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martedì 13 ottobre 2015

Gli 'Uniti per Cambiare Marzabotto' vogliano ampliare il servizio per i cani con una 'Area di Sgambamento'.


Riceviamo e pubblichiamo:



martedì 26 maggio 2015

Sul canile di Marzabotto l’amministrazione comunale fa retromarcia: 'Nessuna intenzione di demolirlo. Il conflitto è esagerato e surreale'.




L’amministrazione comunale di Marzabotto fa marcia indietro e rassicura i volontari del canile che non vi è nessuna intenzione di procedere a demolizioni.
Eppure nella comunicazione data ai volontari si annunciava ‘l’avvio di lavori di demolizione di alcune strutture del canile per lunedì scorso 25 maggio’. L’informazione aveva disorientato i volontari al punto che, per impedire l’ingresso delle ruspe,  hanno attuato ieri mattina un presidio ai cancelli del canile con tanto di catene ai polsi.
La protesta ha evidentemente ottenuto gli effetti sperati poiché, non solo le ruspe si sono bloccate, ma  il sindaco ha reso pubblica una sua nota nella quale si legge: “Da controlli si sono evidenziate alcune difformità edilizie e, dalle verifiche successive risultano, rispetto al progetto approvato nel 2006 ed alla successiva variante del 2007, alcuni interventi non conformi. Si tratta quindi di interventi sugli elementi che non possono essere sanati: alcune tettoie, pannelli, alcuni piccoli gazebo e un piccolo locale adibito a stoccaggio degli alimenti e delle attrezzature , quindi una parte minima rispetto a tutto il resto.
Responsabili degli uffici, assessori competenti e l’Associazione ‘Un Animale per Amico’ si sono incontrati per concordare le fasi dell’intervento organizzato in modo tale da non ridurre innanzitutto lo spazio per gli ospiti della struttura e provocare  stress per gli animali, con la fornitura di un container per stoccare appunto gli alimenti e posticipando l’intervento perché non si sovrapponesse con l’altro cantiere per la realizzazione dei box per cani mordaci. Ma è nel momento in cui, sulla base degli accordi presi, si comunica l’inizio dei lavori, l’Associazione ha dato ‘inizio ad un conflitto che, a nostro parere è, non solo dannoso, ma veramente esagerato e surreale.
Non si capisce il senso delle dichiarazioni ed incatenamenti. La struttura in questione è di qualità ed il Comune ha continuato ad investire, per esempio ha realizzato altri quattro box per cani pericolosi, ancora da inaugurare; nonostante le note difficoltà finanziarie, il sostegno economico alla gestione da parte del bilancio comunale non ha subito nessuna flessione in questi anni, a differenza di altri settori; il canile, rispetto alle dimensioni del nostro Comune, è senza dubbio sovradimensionato ed è per questo che in questi anni abbiamo coinvolto anche altri Comuni limitrofi e, probabilmente, se ne aggiungeranno altri ancora. Quindi ci pare veramente ingiusto attaccare un Comune che fa molto di più di altri e ha sempre collaborato.
Il risultato è la diffusione di un’immagine negativa del canile stesso e, quindi, anche del lavoro importante dei volontari."
Volontari e sindaco si incontreranno oggi ( mercoledì) per affrontare tutte le problematiche. L’incontro dovrà quindi chiarire anche l’eventuale equivoco.

lunedì 25 maggio 2015

Marzabotto. Una cintura umana difende il canile comunale dalle ruspe.



Un muro umano ha difeso questa mattina il canile di Marzabotto dall’arrivo delle ruspe. Un nutrito gruppo di volontari infatti si è incatenato ai cancelli della struttura sfidando così i bulldozer che avrebbero dovuto entrare in azione questa mattina alle 8.30 per abbattere le parti del complesso strutturale di servizio al canile ritenuto abusivo.
I volontari hanno raggiunto lo scopo. Le ruspe infatti non si sono neppure presentate. Lungo la stradina che porta al canile per tutto il giorno sono però transitate numerose auto di curiosi, di operatori della comunicazione, ma anche, si crede,  di chi verificava se il ‘presidio umano’ ai cancelli fosse cessato per avvertire i ruspisti che potevano avviare i motori e iniziare  l’azione che era stata loro affidata.
I volontari non hanno però ceduto e hanno difeso il loro canile senza interruzione e tentennamenti. Hanno anche diramato un ‘comunicato’, nel quale, oltre a precisare che il canile è stato realizzato con il contributo dello Stato e della Regione, con l’apporto concreto fattivo del Comune e dei volontari, minacciavano il ricorso alla Corte dei Conti, nel caso si fosse arrivati agli abbattimenti, poiché ravvisano nell’operazione un evidente, sperpero di denaro pubblico.
La vicenda si preannuncia piuttosto ingarbugliata e soprattutto ci sono in gioco , diciamo’ ‘le facce di molti’, da quelle di chi per lungo tempo non ha fatto i controlli e di chi solo ora, dopo decenni di attività del canilo, lo riscontra discorde da leggi e regolamenti sulla materia edilizia.  
A dare l’appoggio politico a coloro che si oppongono alle ruspe, Morris Battistini, capogruppo della Lista Civica Uniti per Cambiare Marzabotto, che non ha fatto mancare la sua presenza ai cancelli e ciò porta l’argomento anche su un piano politico-amministrativo.  


