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mercoledì 10 gennaio 2024

Morto a 95 anni Ferruccio Laffi, memoria di Marzabotto

 Diceva: 'Ho la vita martoriata'. Poi iniziò a raccontare



È morto a 95 anni Ferruccio Laffi, uno degli ultimi superstiti e testimoni dell'eccidio di Monte Sole, conosciuta anche come la strage di Marzabotto.

Il 30 settembre del 1944 14 membri della sua famiglia vennero uccisi dalle truppe delle SS nel cortile della loro casa. All'epoca 16enne, scoprì cosa era accaduto solo a sera, quando rientrò a casa. Fu riconosciuto partigiano dall'1 marzo 1944 alla Liberazione. 

"La mia vita è stata martoriata. Sono stato cinquant'anni senza parlare di queste cose: prima c'era silenzio, poi hanno scoperto 'l'armadio della vergogna' ed è venuto tutto alla luce. All'inizio facevo fatica a raccontare, volevo solo dimenticare, ma non si riesce a farlo. E' sempre una ferita che fa male", disse in una videointervista all'ANSA per il 75/o anniversario. Poi però iniziò a raccontare: Laffi incontrava spesso gruppi di giovani in visita ai luoghi della memoria, raccontava la sua testimonianza commuovendosi e commuovendo, ed era sempre presente alle celebrazioni, in particolare il 25 aprile. (ANSA)


Il cordoglio dell’onorevole Andrea De Maria 


"È con grandissimo dolore che ho appreso la notizia della scomparsa di Ferruccio Laffi. Superstite dell' eccidio di Marzabotto. Straordinario testimone di quella pagina tragica, messaggero di pace e democrazia. A lui mi legava un affetto profondo". 


giovedì 1 dicembre 2022

Morto Francesco Pirini, che perdonò le Ss di Marzabotto

Incontrava i gruppi di giovani, 'non voglio la logica dell'odio'


E' morto a 95 anni Francesco Pirini, uno degli ultimi reduci di Marzabotto.

Per tanti anni ha incontrato i gruppi in visita ai luoghi della strage in cui perse 14 familiari, raccontando la storia della sua vita come testimonianza, con parole semplici, ma di grande profondità.

E proprio accompagnando i ragazzi ha iniziato un lungo, complesso e personale percorso verso il perdono, che alla fine confermò per tutti i responsabili tedeschi dell'eccidio di Monte Sole nel 2006, quando fu chiamato a testimoniare, al Tribunale militare di La Spezia, al processo nei confronti di 17 ufficiali e sottufficiali delle SS appartenuti al 16/o reparto esplorante della 16/a Panzergrenadierdivision Reichsfȕhrer.
    "Una persona speciale, di grandissimo coraggio morale, intelligenza e umanità. Un amico che mi era particolarmente caro. Un simbolo di come le comunità di Marzabotto, Monzuno e Grizzana hanno risposto alla barbarie nazifascista divenendo testimoni di pace e di democrazia", lo ricorda il deputato Pd Andrea De Maria, ex sindaco di Marzabotto. "Perdono. Questa è la parola che ricordiamo associata alla voce di Francesco Pirini", scrive Valentina Cuppi, attuale prima cittadina. "Il perdono da parte di chi ha vissuto lo sterminio, la violenza, la disumanità, nei confronti di chi li ha perpetrati. Non sono mai riuscita a capire come fosse possibile riuscire a farlo.
    Francesco lo ha fatto, ha perdonato e ha raccontato del suo perdono a tante persone, a bambini, ragazzi, facendo un atto di un'umanità tale da risultare sovrumano", ha aggiunto. (ANSA).

domenica 20 gennaio 2019

Inaugura il 2 febbraio il restauro del cimitero Casaglia

All'evento il presidente dell'Assemblea legislativa e l'ambasciatore della Germania

Sarà celebrato il prossimo 2 febbraio il restauro del cimitero di Casaglia a Marzabotto. Teatro dell'eccidio nazifascista di Monte Sole, nel camposanto riposano monsignor Luciano Gherardi, che quella strage denunciò e don Giuseppe Dossetti. Alla celebrazione parteciperanno Simonetta Saliera, presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna Viktor Elbling, ambasciatore tedesco in Italia. Il restauro del cimitero è stato promosso dal Comune di Marzabotto e dall'Ente Parchi Emilia-Orientale, è costato 240.000 euro ed è stato finanziato dalla Repubblica Federale di Germania con il contributo dello stesso Comune di Marzabotto.
"In questo luogo è testimoniata la storia della nostra comunità - osserva Saliera in una nota - e trovano fondamento il nostro orrore per la guerra e la dittatura nonché la nostra lotta contro ogni forma di discriminazione e violenza". Nel cimitero di Casaglia di Monte Sole il 29 settembre 1944 fu perpetrato l'eccidio di 84 persone.

giovedì 14 settembre 2017

Disgelo fra Marzabotto e Engelsbrand, il comune tedesco che assegnò una onorificenza a uno dei protagonisti della strage di Monte Sole. Onorificenza poi ritirata.

