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venerdì 24 febbraio 2023

Premiati la Centrale Operativa 118 Emilia Est e il Servizio di Emergenza Territoriale 118 per l'assistenza ai pazienti vittima di ictus

Una delegazione di consulenti Angels ha fatto visita alla Centrale Operativa 118 dove sono stati premiati, oltre ai sanitari, soccorritori e volontari di ANPAS, Pubblica Assistenza, Croce Rossa Italiana e Fondazione Catis, quali attori essenziali per i traguardi della Rete Stroke

L’Azienda USL di Bologna informa:
 

La Centrale Operativa 118 Emilia Est e il Servizio di Emergenza Territoriale 118 hanno ricevuto il premio Angels Award per l'assistenza ai pazienti vittima di Stroke nel bolognese. Un riconoscimento internazionale, promosso da European Stroke Organization, che certifica i team pre-ospedalieri per la tempestività dei soccorsi e dell'assistenza fornita a pazienti colpiti da ictus. Questa patologia, come risaputo, è infatti tempo-dipendente: ogni minuto risparmiato è fondamentale per la salvaguardia di milioni di neuroni del paziente, nonché per evitare e/o ridurre le possibili conseguenti disabilità.

I tempi di intervento e di riconoscimento della patologia, che avviene fin dalla chiamata al CO118 e rafforzate in ambito extra-ospedaliero, concorrono a tutti gli effetti all'esito e all'efficacia del trattamento, eseguito grazie alla Rete Stroke Metropolitana, coordinata dal Dr Andrea Zini. Essa, peraltro, vanta tra i suoi punti di forza la stretta collaborazione con il Dipartimento di Emergenza-Urgenza, la Neurologia, la Neuroradiologia Interventistica e la Neuroriabilitazione dell'IRCCS Istituto Scienze Neurologiche.

Non è un caso che durante il conferimento dei premi Angels Awards, i consulenti si siano congratulati non solo con i sanitari della Centrale Operativa 118 e dell’Emergenza Territoriale 118, ma anche con i soccorritori e volontari di ANPAS, Pubblica Assistenza, Croce Rossa Italiana e Fondazione Catis, quali attori essenziali per la tempestività e capillarità degli interventi della Rete Stroke.

Nello specifico, i tempi medi di intervento in loco dei mezzi coordinati dalla CO118 sono di 27 minuti: questo risultato ha consentito all'Azienda USL di Bologna di classificarsi nella categoria Platino. Non si tratta di un premio isolato, ma di un livello di qualità ormai consolidato per cui, nel biennio 2020-2022, ad ottimi risultati di interventi extraospedalieri hanno corrisposto traguardi di efficacia intraospedalieri (in allegato la tabella con i riconoscimenti pre-ospedalieri e intraospedalieri divisi per quadrimestre).

Il riconoscimento rappresenta quindi il risultato di un grande lavoro di squadra in cui ciascun anello della catena del soccorso è essenziale, senza eludere la formazione della società civile.

Il sistema di emergenza territoriale bolognese può contare su un precoce riconoscimento dei segni e sintomi, riconducibili ad un evento neurologico acuto già da parte del personale infermieristico che risponde alla chiamata di soccorso. La contrazione dei tempi, nonché l'efficacia del trattamento, è implementata dal teleconsulto con lo specialista neurologo che fornirà supporto a distanza ai soccorritori, in attesa della presa in carico presso l'ospedale Maggiore, centro hub della rete per la successiva trombolisi e/o trombectomia. Il teleconsulto specialistico, avviato in via sperimentale nel luglio 2021, è oramai diventata una prassi del percorso terapeutico assistenziale, contribuendo a ridurre i tempi di arrivo in pronto soccorso, entro i 30 minuti.

Gli esiti invalidanti, nonché la mortalità causata dall'ictus, sono stati ampiamente ridotti in virtù della formazione del personale sanitario nonché degli operatori del Terzo settore che si occupano del trasporto in emergenza.

