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mercoledì 2 settembre 2026

L’Appennino saluta Francesco Galli, imprenditore visionario e uomo delle sue radici

 


Si sono tenuti oggi, mercoledì 2 settembre, a Mongardino, i funerali di Francesco Galli, il lagunenese che nel corso della sua vita seppe trasformare le solide radici familiari in una straordinaria esperienza imprenditoriale, conquistando stima, amicizia e affetto ben oltre i confini della sua terra. Alla cerimonia hanno partecipato, con i figli Gabriele e Davide, quest'ultimo titolare dell'albergo ristorante Ca' di Gali a Sasso Marconi, numerosi amici e tanti conoscenti, a testimonianza di quanto fosse profondo il legame che Francesco aveva saputo costruire con le persone incontrate nel corso della sua vita.

Rampollo intraprendente di una famiglia di noti mercanti, Francesco seppe valorizzare in modo straordinario gli insegnamenti e l’esperienza maturati dal padre Fedele e dagli zii nel corso di una lunga tradizione commerciale. Dopo il diploma di ragioniere, iniziò il proprio percorso professionale dedicandosi all’amministrazione di un gruppo di rappresentanti. Ma le sue capacità non tardarono a emergere: qualcuno si accorse presto del suo naturale talento commerciale e gli affidò i primi incarichi come rappresentante.

Francesco, tuttavia, non si accontentò di quel ruolo. La sua intraprendenza lo spinse ben presto a diventare imprenditore in prima persona, avviando un’attività legata all’importazione di filati speciali e alla realizzazione di capi di particolare pregio.

Erano gli anni Settanta del secolo scorso, un periodo nel quale l’Italia, dopo le tensioni e le difficoltà della fine degli anni Sessanta, si avviava verso una nuova fase di sviluppo. Francesco Galli seppe coglierne le opportunità con uno sguardo rivolto lontano, anticipando in alcuni casi dinamiche che sarebbero diventate centrali nel commercio internazionale.

Fu infatti tra i primi imprenditori a guardare con concretezza verso la Cina, allora ancora lontana dai grandi scenari dell’economia mondiale, e progressivamente estese la propria attività a numerosi Paesi, compresi gli Stati Uniti e altri importanti mercati internazionali. Lo fece senza mai abbandonare quello stile che lo contraddistingueva: uno sviluppo attento e misurato, fondato sulla prudenza, sulla capacità di valutare le opportunità e, soprattutto, sulla costanza. Una crescita senza clamore, ma ininterrotta.

In questo percorso, Francesco fu uno dei tanti figli industriosi dell’Appennino, uomini e donne capaci di costruire molto partendo da poco, sostenuti dalla cultura del lavoro, dal senso della famiglia e da una naturale propensione a guardare avanti senza dimenticare le proprie origini.

E proprio a Lagune, la sua terra, Francesco aveva scelto di mantenere un legame particolarmente forte. Qui aveva recuperato le antiche proprietà di famiglia, restituendo loro vita e significato, e qui aveva ritrovato quell’angolo di pace che rappresentava per lui una sorta di rifugio. Era il luogo nel quale amava ritirarsi, lontano dai ritmi dell’attività e degli impegni, in compagnia di pochi amici cari e dei parenti più stretti.

Quella dimensione privata racconta forse l’altra faccia di Francesco Galli: quella dell’uomo che, nonostante i successi raggiunti e i rapporti costruiti in tanti Paesi, non aveva mai reciso il filo con la propria comunità e con la propria famiglia.

La sua è stata dunque una storia di lavoro e di impresa, ma anche una storia profondamente legata alla terra d’origine. Una storia costruita nel tempo, con discrezione e determinazione, senza mai indulgere nell’esibizione del successo.

Con la scomparsa di Francesco Galli, Lagune e l’Appennino perdono un esempio significativo di laboriosità, capacità imprenditoriale e attaccamento alle proprie radici. Un uomo cresciuto nel silenzio della modestia, ma capace di portare il nome della sua terra molto lontano, affrontando il mondo con lo spirito concreto e tenace che aveva appreso dalla sua famiglia.

Oggi, nel momento dell’ultimo saluto, resta il ricordo di un uomo che ha saputo fare impresa guardando al futuro, senza mai dimenticare da dove era partito.

martedì 25 agosto 2026

Una chiesa gremita per l’ultimo saluto a Zina Rovatti Scagliarini

Commozione e gratitudine a Sasso Marconi per una donna dinamica e intraprendente, sempre al fianco degli operatori commerciali



Una chiesa gremita, tanto da non riuscire ad accogliere tutti coloro che hanno voluto essere presenti, ha accompagnato l’ultimo saluto a Zina Rovatti Scagliarini, figura conosciuta e stimata da tutta la comunità sassese.

