In occasione dei Marconi
Days 2026, il Comune di Sasso Marconi
ha promosso una riflessione sulla memoria storica e artistica del territorio
attraverso opere, testimonianze e documenti capaci di intrecciare cultura
visiva, identità collettiva e ricerca estetica. Al centro dell’iniziativa, la
figura di Maurizio Osti, artista nato a
Sasso Marconi nel 1944 e protagonista di un importante percorso nel panorama
della ricerca artistica contemporanea.
Tra i riferimenti culturali
richiamati durante l’incontro emerge il volume Sasso
e Marconi nelle cartoline d’epoca, curato da Giuseppe Dall’Olio con testi
di Francesco Fabbriani e pubblicato in occasione del 40° anniversario del
Circolo Filatelico. L’opera raccoglie immagini storiche del paese e delle sue
borgate, offrendo un prezioso racconto iconografico delle trasformazioni
urbanistiche, paesaggistiche e sociali del territorio tra la fine
dell’Ottocento e il dopoguerra.
In una e-mail inviata il 1° gennaio
2007 a Giuliano “Nanni”, Osti definiva il volume «un documento dell’infanzia
del paese», capace di testimoniare «ciò che è andato perduto e ciò che il
dopoguerra ha conservato». L’artista sottolineava inoltre il valore della
raccolta come ritratto progressivo di Sasso Marconi, costruito grazie alla
passione e alla meticolosa ricerca di un collezionista.
Particolarmente significativa, secondo Osti, anche la sezione dedicata a Guglielmo Marconi, figura che con il proprio nome ha reso il paese riconoscibile a livello internazionale.
Tra
le opere donate al Comune di Sasso Marconi
spicca Elogio della Bellezza, litografia
offset realizzata da Maurizio Osti e stampata da Pazzini Editore di Verucchio
nel giugno 2013.
L’opera, in tiratura limitata di 150
copie firmate e numerate a mano, nasce da un testo poetico concepito nel 1999
come testimonianza spirituale e riflessione sulla natura inesauribile della
bellezza. Nel 2002 il testo assume la forma di manifesto poetico e artistico,
integrando ricerca tipografica, poesia visiva, arte concettuale e
sperimentazione grafica.
Il carattere utilizzato, il Folk Regular, è stato disegnato dallo stesso
Osti e successivamente pubblicato dalla fonderia digitale FontFont
di Berlino. La composizione tipografica e cromatica dell’opera allude al
rapporto tra microcosmo e macrocosmo, sviluppando un intreccio di ritmi
grafico-musicali che rendono il lavoro leggibile su tre livelli: poetico,
grafico e artistico.
La copia n. 95/150 è stata consegnata
al Comune il 1° ottobre 2025 come dono simbolico alla città natale
dell’artista. Nella stessa occasione Osti ha donato anche il manifesto 2 Agosto 1992 – Il Manifesto, la Memoria.
Accanto
all’Elogio della Bellezza, Osti ha
voluto consegnare al Comune anche il manifesto 2 Agosto 1992 – Il Manifesto, la Memoria, dedicato alla
strage della stazione di Bologna del 2
agosto 1980.
L’opera rievoca l’attentato
terroristico attraverso un linguaggio grafico espressionista e fortemente
emotivo, lontano da ogni neutralità formale. Il manifesto si propone come
invocazione di giustizia e memoria civile, mantenendo viva la domanda di verità
sulle responsabilità della strage che provocò 85 morti e oltre 200 feriti.
Secondo Osti, il lavoro nasce dalla
necessità di evitare ogni forma di rassegnazione estetica o istituzionale, trasformando
il linguaggio grafico in testimonianza politica e morale.
Il
critico d’arte Claudio Cerritelli ha
individuato nell’opera di Osti una costante tensione poetica e conoscitiva:
«Osti è consapevole di frequentare
metodologie grafiche affini alla sua ricerca d’artista ed è convinto di
esprimere la medesima tensione poetica che caratterizza il suo modo di
testimoniare l’arte come luogo dell’inafferrabile armonia».
Per Cerritelli, l’arte di Osti si
fonda sulla ricerca delle contraddizioni come via necessaria per accedere a una
conoscenza sensibile della bellezza.
L’iniziativa,
svoltasi il 13 maggio 2026 nella Sala Consiliare del Comune di Sasso Marconi, ha visto la partecipazione del
sindaco Roberto Parmeggiani, di Marilena Lenzi, di Maurizio Osti e della
poetessa Mara Cini.
Particolare rilievo è stato dato al
dialogo tra memoria della violenza e ricerca della bellezza: due dimensioni
che, nelle intenzioni dell’artista, rappresentano poli opposti ma inseparabili
dell’esperienza umana e civile.
Il
percorso artistico di Maurizio Osti
Maurizio Osti è nato a Sasso Marconi nel 1944. Ha insegnato “Tecniche
grafiche speciali” e, dal 2004, il corso triennale di “Grafica” presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua
attività si sviluppa nei diversi ambiti della ricerca artistica e grafica.
La sua formazione si colloca nel clima
delle neoavanguardie, nell’area della Poesia Visiva, della Nuova Scrittura,
dell’Arte Concettuale e della Minimal Art. Ha partecipato a numerose mostre,
tra cui Linee della ricerca artistica in
Italia 1960-80 a Roma, l’Undicesima
Quadriennale del 1986, Arte e Alchimia
alla XLII Biennale di Venezia, Poesia Totale
1897-1987 a Mantova e Bologna
Contemporanea 1975-2005.
Sul finire degli anni Settanta, Osti
innesta nella propria ricerca una riflessione sul mito e sull’immagine,
elaborando il concetto di “Icone d’Occidente”, termine da lui coniato nel 1994.
Nel 2009 riceve il Premio Marconi per l’Arte Multimediale e nel 2014 viene
invitato alla Biennale Disegno Rimini – Il
nido delle idee a Castel Sismondo con la mostra Tra invenzione ed evocazione.
Nel corso della sua carriera ha
ideato libri per l’infanzia, opere di grafica editoriale, manifesti, marchi,
caratteri tipografici e progetti visivi di pubblica utilità. È inoltre autore
di libri d’artista, tra cui Cantica
(1972) e Most High Lord (Pazzini, 1993),
dedicato alla traduzione del Cantico delle
Creature di San Francesco realizzata da Ezra Pound.
Ha infine progettato, insieme a Jane Patterson, la famiglia di caratteri digitali FF Folk Font, pubblicata da FontShop International e distribuita attualmente a livello internazionale da Monotype Inc .
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