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martedì 27 giugno 2023

Le novità per Borgonuovo di Sasso Marconi

 


Il tratto di nuova Porrettana che congiungerà la nuova tratta di Porrettana interrata di Casalecchio con la nuova Porrettana a Borgonuovo si farà: il progetto ha terminato l'iter di approvazione e soprattutto  è stato finanziato ( 76 milioni). Lo ha precisato il sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, oggi a Borgonuovo, in apertura  di un incontro di presentazione del nuovo progetto di utilizzo dell'area ex Alfa Wasserman. Il primo lotto di statale, quello di attraversamento del caseggiato di Casalecchio di Reno, verrà terminato entro la prima metà del '24 e immediatamente dopo verranno avviati i lavori del secondo che, come previsto, richiederanno circa due anni per essere terminati. Quindi è credibile che dopo la metà del '26, da Sasso Marconi si potrà raggiungere direttamente   la tangenziale di Bologna. E poichè il sindaco Parmeggiani si è sempre distinto nel dare annunci solo quando c'era la certezza che fossero veritieri, c'è da presumere che il traguardo possa concretizzarsi. 



Il primo cittadino è poi passato alla presentazione del progetto di riutilizzo dell'area ex Alfa Wasserman. La nuova proposta progettuale, finanziata dal PNRR con circa 15 milioni, prevede di realizzare 105 nuovi alloggi comprendenti da 'case estese' (cioè residenze partecipative in cui gli spazi vanno oltre al proprio appartamento), case per anziani e uno studentato. L'area offrirà poi un ampio arredo di verde, una adeguata presenza di ciclabili e  parcheggio interrato, oltre tutte le caratteristiche che dovranno dare all'offerta residenziale una qualità abitativa capace di rispondere alle esigenze del vivere. Non faranno parte del gruppo di case popolari, ma saranno assegnate con una graduatoria specifica e dedicata.

Il progetto dovrà essere ultimato entro il 2026, come impone l'utilizzo di risorse PNRR. 

Alfa Wasserman cede gratuitamente l'intero lotto, in parte nel territorio di Casalecchio di Reno e si assume l'onere della bonifica del sito compresa quella dall'amianto. In compenso si riserverà un'area a sud del lotto resa edificabile. 

Verranno recuperati l'edificio storico e la chiesetta che insistono sul lotto.   



Il sindaco, per l'occasione, ha fatto anche il punto sul disastro ambientale del 4-5 e 17 maggio. Alcune famiglie di Ancognano, ha detto, sono ancora sfollate. Il maltempo ha creato tali danni da non essere ancora riusciti a dare una adeguata risposta. E' in corso il recupero della viabilità comunale con imprese private e operatori del Comune, ma l'impegno è tale che si presume si possa ritornare alla piena funzionalità non prima di due anni e si è valutato un costo di 5 milioni. Il sindaco ha poi chiarito che se ora non si riescono a fare alcune manutenzioni ordinarie, ciò è dovuto al fatto che tutta la forza lavoro del Comune, compresa la squadra del verde, è impegnata nel lavoro di rimozione delle frane.  

lunedì 26 giugno 2023

Il disegno futuro di Borgonuovo in un incontro al Centro sociale


  Il Comune informa: 


Domani, martedì 27 giugno, alle 18.30, nel Centro sociale di Borgonuovo verrà presentato il piano di riqualificazione dell'area ex Alfa Wassermann e degli interventi edilizi in programma nella frazione.

Inoltre verrà fatto il punto sul completamento della Nuova Porrettana fino a Casalecchio. 