La grande partecipazione alle esequie ha rappresentato la testimonianza più significativa dell’affetto e della riconoscenza che in tanti hanno nutrito nei suoi confronti. A Zina venivano infatti riconosciuti il dinamismo, l’intraprendenza e la capacità di impegnarsi con passione a favore degli operatori commerciali sassesi, ai quali ha dedicato energie, idee e tempo, distinguendosi per la concretezza del suo operato e per la costante disponibilità.

A rendere ancora più solenne e suggestivo il momento dell’ultimo commiato è stato anche il suono delle campane, che ha accompagnato la salma nel suo percorso verso l’ultima dimora. Un gesto carico di significato, quasi a sottolineare come quella celebrazione non fosse soltanto il momento del dolore e della separazione, ma anche l’occasione per raccogliere un’eredità fatta di valori, impegno e attenzione verso gli altri.

Zina, infatti, continuerà a vivere nel ricordo delle tante persone che l’hanno conosciuta e apprezzata. Il suo esempio, fatto di intraprendenza, generosità e partecipazione alla vita della comunità, resterà un patrimonio da custodire e, soprattutto, da trasmettere alle nuove generazioni.

Numerose sono state le testimonianze che, dall’altare, hanno voluto ricordarne la personalità e il percorso umano. Tra queste, particolarmente toccante, quella del giovane nipote Francesco, che ha tratteggiato il ritratto di una nonna dinamica, intraprendente e capace di essere una guida sicura per la propria famiglia.

Con parole semplici e profonde, Francesco ha sottolineato quanto gli insegnamenti ricevuti da Zina abbiano contribuito a formare la persona che è oggi. Il suo messaggio ha restituito così l’immagine di una donna capace non soltanto di fare, ma anche di insegnare attraverso l’esempio quotidiano, trasmettendo valori e principi che continueranno a vivere in chi le è stato vicino.

È questo, in fondo, il significato più autentico di una presenza così numerosa alle esequie: il riconoscimento di una vita che ha lasciato una traccia. Una traccia che il tempo non cancellerà e che continuerà a parlare attraverso il ricordo di quanti hanno incontrato Zina, condividendone l’impegno, l’amicizia e gli insegnamenti.

L’ultimo saluto si è dunque trasformato in un momento collettivo di memoria e gratitudine: il dolore per la perdita si è unito alla consapevolezza di aver conosciuto una donna che ha saputo lasciare un segno profondo nella propria famiglia e nella comunità sassese.

giovedì 26 febbraio 2026

Domani i funerali di Domenico Celiento nella chiesa di Sasso Marconi

 



La parrocchia informa


La comunità di Via Mongardino piange la scomparsa di Domenico Celiento, tornato alla Casa del Padre in seguito a un grave incidente. Un evento improvviso che ha profondamente colpito familiari, amici e conoscenti, suscitando cordoglio e commozione in tutto il territorio.

Domenico era conosciuto come uomo riservato, legato ai valori della famiglia e della fede, punto di riferimento discreto per quanti gli hanno voluto bene. In molti conservano il ricordo della sua disponibilità e del suo spirito gentile.

La Santa Messa esequiale sarà celebrata domani, venerdì 27 febbraio, alle ore 15:45, presso la chiesa di San Pietro.

La comunità parrocchiale si raccoglierà inoltre in preghiera per Domenico e per la sua famiglia oggi, giovedì 26 febbraio, alle ore 17:30, nella chiesa di San Pietro, per la recita del Santo Rosario.

In questo momento di dolore, l’intera comunità si stringe attorno ai familiari, affidando Domenico alla misericordia del Signore e custodendone il ricordo nella preghiera.

giovedì 11 luglio 2024

Domani i funerali di don Giacomo Stagni

 Disposto il lutto cittadino



I funerali di don Giacomo Stagni, il parroco  di Vidiciatico deceduto ieri, mercoledì 10 luglio, si terranno domani, venerdì 12 luglio, alle 15, nella chiesa di San Pietro di Vidiciatico.

La funzione religiosa sarà presieduta dal Cardinale Matteo Maria Zuppi.

Per la giornata  l’amministrazione comunale ha disposto il lutto cittadino.

