martedì 4 febbraio 2014

Pioppe: appontamento con 'La nostra storia, la loro storia'.




Di Paolo Giuffrida

Sabato prossimo 8 febbraio,  alle  16, sempre al ‘Magazzino’ di Pioppe, affronteremo il tema della rivolta di Reggio Calabria, considerata la rivolta più lunga e controversa del dopoguerra italiano.

Dal luglio 1970 al settembre 1971 Reggio Calabria fu teatro di una rivolta urbana che coinvolse tutta la città e che venne duramente soffocata dall'intervento dell'esercito e dei cingolati. Una rivolta condannata dalla sinistra istituzionale, egemonizzata dalla destra e strumentalizzata dal neofascismo eversivo.

Si tratta di una vicenda oggi poco ricordata e conosciuta. Crediamo che fermarci a riflettere insieme su di essa sia ancora di grande interesse poichè, pur essendo i fatti piuttosto ‘riconoscibili’ (ma ancora si celano aspetti oscuri), sarà interessante riflettere sulla ‘questione meridionale’ e sui tanti vizi dello stato unitario, magari con un occhio anche allo stato delle cose di oggi.

Con l’occasione mi piace ricordare che il primo febbraio scorso, primo appuntamento della rassegna 'La nostra storia, la loro storia', ci siamo ritrovati in tanti  per ricordare la figura di Peppino Impastato, ucciso a Cinisi (Palermo) dalla mafia il 9 maggio del 1978 (il giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro).
E stato bello stare insieme ed emozionarci (quante lacrime e occhi lucidi nei volti delle persone presenti), come ci capita sempre quando si parla di Peppino (e LA NOSTRA STORIA, in questo caso, pulsava ancora con forza e con rabbia):
NON E’ CERTO IL PIANTO

Ogni volta che ho a che fare con te,
devo poi asciugarmi gli occhi.
Così quando vedo il film a te dedicato,
come quando leggo o vedo
qualche documento sulla tua storia
o come ora, visitando il sito.
Penso che non è certo il pianto
ciò che avresti voluto suscitare nella gente,
e me ne dispiace.
E’ solo che ti voglio bene.
 Livorno, 30 – 1- 2006 Massimiliano

 



lunedì 3 febbraio 2014

‘Giustizia fa da te ’: il cliente non paga e lo mandano all’ospedale a randellate.



Dal Comando Provinciale  della Legione Carabinieri Emilia Romagna


Alle 14,35 di ieri, in via Tibaldi a Bologna è ‘scoppiata’ una violenta lite in strada tra alcuni stranieri e i residenti si sono rivolti al 112 per un aiuto. I Carabinieri giunti immediatamente sul posto hanno trovato un uomo riverso a terra in una pozza di sangue, con una ferita profonda alla testa. Il malcapitato, un marocchino 32enne di Bologna, è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato d’urgenza presso il pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore dove è stato ricoverato per un trauma cranico con fratture multiple guaribili in 30 giorni. 
I testimoni hanno riferito ai Carabinieri che la vittima era stata aggredita dai gestori di una trattoria. I militari si sono recati subito presso l’esercizio per chiedere spiegazioni e come sono entrati hanno notato per terra una bottiglia di birra in frantumi, una katana con la lama affilata ma deformata e una mazza da baseball. I proprietari del locale, due coniugi dominicani, lui 40enne con precedenti di polizia per reati contro la persona e lei 45enne incensurata, hanno confermato la versione dei fatti, aggiungendo di aver impugnato le armi detenute all’interno della trattoria e di aver inseguito il marocchino perché si era allontanato dal locale senza pagare una birra che aveva consumato. I due gestori, accusati di lesioni aggravate dall’uso delle armi, si trovano agli arresti domiciliari in attesa di comparire davanti all’Autorità Giudiziaria.

Bologna. Quattro arresti in 48 ore per spaccio.