In sindaco di Marzabotto Romano Franchi comunica:

Domani, venerdì 15 settembre, giungerà in visita a Marzabotto una delegazione composta da circa 20 persone, accompagnata da Bastian Rosenau sindaco del Comune tedesco di Engelsbrand, in cui fu data e poi ritirata una onorificenza a Wihelm Kusterer, ufficiale di Squadra della 16 Divisione Reichsfurhrer SS, già condannato in Italia a due ergastoli per le stragi nazista di Monte Sole, nelle località San Giovanni di Sotto, Casaglia, Caprara, Colulla di Sopra, Colulla di Sotto, Abelle e di San Terenzio Monti e Vinca nel Comune di Fivizzano, per un totale di circa 1.150 vittime innocenti.

La delegazione sarà ricevuta nella sala consigliare del municipio alla presenza dei sindaci di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi, dei rappresentanti del Comitato Regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto ed ai componenti dell’Associazione dei familiari delle vittime dell’eccidio di Monte Sole.
Il programma prevede l’omaggio al Sacrario ai Caduti, l’incontro presso la scuola di Pace di Monte Sole, con la visita ai luoghi della memoria.
Nel pomeriggio è previsto un incontro all’interno del polo scolastico del capoluogo di Marzabotto.

Poi la delegazione proseguirà per il Comune di Fivizzano.

martedì 1 novembre 2016

Il parroco di Sasso Marconi, don Russo, celebra le piccole vittime di Cerpiano.

I resti dell'oratorio di Cerpiano
Sabato prossimo, 5 novembre, alle 18, il parroco di Sasso Marconi e San Lorenzo, don Paolo Russo, celebrerà una funzione religiosa a Cerpiano di Monte Sole. Il borgo fu il primo a essere raggiunto dalla colonna di truppe tedesche che, partita da Quercia sul Setta, doveva convergere su Monte Sole ed eliminare ogni presenza lungo il percorso. Cerpiano si trovava sul loro tracciato e ospitava un asilo per l'infanzia. I bambini e gli educatori, anche se avvertiti da un partigiano dell'imminente arrivo dei soldati tedeschi, non abbandonarono il loro edificio nella convinzione di non essere il bersaglio dei militari. Invece le SS intendevano fare terra bruciata e una intera classe fu portata nell'oratorio , trucidata e finita con una bomba a mano.
L'episodio fu commemorato più volte dal defunto parroco di Sasso Marconi, don Dario Zanini, che si adoperò perchè fra i resti dell'oratorio fosse posta una scultura a ricordo delle vittime. L'opera d'arte raffigura un angelo che ripara con uno scudo i piccoli di Cerpiano, nel vano tentativo di difenderli dalla malvagità umana. 
 


I ragazzi delle scuole superiori che accompagneranno don Russo trascorreranno a Monte Sole il fine settimana.

mercoledì 1 ottobre 2014

Marzabotto. Sarà Carlo Smuraglia, l'oratore ufficiale delle commemorazione dell'eccidio di Monte Sole.



Dopo la rinuncia del ministro Mogherini, è giunta la notizia che sarà il presidente nazionale dell’ANPI, Carlo Smuraglia ( nella foto) , a tenere il discorso ufficiale per le commemorazioni del 70 ° anniversario dell’eccidio di Marzabotto che si terrà domenica prossima, 5 ottobre. Il ministro degli Esteri Federica Mogherini, che ricopre anche la carica di  Alta rappresentante per gli affari esteri dell’Unione Europea,  ha dovuto declinare l’invito a essere a Marzabotto perché impegnata  a Bruxelles per una serie di incontri relativi alla sua funzione.

Il Governo italiano sarà comunque rappresentato.

Rammaricato per l’impedimento del ministro, il presidente dell’Anpi di Marzabotto, Federico Sandrolini, ha voluto sottolineare come l’avvicendamento porti comunque sul palco di Marzabotto un figura di altissimo profilo che sarà certamente in grado di dare alla ricorrenza tutto il prestigio che merita e che non può mancare.
Il presidente Sandrolini ha anche informato che a Marzabotto sarà presente il neo presidente dell’Anpi provinciale Renato Romagnoli, nome di battaglia ‘Italiano’, che ha sostituito alla guida della formazione bolognese dell’Anpi il presidente Lino Michelini, nome di battaglia William, deceduto pochi mesi fa con grande cordoglio non solo degli iscritti Anpi.

mercoledì 16 ottobre 2013

NINNI, la fine del mio caro amico, raccontata in un film-documento sulla strage di Marzabotto.


