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mercoledì 12 marzo 2014

POLIZIA, TAGLI IN TUTTA LA REGIONE. A Bologna rischia il presidio di San Benedetto.



Dagli uffici di Lega Nord Emilia Romagna

Nella mannaia dei tagli governativi finiscono, praticamente, i presidi di tutta la regione. A Bologna a rischio la polizia ferroviaria di San Benedetto Val di Sambro, oltre alla squadra a cavallo cittadina.
E’ quanto emerge dalla proposta di riorganizzazione del dipartimento di polizia di Stato.
Nel suo ruolo di consigliere regionale Bernardini chiede  l’intervento della Regione “affinché si attivi presso il Viminale per scongiurare lo smantellamento della rete di sicurezza nazionale.
Nell’elenco dei distaccamenti a rischio figurano tutte le province. Nel dettaglio: Piacenza (a rischio postale e squadra nautica), Parma (Polfer di Fornovo, polizia postale e di frontiera aerea di città), Reggio Emilia (postale e squadra nautica), Modena (postale), Ferrara (postale e nautica), Forlì Cesena (postale di Forlì), Ravenna (stradale di Faenza e Lugo di Romagna, postale e nautica di Ravenna), Rimini (postale e nautica). “In tempi in cui la criminalità avanza ed emerge con sempre maggior recrudescenza, complice l’immigrazione sfrenata degli ultimi anni, tagliare sui presidi è quanto di più pericoloso si possa immaginare”, contesta Bernardini, che contesta anche i criteri. “Non è ammissibile pensare di eliminare un posto di polizia ferroviaria nel pieno di una linea dell’alta velocità. E’ il caso di San Benedetto” rileva Bernardini. 

sabato 1 marzo 2014

MONGHIDORO, AMPUGNOLA ANCORA ISOLATA. SERVONO RISORSE STRAORDINARIE PER LA MONTAGNA.




Foto dal web
Di Manes Bernardini:

A Monghidoro via Ampugnola è ancora isolata a causa delle frane e la situazione rimane critica. E’ necessario un intervento della Regione, all’interno di un più ampio progetto finalizzato a risolvere  il dissesto e di prevenzione del fenomeno .
L’anno scorso solo nel Comune di Monghidoro sono state registrate oltre 20 frane, una quindicina i nuovi movimenti franosi generati dal maltempo delle scorse settimane. La situazione è critica e sta provocando gravi disagi agli abitanti e mette in discussione la necessaria  mobilità. Sono quindi necessario risorse ad hoc per la montagna, che sta cedendo sotto i colpi del maltempo e dell’incuria. Ho presentato una interrogazione – denuncia sull’argomento.





giovedì 13 febbraio 2014

La chiusura del 'centro maternità' dell'ospedale di Porretta Terme è un 'rospo' che nessuno vuole ingoiare.



Anima il mondo politico l’annunciata chiusura del ‘reparto maternità’ dell’ospedale do Porretta.  

ANDREA  DEFRANCESCHI, del Movimento 5 Selle informa che ‘domani sarà in piazza a Porretta per protestare assieme a sindaci ei cittadini montani’ e aggiunge:

“E’ da quando sono arrivato in questo strano sistema che continuo a chiedere alla Giunta, e nello specifico al dottor Lusenti, quali siano le intenzioni di questa Regione in merito ai servizi sanitari che intende offrire ai suoi abitanti, ma ormai non serve più: sono chiarissime. Con una mano aprono grossi centri ospedalieri che dovrebbero aggregare servizi, mentre con l’altra chiudono i reparti e servizi essenziali per i cittadini di serie b della provincia. Che sia Pavullo, Bellaria, Porretta o Comacchio poco importa. 78 parti anziché i 500 richiesti? Amen. Cosa sarà mai farsi decine di chilometri in travaglio? Certo, speriamo non nevichi.  In caso, l’Ausl dell’Ospedale Maggiore di Bologna si è attrezzata: affitta camere negli alberghi che mette a disposizione delle pazienti. Operazione di tipico raziocinio di una regione che ormai di popolare ha ben poco.

Già nel 2011 chiedevo quali fossero ‘le politiche e gli intendimenti futuri in termini di offerta di servizi dei poliambulatori, la loro distribuzione sull’Appennino bolognese’. Finalmente la risposta, che smentisce le rassicurazioni che ci hanno dato in questi anni  e che certo non ci hanno mai convinto. Tutte scritte nelle loro risposte tanto ufficiali e cerimoniose quanto fasulle.

Risposte che non mi vanno bene per niente. Motivo per cui domani sarò anch’io assieme ai sindaci della montagna e ai cittadini di Porretta Terme davanti all’ospedale per impedire la chiusura del reparto di maternità”.

Il  Vice Presidente del Gruppo FI-PdL in Regione Galeazzo BIGNAMI non fa sconti e accusa:

“La decisione di chiudere il punto nascite dell’Ospedale di Porretta Terme ha nomi e cognomi ben precisi: Vasco Errani, Carlo Lusenti, Tiziano Carradori, Francesco Ripa di Meana.

