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mercoledì 4 marzo 2020

Certificazione Unica 2020: il servizio è online

Dubbio segnala :

La Certificazione Unica ( CU) 2020, relativa ai redditi percepiti nel 2019, è disponibile per chi ha INPS come sostituto di imposta.
Per ottenere il modello  CU, necessario per la presentazione della dichiarazione dei redditi, occorre accedere con le proprie credenziali (CIE, SPID o codice fiscale e PIN o CNS) al servizio online dedicato.
Il servizio consente di visualizzare, scaricare e stampare il modello della  CU 2020. I pensionati possono utilizzare anche il servizio Cedolino della pensione. Le certificazioni relative agli anni precedenti possono essere consultate e scaricate, invece, tramite il servizio Fascicolo previdenziale del cittadino.
In alternativa, la Certificazione Unica si può ottenere tramite:
  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile. La certificazione sarà spedita al domicilio del richiedente;
  • strutture territoriali dell’INPS direttamente allo sportello o tramite le postazioni self-service;
  • enti di patronato e intermediari dell’Istituto attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • posta elettronica certificata (PEC) con la richiesta che va trasmessa all’indirizzo richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it completa di copia del documento di identità del richiedente. La Certificazione Unica sarà inviata alla casella PEC utilizzata per la richiesta;
  • comuni e altre pubbliche amministrazioni che hanno sottoscritto un protocollo con l’INPS per l’attivazione di un punto cliente di servizio.
Per i cittadini di oltre 80 anni titolari di indennità di accompagnamento, speciale o di comunicazione, è stato attivato il servizio “Sportello Mobile” che prevede l’invio di un’apposita comunicazione, con i recapiti telefonici di un operatore della sede territorialmente competente, per richiedere la spedizione della Certificazione Unica al proprio domicilio.
I pensionati residenti all’estero possono richiedere la certificazione, fornendo i propri dati anagrafici e il codice fiscale, telefonando allo (+39) 06 59058000 o allo (+39) 06 59053132, dalle 8 alle 19 (ora italiana).
La Certificazione Unica può essere richiesta anche da persona delegata o dagli eredi del titolare deceduto. Nel primo caso, oltre alla delega che autorizza l’INPS al rilascio della certificazione, sono necessarie le copie dei documenti di riconoscimento dell’interessato e del delegato. L’erede deve, invece, presentare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà e copia del proprio documento di riconoscimento.

sabato 19 marzo 2016

Mobilità pedonale e sostenibile in due volumi della Regione. Online ‘A piedi e in bici con le amiche e con gli amici’ e ‘Interventi per alimentazione e attività fisica: cosa funziona’

 
Segnalato da ER Ambiente.
 

