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lunedì 13 novembre 2023

Avventura a liete fine in A1: è nato un maschietto

 Rischia di partorire nel parcheggio dell’autogrill Cantagallo. A portare soccorso alla neo mamma i poliziotti della A1

 


La donna, una cittadina cinese di 25 anni,  al nono mese di gravidanza, era alla guida della sua auto, con lei il marito e la figlioletta. La famigliola cinese era in viaggio sulla A1,  proveniente da Prato e diretta a Reggio Emilia dove risiede. Durante il viaggio, intorno alle 5 di questa mattina,  ha sentito le prime contrazioni e, giunta all’altezza dell’area di Servizio Cantagallo,  si è fermata nel parcheggio in quanto non riusciva più a guidare. Il marito, che non ha la patente,  non ha potuto proseguire per condurla all’ospedale più vicino. Così hanno chiamato i soccorsi e tempestivamente è intervenuta la Polizia stradale con un mezzo del 118. La partoriente è stata trasferita al reparto maternità dell’Ospedale Maggiore dove, dopo poco più di un’ora, ha dato alla luce un bel maschietto.  

domenica 3 gennaio 2021

Levatrice informatica all'opera. Papà fa nascere bimbo in casa con l'aiuto di una infermiera via app

Appello per ringraziare operatrice, oggi incontro in ospedale


Dopo il caso del bimbo di due anni che stava soffocando, salvato in diretta video da un infermiere del 118 che ha aiutato i genitori in delicate manovre di rianimazione mentre in casa giungevano i soccorsi, un altro aiuto decisivo con la stessa piattaforma medica, FlagMe: stavolta l'aiuto di una infermiera, Elisa Nava, è stato decisivo per aiutare un papà a far nascere in casa il suo bimbo. È accaduto sempre nel Bolognese, a Crevalcore: i genitori oggi avevano lanciato un appello dalle colonne dell'edizione locale del Resto del Carlino per ringraziare l'operatrice che aveva aiutato a mettere al mondo Alex, 2,9 chili, e oggi l'infermiera ha conosciuto di persona il piccolo nel reparto di Ostetricia dell'Ospedale Maggiore di Bologna.

In un videomessaggio Elisa, 33 anni, infermiera della centrale operativa del 118 di Bologna, ricostruisce i delicati momenti.

"Nella notte tra l'1 e 2 gennaio, all'una e mezzo circa, una collega ha ricevuto telefonata di un papà che che chiedeva un'informazione per sapere se poteva portare sua moglie in Ostetricia perché secondo lui era il momento di far nascere il bimbo - racconta l'infermiera - La mia collega ha capito subito che forse era meglio rimanere a casa perché sarebbe stato un parto imminente". Scattato l'invio di mezzi di soccorso, "ho deciso di richiamare il papà e di fargli attivare FlagMe, la piattaforma che ci consente di fare videochiamate con gli utenti per potere avere una visione di quello che sta succedendo e guidare le loro azioni. Il papà era molto agitato ma mi ha seguito in tutto quello che gli dicevo di fare, è stato molto bravo". In appena 12 minuti, da inizio chiamata, il bimbo è nato. "Dodici minuti molto intensi conclusi con un meraviglioso pianto del bimbo, estremamente emozionante e liberatorio".

"È stato fondamentale avere Elisa che ci ha aiutato perché noi non sapevamo assolutamente cosa fare, eravamo nel panico più totale", dice in un video Matteo, papà del bimbo.

Un storia a lieto fine frutto della "competenza dei professionisti, della validità dei protocolli e della funzionalità dell'organizzazione: tre pilastri espressione dell'efficacia del sistema dell'emergenza", spiega Pietro Giurdanella, presidente dell'Ordine degli infermieri di Bologna e del Coordinamento Regionale.


domenica 22 settembre 2019

Punti nascita in montagna, è ora di passare ai fatti”


Anna Maria Bernini, presidente Gruppo Forza Italia al Senato, scrive:


Per anni comitati e cittadini hanno chiesto la riapertura dei punti nascita in montagna e la Regione Emilia Romagna non ha fatto altro che continuare a giustificarne la chiusura. 

