giovedì 28 aprile 2011

Vittorio Arrigoni divide il Consiglio Comunale.


La commemorazione, al Consiglio Comunale, di Vittorio Arrigoni (nella foto), recentemente scomparso per mano di un gruppo palestinese, ha prodotto un scontro fra consiglieri e il ridimensionamento del programma al solo ‘minuto di raccoglimento’ alla memoria.

Era intenzione della Giunta proiettare il filmato della premiazione di Arrigoni, cui fu attribuito il premio per la comunicazione ‘Città di Sasso Marconi’, e altri filmati di corrispondenza da lui prodotti in terra palestinese.

A questa procedura si è opposto il centro destra poichè, ha spiegato il consigliere Eugenio Salamone (nella foto) del Pdl dopo aver visionato ciò che si intendeva proiettare, “sono filmati forti, che non collocano l’autore in una posizione terza rispetto al confronto armato in quanto dipingono gli israeliani sempre come assassini e carnefici. Per esempio “, precisa poi, “si è ripreso gli israeliani che sparano su una ambulanza senza verificare e conoscere la legittimità dell’operazione: nel mezzo di soccorso ad esempio potevano essere stati caricati oggetti militari”, ha spiegato Salamone.

Il sindaco Stefano Mazzetti, (nella foto)amareggiato per la presa di posizione del centro destra, ha detto che ognuno dovrà prendersi le responsabilità per le posizioni assunte. “Si intendeva semplicemente proiettare il video prodotto dallo stesso Arrigoni in risposta alla assegnazione del premio. All’epoca era rimasto unico testimone occidentale dei fatti riportati, tutti gli altri avevano abbandonato il campo. Il premio gli fu attribuito quale testimone di pace. Dalla minoranza non mi aspettavo una reazione tanto negativa mentre noi abbiamo dimostrato forte sensibilità preferendo non arrivare alla proiezione per non alimentare polemiche su un argomento tanto delicato”, ha concluso.

Ha replicato ancora Salamone, sostenendo che le responsabilità sono di coloro che propongono l’improponibile. “Rispettiamo Arrigoni per il suo percorso umano e per l’ impegno a favore di chi soffre, “ha detto il consigliere. “Non rispettiamo chi fa della morte altrui una strumentalizzazione politica”.

10 commenti:

Dante Franchi ha detto...

Che vergogna!
Non c'è davvero limite al peggio a cui costoro ogni giorno di più ci vorrebbero abituare.
Ma come si vede, da chi non ha mai speso una parola sulle atrocità a cui vengono sottoposti da decenni oramai i Palestinesi da parte del "Democraticissimo" stato Israeliano, non ci si deve aspettare nulla di più davvero.

Anonimo ha detto...

Caro Dante faresti bene, prima di scrivere commenti, ad informarti sui fatti e sulle persone che dall'alto del tuo sapere vai a giudicare.
NOI, A DIFFERENZA DI ALTRI, NON GIOCHIAMO CON I MORTI SOLO PER FARE POLEMICA POLITICA; ERAVAMO FAVOREVOLI E ABBIAMO PARTECIPATO AL MINUTO DI SILENZIO E AL RICORDO PER ARRIGONI, MA NON ALLA VISIONE DI UN FILMATO CHE LANCIA UN MESSAGGIO AMBIGUO SU VICENDE DAVVERO POCO CHIARE.
E chi scrive non è certo strenuo oppositore della causa palestinese, però è bene non esasperare questioni complicate dove c'è chi muore! E dipingere l'una o l'altra parte semplicemente come una massa di assassini o di terroristi è dannoso e sbagliato.
I distinguo ci sono e vanno fatti sia da una parte che dall'altra; così come c'è una parte di israeliani estremisti che, oltre a non voler lasciare le colonie in Cisgiordania, odia ogni palestinese, è altrettanto vero che esiste una parte di palestinesi capeggiati da Hamas che, a differenza di Fatah, non solo nega l'olocausto e non riconosce il diritto di esistere allo stato di Israele, ma prosegue uno scontro impari che porta solo morte e distruzione alla propria gente.

Tornando ad Arrigoni ribadisco che io ho il cuore in pace perchè il minuto di silenzio e la commemorazione l'ho voluta fare e l'ho fatta e pur non condividendo il metodo scelto da Arrigoni per difendere la causa palestinese, ne condivido lo sforzo e ne rispetto il ricordo.
Chi deve provare vergogna è solo chi strumentalizza queste cose perchè carente di quello spessore umano e politico sufficiente per capirle.

Anonimo ha detto...