Partecipano il sindaco Roberto Parmeggiani e la Giunta comunale

mercoledì 17 marzo 2021

Il futuro dell'ex Alfa Wasserman di Borgonuovo

La Città metropolitana candida 3 proposte per un valore di 45 milioni di euro (con 27 interventi ) al Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare. Merola: “Il Piano Territoriale Metropolitano entra subito in azione, possibili centinaia di nuovi alloggi pubblici, spazi aggregativi e verdi riqualificando l’esistente”

L'Alfa Wasserman ora

Ci segnalano:  

La Città metropolitana di Bologna parteciperà con queste tre proposte (Unioni Appennino, Reno Galliera e Reno Lavino Samoggia) del valore di 15 milioni l’una, al “Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare” come prima azione concreta di attuazione del nuovo Piano Territoriale Metropolitano (PTM):
 
Rigenerazione, a consumo suolo zero, dell’area industriale dismessa ex Alfa Wassermann a Borgonuovo di Sasso Marconi . Inoltre altri 18 interventi in Appennino per quasi 100 alloggi sociali (tra riqualificazioni e nuovi), servizi rivolti alla terza età, spazi per attività culturali, il nuovo centro Studi Alvar Aalto, orti sociali, skatepark, una velostazione, una passerella pedonale sul fiume Reno e spazi per l’accoglienza turistica sulla Via degli Dei.

Coinvolti, Riola (Vergato), Marano (Gaggio Montano), Camugnano, Vergato, America-Europa (Grizzana Morandi), San Benedetto Val di Sambro, Marzabotto, Monzuno, Rioveggio (Monzuno), Vado (Monzuno), Castiglione dei Pepoli, Berzantina (Castel di Casio), Castel d’Aiano.

La proposta si concretizza su una rete di interventi integrati per la qualificazione dell’offerta di alloggi sociali attraverso il recupero e l’efficientamento di alloggi ERP e ERS e la rifunzionalizzazione di patrimonio dismesso/sottoutilizzato, contestualmente al miglioramento della rete di servizi di welfare, in risposta alle fragilità abitative dell’Appennino.
96 alloggi riqualificati (38) e nuovi (58) tra ERP, alloggi per emergenza abitativa e ERS, in parte rivolta a utenti fragili (anziani, disabili e studenti), oltre che spazi per l’accoglienza turistica dei camminatori sulla Via degli Dei a Marzabotto.
1 gestore unico per l’abitare sociale in Appennino a livello di Unione.
7.250m² di costruito riqualificato secondo i principi di accessibilità universale (abbattimento delle barriere architettoniche) ed efficientamento energetico grazie all’adozione di soluzioni tecnologiche innovative (fotovoltaico, collettori solari, ACS).
2 beni vincolati valorizzati e rifunzionalizzati: Municipio di Camugnano (ex casa del fascio), ex scuole elementari di Camugnano.
20 associazioni culturali che saranno coinvolte nelle fasi successive di progettazione.
2.600m² di servizi rivolti alla terza età residenze dedicate, spazi aggregativi, servizi assistenziali e residenziali e spazi per attività culturali tra cui una biblioteca, sala civica, spazi polivalenti e il nuovo centro Studi Alvar Aalto.
14.748m² spazi esterni aggregativi tra cui orti sociali e uno skatepark rivolti ad un’utenza intergenerazionale.
475m² spazi commerciali tra cui una velostazione in prossimità della stazione SFM e un infopoint per la ricettività turistica.
1650m² aree pedonali tra cui la realizzazione di una passerella pedonale sul fiume Reno per il collegamento in sicurezza della stazione e della chiesa opera di Alvar Aalto.