Per il futuro, tanto l'innovazione tecnologica, quanto la sinergia e la continuità tra territorio ed ospedale si auspica possano continuare a garantire sempre migliori prese in carico pre-ospedaliere ed intra-ospedaliere. In questo contesto, infine, particolare importanza rivestono le iniziative di educazione sanitaria organizzate dell'associazionismo sul precoce riconoscimento dei segni di allarme e la conseguente chiamata al 118. Con l'acronimo americano FAST (Face - Arms - Speech - Time) si ricorda a tutta la popolazione i segni dell'ictus: paresi facciale, deficit motorio degli arti superiori o di una parte del corpo, difficoltà del linguaggio, tempo di insorgenza.  In presenza di uno solo dei segni sopracitati resta fondamentale chiamare il più tempestivamente possibile i soccorsi, descrivere l’accaduto facendosi guidare dall’Operatore della CO118.

venerdì 28 febbraio 2014

Bologna: si balla 'per combattere l'Ictus'.



Roberto Righi informa:

Domani, sabato 1 marzo, alle  21, nella Sala Auditorium del  CENTRO RICCARDO BACCHELLI in Via Galeazza 2 di  BOLOGNA (raggiungibile con l’autobus n. 19) è in programma una serata danzante il cui ricavato andrà a sostegno dell’attività svolta dall’Associazione Alice per la lotta all’Ictus.

L’ingresso è ad offerta libera.



lunedì 9 dicembre 2013

Sonno e ictus. E’ il tema al centro, domani, della giornata delle Scienze Neurologiche 2013, dedicata a Pasquale Montagna.





Asl informa:

Curare i disturbi del sonno per prevenire l’ictus ischemico cerebrale, ma anche per migliorarne la prognosi. E’ il tema al centro della edizione 2013 della giornata delle Scienze Neurologiche, promossa dall’I.R.C.C.S. Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, in programma il 10 dicembre presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie di via Ugo Foscolo 7, a Bologna.
Della correlazione tra disturbi del sonno e ictus si occuperà la lettura magistrale di Claudio Bassetti, Presidente della European Neurological Society e direttore del Neurology Department dell’Ospedale Universitario di Berna.

La giornata, dedicata a Pasquale Montagna, scomparso tre anni fa, sarà coordinata da Agostino Baruzzi, Direttore Scientifico dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna.
A questa edizione della giornata delle Scienze Neurologiche è abbinata la cerimonia di consegna del Premio della Fondazione Gino Galletti Neuroscience Prize 2013, destinato a un giovane ricercatore europeo che opera nel settore delle patologie neurodegenerative (quali, ad esempio, la malattia di Alzheimer o la malattia di Parkinson). Il riconoscimento, che comprende un premio economico di 10 mila euro, quest’anno andrà a Massimiliano Caiazzo, ricercatore dell’Istituto San Raffaele di Milano, che si è distinto con uno studio sulla generazione di neuroni dopaminergici da fibroblasti umani, una procedura che potrebbe facilitare in futuro la terapia con trapianti di cellule nella malattia di Parkinson.

Il Centro per lo studio del sonno
Il Centro per lo studio sul sonno, all’interno dell’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna presso l’Ospedale Bellaria, è stato fondato nel 1969 dal professore Elio Lugaresi, riconosciuto a livello internazionale come uno dei padri fondatori della Medicina del sonno. Il Centro è il primo in Europa, e uno dei primi al mondo, ad essersi occupato di questi temi.

Tra i disturbi del sonno, si stima che quelli del respiro siano presenti nel 5% della popolazione, mentre se si parla genericamente di insonnia le stime salgono, a seconda degli studi svolti in tutto il mondo, sino al 50% degli abitanti del pianeta.
Le persone che ne soffrono sono generalmente donne in carriera o, comunque, impegnate tra casa e lavoro, di età superiore a 45 anni, che non dormono bene a causa di risvegli frequenti o precoci e che hanno disturbi di concentrazione durante il giorno. Spesso l’insonnia è associata a cefalea, ansia, depressione.

Il Centro per lo studio del Sonno è riferimento internazionale per tutti i disturbi del sonno e, in particolare, per quelli motori, che caratterizzano spesso malattie neurodegenerative come il Parkinson e la Narcolessia. Presso il Centro sono seguiti ogni anno circa 700 nuovi pazienti.

Sonno e ictus
L’ictus cerebrale è una malattia dovuta ad un insufficiente apporto di sangue al cervello, che può determinare un danno permanente anche nel giro di poche ore. I disturbi del sonno come le apnee ostruttive, caratterizzate da ricorrenti interruzioni del respiro associate a ridotta ossigenazione, i disturbi motori come il fenomeno delle gambe senza riposo e l’insonnia sono fattori di rischio importanti per l’insorgere di malattie cardio e cerebrovascolari, al pari della ipertensione arteriosa, del diabete o di levati livelli di colesterolemia.