sabato 23 maggio 2015

'Un Animale per Amico' di Marzabotto cerca 'amici'.



Ancora nell’occhio del ciclone il Canile comunale di Marzabotto. Dopo un primo ‘incidente’ dovuto alla denuncia di fine lavori per un miglioramento strutturale in effetti non realizzato , ma propedeutico all’avvio delle procedure per incassare i contributi regionali, ora arriva la verifica dell’intero complesso ‘residenziale e di servizio’ agli ospiti a quattro zampe che avrebbe rilevato ‘peccati e peccatucci’.
All’orizzonte quindi  un intervento dell’ente pubblico che impone l’adeguamento della struttura alle prescrizioni di legge e dei regolamenti. Ciò potrebbe comportare l’obbligo di ridimensionare la dotazione strutturale del canile con probabili abbattimenti.

L’ipotesi ha fatto inalberare ovviamente i volontari che, in modo generoso, assicurano un servizio da ritenersi indispensabile. Ma come si dice : Lex, dura lex.  Ai più pare comunque di capire che, se fino ad ora si è chiuso un occhio perché la struttura assolveva a un compito di interesse collettivo e che rispondeva a un continuo incremento di presenze , ora, con l’arrivo dei primi controlli e dei secondi, l’applicazione della legge è divenuta ineludibile .

Sul tema ‘Canile Comunale di Marzabotto’ sono intervenuti i consiglieri del gruppo di minoranza UNITI per CAMBIARE MARZABOTTO, Morris Battistini e  Maria Francesca Carbonaro, che, dopo aver precisato che  da diverse settimane stanno lavorando sul caso,  scrivono:

“Numerosi i quesiti che sono stati da noi  sottoposti sia al responsabile dei servizi esterni del Comune , sia  al Comandante dei Vigili.
 Abbiamo poi  ribadito la nostra totale contrarietà  ad una demolizione, anche solo di parte della struttura, sia per la spesa che ciò comporterebbe, sia per non aggravare  la salute psicologica degli animali.  E’ necessario  che tutta questa situazione trovi quanto prima una soluzione in linea con le norme di legge attualmente in vigore, valutando a tal fine e a 360 gradi, il ventaglio delle  strade percorribili.
E' inammissibile che prima si spendano soldi pubblici per dotare  quell'area di strutture all’avanguardia e che dopo decenni ci si accorga di qualcosa che non va tanto da dover rimetter mano e spendere ulteriori soldi pubblici.
Il canile di Marzabotto è una realtà consolidata  su cui gravitano tutti i comuni dell'Unione dell'Appennino ed è una delle migliori in tutta la provincia di Bologna. Pensare che oggi sia necessario metterci mano appesantendo l’attività dei volontari che quotidianamente si impegnano per gli animali,  è paradossale”.

Il comunicato termina con una considerazione :

“ Abbiamo costruito il cabile con soldi pubblici, dobbiamo ora demolire per ‘sanare’ con soldi pubblici e infine dobbiamo ricostruire con soldi pubblici.  Non si tiene conto dello sperpero di denaro pubblico che ciò comporta ?”

giovedì 22 gennaio 2015

Gli Uniti per Cambiare Marzabotto vogliono chiarezza sulla questione del 'canile comunale'.




