Dal 29 maggio al 7 giugno un itinerario di fede, memoria e riconciliazione attraverserà le comunità della Zona Pastorale Sasso-Marzabotto. La “Pisside di Monte Sole”, simbolo profondamente legato alla tragedia e alla testimonianza spirituale di quelle terre, sarà accolta nelle parrocchie di Sasso Marconi, Marzabotto e Borgo Ponte in un pellegrinaggio che unirà celebrazione religiosa, riflessione storica e partecipazione comunitaria.
L’iniziativa, promossa dalla Zona Pastorale Sasso-Marzabotto insieme alla Chiesa di Bologna, vuole riportare al centro il valore della memoria condivisa e della pace, attraverso un oggetto liturgico che richiama direttamente il sacrificio e la sofferenza vissuti a Monte Sole durante gli anni della guerra.
Il programma prevede tre tappe principali:
dal 29 al 31 maggio a Sasso Marconi;
dal 1° al 4 giugno a Marzabotto;
dal 5 al 7 giugno a Borgo Ponte.
Momento particolarmente significativo sarà l’appuntamento di zona di sabato 6 giugno presso il Cenacolo Mariano di Borgonuovo: alle 20.30 la recita del Rosario, seguita alle 21 dalla Santa Messa. Un’occasione aperta non solo ai fedeli, ma a tutta la cittadinanza, chiamata a condividere un percorso di spiritualità e memoria civile.
L’immagine scelta per il manifesto – la pisside collocata davanti al crocifisso – richiama con forza il legame tra il dolore della storia e la speranza cristiana. Monte Sole, luogo segnato dall’eccidio nazifascista del 1944, continua infatti a rappresentare un punto di riferimento per il dialogo, la riconciliazione e la costruzione di una cultura di pace.
Il cammino culminerà il 27 settembre nella Basilica di San Petronio a Bologna, con la beatificazione di don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini e padre Martino Capelli, figure che durante la tragedia di Monte Sole seppero testimoniare coraggio, solidarietà e vicinanza alla popolazione colpita dalla violenza della guerra.
La peregrinazione della Pisside assume così un significato che va oltre il semplice rito religioso: diventa un invito collettivo a custodire la memoria del passato e a trasformarla in responsabilità verso il presente. In un tempo attraversato da nuove tensioni e conflitti, il messaggio che parte da Monte Sole conserva una forte attualità: la pace nasce dalla memoria, dalla comunità e dalla capacità di riconoscere nell’altro un fratello.
La pisside forata dai colpi di mitra e deformato dal crollo delle macerie durante la strage di Marzabotto-Monte Sole dell’autunno 1944, venne ritrovata anni dopo tra i resti della chiesa di Casaglia. L’oggetto è divenuto uno dei simboli più intensi dell’eccidio e del sacrificio di don Ubaldo Marchioni, il sacerdote ucciso sull’altare mentre celebrava la funzione religiosa insieme ai fedeli della parrocchia, raccolti in chiesa nella speranza di trovare rifugio e sottrarsi alla violenza della strage in corso.
Durante le operazioni di rimozione delle macerie – alle quali partecipò attivamente anche don Dario Zanini, allora parroco di Sasso Marconi – la pisside venne recuperata in condizioni drammatiche, segnata dai colpi e dalla distruzione. Fin da subito quell’oggetto assunse un forte valore simbolico, trasformandosi in emblema universale del martirio, della memoria e della sofferenza vissuta dalla popolazione di Monte Sole.
Nel corso degli anni la pisside è stata considerata una vera e propria reliquia civile e religiosa, al centro di iniziative di pellegrinaggio, memoria e riconciliazione ecclesiale e sociale. Oggi è custodita nella cappella della Piccola Famiglia dell’Annunziata a Monte Sole, la comunità spirituale fondata e guidata da don Giuseppe Dossetti, che ha contribuito a fare di quei luoghi segnati dalla tragedia uno spazio di pace, meditazione e dialogo tra i popoli.
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