In due parole il Partito Democratico.

Nel corso degli incontri, delle Udienze Conoscitive, delle riunioni con le Istituzioni territoriali tutti garantivano la tutela e la salvaguardia del punto nascite di Porretta, profondendosi in rassicurazioni e in garanzie.

Oggi invece è chiara la responsabilità politica di chi vuole umiliare un territorio, costringendo lentamente, ma inesorabilmente, i residenti dell’Alto Reno a rivolgersi altrove per ricevere i servizi minimi essenziali.

E’ semplicemente vergognoso che l’Assessore Lusenti non abbia ritenuto neanche di incontrare gli Amministratori e i cittadini impegnati nella difesa del Punto Nascite; è semplicemente vergognoso che il Presidente Errani abbia ritenuto di inaugurare due volte (!!!) l’Ospedale di Porretta Terme in campagna elettorale, dimenticandosi di esso ora che doveva essere tutelato; è semplicemente vergognoso che Carradori e Ripa di Meana attuino tagli indiscriminati preoccupandosi di salvare alcune realtà e penalizzandone altre in maniera del tutto arbitraria.

Ancor più vergognoso è vedere esponenti politici che davanti ai cittadini criticano la scelta del PD, di SEL e delle altre forze di maggioranza, ma quando devono battere i pugni sul tavolo dei loro capi in Regione per difendere un territorio si genuflettono vergognosamente e si piegano al potente di turno.

Per questo ribadiamo con fermezza e intransigenza il nostro NO alla chiusura, perché sia chiaro chi è complice di questa scelta umiliante e degradante per il territorio e chi ad essa si è opposta.

Questa è l’ennesima dimostrazione di incapacità politica dell’Assessore Lusenti, valuti l’opportunità di dimettersi”. 

Ancora più severo il consigliere di Lega Nord Manes Bernardini che intravvede nella chiusura del ‘centro nascite’ LE IPOTESI di reato : “INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO” E “DANNO ERARIALE”.

Scrive infatti:

“Propongo una denuncia per ‘interruzione di pubblico servizio’ e 'danno erariale', se l’assessore Lusenti non farà un passo indietro sul taglio del punto nascite di Porretta.

Il trasferimento di donne incinta a 65 chilometri di distanza, con strade dissestate e tutti i disagi che ne conseguono, compromette in materia determinante la qualità del servizio e il livello delle cure. Quanto all’ipotesi di danno erariale, la si trova nel fatto che sono ‘stati spesi milioni di euro di soldi pubblici per investimenti nell’ospedale’ e ora la Regione sta progressivamente smantellando la struttura, vanificando milioni di euro di stanziamenti. Non solo, la giunta taglia i servizi, ma ‘blinda’ i maxicompensi dei dirigenti. Per il solo direttore generale, sanitario ed amministrativo dell’Ausl di Bologna spendiamo infatti 472.834 euro all’anno. Lusenti gioca a nascondino e si sta sottraendo al confronto. Ancora una volta indigna il mancato coinvolgimento di cittadini e sindaci nelle scelte, uno schiaffo alla sbandierate politiche di partecipazione pubblica".








venerdì 17 gennaio 2014

Tutto bene alla Basf di Pontecchio Marconi. Lo certifica Arpa.



La Regione è reso pubblica la risposta all'interpellanza del consigliere regionale Manes Bernardini con la quale l’interpellante chiedeva chiarimenti sulla correttezza operativa della Basf di Pontecchio Marconi.

Ecco la risposta a firma dall’assessore regionale  Simonetta Saliera. 



mercoledì 15 gennaio 2014

BOLOGNA FACCIA SENTIRE IL FIATO SUL COLLO ALL’AGGRESSORE SERIALE DI SAN FELICE. BERNARDINI: “IDENTIKIT SUI BUS”



Di Manes Bernardini
Consigliere comunale di Bologna.

L’identikit del molestatore seriale finisca sui bus e in tutti i luoghi pubblici. Scateniamo la caccia all’uomo. Diamo massima diffusione della ricostruzione dei tratti somatici dell’aggressore che in queste ore sta seminando il panico a Bologna, dopo alcune aggressioni tra porta San Felice e porta Sant’Isaia.
Lancio un appello a questura e prefettura: l’identikit sia pubblico e sia diffuso capillarmente per tutta Bologna. Attorno al responsabile dobbiamo ‘stringere il cerchio’, per scongiurare nuove aggressioni. E il modo migliore per farlo è moltiplicare gli occhi vigili sulla città.
La sicurezza partecipata è anche questo. Vogliamo vedere in faccia il responsabile, per poterlo riconoscere e per segnalarlo alle forze dell’ordine. Chi ha messo a segno quegli orrendi gesti deve sentire il fiato sul collo di un’intera città.