“Si spieghi come sia possibile dichiarare la fine di lavori mai iniziati e autorizzare un progetto edificatorio su un terreno con vincolo idrologico”.
Le domande rivolte alla Giunta e al Consiglio comunale sono formulate in una interrogazione del gruppo consiliare Uniti per Cambiare Marzabotto  e riferite alla vicenda ‘ costruzione di 4 box  per cani mordaci’ di potenziamento al canile comunale.
La vicenda, già alla attenzione degli organi di controllo, è arrivata agli ‘onori della cronaca’ poiché è stata verbalizzata, da parte di un tecnico comunale, la ‘fine dei lavori’ quando i lavori non erano finiti. La dichiarazione era propedeutica all’avvio della  procedura  di pagamento dei 36.000 euro ( 20.000 dalla Regione e 16.000 dal Comune) corrispettivi all’intervento edificatorio.  

Nella interrogazione si legge: “La realizzazione del  progetto relativo ai quattro box  destinati ai cani mordaci con relativa area di sgambamento, impianti di scolo, pareti coibentate, tetto in lamiera, recinzioni, cancelli, il tutto su una platea di cemento, nel mese di maggio 2013 fu  affidata, a mezzo appalto, ad una ditta esterna aggiudicatrice; nei mesi che ci precedono venne protocollato un verbale di chiusura di lavori che però, di fatto, non sono mai iniziati, ma che hanno permesso di avviare la liquidazione delle fatture.  Fermo restando che la Procura di Bologna sta già effettuando gli accertamenti dovuti sulle responsabilità personali, affinché faccia chiarezza sulla destinazione delle somme stanziate dalla Regione e dal Comune, ci comunichi chi aveva il compito di vigilare, di controllare i lavori,” chiedono inoltre i consiglieri di opposizione.

Chiarimenti certamente attesi poiché tutta la vicenda getta una luce opaca su una servizio  essenziale per una ampia area della vallata del Reno. Servizio  gestito con sentita generosità da numerosi volontari e che si è distinto per la sua efficienza e per la volontà di organizzare strutture di accoglienza e di ristoro per gli animali all’avanguardia. Lo stesso assessore del Comune ha dichiarato che la realizzazione  dei 4 box rimane un obiettivo dell’amministrazione e  che nessuna somma è stata ancora pagata. Va inoltre ricordato, che la Giunta comunale ha riferito di aver chiesto lei stessa la verifica sull’operazione già un anno fa. E ciò, per gli oppositori,  porta naturalmente ad un altro interrogativo: se l’amministrazione deve ricorrere alla verifica legale del comportamento dell’apparato tecnico dell’ente,  quanto è distante oggi nell’organizzazione del Comune la gestione politica da quella tecnica?  

mercoledì 7 gennaio 2015

Canile di Marzabotto.I box per cani mordaci sono ancora in programma.



L’obiettivo dell’amministrazione comunale di Marzabotto di migliorare la dotazione strumentale del canile municipale è ancora valido e l’ente pubblico opererà per soddisfare l’esigenza dell’ importante servizio.

Così si è espresso l’assessore all’urbanistica  Simone Righi in risposta alla richiesta di rilasciare una intervista  che l’amministratore ha glissato.
“In merito alla vicenda del canile, ho poco da aggiungere rispetto a quanto riportato dai media”, ha comunicato via mail. “Mi limito a sottolineare che l'intervento edilizio mirava a realizzare box per cani mordaci, dotazione necessaria per l'attività del canile e in questo senso l'interesse dell'amministrazione rimane quello di dotare la struttura di questi box, conformemente alle normative”.
“Colgo l'occasione per specificare solo qualche punto”, ha poi aggiunto. “A) La dichiarazione fatta da parte del tecnico comunale di fine lavori è stata segnalata immediatamente dal Comune stesso alle autorità competenti. B) L'impresa coinvolta non ha ricevuto compensi. C) Recentemente la Provincia ha riconfermato il contributo che aveva destinato a questo ampliamento, riconoscendone quindi la necessità”.    

La vicenda è entrata all’onore della cronaca in seguito a un’indagine della Procura della Repubblica perchè l'intervento era stato fatto in area di rispetto fluviale e per  la dichiarazione di ‘fine lavori’ quando i lavori non erano ancora terminati .

E’ parso di capire, e in diversi lo sostengono, che tale dichiarazione fosse finalizzata ad accelerare l’iter dello sblocco del contributo pubblico di 20.000 euro poiché i lavori sono continuati anche dopo tale dichiarazione. Quindi l’intento dell’impresa pare fosse quello di onorare l’impegno. Non si sà se gli operatori erano in possesso della licenza edilizia e, in caso affermativo, perchè era stata rilasciata.  
Una chiacchierata più ampia con il l’assessore di riferimento poteva essere quindi interessante. Peccato.