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venerdì 20 dicembre 2013

Piazza di Sasso Marconi: è tornato il gelo.




Pare aprirsi un altro capitolo della ormai centenaria ‘contesa’ fra parrocchia e comune di Sasso Marconi  sull’utilizzo della piazza del capoluogo. Per la prima la piazza, su cui si affaccia il Santuario della Madonna del Sasso,  è il sagrato  della chiesa e quindi area di corredo al santuario, per il secondo è luogo di aggregazione sociale, il principale del Comune poiché al centro del nucleo abitato.
La contesa sulla destinazione dell’area ha alimentato il confronto politico – amministrativo del Comune da sempre, accentuandosi nel dopoguerra con l’avvento dei Comunisti alla guida amministrativa di Sasso Marconi e con l’opposizione sostanzialmente retta dai cattolici. Infine negli ultimi anni, anche grazie al rallentamento generale delle rivalità politico-religiose,  pareva  si fosse arrivati a un punto di incontro improntato sul ‘vivi e lascia vivere’.

Il presepe della piazza
Non era però una distensione, ma solo una pausa armata. A riportare alla ‘triste realtà’ è stata l’immagine di domenica scorsa quando in occasione del Christmas Day la parte di piazza di proprietà della parrocchia è rimasta sguarnita, priva dei banchetti natalizi: il presepe e la casetta di Babbo Natale erano tristemente collocati negli angoli della piazza vicini al municipio.
I commenti sono stati numerosi, non sempre diplomatici e spesso al vetriolo rivolti al parroco ritenuto il responsabile dell’accaduto .

La casa di Babbo Natale
I chiarimenti sulla posizione del parroco sono arrivati con la distribuzione del bollettino parrocchiale nel quale si legge: “Con l’inizio del nuovo anno la piazza della chiesa sarà restituita alla sua destinazione originale di sagrato, cioè di area quasi sacra di approccio al luogo di culto, con esclusione delle altre manifestazioni di carattere profano.”   E ancora: “L’esperimento di concedere l’area ad altri usi è stato deludente,  per una lunga serie di inconvenienti. Ciò ha causato anche la sospensione di una processione del Santissimo e la riduzione di altre processioni. E in particolare ha impedito l’accesso alla chiesa a persone anziane o ammalate, cioè ai più deboli”.
Alla richiesta a don Dario di commentare la vicenda il sacerdote si è limitato a sottolineare come il bollettino sia chiaro ed esaustivo. Si sa però di un suo prossimo incontro con il Sindaco e questo  evidentemente consiglia di essere prudenti. Chissà che come don Camillo e Peppone, che al dunque della salvaguardia dell’interesse della collettività religiosa e civile sapevano sempre trovare un punto di incontro,  anche don Dario e Mazzetti trovino il bandolo della matassa e riescano a ‘salvare le capre del Signore e i cavoli dell’amministrazione comunale’. Chissà. Anche se c’è chi dubita fortemente poiché addebiterebbe in realtà l’alzata di scudi al fatto che l’amministrazione comunale ha sottratto parte campo sportivo parrocchiale per dedicarlo al gemellaggio di Sassenage. Operazione questa, quella di restringere ‘il parco  del Santuario’ per ragioni diverse, che don Dario non avrebbe perdonato.