domenica 17 maggio 2026

Sasso Marconi riscopre Maurizio Osti: arte, memoria e identità nei Marconi Days 2026



In occasione dei Marconi Days 2026, il Comune di Sasso Marconi ha promosso una riflessione sulla memoria storica e artistica del territorio attraverso opere, testimonianze e documenti capaci di intrecciare cultura visiva, identità collettiva e ricerca estetica. Al centro dell’iniziativa, la figura di Maurizio Osti, artista nato a Sasso Marconi nel 1944 e protagonista di un importante percorso nel panorama della ricerca artistica contemporanea.

Tra i riferimenti culturali richiamati durante l’incontro emerge il volume Sasso e Marconi nelle cartoline d’epoca, curato da Giuseppe Dall’Olio con testi di Francesco Fabbriani e pubblicato in occasione del 40° anniversario del Circolo Filatelico. L’opera raccoglie immagini storiche del paese e delle sue borgate, offrendo un prezioso racconto iconografico delle trasformazioni urbanistiche, paesaggistiche e sociali del territorio tra la fine dell’Ottocento e il dopoguerra.

In una e-mail inviata il 1° gennaio 2007 a Giuliano “Nanni”, Osti definiva il volume «un documento dell’infanzia del paese», capace di testimoniare «ciò che è andato perduto e ciò che il dopoguerra ha conservato». L’artista sottolineava inoltre il valore della raccolta come ritratto progressivo di Sasso Marconi, costruito grazie alla passione e alla meticolosa ricerca di un collezionista.

Particolarmente significativa, secondo Osti, anche la sezione dedicata a Guglielmo Marconi, figura che con il proprio nome ha reso il paese riconoscibile a livello internazionale.


Tra le opere donate al Comune di Sasso Marconi spicca Elogio della Bellezza, litografia offset realizzata da Maurizio Osti e stampata da Pazzini Editore di Verucchio nel giugno 2013.

L’opera, in tiratura limitata di 150 copie firmate e numerate a mano, nasce da un testo poetico concepito nel 1999 come testimonianza spirituale e riflessione sulla natura inesauribile della bellezza. Nel 2002 il testo assume la forma di manifesto poetico e artistico, integrando ricerca tipografica, poesia visiva, arte concettuale e sperimentazione grafica.

Il carattere utilizzato, il Folk Regular, è stato disegnato dallo stesso Osti e successivamente pubblicato dalla fonderia digitale FontFont di Berlino. La composizione tipografica e cromatica dell’opera allude al rapporto tra microcosmo e macrocosmo, sviluppando un intreccio di ritmi grafico-musicali che rendono il lavoro leggibile su tre livelli: poetico, grafico e artistico.

La copia n. 95/150 è stata consegnata al Comune il 1° ottobre 2025 come dono simbolico alla città natale dell’artista. Nella stessa occasione Osti ha donato anche il manifesto 2 Agosto 1992 – Il Manifesto, la Memoria.

Accanto all’Elogio della Bellezza, Osti ha voluto consegnare al Comune anche il manifesto 2 Agosto 1992 – Il Manifesto, la Memoria, dedicato alla strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

L’opera rievoca l’attentato terroristico attraverso un linguaggio grafico espressionista e fortemente emotivo, lontano da ogni neutralità formale. Il manifesto si propone come invocazione di giustizia e memoria civile, mantenendo viva la domanda di verità sulle responsabilità della strage che provocò 85 morti e oltre 200 feriti.

Secondo Osti, il lavoro nasce dalla necessità di evitare ogni forma di rassegnazione estetica o istituzionale, trasformando il linguaggio grafico in testimonianza politica e morale.

Il critico d’arte Claudio Cerritelli ha individuato nell’opera di Osti una costante tensione poetica e conoscitiva:

«Osti è consapevole di frequentare metodologie grafiche affini alla sua ricerca d’artista ed è convinto di esprimere la medesima tensione poetica che caratterizza il suo modo di testimoniare l’arte come luogo dell’inafferrabile armonia».

Per Cerritelli, l’arte di Osti si fonda sulla ricerca delle contraddizioni come via necessaria per accedere a una conoscenza sensibile della bellezza.

L’iniziativa, svoltasi il 13 maggio 2026 nella Sala Consiliare del Comune di Sasso Marconi, ha visto la partecipazione del sindaco Roberto Parmeggiani, di Marilena Lenzi, di Maurizio Osti e della poetessa Mara Cini.

Particolare rilievo è stato dato al dialogo tra memoria della violenza e ricerca della bellezza: due dimensioni che, nelle intenzioni dell’artista, rappresentano poli opposti ma inseparabili dell’esperienza umana e civile.

Il percorso artistico di Maurizio Osti

Maurizio Osti è nato a Sasso Marconi nel 1944. Ha insegnato “Tecniche grafiche speciali” e, dal 2004, il corso triennale di “Grafica” presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua attività si sviluppa nei diversi ambiti della ricerca artistica e grafica.

La sua formazione si colloca nel clima delle neoavanguardie, nell’area della Poesia Visiva, della Nuova Scrittura, dell’Arte Concettuale e della Minimal Art. Ha partecipato a numerose mostre, tra cui Linee della ricerca artistica in Italia 1960-80 a Roma, l’Undicesima Quadriennale del 1986, Arte e Alchimia alla XLII Biennale di Venezia, Poesia Totale 1897-1987 a Mantova e Bologna Contemporanea 1975-2005.

Sul finire degli anni Settanta, Osti innesta nella propria ricerca una riflessione sul mito e sull’immagine, elaborando il concetto di “Icone d’Occidente”, termine da lui coniato nel 1994. Nel 2009 riceve il Premio Marconi per l’Arte Multimediale e nel 2014 viene invitato alla Biennale Disegno Rimini – Il nido delle idee a Castel Sismondo con la mostra Tra invenzione ed evocazione.

Nel corso della sua carriera ha ideato libri per l’infanzia, opere di grafica editoriale, manifesti, marchi, caratteri tipografici e progetti visivi di pubblica utilità. È inoltre autore di libri d’artista, tra cui Cantica (1972) e Most High Lord (Pazzini, 1993), dedicato alla traduzione del Cantico delle Creature di San Francesco realizzata da Ezra Pound.

Ha infine progettato, insieme a Jane Patterson, la famiglia di caratteri digitali FF Folk Font, pubblicata da FontShop International e distribuita  attualmente a livello internazionale da Monotype Inc .

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