Ora Bonaccini sembra averci ripensato e, in campagna elettorale, riapre il dibattito. Sia chiaro, noi vogliamo assolutamente che alla nostra preziosa montagna siano restituiti quei servizi essenziali come i punti nascita, che sono fondamentali anche per consentire il ripopolamento di queste aree; ma adesso devono arrivare le proposte concrete, non ci si può fermare agli slogan elettorali. 

Ci dicano allora, il governatore Bonaccini e il Ministro Speranza, in che modo intendano affrontare il problema. Si vuole consentire alle Regioni di intervenire direttamente con le apposite deroghe? Si intendono individuare standard nazionali specifici per le aree montane? 

Da parte nostra non mancheranno vigilanza e proposte. E diciamo forte e chiaro che è l'ora dei fatti: non si può temporeggiare in eterno.





lunedì 8 luglio 2019

Nuovo intervento dell’elisoccorso notturno, in 16 minuti dall’Appennino alla Maternità dell’Ospedale Maggiore. Mamma e neonato stanno bene.

L'Azienda USL di Bologna invia :

Nuovo intervento dell’elisoccorso notturno 118, nella tarda serata di venerdì 5 luglio. Sono bastati 16 minuti di volo da San Benedetto Val di Sambro, nell’Appennino bolognese, per condurre in tutta sicurezza una donna di 29 anni alla 40° settimana di gravidanza, alla Maternità dell’Ospedale Maggiore di Bologna. In tutto poco più di un’ora, 71 minuti, dal momento della chiamata della donna alla Centrale Operativa 118. Mamma e bimbo, nato sabato 6 luglio, stanno bene ed entrambi, oggi, sono rientrati a casa.
I tempi dell’intervento 118

•    23.14 di venerdì , la Centrale Operativa 118 riceve la chiamata di soccorso, proveniente da Castel dell’Alpi. Immediata l’attivazione dell’ambulanza di San Benedetto Val di Sambro, dell’automedica di Pian del Voglio e dell’elisoccorso, dall’Ospedale Maggiore
•    23.27 arrivo dell’ambulanza, raggiunta 3 minuti dopo dall’automedica. Stabilizzate le condizioni, la donna viene condotta alla piazzola di atterraggio dell’elisoccorso, a San Benedetto Val di Sambro.
•    23.48 arrivo dell’elisoccorso, con tecnologia NVG per il volo notturno, alla piazzola di San Benedetto Val di Sambro dove la signora era già stata trasportata. L’equipe dell’elisoccorso, composta da 1 medico e 2 infermieri, esegue ulteriori accertamenti, compresa una ecografia.
•    0.05  L’elisoccorso riparte per la Maternità dell’Ospedale Maggiore.
•    0.21 La donna viene accolta alla Maternità dell’Ospedale Maggiore, dove successivamente, nel pomeriggio di sabato, partorisce un bimbo sano di circa 3kg.
Elisoccorso notturno
L’elisoccorso notturno del 118 si conferma una volta di più uno strumento fondamentale nella rete dell’emergenza territoriale, a garanzia dei migliori protocolli di intervento anche nelle zone più disagiate come quelle montane, garantendo standard di sicurezza elevati.

