martedì 19 maggio 2026

Bologna, operazione “Jelly Hash”: sequestrati 2 chili di droga acquistata sul dark web, denunciato un ventenne

 

Foto d'archivio 


I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno sequestrato 2 chilogrammi di resina di hashish e denunciato un ventenne residente a Piacenza. Il giovane è accusato di acquistare sostanze stupefacenti sul dark web tramite portafogli virtuali, per poi rivenderle sul mercato illecito.

L’attività investigativa è scaturita dal monitoraggio del web sommerso e dei flussi finanziari in criptovalute. Gli accertamenti hanno consentito di individuare un canale Telegram criptato, gestito dal Canada e frequentato da numerosi giovani italiani di età compresa tra i 18 e i 25 anni.

Le indagini hanno quindi condotto all’aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna, ritenuto un nodo strategico per l’arrivo di spedizioni sospette provenienti dalle Americhe. Qui i finanzieri hanno intercettato un pacco apparentemente innocuo, dichiarato come prodotto per la pulizia dell’auto, in particolare uno schiumogeno, ma che in realtà nascondeva circa 2 chilogrammi di “jelly hash”, una particolare forma gelatinosa di hashish ad alto contenuto di THC.

La successiva perquisizione nei luoghi nella disponibilità del reale destinatario ha permesso di sequestrare ulteriori quantitativi di sostanza stupefacente, oltre a materiale per il confezionamento e la vendita, denaro contante e documentazione digitale e cartacea ritenuta utile per ricostruire l’intera rete di distribuzione.

Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, l’indagato operava da circa due anni nel trading online e utilizzava monete virtuali per anonimizzare le transazioni.

Le analisi tossicologiche sulla sostanza sequestrata hanno stimato un potenziale di circa 50 mila dosi, per un valore di mercato complessivo pari a 120 mila euro.

L’operazione rientra nel quadro del costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto al traffico di stupefacenti e ai crimini economico-finanziari digitali.

Si precisa che il provvedimento è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e che, fino a sentenza definitiva, vale la presunzione di innocenza.

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