Alle 16 e 30 circa di giovedì, i Carabinieri di Bologna, impegnati in un servizio di contrasto allo spaccio in via Pontevecchio,  hanno notato due individui sospetti a fianco di una Fiat Panda in sosta che aspettavano qualcuno. Dopo alcuni minuti, i due sono stati raggiunti da un terzo individuo, giunto sul posto a piedi e sono saliti a bordo dell’auto. I militari, considerato il luogo, più volte segnalato  per la presenza di persone dedite all’uso di droghe, sono intervenuti subito identificando i tre. I primi due, un 35enne di Monteveglio e un 27enne di Castello di Serravalle, hanno riferito di essere giunti fino a Bologna per acquistare, come di consueto, alcune dosi di eroina. La perquisizione del presunto spacciatore, un 36enne tunisino, domiciliato a Bologna, ha dato esito negativo ma all’interno della sua abitazione, ubicata nelle vicinanze, sono stati rinvenuti un bilancino di precisione, sporco di una sostanza polverulenta di colore bianco, un telefono cellulare, un coltello a serramanico e del materiale plastico che solitamente viene utilizzato per confezionare gli stupefacenti. I Carabinieri, temendo che il tunisino avesse ingerito qualche involucro di eroina, lo hanno accompagnato presso una struttura ospedaliera per farlo sottoporre a una TAC. L’esame ha rilevato la presenza di otto corpi estranei intrappolati all’interno dell’addome. Il 36enne, gravato da precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e i due soggetti sono stati segnalati alla Prefettura per uso di sostanze stupefacenti. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il tunisino è stato associato presso la Casa Circondariale di Bologna in attesa di giudizio.
Altri due spacciatori, un 39enne tunisino e un 40enne algerino, senza fissa dimora e con precedenti di polizia, sono stati arrestati alle 19.45 di venerdì, in via Petroni, per aver ceduto 3.1 grammi di hashish a due Carabinieri in abiti civili che in quel momento stavano effettuando un servizio anti-droga. In sede di rito direttissimo, gli arrestati, accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati condannati a otto mesi di reclusione, da scontare direttamente presso la Casa Circondariale di Bologna.
Alle ore 13.30 di sabato, presso il Parco della Montagnola, è stato arrestato un tunisino di 39 anni, residente a Bologna e con precedenti di polizia. Anche lui ha scambiato i Carabinieri per potenziali clienti in cerca di droga. Il 39enne si è avvicinato ai militari e gli ha proposto l’acquisto di 1.50 grammi di hashish, ma invece di ricevere una somma di denaro è stato ammanettato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e tradotto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari. Questa mattina sarà giudicato col rito direttissimo nelle aule del Tribunale di via Farini.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

E’ ‘FAR WEST’.




Alle  4 di questa notte, quattro uomini col volto coperto da un passamontagna, di cui uno armato di una pistola, hanno rapinato un  bar di Pieve di Cento. Secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri, i rapinatori, dopo aver fatto irruzione nel locale pubblico, con la minaccia dell’arma hanno costretto la proprietaria, una 32enne cinese residente a Cento, a consegnare il denaro contenuto nel registratore di cassa e la scatola con le immagini registrate dal sistema di video sorveglianza installato nel locale. Nessuna persona è rimasta ferita. Proseguono le indagini.

 Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

CORO FARTHAN di Marzabotto: PROGETTAZIONE DI CARATTERE GENERALE per l’anno 2014



 
Sarà l’8 MARZO in un concerto per ‘Donna Fiera’ a far rivedere all’opera a Marzabotto il Coro Farthan , diretto dal maestro Elide Melchioni. Il gruppo sarà poi il 25 APRILE a Monte Sole per un concerto o flash mob. Il primo GIUGNO si esibirà alla  Pieve di Panico per la rassegna ‘LE VOCI DEL RENO’. A SETTEMBRE parteciperà alle commemorazioni del 70° anniversario  della strage di Marzabotto con un  CONCERTO IN SACRARIO di brani  tratti dal repertorio sacro-popolare.
A DICEMBRE, arricchirà l programma natalizio di Marzabotto  con un  concerto di BUONE FESTE.

L’attività ordinaria del coro, attualmente composto da 37 coristi e due musicisti,  consiste in una prova alla settimana nella giornata di mercoledì, dalle ore 20 alle ore 22.30, finalizzata alla preparazione musicale dei coristi per i concerti (circa 10 all’anno).