di Martina Mari
Si è svolta domenica a Madonna dei Fornelli la cerimonia di inaugurazione del
restauro del pilastrino dedicato alle 14 persone che persero tragicamente la
vita il 15 maggio 1945, in uno degli episodi che più profondamente hanno
segnato la comunità locale nell’immediato e difficile dopoguerra.
Alla presenza di tanti cittadini, parenti delle vittime, ma anche dei
sopravvissuti, assieme ad associazioni e autorità, la comunità ha voluto
restituire dignità e memoria ad un luogo simbolico, che racconta una pagina
dolorosa ma fondamentale della storia del territorio.
Gli interventi che si sono susseguiti durante la cerimonia hanno ripercorso il
contesto storico di quei giorni: l’Italia stava faticosamente uscendo dalla
guerra, i campi erano ancora segnati dal passaggio del fronte e la montagna
cercava di rialzarsi tra macerie e povertà. In quel periodo, molti uomini del
territorio venivano impiegati dall’esercito sudafricano nei lavori di
ricostruzione della linea ferroviaria Bologna-Firenze, la Direttissima,
pesantemente colpita durante il conflitto.
Un lavoro durissimo, svolto “a piccone e pala”, sottopagato – circa 70 lire al
giorno – ma che rappresentava per molte famiglie della zona l’unica possibilità
di sostentamento e la speranza di contribuire alla ricostruzione di un
territorio devastato, a partire dalla vicina Vado, praticamente distrutta dalla
guerra, verso la quale erano diretti gli sforzi di queste persone.
Proprio il 15 maggio 1945, giorno di paga, un camion carico di lavoratori dei
nostri paesi perse il controllo uscendo di strada in quel punto. Quattordici
persone morirono in quel tragico incidente.
“La fatica di quel lavoro rappresentava il futuro e la speranza –
ha ricordato il Sindaco Alessandro Santoni –. Per
tanti era l’unica occasione per ricominciare a vivere dopo gli anni terribili
della guerra. Quel giorno, invece, quella speranza si trasformò improvvisamente
in tragedia”.
Nel corso della cerimonia è stato ricordato anche il grande gesto di solidarietà della popolazione di Madonna dei Fornelli, che si mobilitò immediatamente per portare soccorso ai feriti e alle famiglie coinvolte, facendo tutto ciò che era possibile in un momento tanto drammatico.
Il restauro del pilastrino è stato realizzato grazie all’impegno condiviso della comunità e alla collaborazione tra il Comune, l’Associazione Fornelli 2000, Emil Banca e il Comitato Soci locale. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Alessandro Gironi e Massimo Simoncini per avere seguito il progetto, alle maestranze comunali che hanno realizzato i lavori, al marmista Manuel Blanco che ha donato la nuova lapide, e al parroco don Giuseppe Bastia che ha accompagnato la cerimonia con la benedizione del monumento restaurato.
Un momento particolarmente sentito è stato dedicato al ricordo di Terziglio Santi, anche lui sopravvissuto a quell’incidente e per anni instancabile custode della memoria di quei fatti. Terziglio Santi si è sempre impegnato per mantenere viva tale memoria, ed è grazie anche al suo impegno se oggi esiste a Castel dell’Alpi una piazzetta intitolata ai “Caduti del 15 maggio 1945”.
“A 81 anni da quel tragico evento – conclude il Sindaco – il restauro del monumento e della lapide rappresenta un gesto profondo: continuare a ricordare il sacrificio, la dignità e la storia di quelle 14 persone e delle loro famiglie. Questo pilastrino racchiude una parte importante della nostra identità collettiva. La dignità sta nella vita, ma anche nel saper tributare il giusto e doveroso ricordo a chi ci ha preceduto”.
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