Il progetto ex Alfa Wasserman
 

L'intervento a Borgonuovo (Sasso Marconi):
Rigenerazione a consumo suolo zero dell’area industriale dismessa ex Alfa Wassermann per la creazione di un complesso sistema di servizi abitativi innovativi che contempla un nuovo concetto di ‘abitare condiviso’. Il progetto inoltre si fonda sulla valorizzazione delle emergenze paesaggistiche esistenti, riconnessione dell’ambito sovralocale, specializzazione del verde attrezzato e naturalistico.
105 nuovi alloggi di edilizia residenziale sociale con un’offerta differenziata in commonhousing, senior housing e studentato.
1 gestore unico e innovativo per raccogliere i nuclei in disagio abitativo e gestire il turnover all’interno del common housing con previsione di istituire un’agenzia per la locazione metropolitana.
1 nuovo modello dell’abitare che, a partire dal concetto di cohousing si apre all’idea di un common housing: l’uso dello spazio è intensificato, sfruttando la transitorietà di flussi per alcune categorie di utenti (es. studenti e turisti), così da ottimizzare il grado di occupancy nell’arco del tempo e delle stagioni.
2 preesistenze storiche recuperate rifunzionalizzate a servizio del nuovo polo scolastico.
106.230m² spazi verdi tra cui un’area verde attrezzata, un parco lineare e un grande parco agricolo di 60.000 mq che costituiscono l’86% di tutta superficie scoperta di progetto.
6.100m² di servizi condivisi tra tutti i residenti degli alloggi ERS tra cui una biblioteca a servizio della scuola e dei cittadini, un cinema/auditorium, una palestra, un ambulatorio di assistenza medica, una lavanderia, una mensa.
5.500m² di polo scolastico accessibile dalla Piazza Urbana e affacciato sull’area verde verso il Parco Agricolo che andrà a sostituire le esistenti scuole primaria e secondaria inferiore con spazi adeguati e polifunzionali anche con la presenza di aule laboratoriali.
2.000m² commercio di vicinato e pubblici esercizi collocati nella testata urbana che disegna il fronte urbano aprendosi verso l’abitato di Borgonuovo ed è protetta dalla Strada Statale 64 Porrettana grazie al dislivello naturale presente.
18.600m² aree pedonali che hanno come fulcro la piazza urbana/area mercatale su cui si affacciano i principali servizi dell’area in modo da creare un luogo vitale e presidiato dalle diverse utenze.
4.900m² di parcheggi scambiatori per rafforzare l’intermodalità dell’area per scoraggiare l’uso dell’auto, anche per chi viene da più lontano, promuovendo uno stile di vita sano e sostenibile.
1.380m di nuove piste ciclabili di connessione tra l’ambito rigenerato e le fermate di trasporto pubblico del Sistema Ferroviario Metropolitano (SFM) con treni cadenzati ogni 30 minuti.

 

martedì 16 febbraio 2021

Protocollo d'intesa fra Città Metropolitana, i Comune di Sasso e di Marzabotto per un progetto di recupero di ' scheletri industriali'

Lo studio prevede la riqualificazione dell'ex Borgo a Lama di Reno e dell'Alfa Wasserman a Borgonuovo

Ex Cartiera Burgo

Dal protocollo segnalato da Dubbio si legge, tra l'altro:


I tre enti territoriali hanno concordato di avviare due proposte progettuali volte alla sperimentazione di Programmi di rigenerazione per le aree afferenti alla Ex Alfa Wassermann, a Borgonuovo nel Comune di Sasso Marconi e alla Ex Cartiera Burgo, a Lama di Reno nel Comune di Marzabotto.

Per il rilevante interesse metropolitano delle due aree, i risultati di tale sperimentazione potranno essere eventualmente oggetto di candidatura a programmi e finanziamenti nazionali o regionali, quale ad esempio il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare

Gli spazi della ex Burgo hanno già un possibile utilizzatore, si dice, una azienda svizzera, che si propone di realizzare un impianto di cultura intensiva di H. Pluvialis finalizzata alla produzione di Astaxantina di grado farmaceutico e la costruzione del Laboratorio di Ricerca ed Analisi.
Oltre alla produzione di Astaxantina l’impianto, se necessario, potrà produrre anche Spirulina e Clorella. Inoltre, un impianto per lo studio dei criteri di assorbimento della CO2. Costruzione in serra fotovoltaica di un impianto di cultura intensiva di Clorella.
L’obiettivo del progetto è anche lo studio dei criteri di assorbimento della CO2 in speciali vasche chiuse con controllo di tutti i parametri di crescita della biomassa. Si prevederebbe infine l’estrazione dell’olio d’alga dalla biomassa ottenuta e la successiva trasformazione in biocarburante.
Ex Alfa Wasserman

Non si sa ancora invece come si intenda riutilizzare l'area dell'ex Alfa Wasserman. Il sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, a tal proposito ha riferito che l'indirizzo del recupero è ancora in fase di definizione. Sono state prese in esame diverse ipotesi, fra cui la realizzazione di uno studentato o di un albergo. Tutto però ancora in alto mare.


mercoledì 18 marzo 2015

Sasso Marconi. L’ Art Science Center di Borgonuovo si farà.