Con quello di venerdì5 luglio, salgono a 96 gli interventi dell’elisoccorso notturno nella provincia di Bologna, in soli 10 mesi. L’attivazione del volo notturno, infatti, risale allo scorso 15 agosto. Interventi possibili grazie alla nuova strumentazione e alle sempre più numerose basi di decollo e atterraggio notturno, realizzate su tutto il territorio regionale: ad oggi ne sono attive 241, di cui oltre la metà in zone montane.

giovedì 6 giugno 2019

Due tiralatte dal Lions Club Galvani di Bologna per la Maternità e la Pediatria dell’Ospedale Maggiore

L'Azienda USL di Bologna sollecita

Donati dal Lions Club Galvani di Bologna due tiralatte professionali alla Maternità e alla Pediatria dell’Ospedale Maggiore, a sostegno della cultura dell’allattamento materno al seno, elemento di centrale per la sana crescita del bambino.  
Alla cerimonia sono intervenuti Alfredo Cazzola e Fabio Calamandrei, rispettivamente Presidente e Vicepresidente del Lions Club Galvani Bologna, Nicoletta Grassi, Presidente Comitato Regionale Unicef, e per l’Azienda USL di Bologna Chiara Ghizzi, Direttore della Pediatria, Stefania Guidomei, Responsabile Area DATeR Donna e Bambino e Fabrizio Sandri, Direttore della Neonatologia e del Dipartimento Materno Infantile.
I due tiralatte, del valore complessivo di 2.300 euro, saranno utilizzati presso l’Ambulatorio dell’Allattamento della Maternità e presso la Pediatria dell’Ospedale Maggiore.
Allattare al seno o comunque con il latte materno fa bene, è la migliore fonte di nutrimento per la protezione e lo sviluppo del bambino, e ha effetti positivi anche sulla salute della donna e nella relazione tra madre e figlio.
Il tiralatte è uno strumento semplice, ma molto efficace, nel garantire al neonato la possibilità di nutrirsi sempre con il latte della propria mamma. Utile, ad esempio, quando la suzione del bambino non è sufficiente, oppure quando occorre mettere da parte un po’ di latte per momenti successivi nei quali l’allattamento al seno non sarà possibile. Non sempre, infatti, la produzione di latte è costante: stress e fatica possono influire sul quantitativo di latte prodotto, e raccoglierlo con regolarità può anche favorire il ritorno ad una produzione normale.
L'Azienda USL di Bologna sostiene le buone pratiche per promuovere l'allattamento al seno già durante i corsi di accompagnamento alla nascita ai quali partecipano, ogni anno, 1.600 donne, per poi proseguire presso i 13 Spazi Mamma presenti nel territorio dell’Azienda Usl, che nel 2018 hanno registrato circa 4.000 accessi.
All’interno delle Maternità del Maggiore e di Bentivoglio sono presenti ambulatori per il sostegno all’allattamento materno. Gestiti dalle ostetriche in collaborazione con i neonatologi, promuovono la cultura dell’allattamento e offrono alle neomamme un sostegno competente durante il primo mese di vita del bambino. In questo modo è stato ottenuto un aumento della scelta dell'allattamento al seno, da meno del 60% del settembre 2014, al 90% di oggi.
Azienda Usl di Bologna e Unicef collaborano, inoltre, per promuovere la costituzione nei luoghi pubblici di Baby Pit Stop ovvero ambienti confortevoli dotati di comode poltrone per l’allattamento e un fasciatoio per il cambio del pannolino. Al Maggiore il Baby Pit Stop è presso la Pediatria.





martedì 5 dicembre 2017

Alla maternità del Maggiore e all'Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna il riconoscimento ' 2 Bollini Rosa' per i servizi alla donna.

Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, ha assegnato, per il terzo biennio consecutivo, 2 Bollini Rosa alla Maternità dell’Ospedale Maggiore e altrettanti, per la prima volta, all’ISNB, Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna.
Entrambe le strutture dell’Azienda Usl di Bologna sono state premiate per l’offerta di servizi dedicati alle donne, dall’accoglienza e tutela della loro dignità, alla cura delle principali patologie femminili, oltre che per l’appropriatezza dei percorsi diagnostico terapeutico assistenziali.

