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sabato 4 luglio 2026

Sasso Marconi, raccolta fondi per restaurare i candelabri dell'Oratorio di Sant'Apollonia

 La parrocchia lancia un appello alla comunità per completare il recupero dell'altare della storica chiesa. Possibili offerte libere o adozioni dei manufatti



La Parrocchia di Sasso Marconi promuove una raccolta fondi per completare il restauro dei candelabri dell'altare dell'Oratorio di Sant'Apollonia, uno degli edifici religiosi e storici più significativi del territorio.

Dopo il restauro dell'altare, l'obiettivo è riportare all'antico splendore anche i candelabri e il crocifisso, completando così l'intervento di valorizzazione dell'interno dell'oratorio, dedicato a Sant'Apollonia, patrona dei dentisti e di quanti soffrono di patologie dentali.

L'iniziativa offre la possibilità di contribuire in diversi modi: attraverso un'offerta libera, consegnata direttamente nella cassetta delle offerte della chiesa, oppure finanziando il restauro di uno dei manufatti. In particolare, è possibile sostenere il recupero di uno dei quattro candelabri grandi con una donazione di 400 euro ciascuno, di uno dei due candelabri piccoli con 300 euro oppure del crocifisso, anch'esso con una donazione di 300 euro.

I manufatti saranno sottoposti a un intervento di pulitura e doratura del bronzo, seguito dall'applicazione di una speciale pellicola protettiva per prevenire l'ossidazione e preservarne nel tempo la bellezza.

Per chi desidera effettuare una donazione è disponibile anche un bonifico bancario intestato alla Parrocchia di Sasso Marconi, indicando nella causale "Restauro candelabri Oratorio di Sant'Apollonia".

L'appello si rivolge all'intera comunità affinché, con un gesto di fede e di attenzione verso il patrimonio storico e artistico locale, possa contribuire al completamento del restauro di un luogo di culto che rappresenta un importante punto di riferimento religioso e culturale per Sasso Marconi.

venerdì 20 dicembre 2013

Piazza di Sasso Marconi: è tornato il gelo.




Pare aprirsi un altro capitolo della ormai centenaria ‘contesa’ fra parrocchia e comune di Sasso Marconi  sull’utilizzo della piazza del capoluogo. Per la prima la piazza, su cui si affaccia il Santuario della Madonna del Sasso,  è il sagrato  della chiesa e quindi area di corredo al santuario, per il secondo è luogo di aggregazione sociale, il principale del Comune poiché al centro del nucleo abitato.
La contesa sulla destinazione dell’area ha alimentato il confronto politico – amministrativo del Comune da sempre, accentuandosi nel dopoguerra con l’avvento dei Comunisti alla guida amministrativa di Sasso Marconi e con l’opposizione sostanzialmente retta dai cattolici. Infine negli ultimi anni, anche grazie al rallentamento generale delle rivalità politico-religiose,  pareva  si fosse arrivati a un punto di incontro improntato sul ‘vivi e lascia vivere’.

Il presepe della piazza
Non era però una distensione, ma solo una pausa armata. A riportare alla ‘triste realtà’ è stata l’immagine di domenica scorsa quando in occasione del Christmas Day la parte di piazza di proprietà della parrocchia è rimasta sguarnita, priva dei banchetti natalizi: il presepe e la casetta di Babbo Natale erano tristemente collocati negli angoli della piazza vicini al municipio.
I commenti sono stati numerosi, non sempre diplomatici e spesso al vetriolo rivolti al parroco ritenuto il responsabile dell’accaduto .

La casa di Babbo Natale
I chiarimenti sulla posizione del parroco sono arrivati con la distribuzione del bollettino parrocchiale nel quale si legge: “Con l’inizio del nuovo anno la piazza della chiesa sarà restituita alla sua destinazione originale di sagrato, cioè di area quasi sacra di approccio al luogo di culto, con esclusione delle altre manifestazioni di carattere profano.”   E ancora: “L’esperimento di concedere l’area ad altri usi è stato deludente,  per una lunga serie di inconvenienti. Ciò ha causato anche la sospensione di una processione del Santissimo e la riduzione di altre processioni. E in particolare ha impedito l’accesso alla chiesa a persone anziane o ammalate, cioè ai più deboli”.
Alla richiesta a don Dario di commentare la vicenda il sacerdote si è limitato a sottolineare come il bollettino sia chiaro ed esaustivo. Si sa però di un suo prossimo incontro con il Sindaco e questo  evidentemente consiglia di essere prudenti. Chissà che come don Camillo e Peppone, che al dunque della salvaguardia dell’interesse della collettività religiosa e civile sapevano sempre trovare un punto di incontro,  anche don Dario e Mazzetti trovino il bandolo della matassa e riescano a ‘salvare le capre del Signore e i cavoli dell’amministrazione comunale’. Chissà. Anche se c’è chi dubita fortemente poiché addebiterebbe in realtà l’alzata di scudi al fatto che l’amministrazione comunale ha sottratto parte campo sportivo parrocchiale per dedicarlo al gemellaggio di Sassenage. Operazione questa, quella di restringere ‘il parco  del Santuario’ per ragioni diverse, che don Dario non avrebbe perdonato.

martedì 23 luglio 2013

Tornerà alla bellezza originale la Madonnina del Carmelo, venerata per secoli nella chiesa di Castello a Sasso Marconi.



