecco il comunicato di Simone :

Scrivo la presente in qualità di consigliere comunale di Porretta Terme con tessera PD che da sei giorni ha intrapreso lo sciopero della fame in difesa dei servizi sanitari in montagna e contro i continui depotenziamenti che viviamo in questi messi sull'Ospedale Costa, il nuovissimo plesso ospedaliero costruito tre anni fa e su cui la regione E.R. ha investito 21 milioni di euro.
L’ospedale Costa è stato uno dei primi ospedali progettato secondo il modello di intensità di cura, attraverso la sua messa in rete con le strutture dell’area metropolitana, in un meccanismo grazie al quale tutto il servizio sanitario provinciale mira a raggiungere un livello di maggiore efficienza, efficacia ed equità.
Inutile sottolineare come questo delicato e complesso meccanismo funzioni se non si perdono pezzi. Ovvero se a tutti gli ospedali in rete, i cosiddetti “spoke”, operano nel pieno delle loro potenzialità.
Da questo punto di vista assistiamo, ormai da quasi un anno a questa parte, al progressivo depotenziamento delle strutture sanitarie montane, culminato, lo scorso 14 febbraio, con la chiusura del punto nascite dell’ospedale Costa. Per dovere di cronaca, ricordo che la principale motivazione a giustificazione di tale scelta, in stridente contrasto con il progetto che è alla base dell’ospedale stesso, è stata la mancanza di un numero di parti sufficiente a garantire la sicurezza delle madri, stimato nella soglia dei 500 parti l’anno. A questa giustificazione, le amministrazioni comunali, i comitati civici e i cittadini coinvolti hanno sempre obiettato con due semplici argomentazioni. Perché se l’Ospedale Costa – come le sue attrezzature e le sue professionalità - è in rete con il Maggiore di Bologna il numero di parti viene calcolato su un nosocomio solo? Non dovrebbe essere frutto della loro somma? E anche ammettendo, e non lo sto facendo, il principio del calcolo dei parti per ogni singola struttura, per quale ragione sul territorio regionale sussistono ben quattro punti nascita con un numero di parti inferiori alla famigerata soglia dei 500 (Borgo Val di Taro, Castelnuovo nei Monti, Pavullo nel Frignano, Porretta Terme) ma solo uno è stato chiuso?
A queste contro-deduzioni, come ben ricordo, nessuno ha mai saputo o voluto rispondere. Quanto al tema della sicurezza delle madri, non serve fare grandi ragionamenti di principio, poiché a parlare, in questo caso, sono i fatti. Da quando il punto parto di Porretta è stato chiuso, infatti, si sono verificate ben quattro nascite in situazioni di emergenza. Parliamo di bambini nati in ambulanza o direttamente a casa delle partorienti. Quattro parti in queste circostanze straordinarie e nel giro di poco meno di sei mesi rappresentano (oltre ad un mezzo miracolo per via delle tragedie mancate e la contraddizione delle motivazioni alla base della chiusura del punto parto) la dimostrazione più lampante che togliere o depotenziare un presidio sanitario in montagna, a più di sessanta chilometri dalla città, rappresenta il vero pericolo per la salute dei suoi abitanti, nonché, cosa ben più grave, la negazione del principio di equità tra i cittadini che abitano l’area urbana e quelli che vivono nella sua periferia.
Ma non è finita. Voci insistenti provenienti dal sindacato e dall'assemblea dei sindaci di distretto sostengono che presto anche il reparto di Pediatria sarà messo in discussione. Fino all’anno scorso non avrei mai dato peso a voci del genere, soprattutto se riguardanti un nosocomio nuovo di zecca, costato più di venti milioni di euro e su cui lo stesso presidente di Regione, allora Vasco Errani, aveva dato pubbliche e precise rassicurazioni.
Oggi non voglio immaginare cosa potrebbe seguire alla chiusura di pediatria. Oggi le cose, nel nostro territorio, sono molto cambiate. La gente che non è sfiduciata è arrabbiata. Arrabbiata e delusa verso una politica che non coinvolge, non motiva, e taglia.
Siamo molto preoccupati per quanto riguarda il futuro del nostro diritto alla salute, e chiediamo risposte chiare ed inequivocabili.
Io sono un semplice consigliere comunale con la tessera del PD, ma non posso sostenere la paura di svegliarmi una mattina e leggere sul giornale di una tragedia che non ho fatto abbastanza per evitare.
Non chiediamo cose impossibili. Si tratta di mettere in sicurezza il percorso nascite cui vanno incontro le future madri della nostra zona e, più in generale, di dare risposte riguardo al futuro dei servizi sanitari nella nostra zona.
Nella mia personalissima iniziativa ho scritto lettere aperte sia a Bonaccini che a Merola, e non mi fermerò finchè non avrò ottenuto pubbliche delucidazioni sul futuro del nostro ospedale.

giovedì 13 febbraio 2014

'L'ospedale di Porretta Terme non verrà smantellato, anzi è stato e sarà potenzialo', parola di Direttore.