La delibera comunale: 



domenica 14 aprile 2024

Strage di Suviana: da martedì si celebrano i funerali

La procura ha dato il nulla osta. Prime esequie in Sicilia



Con la procura di Bologna che ha dato il nulla osta per la restituzione delle salme di alcune delle vittime della strage di Bologna, dalla prossima settimana si potranno celebrare i funerali.
    Il primo a essere fissato è quello di Vincenzo Franchina, 36 anni, la vittima più giovane del disastro della centrale di Bargi.

Era sposato da poco più di un anno ed era padre da appena tre mesi.

Con la moglie Enza, anche lei originaria di Sinagra (Messina), si era trasferito a Genova, lasciando a malincuore la sua Sicilia, per lavoro. Era impiegato della Engineering srl di Mele, ed è morto a Suviana insieme al titolare Mario Pisani e al collega Pavel Tanase.
    La salma arriverà alla Chiesa Madre di Sinagra (Messina) alle 9 e alle 16 sarà celebrato il funerale. Per la giornata, il Comune di Sinagra ha proclamato il lutto cittadino.
    Sui corpi delle vittime non è stata disposta l'autopsia perché la procura ritiene chiara la causa del decesso. E' stato fatto dal medico legale un esame esterno, con una tac e un esame tossicologico per capire se, subito dopo l'esplosione, le vittime possano aver inalato delle sostanze letali o comunque tossiche. (ANSA)

domenica 14 gennaio 2024

Ai funerali di Laffi messaggi di Mattarella e Segre

 Zuppi: "Testimone di una violenza indicibile"

 


"Ferruccio diceva: 'La mia vita è stata martoriata'.

E lo diceva con un po' di smarrimento e lo comunicava con i suoi occhi che avevano visto dove abitava il male e quasi raccontava più con quelli, perché era veramente indicibile, era troppo quello che portava dentro".

Nell'omelia per il suo funerale, il cardinale Matteo Zuppi ha ricordato questo di Ferruccio Laffi, morto a 95 anni e uno dei superstiti, forse l'ultimo testimone, dell'eccidio di Monte Sole, sull'Appennino bolognese, Il 30 settembre del 1944 14 membri della sua famiglia vennero uccisi dalle truppe delle SS nel cortile della loro casa. Nel corso delle esequie, nella chiesa di Marzabotto, sono stati letti messaggi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della senatrice a vita Liliana Segre: "Ferruccio - ha scritto Segre - trovò in sé la forza di portare in Italia e in Europa la sua testimonianza e la sua denuncia, insieme alla richiesta i giustizia per le famiglie dei sopravvissuti".
    Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco metropolitano Matteo Lepore e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. (ANSA) 

Martina Mari invia il link dove si puo'  scaricare le immagini del funerale di Ferruccio Laffi, l'ultimo superstite della Strage di Marzabotto, celebrato questa mattina S.E. Card. Matteo Maria Zuppi presso la Chiesa dei Santissimi Giuseppe e Carlo di Marzabotto.

In coda, al min. 6'11'' interviste a Valentina Cuppi, Sindaca di Marzabotto e a Stefano Bonaccini, Pres. della Regione Emilia-Romagna.

giovedì 11 gennaio 2024

Domenica prossima i funerali di Ferruccio Laffi, superstite della strage di Monte Sole: Zuppi celebra le esequie

 


Il Comune di Marzabotto informa :

 

E' purtroppo scomparso Ferruccio Laffi. 

Ferruccio, oltre ad essere uno dei pochi ultimi superstiti degli eccidi di Marzabotto-Monte Sole, è anche stato per anni e anni sempre disponibile ad accogliere scolaresche e gruppi in visita a Monte Sole. Ha girato l'Italia per portare la sua testimonianza, infliggendosi dolore ogni volta che ricordava e raccontava lo sterminio dei 14 membri della sua famiglia e dell'intera comunità spazzata via consapevole della necessità della sua testimonianza per far capire cos'è stato il nazifascismo.  

La Camera Ardente sarà allestita nel Sacrario di Marzabotto, sabato 13 gennaio dalle 9.30 alle 18.30 e sarà riaperta Domenica mattina dalle 9 alle 11.

 Il funerale sarà celebrato domenica 14 gennaio alle 11.15 da S.E. Cardinale Matteo Maria Zuppi presso la Chiesa dei Santissimi Giuseppe e Carlo di Marzabotto.