Il progetto Art Science Center di Borgonuovo è ancora un progetto ‘più che vivo’ e verrà realizzato nell’area ex Alfa Wasserman di Borgonuovo  come ipotizzato da tempo.
Lo ha precisato l’assessore all’urbanistica del comune di Sasso Marconi Renzo Corti ( nella foto) rispondendo a una interrogazione del gruppo consiliare di minoranza Sasso Libera.

I consiglieri interroganti, alla notizia che la Fondazione Golinelli, proprietaria dell’area ex Alfa Wasserman e titolare del progetto, si è impegnata in un intervento simile a Bologna, ha avuto il dubbio che l’Art Science Center di Borgonuovo  fosse stato abbandonato anche perché il progetto, che prevede un interessante centro di forte valenza artistico culturale affiancato dalla realizzazione di un comparto residenziale, non ha avuto l’approvazione generale dei consiglieri. E ‘ stato spesso criticato, non tanto per la parte progettuale di interesse scientifico- culturale, ma per quella residenziale ritenuta sproporzionata e impattante. E’ parso di capire che in consiglieri  temessero l’abbandono del progetto per le critiche che esso aveva avuto e che la Fondazione irritata avesse scelto Bologna in alternativa punitiva. Se quello fosse l’orientamento, Borgonuovo rischierebbe di sopportare ancora a lungo la triste presenza dello scheletro industriale dello stabilimento Alfa Wasserman, inutilizzato da decenni e ridotto ora a un ammasso di muri sgretolati.   
Da qui l’interrogazione per avere lo stato dell’arte e le necessarie precisazione sul progetto. 

Il rudere dello stabilimento.
L’assessore Corti ha chiarito ogni dubbio e ha assicurato che gli eventuali timori sull’abbandono del progetto sono senza fondamento. Ha  poi precisato che, in base ai nuovi accordi, l’intervento residenziale del progetto è stato ridimensionato di ben 6.000 metri di capacità edificatoria e che il progetto è ora di interesse anche regionale. Con le novità organizzative della gestione pubblica sono infatti coinvolte nel progetto, oltre ai comuni di Sasso Marconi e di Casalecchio di Reno, la neonata Città Metropolitana e la Regione, enti che saranno rappresentati nel comitato di controllo cui è affidata la verifica sulla corretta realizzazione del progetto.

Nonostante la lunga e dettagliata risposta dell’assessore i consiglieri di Sasso Libera hanno incalzato per sapere tutti gli estremi del ‘nuovo accordo di programma’ recentemente sottoscritto dagli enti coinvolti e dalla fondazione che prevede fra l’altro il ridimensionamento dell’intervento residenziale, poi chi sarà in futuro incaricato a controllare le scelte fatte e a chi sarà affidata la gestione dell’ Art Science Center e del pubblico. Risposte ritenute dalla maggioranza fuori tema perché non comprese nell’interrogazione, Nel confronto incalzante da parte del consigliere di Sasso Libera non sono mancati momenti di acceso confronto con reazioni anche irritate.

Una nota è da aggiungere. Avremmo voluto pubblicare l’intera risposta letta dall’assessore Corti  per i chiarimenti dovuti all’interrogazione perché esaustiva e appunto completa. Alla richiesta agli uffici comunali, con sorpresa, ci è stato detto che avremmo dovuto presentare formale richiesta di ‘accesso agli atti’ per poter averne copia, alla faccia della riduzione della burocrazia. Ma è risaputo, la burocrazia viene messa in campo quando si vuole intralciare l’informazione.