Mentre ‘Siamo nati per camminare 2016’, la sesta edizione della campagna regionale per promuovere la mobilità sostenibile sui percorsi casa-scuola macina e raccoglie adesioni a pieno ritmo, il Servizio Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica della Regione presenta due volumi che affrontano i temi della mobilità pedonale e sostenibile.
Il primo ‘A piedi e in bici con le amiche e con gli amici. Come promuovere la mobilita scolastica ciclopedonale nella scuola primaria’ si propone come una guida pratica per interventi di mobilità scolastica. Gli autori, assunti i panni di un ipotetico operatore della salute, raccontano l'avvio di un progetto di promozione dell’attività fisica con bambini e bambine della scuola primaria, seguendo una metodologia di lavoro improntata al modello Precede-Proceed proposto da Lawrence W. Green e Marshall Kreuter: un metodo che, quasi come una bussola, consente di monitorare, orientare, documentare e valutare efficacemente il lavoro svolto. Il testo fornisce suggerimenti operativi e approfondimenti bibliografici, spiega le ragioni delle scelte e racconta dettagliatamente le tappe dell’itinerario progettuale, dalla raccolta dei dati necessari per capire il contesto e le sue problematicità, fino all’implementazione e alla valutazione del progetto. Si comprende così che Precede-Proceed è un modo di pensare, un metodo di lavoro che non nega la complessità, né la enfatizza, ma aiuta a riconoscerla e ad affrontarla con sistematicità, consentendo di promuovere azioni efficaci.
Il secondo è la traduzione del documento OMS ‘What Works’ intitolato ‘Interventi per alimentazione e attività fisica: cosa funziona’. Questo documento propone una rassegna di letteratura sugli interventi efficaci su alimentazione e attività fisica e nel capitolo ‘Politica e ambiente’ si parla anche di mobilità casa scuola mentre nel capitolo ‘Comunità’ di Pedibus. Quali sono i principali interventi che si sono dimostrati efficaci nella promozione dell’attività fisica e di una corretta alimentazione? Quali azioni sono risultate valide nel ridurre il rischio delle malattie croniche correlate a stili di vita non salutari? Per provare a rispondere a queste domande e per offrire a decisori e operatori esempi concreti, evitando la dispersione di risorse in azioni inutili, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel 2009 ha pubblicato il rapporto ‘Interventions on diet and physical activity: what works’ (in breve “What works”). Il lavoro presentava, in diversi documenti, i risultati di un’indagine fatta sulla base di 395 pubblicazioni scientifiche selezionate dagli autori per la loro correttezza scientifica tra oltre 1700 studi esaminati (937 studi sull’alimentazione e 776 sull’attività fisica). Questa pubblicazione, nata sotto il cappello strategico della ‘Global Styrategy on Diet, Physical Activity and Health’ (Dpas) adottata nel 2004 dall’Assemblea mondiale della sanità, ne fa proprie le linee guida e il mandato: combattere inattività fisica e cattiva alimentazione (principali cause di gran parte delle malattie non trasmissibili che affliggono la popolazione) e seguire obiettivi e strategie comuni. Anche al passare di qualche anno dalla sua pubblicazione, “What works” rimane un documento di particolare interesse per tutti coloro che si occupano di promozione della salute.

lunedì 9 novembre 2015

Operazione trasparenza al Catasto: scopri online i metri quadrati di casa tua.


Ci è stata sollecitata la pubblicazione dell'articolo di Cristiano Dell’Oste :

Ricordate la promessa di passare dai vani catastali ai metri quadrati? La riforma degli estimi è stata accantonata – per ora – ma l’agenzia delle Entrate ha proseguito con lo sviluppo informatico e l’incrocio dei dati, e adesso tutto è pronto perché il dato della superficie appaia nelle visure catastali eseguite dai professionisti con il portale Sister e dai proprietari tramite Fisconline, oltre che negli uffici provinciali del Territorio e negli sportelli catastali decentrati dei Comuni. La metratura è online a partire da lunedì 9 novembre.
La novità riguarda le unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria corredate da planimetria e iscritte nei gruppi A (abitazioni e uffici), B (uffici pubblici, ospedali, scuole e così via) e C (box auto, cantine, laboratori, magazzini e negozi). Per ognuna di queste unità viene ora indicata la superficie catastale, calcolata al lordo degli spazi accessori secondo le regole dettate dall’allegato C al Dpr 138/1998, e la metratura ai fini dell’applicazione della Tari, cioè la tassa sui rifiuti. Metratura, quest’ultima, che nel caso delle abitazioni non comprende balconi, terrazzi e aree scoperte pertinenziali e accessorie, così come previsto dalla legge di Stabilità per il 2014.
Attenzione, l’indicazione non ha effetti sulla consistenza catastale e sulla rendita vera e propria, ma offre comunque un’indicazione importante. Detto diversamente, il numero dei vani per le case e gli uffici continuerà a determinare la rendita catastale da cui discendono tra l’altro l’Imu, la Tasi, l’imposta di registro sulle compravendite e il reddito fondiario degli immobili non locati. Né potrebbe essere diversamente, perché per superare l’attuale sistema estimativo servirebbe la riforma del catasto, che per ora è in stand-by.
D’altra parte, quella sulla superficie catastale è comunque un’informazione decisiva ai fini della tassa rifiuti e la possibilità di fare un riscontro sarà utile anche ai cittadini – e non solo ai Comuni, che già possono consultare questo dato – per controllare la correttezza della base imponibile della Tari. Anzi, proprio per permettere agli interessati di avanzare le proprie osservazioni, è stata attivata una procedura specifica sul sito istituzionale delle Entrate. Questo, naturalmente, nel caso in cui la planimetria fotografi correttamente la situazione di fatto del fabbricato e sia stato commesso solamente un errore di calcolo. Se invece la planimetria è assente o è ormai superata, diventa indispensabile ricorrere a un Docfa, presentato alle Entrate da un geometra o da un altro tecnico abilitato. Potrebbe essere la situazione, per esempio, del proprietario che nel corso degli anni ha realizzato una veranda in muratura sul balcone, cambiando la “forma” della casa senza aggiornare il catasto.
Per chi avrà la curiosità di confrontare i dati, la pubblicazione della superficie catastale farà emergere anche molte delle iniquità del catasto. Per esempio, a parità di superficie e di tutte le altre variabili, un alloggio in un palazzo costruito negli anni 30 può avere cinque vani, mentre la casa del vicino che abita in un condominio realizzato negli anni 70 può arrivare anche a sette od otto vani, con un aumento del valore catastale del 50-60 per cento.
Certo, da questa operazione-trasparenza restano escluse le unità immobiliari che non hanno una planimetria o ne hanno una da cui non si può ricavare la superficie. Sono i casi delle abitazioni iscritte nei primissimi anni del nuovo catasto, quando non era obbligatorio depositare le planimetrie, o con una piantina abbozzata a mano, o senza scala, oppure ancora con più planimetrie riportate su un’unica scheda ma con scale diverse. A fine agosto il problema riguardava 3,3 milioni di unità su 61, ma nel frattempo il dato è migliorato per le operazioni di pulizia avviate dall’Agenzia.