Fondazione Gino Galletti
La Fondazione Gino Galletti, nata a Bologna nel 1996, è dedicata allo sviluppo della ricerca sulla malattie neurodegenerative (Malattia di Alzheimer, Malattia di Parkinson, Malattie da prioni, ecc.).

Tra le varie iniziative, la Fondazione ha promosso la creazione di un Laboratorio di ricerca dedicato alla diagnostica molecolare delle demenze e delle malattie neurodegenerative, oggi collocato presso l’Istituto delle Scienze Neurologiche all’Ospedale Bellaria, e l'istituzione di un Premio Europeo, destinato a giovani ricercatori impegnati nello studio di queste patologie.

giovedì 13 dicembre 2012

Ictus, la trombolisi può salvare la vita. Se ne discute a Bologna, sabato 15 dicembre, al convegno Trombolisi nell’Ictus Ischemico Acuto.



Da Azienda USL di Bologna:
  
Riconoscere prontamente i sintomi dell’ictus, come disturbi del linguaggio, paralisi facciale, rapida perdita di forza in un braccio o in una gamba, per intervenire immediatamente con il trattamento trombolitico endovenoso, che permette di sciogliere il trombo che ostruisce l'arteria cerebrale interessata. Il trattamento, potenzialmente in grado di evitare una morte o una grave disabilità ogni 7 pazienti trattati, è efficace per alcuni specifici episodi di ictus se viene completato entro le prime tre ore dall’insorgenza dei sintomi.

Da un paio di anni il trattamento trombolitico endovenoso, già avviato a Bologna dalla seconda metà del 2008, è garantito a tutti i cittadini della provincia dalla rete metropolitana dello Stroke, tra le prime in Italia per complessità organizzativa e capacità di integrazione tra ospedali. Nel corso del 2012 sono state 90 le persone con ictus trattate con trombolisi. Il 60% di esse è rientrato al proprio domicilio guarito o con minimi deficit residui, il 33% ha avviato percorsi di riabilitazione, il 7% è deceduto. 

Di questa esperienza, le Neurologie degli ospedali Maggiore e S.Orsola – Malpighi, dirette rispettivamente da Tommaso Sacquegna e Fabio Cirignotta, discuteranno nel convegno Trombolisi nell’Ictus Ischemico Acuto, in programma sabato 15 dicembre presso la Casa dei Donatori di Sangue, Aula Cesari, in Via dell’Ospedale 20 a Bologna. Nel corso della giornata, che sarà aperta da Massimo Annicchiarico, direttore sanitario dell’Azienda Usl di Bologna, e da Agostino Baruzzi, direttore scientifico dell’IRCCS Istituto delle Sienze Neurologiche di Bologna, verranno discusse le strategie più attuali per il trattamento trombolitico, endovenoso e intrarterioso.

L'ictus è la terza causa di morte in Italia, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, con il 10-12% di tutti i decessi annui, e la prima causa di invalidità. Ogni anno in Italia si registrano circa 200.000 casi, 9.000 dei quali in Emilia-Romagna, 1.600 nella Provincia di Bologna. Il rischio di ictus aumenta con l’età, in pratica raddoppia ogni 10 anni a partire dai 45 anni, raggiungendo il valore massimo negli ultra ottantenni.

La rete Stroke è costituita dal sistema di Emergenza-Urgenza del 118 e dei Pronto Soccorso, dalla Stroke Unit dell’Ospedale Maggiore e dalla Medicina d’Urgenza del Policlinico S.Orsola-Malpighi, che sono i due centri di riferimento provinciali autorizzati al trattamento dalla Regione Emilia Romagna. Della rete fanno parte anche la Medicina interna del Policlinico S. Orsola Malpighi e gli ospedali di Bentivoglio, San Giovanni in Persiceto e Porretta Terme, che dispongono di aree dedicate all’assistenza dei pazienti con ictus che hanno già ricevuto il trattamento trombolitico. La rete è integrata con le strutture riabilitative dell’area metropolitana di Bologna, che garantiscono il completamento del percorso di cura,  lo stroke care, nella fase post acuta dell’ictus..

La Stroke Unit dell’Ospedale Maggiore e la Medicina d’Urgenza del S.Orsola-Malpighi sono operative 24 ore su 24, alternandosi nelle ore notturne, nei week end e nei giorni festivi.