Ci siamo trovati a parlare dell’incomprensibile e insolito diniego con l’ex consigliere di Sasso Libera Marco Veronesi, presente alla seduta consigliare, il quale ha commentato: “Evidentemente si è toccato un nervo scoperto” e non c’è che da condividere l’impressione che si vogliano creare ostacoli alla pubblicazione del testo di una risposta ufficiale dell’assessore già ‘passata’ in consiglio comunale e quindi già di dominio pubblico.

venerdì 23 gennaio 2015

Il pungolo di Fortuzzi ritorna a punzecchiare.



Alfa Wasserman di Borgonuovo

La volontà di chiarire vicende che paiono essersi arenate ha spinto il consigliere comunale di Sasso Marconi Pietro Fortuzzi ad attivarsi per avere un quadro esatto della situazione
Il suo obiettivo si è diretto su Kemet e Alfa Wasserman.
Le due realtà sono tornate all’attenzione degli amministratori poiché la prima è stata interessata da una vertenza occupazionale terminata con un accordo sindacale, non privo di critiche .
La seconda perché destinata a  una riorganizzazione strutturale che prevede il recupero dello scheletro industriale ora esistente e  un ampliamento edificatorio nel lotto.
Il consigliere sta ricercando   tutta la documentazione relativa alle tappe delle lunghe procedure amministrative e sindacali che hanno portato le due realtà allo stato attuale.
A tal fine ha chiesto la documentazione al Comune, ma non sempre ha trovato soddisfazione. Ha quindi ‘sparato’ addirittura una serie di richieste scritte al sindaco. Inoltre ha indirizzato al segretario comunale una lettera – protesta sulla mancata consegna del materiale.
Al sindaco Stefano Mazzetti ha richiesto il testo del ‘primo accordo Arco-Kemet  sottoscritto tra le parti aziendali, sindacali e regionali con l’ex sindaco Marilena Fabbri, comprese tutte le clausole di salvaguardia per i lavoratori”. Oltre a questo, la delibera consigliare che approvava l’accordo.
Nella stessa lettera ricorda al sindaco di avere chiesto oltre un mese fa anche l’accordo del 25 novembre scorso.
Riguardo all’altra questione egli richiede ufficialmente “ la delibera consigliare riguardante  l’approvazione del piano di sviluppo dell’area Alfa Wasserman con i relativi mappali che specifichino i vari interventi di settore”. Inoltre vuole l’elenco dei componenti del Collegio di vigilanza  del’Art Science Center che avevano il compito di controllare la corretta attuazione dell’accorda.
Fortuzzi non ha poi mancato di chiedere chiarimenti sul terreno prospiciente  il Centro sportivo Ca’ De Testi : “chi è il proprietario dei terreni e degli edifici, se questi ultimi sono abitati e se lo siano legalmente e legittimamente”.

sabato 27 dicembre 2014

Ex Alfa Wasserman di Borgonuovo: DA MARCONI 2001 ALL’ART SCIENCE CENTRE MUSEUM, e non è finita.