Inoltre:

Consultazione personale




Il servizio di consultazione personale online consente alle sole persone fisiche registrate a Entratel/Fisconline l’accesso alla banca dati catastale e ipotecaria, a titolo gratuito e in esenzione da tributi, relativamente agli immobili di cui il soggetto richiedente risulti titolare, anche per quota, del diritto di proprietà o di altri diritti reali di godimento.
La ricerca viene eseguita a livello nazionale con esclusione delle province autonome di Trento e Bolzano, i cui archivi catastali ed ipotecari non sono gestiti dall’Agenzia. Per quanto riguarda le ricerche ipotecarie l’esclusione è estesa anche alle province di Trieste e Gorizia e alle altre zone nelle quali vige il sistema del libro fondiario.
L’accesso alle informazioni avverrà esclusivamente in base al codice fiscale del soggetto richiedente. Risultato della ricerca è la lista delle province in cui si trovano i beni di cui risulta all’attualità “intestatario catastale”. Selezionata la provincia e successivamente l’immobile interessato si possono ottenere:
  • “Visura per immobile attuale” per l’unità immobiliare selezionata completa dei cointestati
  • “Visura per immobile storica” per l’unità immobiliare selezionata senza la specifica dei cointestati
  • “Visura della mappa” per la particella terreni selezionata
  • “Visura planimetrica” per l’unità immobiliare urbana selezionata
  • “Ispezione ipotecaria” per l’unità immobiliare selezionata e il soggetto: il risultato della ricerca è l’elenco delle formalità (trascrizioni, iscrizioni ed annotamenti) nel quale il soggetto compare a favore o contro relativamente all’immobile selezionato; da questo elenco è possibile consultare le singole note. Dall’elenco sono escluse le iscrizioni e le trascrizioni delle domande giudiziali, dei pignoramenti e dei sequestri eseguite “A favore” del richiedente e le annotazioni a queste correlate.
I documenti prodotti sono tutti in formato PDF e riportano nell’intestazione rispettivamente la frase “Visura telematica esente al titolare di diritti reali” o “Ispezione telematica esente al titolare di diritti reali”.
Ricordiamo, infine, che se si dovessero riscontrare degli errori nella banca dati catastale (per esempio, errata indicazione della persona a cui è intestato l'immobile, dati degli immobili errati, ecc.) è possibile utilizzare il servizio online di correzione "Contact center”.