Sergio Marzocchi e Lamberto Lambertini

Una intensa emozione ha ridestato nel pubblico numeroso del teatro di Marzabotto il film-documentario sulla tragedia di Monte Sole ‘Ninni’ di Lamberto Lambertini e Sergio Marzocchi ,  presentato sabato scorso alla presenza degli autori, dei sindaci di Marzabotto e Monzuno Franchi e Mastacchi e di alcuni dei protagonisti involontari di quegli eventi storici legati all’occupazione tedesca durante l’ultima guerra.


Una ripresa con un militare intervistato.
Sono 48 minuti di testimonianze raccolte da Lambertini, in 23 anni di ricerche, con una telecamera amatoriale. Spinto inizialmente dal desiderio di indagare sulla uccisione di un suo amico, compagno di scuola e di giochi, Anselmo Tomesani, chiamato Ninni appunto, sfollato a Sperticano da Bologna con la famiglia per sfuggire ai bombardamenti sulla città e barbaramente trucidato all’età di 13 anni in uno dei rastrellamenti che funestarono il tristissimo autunno del ’44 a Monte Sole, Lambertini ha poi continuato a raccogliere materiale intervistando i superstiti ancora in vita e raccogliendo le storie di famiglie, di singole persone, di bambini,  donne, partigiani, religiosi che ebbero la sventura di trovarsi in quei luoghi. Storie diverse ma con lo stesso tragico epilogo, con lo stesso terribile destino.
I due autori con i sindaci e con il presidente Comitato Vittime.
Tutto il materiale era di oltre 30 ore di registrazione su nastro magnetico ed è stato necessario trasportarlo sui moderni supporti digitali e restringerlo a meno di un’ora. In questo è subentrata  l’opera del regista Sergio Marzocchi  che, con le musiche originali di Sandro Comini,  ha trasformato gli spezzoni di registrazione in un toccante racconto di fatti e sentimenti che, senza retorica né enfasi ma con la semplicità del linguaggio della gente comune  sa giungere dritto al cuore, sa commuovere profondamente, sa essere la condanna più severa della guerra con tutte le sue conseguenze.

In platea, don Dario Zanini con Lucia Sabbioni, una superstite
Lambertini non l’ha fatto per spettacolarizzare quegli episodi, non solo per interesse storico. L’ha fatto per cercare di metabolizzare quelle tragedie. Essere superstiti non è facile, ha spiegato Marzocchi. Non basta tutta la vita per superare il ricordo di quelle ore, dei minuti, di attimi di terrore e orrore.
Come hanno sottolineato nei loro interventi i due sindaci, questo prezioso lavoro potrà essere divulgato, fatto conoscere alle giovani generazioni anche tramite le scuole, rimarrà un documento importantissimo perchè raccolto direttamente dalle persone ancora vive che  sono stati testimoni di un momento di storia tra i più bui di queste terre. 

A Lambertini (nella foto) abbiamo chiesto:
Come ha saputo della fine di Ninni, fatto che l’ha spinto a intraprendere le sue ricerche?
Lessi  nel libro di Jack Olsen ‘Silenzio su Monte Sole, innanzitutto dove è successo il fatto e come morì: fu rastrellato insieme ai familiari e ad alcuni parenti e amici che si trovavano nella stessa casa, Ca’ Roncadelli di Sperticano. Furono tutti trasportati vicino a un ruscello e colpiti dalle fucilate. Cominciai le ricerche e seppi dai testimoni che Ninni, colpito allo stomaco, morì dopo un’agonia di quasi due giorni.  Questa tragedia mi ha spinto a cercare altri particolari e altri episodi della storia di Monte Sole.
Dei testimoni che lei è riuscito a intervistare, quanti sono ancora in vita?
Pochi, dei 27 che appaiono nel filmato, attualmente sono vivi poco più di  una decina. Tra essi anche la sorella di Ninni, Marisa che si salvò perché si gettò, ferita, nell’acqua rossa di sangue del piccolo torrente e la credettero morta
La sua ricerca è un importantissimo documento perché raccoglie documentazioni senza intermediari, dai testimoni diretti. Si è reso conto subito di cosa potesse diventare?
Ho iniziato spinto solo dalla grande curiosità di conoscere cosa è successo. Non ho pensato che potesse diventare importante ma l’ho fatto d’istinto. Ora mi rendo conto che conoscere i fatti può essere lo stimolo ad aiutare a  ‘costruire un percorso di pace’, ad evitare che si ripetano eventi tanto tragici
Lei è riuscito a intervistare anche dei soldati stranieri che erano qui nel ‘44. Come li ha trovati? Avevano superato l’orrore della guerra?
Ne ho rintracciati parecchi, da una parte e dall’altra del conflitto anche se molte testimonianze non hanno potuto essere inserite nel documentario. Si sono trovati tutti in una bolgia dove dovevano assolvere ciascuno a un compito e in seguito, rendendosi conto di cosa era successo si sono chiesti ‘ma cosa abbiamo mai fatto?’ Alcuni sono pentiti, altri meno. Chi è convinto di avere eseguito degli ordini non si dice pentito.
Cosa vuole aggiungere?
Un ringraziamento particolare lo voglio rivolgere alle mie ‘guide’, a coloro cioè che mi hanno accompagnato nella ricerca: Francesco Pirini, Luigi Fontana e la Pubblica Assistenza di Vado col presidente Franchini, don Dario Zanini e Tommaso Ballotta.