La Maternità dell’Ospedale Maggiore si conferma, quindi, come un luogo di particolare attenzione alla salute della donna, testimoniata da esperienze come il Pronto Soccorso per le donne che hanno subito violenza, il Percorso Nascita, che integra Ospedale e territorio, l’Ambulatorio per il sostegno e la promozione dell’allattamento al seno e di quello dedicato alla manovra, delicata, di rivolgimento del feto podalico, e dall’autonomia professionale delle ostetriche nell’assistenza alla gravidanza e al parto fisiologico.
La Maternità del Maggiore, diretta da Giorgio Scagliarini, nel 2016 ha assistito 2.931 parti, con un ricorso al taglio cesareo nel 26.1% dei casi, dato decisamente più contenuto di quello medio nazionale, pari al 35%.

Il percorso dedicato alle donne con Sclerosi Multipla e l’Ambulatorio Epilessia e Gravidanza sono, invece, le esperienze dell’ISNB premiate da Onda con 2 Bollini Rosa.
Il Centro Sclerosi Multipla, diretto da Alessandra Lugaresi, offre assistenza e percorsi dedicati alle donne in ogni fase della vita, come durante la gravidanza o nel periodo della menopausa. Il Centro segue ogni anno oltre 1.500 pazienti, un migliaio dei quali donne.
L’Ambulatorio Epilessia e Gravidanza, presente all’interno del Centro Epilessia diretto da Paolo Tinuper, assicura un percorso di presa in carico delle donne da prima del concepimento fino all'allattamento, per ottimizzare la terapia farmacologica nel periodo di pre-gravidanza e tenerla monitorata nelle fasi successive, in stretta collaborazione con le ostetriche e i ginecologi dell’Ospedale Maggiore e del Policlinico Sant’Orsola. Nel 2016 sono state effettuate 150 visite e seguite circa 25 gravidanze.

Al riconoscimento di Onda ha contribuito anche la disponibilità, presso l’Ospedale Maggiore e l’ISNB, di materiale informativo multilingue, di servizi di mediazione culturale e di assistenza sociale, di diete personalizzate per le pazienti, tanto per ragioni cliniche che religiose.




domenica 20 agosto 2017

Sette mesi di lavori alla Maternità del Maggiore non interromperanno l'attività del reparto ospedaliero.

Nella relazione tecnica si legge che "durante l'esecuzione delle opere dovrà essere salvaguardata la continuità assistenziale dei diversi reparti interessati eseguendo gli interventi e gli accessi di cantiere prevalentemente dall'esterno"


Da Bologna Today
Lavori all'Ospedale Maggiore di Bologna: il reparto Maternità è vulnerabile e va rinforzato. Ma si tratta di un intervento complesso, non tanto dal punto di vista tecnico ma perche' riguarda il lato dell'edificio che si affaccia su via dell'Ospedale e che ospita l'ingresso generale alla Maternita', quello per le emergenze e il reparto di terapia intensiva neonatale, oltre ad ambulatori e day hospital.

I lavori, dunque, dovranno essere fatti senza interrompere le attività e cercando di ridurre al minimo l'impatto sulle partorienti e i loro bambini. Per questo il cantiere dovra' procedere lentamente, con frequenti stop and go, e durera' circa sette mesi.

L'Ausl lo specifica nel bando, uscito nei giorni scorsi. "I lavori di adeguamento non comporteranno modifiche agli spazi dedicati all'attivita' sanitaria della struttura e alla sua organizzazione - si legge nella relazione tecnica - durante l'esecuzione delle opere dovra' essere salvaguardata la continuita' assistenziale dei diversi reparti interessati eseguendo gli interventi e gli accessi di cantiere prevalentemente dall'esterno".