L’antica statua della Madonna del Carmelo è rimasta esposta in questi giorni al Santuario di Sasso Marconi, in occasione della ricorrenza della Vergine del Carmine .
L’immagine, storica testimone con l’immagine delle Madonna del Sasso  della devozione mariana dei fedeli sassesi,  è stata custodita per secoli nella chiesa di Castello, sede della parrocchia di Sasso Marconi fino alla metà dell’ottocento e ora si trova da un anno nel Santuario del Borgo. 
Ogni anno, la domenica dopo la metà di luglio, la statua viene portata in processione dal Borgo alla chiesa di Castello ma quest’anno a causa di una rovinosa frana che ha interrotto la stradina che porta alla sommità del colle, la processione non si è potuta svolgere. La Madonna quindi è stata onorata con la sola funzione religiosa nella chiesa del Borgo.   


Il viso mostra i ritocchi inadeguati
La statua  della Madonna del Carmelo, realizzata in cartapesta, è attualmente sottoposta a un delicato e incisivo intervento di restauro , affidato alla sassese Paola Nanni, resosi necessario per correggere gli effetti del tempo sul blocco di legno, ma soprattutto per riparare le grossolane  sistemazioni della statua attuate in passato con superficialità, come la ridefinizione  del viso della Madonna effettuato con tanta buona volontà, ma poca capacità.  

Il restauro porta alla luce le stelline del manto manto
Le prime operazioni di ‘sverniciatura’ delle parti non autentiche hanno già messo in luce l’originale delicatezza dello sguardo della Vergine e la bellezza delle decorazioni del velo.  La prima parziale pulizia ha portato infatti alla luce numerose stelline dorate che davano alla veste quella nota preziosa e raffinata, certamente realizzata da una mano di apprezzabile estro artistico, molto diversa da quella vista fino ad ora.
La scoperta è stata mostrata con soddisfazione dal parroco don Dario poiché riporta questa opera all’antica bellezza e dà ancor più ragione al restauro, anche se il sacerdote non è del tutto sorpreso: “Sono molti i casi di interventi su opere storiche fatti in passato in modo superficiale, “ha detto. “Si sono verificate in opere del valore artistico ben superiore a quello della nostra  Madonna del Carmelo. E’ comunque una piacevole scoperta e riportare la statua all’antico splendore darà un valore aggiunto al restauro e riallaccerà un po’ il legame fra i fedeli degli scorsi secoli con gli attuali: mentre tutto cambia, noi puntiamo alla conservazione delle tradizioni religiose anche con la fedele riproposta delle antiche immagini venerate dai nostri padri”.

Non si conosce la datazione esatta della statua. Si spera che il restauro aiuti anche a fare luce almeno sul secolo della realizzazione.
La statua resterà giù nel Santuario almeno per il tempo necessario alla ultimazione del lavoro. Al termine di questo,si deciderà una sistemazione opportuna per facilitarne il culto da parte dei fedeli. 

giovedì 11 aprile 2013

Gli studenti di Sasso Marconi ricordano i religiosi vittime a Monte Sole.




La giornata di sabato prossimo, 13 aprile, a Sasso Marconi  sarà dedicata ai sei religiosi che persero la vita durante i tragici fatti di Monte Sole quando, fra il 29 settembre e il 2 ottobre del 1944, l’esercito tedesco uccise circa 750 civili per lo più bambini, donne e vecchi. Fra questi i religiosi che non vollero lasciare le loro comunità in un momento tanto difficile e ne seguirono cristianamente la sorte. Sono don Giovanni Fornasini, don Ferdinando Casagrande, don Ubaldo Marchioni, don Elia Comini, padre Martino Capelli e suor Maria Fiori, detta suor Ciclamino.

Gli studenti  dell’Istituto comprensivo di Sasso Marconi hanno voluto incentrare proprio sul loro sacrificio,  rimasto un po’ in ombra per l’enorme entità del numero delle vittime, dando forma alle testimonianze e dedicando una intera giornata ai religiosi morti, di cui è in corso il processo di beatificazione.