Ci siamo rivolti poi  al regista Sergio Marzocchi (nella foto):
 Lei è riuscito in qualcosa che molti suoi colleghi che hanno realizzato lavori su questo periodo non sono riusciti a fare e cioè ha saputo mantenersi neutrale lasciando che ogni racconto fosse fatto da ciascuno secondo il proprio punto di vista e mantenendo l’obiettività che dovrebbe avere il  ricercatore storico. Era un suo obiettivo fin dall’inizio o lo ha trovato nel corso dell’opera?
L’ho scoperto e pensato dopo aver visto le riprese di Lamberto. Ho pensato che l’unica chiave di lettura fosse di non avere una voce fuori campo e un testo esterno alle dichiarazioni. Abbiamo scelto la linea di riportare solo il racconto storico, la neutralità. E l’abbiamo mantenuta
Ritiene che possa essere esaustivo oppure con il materiale rimasto si potrebbero realizzare altri documentari?
Sì, avremmo materiale per realizzare altri documentari ma bisogna verificare se la qualità tecnica dei filmati è sufficientemente valida per essere all’altezza del primo. Il materiale è comunque di grande interesse.
Stupisce la profonda religiosità dei superstiti. Stupefacente l’atteggiamento di quella superstite che racconta della mamma che resasi conto della fine imminente le raccomandava ‘Recita l’Atto di dolore’. E’ una scelta della selezione o una costante nell’atteggiamento delle persone semplici, arricchite da una grande fede?
 La seconda cosa, assolutamente.
Non trapela odio in nessun racconto, né dei civili, né dei soldati o dei partigiani. E’ anche questo frutto di una selezione o è il grande cuore della gente, tutte vittime di un destino più forte di loro?
E’ proprio questo ciò che ho trovato nelle riprese e che era evidente in tutte le interviste. Questa pacatezza comunque rivela ancora una grande sofferenza Sono soddisfatto che emerga chiaramente dal filmato.

Anche la musica riesce a creare una grande suggestione. Sandro Comini (nella foto), compositore delle musiche ci dice:
La musica è determinante perché si deve amalgamare con le immagini senza sovrapporsi ai racconti dei protagonisti. Questo è stato il mio intento. Ciò che mi ha ispirato la musica è stato proprio sentire Lamberto quando nel raccontare di Ninni legge la sua letterina di Natale. Ho seguito il mio istinto e chi l’ha ascoltato mi ha detto che sono riuscito a ‘narrare’ lo struggimento che io stesso ho provato. 



  

lunedì 7 ottobre 2013

A Sasso Marconi si commemora il 69° anniversario dell'eccidio di Monte Sole e la battaglia partigiana di Rasiglio.


Domani, martedì 8 ottobre, alle  21, nel teatro comunale di Sasso Marconi, l’ Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI) e l’associazione  ‘Marzabotto in scena’
presentano la commedia di Pier Luigi Minelli, Le colline si vestivano d’autunno’. Regia di Primo Gandolfi. Spettacolo in due tempi liberamente tratto dalle testimonianze di sopravvissuti alla strage di Monte Sole.

Ingresso libero




Sempre domani, martedì 8 settembre, alle 17.45, si terrà presso il cippo in località Cavallazzo la Commemorazione del 69esimo anniversario della battaglia partigiana di Rasiglio a Sasso Marconi, con letture di brani inerenti alla lotta partigiana a cura di ANPI Sasso Marconi e del gruppo25aprile e la deposizione di una corona presso il cippo che ricorda i 13 partigiani e i 3 civili caduti nello scontro armato.
Per il Comune di Sasso Marconi, sarà presente l’Assessore Massimo Masetti.