mercoledì 13 maggio 2026

Giovani e lavoro: il vero problema sono salari bassi e precarietà

 


di Mauro Muratori


A Bologna e nella sua provincia si continua a sostenere che “i giovani non vogliono lavorare”. La realtà, però, appare ben diversa: troppo spesso i primi impieghi sono retribuiti in modo insufficiente, al punto da non garantire una vita dignitosa.

Apprendistati sottopagati, stipendi assorbiti da affitti, carburante, trasporti e bollette, contratti precari e assenza di prospettive concrete rappresentano oggi la condizione quotidiana di molti giovani lavoratori.
Ci sono ragazzi che lavorano ogni giorno e che, a fine mese, non riescono nemmeno a coprire serenamente le spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro.

Nel frattempo, la politica continua a lamentare:

  • la carenza di contributi per il sistema pensionistico;
  • la fuga dei giovani all’estero;
  • la difficoltà delle imprese nel reperire personale.

Eppure, invece di intervenire in modo strutturale sul costo del lavoro e sui salari troppo bassi, si continua a ricorrere a bonus temporanei, slogan e propaganda.

Serve invece una riforma concreta e coraggiosa del lavoro giovanile. Senza giovani che lavorano, producono e costruiscono il futuro, infatti, non possono reggere:

  • il welfare;
  • il sistema pensionistico;
  • l’economia locale;
  • la coesione sociale del territorio.

Restituire dignità al lavoro significa garantire stipendi adeguati, maggiore stabilità occupazionale e reali possibilità di crescita. Solo così sarà possibile fermare l’emorragia di competenze e costruire un futuro sostenibile per il territorio e per le nuove generazioni.

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