L'impresa che vincera' l'appalto dovra' adottare "tutti i possibili accorgimenti per la limitazione dell'impatto del cantiere sulle attivita' sanitarie", tra cui la "riduzione delle vibrazioni trasmesse al fabbricato" e il "controllo della rumorosita' e degli agenti inquinanti immessi in ambiente". L'Ausl prevede che le interferenze maggiori si abbiano con le attivita' in ambulatorio come ecografie, amniocentesi e villocentesi. Saranno inoltre "da tutelare l'unita' di trattamento neonatale al piano terra e le degenze di maternita' che affacciano sulle aree di intervento". 

Durante i lavori, insomma, alla Maternita' del Maggiore dovranno essere sempre garantiti "l'accessibilita' al reparto, il parcheggio delle ambulanze e la sicurezza degli utenti e del personale sanitario". Saranno anche realizzati dei posti auto temporanei riservati alle puerpere.
Anche per questo l'intervento sara' diviso in due fasi, con diverse zone di cantiere, e "prevede esplicitamente sfasamenti temporali e sospensioni programmate, da concordare con la direzione sanitaria, la direzione lavori e il coordinatore per la sicurezza". Da qui deriva la lunghezza dei tempi del cantiere, stimati appunto in 210 giorni.
"Gli interventi progettati - si legge nella relazione tecnica - mirano a superare le criticita' e a conferire un maggior grado di sicurezza sismica alle strutture interessate". In sostanza, saranno realizzati dei rinforzi in acciaio e calcestruzzo in modo da collegare i muri portanti dell'edificio. L'Ausl ha varato infatti un progetto di adeguamento dell'edificio, proprio per superare le "criticita' strutturali emerse a seguito del completamento delle verifiche di vulnerabilita' sismica degli ospedali dell'azienda". E in questi giorni ha pubblicato appunto il bando di gara per affidare l'appalto, per un valore di oltre 480.000 euro. Le domande dovranno essere consegnate entro il prossimo 21 settembre




domenica 5 febbraio 2017

Polo materno-infantile al Policlinico Sant'Orsola.


Marco ha inviato:

Il nuovo polo cardio-toraco-vascolare del Sant’Orsola

Il nuovo polo cardio-toraco-vascolare del Sant’Orsola


Prende il via la gara per progettare il nuovo polo materno-infantile del Policlinico Sant'Orsola di Bologna. «Passato un anno dall'apertura del nuovo polo cardio-toraco-vascolare continua il percorso di qualificazione dei nuclei distintivi del Sant'Orsola», spiega il direttore Antonella Messori. Il bando europeo resterà aperto fino al 22 febbraio 2017 e mette a gara la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva degli interventi nonché la direzione dei lavori. A progettazione completata e dopo l’ottenimento di tutte le autorizzazioni sarà possibile bandire – indicativamente entro i primi mesi del 2018 – la gara per la realizzazione degli interventi previsti indue primi stralci. I cantieri potrebbero essere avviati entro l’inizio del 2019. Le risorse economiche a disposizione per questi primi due stralci provengono da fondi regionali (17,954 milioni), statali (18,129 milioni) e aziendali (5,715 milioni). In totale l'intervento prevede un costo di quasi 42 milioni di euro.
Si prevede la demolizione del padiglione 21, attualmente destinato alla Cardiologia, per permettere la sopraelevazione e l'ampliamento del padiglione 4 mantenendo la stessa cubatura complessiva. Il padiglione 4, protagonista di questa innovazione, avrà un nuovo accesso in via Albertoni e le modifiche principali saranno l'inserimento di un'ala destinata al Pronto Soccorso ostetrico e ginecologico, alle degenze di osservazione breve, all'area travaglio e parto e alle sale operatorie. La parte centrale della struttura verrà sopraelevata per ospitare nuovi locali per gli ambulatori. Ciò comporterà una riduzione dei posti letto per stanza (le camere ospiteranno 2 o 3 letti), ognuna dotata di bagno. Una novità sarà l'area dedicata al centro di procreazione assistita.
L'alloggio per mamme, il day hospital di neonatologia e la degenza ordinaria attualmente presenti nel padiglione 13 verranno trasferiti al padiglione 4. Vicino all'ostetricia sorgerà un'area dedicata ai bambini prematuri e con patologie alla nascita.
Il secondo e il terzo piano del Vecchio Gozzadini verranno migliorati, risolvendo alcuni problemi legati alla chirurgia pediatrica e alla terapia intensiva. Nel Pronto soccorso del 13 verrà inoltre inserita una nuova camera calda con rampe per migliorare l'accesso e l'accoglienza. Nel piano rialzato dello stesso padiglione, verrà implementata l'offerta di diagnostica di immagini radio, collegando direttamente la radiologia con l'area di emergenza. Inoltre verranno migliorate le sale d'attesa, le aree comuni e gli ascensori.
Attraverso la camera calda, il padiglione 13 sarà collegato al padiglione 16, al cui piano rialzato verrà annessa tutta l'area dei poliambulatori attualmente situata al Gozzadini. Sempre allo stesso padiglione, nel primo piano, avremo l'area operativa dedicata ai disturbi del comportamento alimentare assieme al Day hospital, anch'esso riqualificato.
Il Direttore del Dipartimento donna e bambino, Giacomo Faldella, spiega che, dando una sede più consona a funzioni distintive al Policlinico, si consentirà una maggiore integrazione tra alcune aree, passaggio fondamentale per incrementare la collaborazione tra professionisti con l'obiettivo finale di mettere al centro il paziente e le sue necessità.

