Dubbio invia:
Un’interrogazione a risposta scritta è stata
presentata dalla consigliera regionale Silvia
Larghetti ( nella foto) in merito alle aree destinate all’urbanizzazione del Piano
Urbanistico Attuativo (PUA) “Sapaba”, nel territorio comunale di Casalecchio di
Reno, e ai possibili effetti sulla propagazione delle piene del fiume Reno.
Il PUA “Sapaba”, originariamente
approvato dal Consiglio comunale di Casalecchio di Reno con deliberazione n. 44
del 20 aprile 2009 ai sensi della legge regionale n. 20/2000, riguarda il
subcomparto C 3.98, oggi identificato dal Piano strutturale comunale come “area
n. 9 Sapaba”. Nel 2017 il soggetto attuatore ha presentato una proposta di
variante migliorativa del disegno urbano, approvata dal Consiglio comunale con
deliberazione n. 10 del 26 febbraio 2019.
A seguito dell’approvazione della
variante, supportata da specifici approfondimenti idraulici richiesti
dall’Autorità competente nell’ambito della Conferenza dei servizi, la
configurazione finale dell’intervento colloca le aree edificabili all’interno
della “fascia di pertinenza fluviale di monte”, ma al di fuori dell’“area ad
alta probabilità di inondazione” individuata dal Piano stralcio di assetto
idrogeologico (PSAI) del fiume Reno.
Le porzioni destinate
all’urbanizzazione risultano quindi esterne all’area P3, caratterizzata da
elevata probabilità di esondazione, ma ricadono comunque nell’area P2 del Piano
di gestione del rischio di alluvioni (PGRA), relativa ad eventi alluvionali
poco frequenti. La fascia ad alta probabilità di inondazione, coincidente con
l’area P3 del PGRA, è stata esclusa da qualsiasi intervento edilizio o
morfologico ed è stata mantenuta a quota esondabile per non ridurre la sezione
idraulica del fiume in caso di piene con tempo di ritorno inferiore ai 200
anni. In quest’ottica è stata inoltre prescritta la rimozione di un arginello
realizzato nei primi anni Duemila a protezione del frantoio Sapaba, al fine di
favorire la funzione di laminazione naturale dell’area.
Le quote dei piani di posa degli
edifici e delle opere di urbanizzazione sono state innalzate per garantire un
franco di un metro rispetto al livello della piena duecentennale definita dal
PSAI.
Nell’interrogazione si ricorda come
PSAI e PGRA siano strumenti tra loro coerenti per perimetrazioni, obiettivi e
finalità. Il PGRA, aggiornato nel 2021 e adottato dall’Autorità di bacino
distrettuale del fiume Po il 21 dicembre dello stesso anno, non ha introdotto
modifiche alla perimetrazione dell’area Sapaba. Tuttavia, i recenti eventi
alluvionali che hanno colpito ampie zone dell’Emilia-Romagna hanno interessato
anche territori precedentemente considerati al riparo dal rischio di
esondazione.
Alla luce di questi elementi, la consigliera Larghetti chiede alla Giunta regionale e all’assessore competente se non si ritenga opportuno rivalutare l’impatto delle aree urbanizzate del PUA “Sapaba” sulla propagazione delle piene del fiume Reno, anche nell’ambito delle attività di aggiornamento idrologico, idraulico, morfologico e ambientale dei corsi d’acqua del bacino del Reno curate dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po.
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