Pubblichiamo le valutazioni di Guido Barbieri (nella foto)  sulla ormai ‘telenovela’  Alfa Wasserman di Borgonuovo, struttura industriale dismessa dopo pochi anni dalla sua realizzazione e di cui si cerca un nuovo utilizzo anche socialmente utile. Ricerca che è all’attenzione delle diverse amministrazioni comunali  in questi ultimi decenni e che non arriva a proposte unanimemente  accettate.
Giudo Barbieri, assessore all’urbanistica all’epoca dell’inizio della telenovela avvenuta alla fine degli anni ’80, si rese protagonista di uno scontro  memorabile con la maggioranza di cui faceva parte e che non condivideva la sua analisi, pur sorretta da documenti.
Una  proposta di riutilizzo della struttura, ormai prossima al crollo,  e dell’area su cui insiste,  è stata prevista anche dall’ultimo ‘piano regolatore’, ma ancora una volta le critiche non sono mancate. Pare ora che ciò che si voleva realizzare a Borgonuovo venga fatto, dallo stesso attore, altrove a Bologna. Barbieri giudica questa soluzione, se vera, una fortuna per il Comune di Sasso Marconi.   Ai posteri l’ardua sentenza.
La struttura  abbandonata
Ecco ciò che scrive Guido Barbieri.
Nell’imminenza dell’adozione del PRG avvenuta il 20.03.90, ultimo atto del Consiglio comunale prima del suo scioglimento, l’Alfa Wasserman richiese di prevedervi il cambio di destinazione di un’area industriale di sua proprietà sita in località Borgonuovo.
La finalità dichiarata era quella di svilupparvi un polo di attività terziarie avanzate, Marconi 2001, che prevedeva la realizzazione di una edificabilità di 51.000 mq. di superficie utile fuori terra.
L’Amministrazione si dichiarò disponibile a condizione che fosse ceduta gratuitamente al Comune l’area limitrofa di 50.732 mq. di proprietà della stessa A.W. e ricadente in Comune di Casalecchio di Reno al fine di garantirne la perenne destinazione a verde.
Tale cessione si sarebbe perfezionata mediante apposita convenzione.
Tale condizione fu riconfemata dal rinnovato Consiglio comunale che non accolse un’osservazione al piano tendente a sostituire la cessione in proprietà con la costituzione di una servitù a non edificare “non ritenendo di intervenire con particolari vincoli su un’area di un altro Comune”.
I furbetti di A.W.,  forse incoraggiati dalla nuova stagione di governo ma certamente con una intuizione rivelatasi vincente, proposero al Consiglio un testo di convenzione che non prevedeva né la cessione gratuita né la costituzione di servitù.
I peones del gruppo di maggioranza PCI e quelli del PSI . questi ultimi allora all’opposizione, sebbene messi in guardia su tale omissione che riguardava un impegno da loro stessi votato e che quindi dovevano avere ben presente e dopo accesi dibattiti in Consiglio, non vollero sentire ragioni e lo votarono ugualmente.
Ritengo che un simile comportamento, per la sua evidente irrazionalità, sia dipeso da precise pressioni che trovarono terreno fertile su consiglieri ligi alla disciplina di partito e tra i quali c’era già chi aveva individuato nella politica una comoda opportunità di lavoro per il futuro e che avranno giustamente valutato inopportuno contrariare il padrone.
Semprechè non mi venga fornita una spiegazione più plausibile.
In fondo questa è la politica e questo rientra tra i criteri di selezione attraverso i quali si rinnova.
Col nuovo progetto Art Science Centre Museum, inserito per quell’area nel piano regolatore ora in vigore,  vi si poteva porre rimedio ma sarebbe stato pretendere troppo da amministratori che sono espressi da quel partito egemonizzato in questi anni da quegli stessi personaggi che contribuirono a consumare quello scippo.
Anzichè riconsiderare l’acquisizione gratuita di quell’area anche sotto l’aspetto economico che privilegerebbe il proprietario nel caso venisse edificata si sono preoccupati di acquisirne un’altra, da inserire anch’essa nel progetto, già adibita ad attività estrattive “cava Montebugnoli” con l’impegno già preso con delibera di Giunta di concedere al proprietario a titolo perequativo il diritto di edificabilità di circa 8.000 mq. di superficie utile da realizzarsi su un’area che verrà individuata entro il 2016.
C’è poi il cosiddetto “Museo planetario”.
I suoi costi per i contenuti e allestimenti scientifici (4.000.000 di euro) e la gestione del primo triennio sono calcolati per un totale di 6.200.000 euro:
i costi annuali di gestione si aggirerebbero quindi sui 700.000 euro.
Ebbene, dopo il primo triennio, la gestione passerà con grande magnanimità al nostro Comune.
Da notizie che circolano in questi giorni sembrerebbe che anche questo secondo progetto, elaborato dalla stessa disinvolta brigata alla quale si sono aggiunti, ci sarà una ragione anche se al momento mi sfugge, la Provincia di Bologna e il Comune di Casalecchio, non riesce a decollare.
Se corrispondessero al vero sarebbe il più bel regalo che il nostro Comune avrebbe potuto sperare di trovarsi sotto l’albero.