Il programma della giornata prevede , dopo il saluto delle autorità  alle 9.30 nel teatro comunale, la proiezione di un documentario-intervista ai testimoni e amici dei sacerdoti martiri, realizzato da E’ TV ’12 Porte’, intitolato ‘Pastori a Monte Sole’.
Quindi alle 10.30, la lezione magistrale di monsignor Alberto Di Chio, postulatore della causa di beatificazione dei sacerdoti diocesani.
La cerimonia si trasferisce poi alle 11.15 nella piazza di Sasso Marconi dove l’orchestra degli studenti dell’Istituto Comprensivo di Sasso Marconi ( che è a indirizzo musicale) terranno un concerto.
Quindi alle 12, sarà ufficialmente aperta, nell’oratorio della Parrocchia di Sasso Marconi, la mostra fotografica  ‘I sacerdoti e la comunità martire di Monte Sole’ che resterà aperta fino a sabato 20 aprile tutti i giorni dalle 16 alle 18.

Nel pomeriggio, nella chiesa parrocchiale alle 18, monsignor Giovanni Silvagni vicario generale dell’Arcidiocesi di Bologna celebrerà una Messa solenne.

Per tutta la giornata nel teatro funzionerà un ufficio postale distaccato con emissione di una cartolina ricordo e un un annullo speciale a cura del Circolo Filatelico Guglielmo Marconi.

Guglielmo Cuppi
Abbiamo incontrato il Dirigente del Comprensivo professor Guglielmo Cuppi, ideatore e principale motore della iniziativa, coordinata dal professor Giancarlo Giovagnoni,  per avere precisazioni e gli abbiamo chiesto da dove parte l’idea:

“Quando sono stato nominato preside erano ancora collegate le tre scuole medie di Marzabotto, Sasso Marconi e Borgonuovo e  proprio in quel primo anno,  in collaborazione con il Provveditorato,  pensammo ad un progetto di  ‘Aula Didattica di Monte Sole’ che permettesse a tutte le scuole e a tutti gli interessati, non solo nazionali,  in visita a Marzabotto di  avere  una informazione completa ed esauriente sugli  eventi tragici che si consumarono ai Monte  Sole, e non solo, per il barbaro passaggio dell’esercito tedesco. Nacque  così il progetto con la benedizione del Provveditorato e del Ministero, che la scuola ha ovviamente adottato . Questa è una delle tante tappe con cui viene arricchito  ”.

Perché i sacerdoti?

“Perché, fedeli al loro mandato di pastori, hanno seguito la loro comunità nel bene e nel male. Hanno affrontato con lo stesso spirito di sacrificio il plotone tedesco risultando quindi più che meritevoli di essere considerati e ricordati. Tutti erano impegnati nel settore educativo ,  insegnanti in  scuole serali o docenti della secondaria. La suora uccisa era maestra. Don Fornasini, in particolare,  aveva aperto una scuola professionale a Sperticano, sempre serale, e in linea con la ‘consorella’ di Porretta Terme. Tutti quindi operavano perché la cultura fosse lo strumento per aiutare il popolo a crescere, anticipando quindi il ruolo della ‘scuola dell’obbligo’.  Si proponevano  di utilizzare la cultura quale elemento di emancipazione generale. Hanno anticipato, con profonda convinzione, quello che noi facciamo nella scuola dell’obbligo. Inoltre si parla molto della ‘persona’  nel doppio profilo fisico e spirituale ed è questo il  messaggio   che Papa Francesco oggi cerca di divulgare 

Come hanno accolto la proposta le giovani generazioni ?:

“I ragazzi hanno vissuto questa esperienza con molto interesse, incrementato dalla verifica dell’altruismo dei parroci e dalla consapevolezza  che i  tragici eventi  sono così vicini a noi. Un grande arricchimento. La memoria aiuta a migliorare il nostro futuro”.

Ci saranno altre iniziative sul genere ?

“ E’ stata una esperienza interessante e accolta con vero entusiasmo. In futuro pensiamo di  puntare su esperienze vissute anche per avvicinare sempre più i ragazzi alla loro storia più prossima. Il confronto consentirà loro anche di valutare il progresso reso possibile da 60 anni di pace confrontando la storia dei loro bisnonni con il nostro quotidiano”.

giovedì 20 dicembre 2012

Verso Natale con padre John



Padre John e i bambini di Sasso Marconi

La parrocchia di Sasso Marconi ha reso noto il programma (precisato nel volantino allegato) degli incontri con i fedeli e gli ammalati che padre John , il sacerdote ugandese che gestisce una grande scuola nel suo paese e che è impegnato ora per la costruzione di un ospedale,  ha concordato per incontrare  i parrocchiani e i tanti amici di Sasso Marconi.

Inoltre nel pomeriggio di domenica  23 dicembre, sarà nella chiesa del Borgo per un incontro-confronto sulle tematiche religiose proposte  per ‘L'Anno della Fede’.

Il programma 
Il programma di questa iniziativa prevede:
Alle  14,45  l’ accoglienza; alle  15 l’insegnamento; alle 16 gli interventi; alle  16,30 il Santo  Rosario e alle  17, la Santa  Messa.