 

Straziante la storia di Ferruccio. Sedicenne all’epoca della strage di Monte Sole, aveva abbandonato la sua casa per nascondersi nella boscaglia.  La sua famiglia era stata informata dell’arrivo dei Tedeschi da  un partigiano che aveva abbandonato lo scontro con  i militari tedeschi in arrivo  ed era risalito velocemente lungo la via che portava a Monte Sole per informare del pericolo in arrivo.

Nella convinzione che si trattasse di uno dei tanti rastrellamenti dei Tedeschi in cerca di forza lavoro, gli uomini abili si erano dati alla macchia e nelle case erano rimasti donne, bambini e anziani. 

Non era il solito rastrellamento e Laffi al suo rientro, dopo la lunga sosta nei boschi, trovò l’aia della  casa coperta dai cadaveri di 14 membri della sua famiglia: il padre sessantenne, la madre, le moglie dei suoi fratelli e i bambini, fra cui un neonato.

La sua testimonianza è sempre stata preziosa, come monito per far conoscere gli orrori della guerra. 

giovedì 22 luglio 2021

Oggi il commiato di Marco Leoni


 

I funerali di  Marco LEONI si terranno oggi, venerdì 23  luglio, alle  14, nella  Chiesa di San Pietro nel capoluogo di Sasso Marconi.

La Messa esequiale sarà celebrata da don Paolo Russo.

La comunità parrocchiale si è raccolta in preghiera per la recita del Santo Rosario in suo suffragio ieri alle 17 in Chiesa a San Pietro.

lunedì 14 giugno 2021

Michele Merlo: il 16 giugno camera ardente, il 18 i funerali

Prima a Certosa di Bologna, poi esequie in Veneto


Sarà allestita mercoledì 16 giugno al Pantheon della Certosa di Bologna, dalle 9 alle 16, la camera ardente per Michele Merlo, il cantante scomparso a seguito di un'emorragia cerebrale scatenata da una leucemia fulminante.
    I funerali si svolgeranno venerdì 18 giugno alle 17 a Rosà (Vicenza), suo paese di origine, presso Villa Marchiorello, Località Ca' Minotto.


    Eventuali iniziative benefiche in memoria di Michele Merlo saranno comunicate dalla famiglia stessa e devolute all'AIL, Associazione italiana contro le leucemie. (ANSA ROMA).

lunedì 17 agosto 2020

Si sono svolti i funerali del pompiere Luca Fini

Il feretro del Capo reparto dei Vigili del Fuoco, Luca Fini, vittima di un recente incidente stradale sulla tangenziale di Bologna, è transitato per un breve saluto dalla sede del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Bologna, prima di essere tumulato nel cimitero di Calcara di Crespellano, suo paese di residenza.


Il suono delle sirene e un lungo e commosso applauso dei compagni hanno salutato il collega e amico così prematuramente strappato alla vita e agli affetti.






mercoledì 3 gennaio 2018

Grizzana Morandi. Domani l'ultimo saluto al sindaco Paola Pisi

Il comune di Grizzana Morandi comunica:


La cerimonia civile in memoria dell'ex sindaco Paola Pisi ( nella foto) si terrà domani, giovedì 4 gennaio, alle 14.30, nella sala consigliare del municipio di Grizzana Morandi.

Seguirà la tumulazione presso il cimitero di Vimignano.







martedì 31 gennaio 2017

Wanda Aldrovandi è deceduta. Domani i funerali.

Si è spenta ieri, dopo una lunga malattia, Wanda Aldrovandi, vedova del dottor Ipo Aldrovandi, storico medico condotto di Sasso Marconi, scomparso nel 1990. In questi anni ha sempre vissuto nella storica casa di famiglia tenendo vivo il ricordo del marito scomparso.
Ne ha dato notizia il nipote Eugenio Salamone, che, come il nonno a suo tempo, è consigliere comunale

Le esequie si terranno domani mattina, mercoledì 1 febbraio, alle 10 nel Santuario della Beata Vergine del Sasso.


venerdì 6 gennaio 2017

Gemelli sacerdoti a Monghidoro: morto Don Marcello Rondelli. Don Marcello e Don Sergio insieme sono stati ordinati sacerdoti e insieme hanno guidato la parrocchia di Monghidoro. I funerali saranno officiati dal Vescovo Zuppi.

