venerdì 29 maggio 2026

La Pisside di Casaglia arriva a Sasso Marconi: simbolo di fede, memoria e speranza

 


 di Giancarlo Giovagnoni.


Da questa sera la Pisside di Casaglia (nella foto) è custodita a Sasso Marconi, dove resterà fino a domenica 31 maggio per la venerazione dei fedeli durante i momenti di preghiera e in occasione della Festa della Madonna del Sasso.

Davanti alla pisside ritrovata tra le macerie della chiesa di Chiesa di Santa Maria Assunta di Casaglia non si contempla soltanto un oggetto sacro sopravvissuto al tempo e alla guerra, ma una memoria viva, segno di una fede che non si è lasciata seppellire dalla distruzione.

Nei giorni tragici della strage di Monte Sole, all’interno della chiesa si erano rifugiate circa cento persone: anziani, donne, bambini e intere famiglie in cerca di protezione e speranza. In mezzo alla paura e al fragore della guerra, quelle persone furono sostenute dalla preghiera del Rosario guidata da don Ubaldo Marchioni. Fu proprio il sacerdote, poco prima dell’eccidio, a consumare le sacre specie custodite nella pisside, per sottrarre l’Eucaristia alla profanazione e affidare al Signore la vita della sua comunità.

Poco dopo, la chiesa venne devastata dalla violenza nazifascista. Don Ubaldo Marchioni fu ucciso e la pisside, travolta dalle macerie, rimase sepolta per decenni insieme al dolore e alla memoria di quel luogo di martirio.

Per anni le rovine della chiesa rimasero abbandonate: muri spezzati rivolti al cielo, sterpaglie cresciute dove un tempo si pregava, silenzio e desolazione sopra un luogo segnato dal sacrificio di innocenti. Sembrava che tutto dovesse essere dimenticato. Eppure, sotto quelle macerie, qualcosa continuava ad attendere.

Nell’ottobre del 1980 don Ilario Macchiavelli e don Dario Zanini promossero e seguirono i lavori di recupero e pulizia delle rovine. Grazie all’impegno di volontari e mani generose, riemersero frammenti dell’altare, oggetti sacri e tracce della tragedia consumata in quel luogo. Tra questi apparve anche la pisside: ammaccata, deformata e ricoperta di incrostazioni, ma ancora con l’interno dorato rilucente e con il segno di un colpo di fucile probabilmente destinato allo stesso don Marchioni.

Fu don Dario Zanini a recuperarla dalle macerie e a curarne il restauro, restituendo alla comunità non soltanto un prezioso oggetto liturgico, ma un segno concreto di memoria, fede e rinascita.

Oggi la Pisside di Casaglia percorre le parrocchie della diocesi come pellegrina di memoria e speranza. La sua presenza a Sasso Marconi prepara spiritualmente alle beatificazioni di settembre dei tre sacerdoti martiri di Monte Sole: Ubaldo Marchioni, Elia Comini e Martino Capelli.

La pisside sopravvissuta alla guerra richiama oggi tutti alla responsabilità della memoria: non una memoria che alimenta rancore, ma una memoria capace di generare preghiera, riconciliazione e speranza. Ricorda il sacrificio di tante vittime innocenti, ma anche la carità concreta di chi, negli anni successivi, ha voluto restituire dignità a quel luogo santo.

Nel tempo presente, segnato da nuove paure e divisioni, questo segno invita anche a liberarsi dalle “macerie interiori” — indifferenza, egoismo, paura e dimenticanza del bene — affinché, come la pisside è tornata alla luce dopo decenni sotto le rovine, così possa riemergere nei cuori una fede viva, capace di custodire la presenza di Cristo anche nelle prove più dure della storia.

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