Il direttore della Azienda USL di Bologna, Ripa di Meana (nella foto) , interviene in merito alle polemiche che si sono sviluppate sul trasferimento della funzione di parto dall’Ospedale di Porretta Terme, e precisa:

“Non abbiamo alcuna intenzione di smantellare, come qualcuno afferma, l’Ospedale di Porretta Terme, né tanto meno di penalizzare i cittadini residenti in montagna. Anzi in quest’ultimo anno abbiamo investito risorse per il rilancio delle attività chirurgiche generali e specialistiche, con evidenti e notevoli risultati negli ultimi quattro mesi. Nella decisione assunta dalla Azienda, e nelle riflessioni che l’hanno preceduta, hanno prevalso l’attenzione e il rispetto per i requisiti di attività, qualità e sicurezza per le donne e i bambini. Questi requisiti  sono stabiliti in maniera incontrovertibile dal P.S.N. 2011-13 e dall’atto della Conferenza Stato-Regioni del 2010, sulla base delle indicazione delle società scientifiche, e ripresi ancora di recente dalle disposizioni previste dalla delibera della Regione Emilia-Romagna riguardante le ‘Linee di finanziamento e programmazione 2013’, per garantire una adeguata qualità della assistenza. Rappresentano, ormai, un patrimonio acquisito e consolidato della comunità scientifica e professionale’, come è confermato anche dalle dichiarazioni pubbliche di quest’oggi dei Presidenti della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) e della Associazione dei Ginecologi Ostetrici Ospedalieri Italiani (AOGOI), che raccolgono più del 90% dei professionisti impegnati in questa area clinica.

Il trasferimento della funzione di parto dall’Ospedale di Porretta Terme ha seguito l’iter programmatorio previsto nelle sedi istituzionali competenti. E’ stato oggetto di discussione e approvazione all’interno della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Bologna, è stato discusso nel Comitato di Distretto di Porretta Terme, composto dai Sindaci dei 13 Comuni interessati, e nel corso di incontri regionali, ultimo in ordine di tempo l’audizione dei Sindaci in Commissione Politiche per la salute e politiche sociali dello scorso 21 gennaio.

In tutte queste sedi è stata ribadita la necessità di procedere al trasferimento delle funzioni di parto dell’Ospedale di Porretta Terme, il cui livello di attività è ben al di sotto dei 500 parti per anno stabiliti come soglia minima per la sicurezza delle donne e dei bambini. Nel 2012 i parti eseguiti presso l’Ospedale di Porretta sono stati 140, nei primi undici mesi del 2013 solo 78.

Le considerazioni che hanno condotto al trasferimento dei parti riguardano esclusivamente la qualità e la sicurezza di quella funzione specifica, e non l’attività complessiva dell’Ospedale, che l’Azienda Usl di Bologna considera strategico, congiuntamente con quello di Vergato, e sul quale continua ad investire come presidio di riferimento per il territorio della montagna e per le aree limitrofe, comprese quelle  toscane prossime.
E’ bene ricordare che si tratta del primo ospedale dell’Azienda, e di uno dei primi in Italia, ad avere riorganizzato completamente le proprie aree di degenza secondo il modello della intensità di cura e complessità della assistenza. E’ inserito, inoltre, nella rete metropolitana per la gestione della emergenza, dello Stroke e delle malattie cardiologiche e ha sviluppato una attività chirurgica di eccellenza, potenziando le sue vocazioni storiche, per la day surgery e la media complessità, attività queste ultime che sono state concentrate sull’Ospedale”.


martedì 11 febbraio 2014

Ospedale di Porretta Terme, da venerdì 14 trasferita la funzione di parto.



ASL informa: 

Dalle  8 di venerdì 14 febbraio la funzione di parto dell’Ospedale di Porretta Terme sarà trasferita e presa in carico dalle Maternità dell’Azienda Usl e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna.
Le donne in gravidanza potranno scegliere, infatti, il punto nascita nel quale partorire tra i tre presenti nel territorio metropolitano, Ospedale Maggiore, Ospedale S.Orsola-Malpighi, Ospedale di Bentivoglio.

L’Azienda Usl di Bologna ha informato delle nuove modalità di assistenza al parto il Sindaco di Porretta Terme, Gherardo Nesti, il Sindaco Presidente del Comitato di Distretto, Sandra Focci, i co-Presidenti della CTSS di Bologna, Beatrice Draghetti e Luca Rizzo Nervo, oltre che i professionisti coinvolti.

L’Azienda sta contattando direttamente, attraverso i professionisti che le hanno seguite in gravidanza, tutte le donne del distretto di Porretta Terme in gravidanza a termine prese in carico, in maniera da accompagnarle nella parte finale del percorso e affidarle al Punto Parto prescelto dalla gestante tra Ospedale Maggiore, Ospedale S. Orsola-Malpighi, Ospedale di Bentivoglio.

Per le donne in gravidanza residenti nei comuni del distretto di Porretta Terme continuerà ad essere attivo il Percorso Nascita presso i consultori di Castiglione dei Pepoli, Porretta Terme, Vado, Vergato. Un percorso nel quale le ostetriche accolgono, informano e valutano l’evoluzione della gravidanza, predisponendo e prenotando tutta la diagnostica necessaria allo screening prenatale presso gli ospedali di Porretta Terme e Vergato. Anche l’appuntamento presso la Maternità scelta dalla donna é fissato direttamente dalle ostetriche.
I ginecologi dell’Ospedale di Porretta Terme, appartenenti alla stessa équipe della Maternità del Maggiore, continueranno a garantire l’assistenza alle donne in gravidanza prima e dopo il parto, attivando, in caso di sospetta o già accertata gravidanza a rischio, tutte le consulenze e le prestazioni diagnostiche necessarie.

Le donne del distretto di Porretta Terme prese in carico per la gravidanza che sceglieranno di partorire alla Maternità dell’Ospedale Maggiore avranno la possibilità di alloggiare gratuitamente nei pressi del punto nascita dell’Ospedale Maggiore, in strutture messe a disposizione dalla Azienda USL di Bologna.