Da Bologna Today

Insieme sono stati ordinati sacerdoti e insieme hanno guidato la parrocchia di Monghidoro. Ora Don Marcello, uno dei gemelli sacerdoti, è mancato all'età di 93 anni.
Nati a San Pietro in Casale, nel dopoguerra a loro vennero affidate alcune parrocchie dell'Appennino, dove sono rimasti per oltre 40 anni. Nel 2008 avevano festeggiato i 60 anni di sacerdozio nel paese emiliano. 
"Esprimo a titolo personale ed in rappresentanza dell'intera Amministrazione comunale sincera gratitudine a Don Marcello per tutto quello che ha fatto nei 42 anni di sacerdozio a Monghidoro" ha scritto in una nota la sindaca di Monghidoro Barbara Panzacchi -sempre disponibile, dolce e garbato, vicino a malati ed anziani e vero testimone di fede". 
La prima cittadina esprime infine "affettuose condoglianze al fratello Don Sergio che ha sempre vissuto al suo fianco con sincero amore fraterno". Domenica sera alle 21 si terrà presso la Chiesa Parrocchiale di Monghidoro una veglia in ricordo con la recita del Santo Rosario e la proiezione di un video a testimonianza dei suoi sessant'anni di sacerdozio. I funerali che saranno officiati dal Vescovo Zuppi si terranno lunedì alle 14,30 presso la Chiesa di Monghidoro.



mercoledì 9 novembre 2016

Grazie a tutti.

Vorrei ringraziare, anche a nome della mia famiglia, tutti coloro che in vari modi hanno manifestato il loro cordoglio e la la loro vicinanza per la morte di mia madre.

Un grazie anche per la generosità, mostrata in occasione dei funerali, a favore della fondazione Ant, associazione che mi sento di elogiare  per l'assistenza e la sensibilità con cui ha accompagnato gli ultimi giorni di vita della mamma.

martedì 10 maggio 2016

Pontecchio Marconi. Domenica scorsa è deceduto Romolo Padroni. Oggi i funerali.

Romolo
Romolo Padroni ci ha lasciati, stroncato da una terribile malattia. Rimane il ricordo della sua grande generosità e della sua piena partecipazione alla vita comunitaria di Pontecchio e di Sasso Marconi. Ricordo che in molti suoi amici hanno voluto esprimere con una lettera in cui si legge:


Domenica scorsa, 8 maggio, ci ha lasciati prematuramente Romolo Padroni. Se n'è andato un gigante buono conosciuto e stimato da tutti.
Fino all'ultimo non ha voluto  rendere pubblica  la sua battaglia contro  la  malattia sperando, come sempre in questi casi, di poter tornare a girare per i suoi cantieri e a vedere le sue macchine  operatrici muoversi. Ma purtroppo questa  battaglia  non è  riuscita  a  vincerla.

Con lui se ne va in pezzo di storia di Sasso Marconi e soprattutto  di Pontecchio. 
Nelle  scorse  settimane c'è  stato un dibattito  sul vivere  bene a Sasso Marconi e penso che uno dei fautori di questo vanto del paese sia proprio  Romolo Padroni. Sia professionalmente, avendo realizzato  diverse  opere per il comune, sia volontariamente per aver dedicato il proprio tempo libero alla creazione  di associazioni  ludiche e di protezione civile. Romolo è stato un esempio di buona socialità del paese. Quante cose sono state fatte senza scopo di lucro  da questa  persona.
Se avete mangiato crescentine alle varie feste, se vi siete divertiti ai carri di carnevale, se avete mangiato alla stessa tavola è perché lui aveva un gran cuore e metteva a disposizione  della comunità il suo tempo  e le sue energie non guardando mai  al ritorno economico. Romolo lascia  un vuoto  incolmabile e tanti insegnamenti da prendere ad esempio e da mettere a frutto tanto nello stare insieme quanto nell'ambito imprenditoriale. Auguro a Francesca, Roberto e Rita di avere in loro un po' di Romolo e che la vita sia più  dolce di quanto  sia stata fino ad ora.

Ciao Romolo è stato un piacere condividere emozioni e un indimenticabile e prezioso percorso di vita.


I funerali ci saranno oggi, martedì 10 maggio,  alle 14 e 30 nella chiesa di Pontecchio Marconi.

giovedì 30 luglio 2015

Martino ci ha lasciati. Domani il saluto di commiato.