lunedì 1 settembre 2014

Monzuno per le 'neomamme'.



L’assessore alla sanità e alle politiche sociali del comune di Monzuno, Antonella Sarti, comunica che sono aperte le iscrizioni al ciclo di incontri “Io, mamma….”.

Gli incontri hanno la finalità  di guidare le neomamme nell'affrontare nel modo più adatto la delicata prima esperienza di maternità, momento di forte cambiamento  dal punto di vista fisico, emotivo e relazionale.
.
Gli incontri, programmati per il 15, 22 e 29 settembre dalle 17.30 alle 19,
sono gratuiti.

 L’iscrizione è obbligatoria.

Per informazioni e iscrizioni, tel 339/6785001 (dott.ssa Alessandra Antoni).



venerdì 27 giugno 2014

Fiocco rosa al Pronto Soccorso di Vergato





ASL informa:

Una signora di 30 anni, residente in un comune del distretto della montagna, ha dato alla luce nel pomeriggio di ieri, 26 giugno, al Pronto Soccorso di Vergato, una bambina sana di 3 kg e 270 grammi. Una vicenda che si è svolta in pochi minuti, questa la cronologia.

Alle 16.23, la Centrale Operativa 118 Emilia Est riceve la chiamata per un trasporto in urgenza per una gravidanza a termine, al Policlinico S. Orsola-Malpighi, come da richiesta della signora.

Alle 16.43, una ambulanza e una automedica arrivano a casa della signora. In caso di gravidanza a termine il 118 invia sempre due mezzi di soccorso, a garanzia della massima sicurezza per la mamma e il nascituro.

Alle 16.51, ambulanza e automedica ripartono dirigendosi al Policlinico S. Orsola. Durante il percorso il personale di soccorso, valutate le condizioni della signora, si rende conto che il parto è imminente e decide di dirigersi al PS di Vergato.

Alle 17.24, arrivo al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Vergato.

Alle 17.34, in dieci minuti dall’arrivo in PS la donna partorisce una bimba, assistita dal medico di guardia di Pronto Soccorso, da 5 infermieri e dal medico del 118. Presenti al parto anche due anestesisti, ai quali viene immediatamente affidata la neonata.

Alle 18.25, mamma e bimba vengono trasferite alla Maternità dell’Ospedale Maggiore. Tre i mezzi di soccorso dedicati, una ambulanza con anestesista e termoculla per la neonata, una ambulanza con medico per la mamma e un’automedica.

Alle 19.25, mamma e neonata arrivano alla Maternità dell’Ospedale Maggiore, dove sono attualmente ricoverate in buone condizioni di salute.

giovedì 13 febbraio 2014

'L'ospedale di Porretta Terme non verrà smantellato, anzi è stato e sarà potenzialo', parola di Direttore.




Il direttore della Azienda USL di Bologna, Ripa di Meana (nella foto) , interviene in merito alle polemiche che si sono sviluppate sul trasferimento della funzione di parto dall’Ospedale di Porretta Terme, e precisa:

Non abbiamo alcuna intenzione di smantellare, come qualcuno afferma, l’Ospedale di Porretta Terme, né tanto meno di penalizzare i cittadini residenti in montagna. Anzi in quest’ultimo anno abbiamo investito risorse per il rilancio delle attività chirurgiche generali e specialistiche, con evidenti e notevoli risultati negli ultimi quattro mesi. Nella decisione assunta dalla Azienda, e nelle riflessioni che l’hanno preceduta, hanno prevalso l’attenzione e il rispetto per i requisiti di attività, qualità e sicurezza per le donne e i bambini. Questi requisiti  sono stabiliti in maniera incontrovertibile dal P.S.N. 2011-13 e dall’atto della Conferenza Stato-Regioni del 2010, sulla base delle indicazione delle società scientifiche, e ripresi ancora di recente dalle disposizioni previste dalla delibera della Regione Emilia-Romagna riguardante le ‘Linee di finanziamento e programmazione 2013’, per garantire una adeguata qualità della assistenza. Rappresentano, ormai, un patrimonio acquisito e consolidato della comunità scientifica e professionale’, come è confermato anche dalle dichiarazioni pubbliche di quest’oggi dei Presidenti della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) e della Associazione dei Ginecologi Ostetrici Ospedalieri Italiani (AOGOI), che raccolgono più del 90% dei professionisti impegnati in questa area clinica.

Il trasferimento della funzione di parto dall’Ospedale di Porretta Terme ha seguito l’iter programmatorio previsto nelle sedi istituzionali competenti. E’ stato oggetto di discussione e approvazione all’interno della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Bologna, è stato discusso nel Comitato di Distretto di Porretta Terme, composto dai Sindaci dei 13 Comuni interessati, e nel corso di incontri regionali, ultimo in ordine di tempo l’audizione dei Sindaci in Commissione Politiche per la salute e politiche sociali dello scorso 21 gennaio.

In tutte queste sedi è stata ribadita la necessità di procedere al trasferimento delle funzioni di parto dell’Ospedale di Porretta Terme, il cui livello di attività è ben al di sotto dei 500 parti per anno stabiliti come soglia minima per la sicurezza delle donne e dei bambini. Nel 2012 i parti eseguiti presso l’Ospedale di Porretta sono stati 140, nei primi undici mesi del 2013 solo 78.

Le considerazioni che hanno condotto al trasferimento dei parti riguardano esclusivamente la qualità e la sicurezza di quella funzione specifica, e non l’attività complessiva dell’Ospedale, che l’Azienda Usl di Bologna considera strategico, congiuntamente con quello di Vergato, e sul quale continua ad investire come presidio di riferimento per il territorio della montagna e per le aree limitrofe, comprese quelle  toscane prossime.
E’ bene ricordare che si tratta del primo ospedale dell’Azienda, e di uno dei primi in Italia, ad avere riorganizzato completamente le proprie aree di degenza secondo il modello della intensità di cura e complessità della assistenza. E’ inserito, inoltre, nella rete metropolitana per la gestione della emergenza, dello Stroke e delle malattie cardiologiche e ha sviluppato una attività chirurgica di eccellenza, potenziando le sue vocazioni storiche, per la day surgery e la media complessità, attività queste ultime che sono state concentrate sull’Ospedale”.