Martino in occasione della celebrazione del 25 aprile 2014

Un altro testimone e protagonista della storia sassese , soprattutto di quella relativa al cruento passaggio della guerra, ci ha lasciati. Ieri intorno alle 13.30, è deceduto Martino Righi, CLASSE 1924, che fu un partigiano della Brigata Stella Rossa e fu quindi, ancora diciottenne, in prima fila per scacciare l’esercito tedesco che aveva occupato queste zone perpetrando orribili crimini, come quelli di Monte Sole. Fu anche ferito gravemente e costretto a un lungo peregrinare poiché era pericoloso ricorrere agli ospedali.
Dalla fine della guerra, occupò per lungo tempo il posto di messo comunale e in quella veste ebbe modo di conoscere tanti abitanti di Sasso Marconi di cui conservava memorie ricordi e aneddoti, che  di frequente raccontava volentieri. Da alcuni mesi era malato e un aggravamento dell malattia gli è stato fatale. Accanto a lui, la moglie Gianna, compagna affettuosa di una vita, le figlie Manuela e Fiorenza con i generi e i nipoti.

La figlia Manuela, nel ricordare che l’incontro di commiato si terrà domani, venerdì 31 luglio, dalle  15 alle  16, presso il Giardino della Memoria nel centro del paese, oppure, in caso di maltempo, presso la sala Giorgi,  a cura dell’ ANPI di Sasso Marconi, ha lasciato questo ricordo:

E’ il Martino  di  cui si parla in ‘Gianna e Martino. Dieci anni di vita tra il 40 e il 50 a Sasso Marconi e dintorni’ ed è il protagonista di’ Martino’ di Giuseppe Cremonesi e del racconto  ‘Una pallottola casalinga’ in ‘Sasso Marconi, cronache di allora e di dopo’ di Renato Giorgi.
 Sempre disponibile a raccontare del suo ( e dei suoi compagni) sofferto e difficile passato di partigiano. A noi figlie e nipoti ha raccontato ben altro ancora, regalandoci i divertenti racconti degli innumerevoli aneddoti di una lunga vita vissuta con amore, dedizione e grande generosità”.

mercoledì 24 giugno 2015

Venerdì prossimo i funerali di don Dario Zanini.



I funerali di don Dario Zanini si terranno venerdì prossimo, 26 giugno, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Sasso Marconi e saranno officiati dal cardinale Carlo  Caffarra. Alla cerimonia di commiato parteciperà tutto il clero del vicariato di Sasso Marconi.

Domani sera, giovedì 25 giugno, alle 20.30, è in programma una veglia di preghiera, sempre nella chiesa del capoluogo, cui si spera sia già presente la salma del sacerdote.

Si chiude così in modo inatteso, poiché   fino al ricovero di venerdì scorso per il malore al petto don Dario pareva in buona salute fisica e in ottima presenza mentale, l’apostolato sassese di don Dario durato ben 58 anni. Il sacerdote pareva in  grado quindi di entrare nel migliore dei modi nel periodo di riposo che la sua età richiedeva e che aveva annunciato.

Ma proprio nella sofferenza che don Dario provava nel dover abbandonare la sua parrocchia, che ha guidato non senza difficoltà per un così lungo periodo, in molti vedono la sua chiamata al Padre come il risultato di un ‘disegno divino ’  dipinto da Chi tutto può per evitargli un distacco che avrebbe vissuto con amarezza e grande dolore. 

Con lui si chiude anche un periodo storico piuttosto intenso che lo ha visto protagonista in scontri anche accesi con l’amministrazione comunale di sinistra. Con incrollabile caparbia si oppose ad ogni progetto di ingerenza che coinvolgeva i beni parrocchiali che riteneva di ‘proprietà ’ della Beata Vergine del Sasso e quindi intoccabili. 

Uomo di vasta cultura e sensibilità artistica ha scritto diversi libri sia di carattere religioso che storico, tra cui l’importante volume ‘Marzabotto e Dintorni 1944’ frutto di una lunghissima e meticolosa ricerca delle testimonianze che riguardano l’eccidio e i fatti di Monte Sole. Egli aveva vissuto in prima persona la tragedia di quel periodo essendo originario di Rioveggio e aveva perso dei famigliari, tra cui la madre, trucidati dai tedeschi.
Il libro però ebbe anche molti osteggiatori poiché don Dario non aveva tralasciato di riportare gli episodi che la storiografia ‘ufficiale’  dei vincitori aveva accuratamente oscurato. Aveva annunciato anche una nuova pubblicazione che avrebbe completato la prima opera e di cui disponeva già di una ampia documentazione. Non aveva mai smesso infatti di scandagliare un periodo storico così buio della nostra storia locale per ricordare tutti quelli che lui chiamava ‘ morti a causa della guerra’.

L’amministrazione comunale di Sasso Marconi sta valutando se dichiarare il lutto cittadino.