Caro EUgenio, secondo il tuo pensiero ( sparare è ok se c' è il rischio che l' ambulanza trasporti armi) allo stesso modo potresti giustificare anche lo sparare su di una suora perchè sotto la tunica potrebbe trasportare bombe o esplosivo.....
E se nell' ambulanza si trovavano feriti?? O medicinali?? O cibo per una popolaziome soggetta ad embrago che li sta uccidendo di fame??

Dante Franchi ha detto...

Vedo che qualcuno si è riconosciuto in una considerazione di ordine generale.
Che si tratti forse di coda di paglia?

Comitato Genitori di Borgonuovo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Cesare Zecca ha detto...

I palestinesi indicano con "la catastrofe" il dramma che iniziò con l'immigrazione sionista in Palestina (le migrazioni come lo sfruttamento (neo)coloniale sono due facce delle stessa medaglia ovvero la violenza della crescita demografica, contro Gaia e contro altri Homo).

Ad una prima forma di convivenza iniziale si è sostituito l'espansionismo violento di due popoli in folle e spaventosa aumento numerico che hanno combattuto sempre più violentemente per le risorse, territorio, acqua, cibo, energia, etc. utilizzando tutte le armi a disposizione uno contro l'altro, siano esse belliche, demografiche, psicologiche, edilizie e di ogni altro tipo.

Noto che si tende ancora ad avere una visione manichea: buoni da una parte e cattivi dall'altra.
Non c'è nessun migliore in una guerra militare, religiosa, culturale e demografica.

Sono arci note le brutali violenze quotidiane di Israele contro campi, contadini e villaggi palestinesi, un vero e proprio terrorismo di stato.

E' altrettanto noto che innumerevoli volte Hamas e altri palestinesi hanno usato civili come scudi intorno a postazioni militari o posizionandole sul tetto di edifici civili, educano i bambini al suicidio violento (martirio per queste menti obnubilate dall'oppio dei popoli).
Nella stessa cultura violenta antipalestinese crescono i bambini dei coloni.
E' del tutto verosimile e probabile che in Palestina siano stati usati talvolta le ambulanze come mezzo di trasporto per attività militari contro Israele.

Ora, quando ti arriva un bulldozer israeliano che distruggge la casa in cui stai dormendo o quando nell'ambulanza ci sono dei militari che possono spararti un bazooka addosso, voi che stareste a fare?
E' corretto rispondere con l'Alt! secondo il regolamento 6/74 comma 2 del terzo capitolo UNP oppure è il caso del comma 4 dell'articolo 5 e devo fare un salto?
Interpello il tribunale dell'Aja o la corte Europea dei diritti dell'Uomo?
Chiamo la comunità di Sant'Egidio per sapere come comportarmi?

Non so se ci sono stati attacchi con travestimenti da suore per celare esplosivo.
Ma una pratica consolidata all'interno delle guerre tra sunniti e sciiti, tra fazioni diverse, tribù nemiche e contro non islamici è quella di attacchi suicidi con travestimenti di donna in burqa per celare gli esplosivi.
Anche questa è realtà.

Anonimo ha detto...

Quello che proprio non capisco è la pedissequa applicazione del principio dei due pesi e delle due misure. In Libia non mi pare che il nostro paese si stia tenendo neutrale tra le due posizioni.
Arrigoni, invece, che tra le altre cose non portava con sé armi o esplosivi, ma solo il proprio corpo e la propria umanità, avrebbe dovuto essere neutrale e raccontare anche la versione ufficiale di Israele.
Il filmato è un documento unico. Il Comune di Sasso porta, volente o nolente, la responsabilità di esserne depositario. Anche solo queste considerazioni - senza cioè tenere presente che si tratta di una testimonianza del lavoro di un uomo morto da pacifista per la pace e che largamente spiega i motivi per cui è morto - avrebbero motivato, in un paese civile, di fronte a persone civili, la visione del filmato. L'oscurantismo e la furia censoria rispetto le versioni sgradite al padrone del vapore, dal sapore tanto medioevale, portano a non riconoscere nemmeno il valore storiografico di quel documento. Ma si sa, le uniche voci ascoltate devono essere quelle della propaganda di regime. Nemmeno importa se per chiudere la bocca alla parte "avversa" si fa la figura degli ignoranti.
Appare poi assolutamente ridicolo accusare altri di utilizzare la vicenda per farne polemica politica, quando il primo a polemizzare è stato proprio Lei.
A me rimane l'amarezza di non aver potuto ricordare come meritava un vero eroe, morto senza armi, mentre cercava di portare conforto alle persone e non mentre difendeva, sparando, l'interesse di qualche parte occupante, si tratti di pozzi petroliferi, come in Libia o Iraq, o di oleodotti, come in Afghanistan.
Pierpaolo Lanzarini

p.s.: Vittorio è stato sicuramente un eroe.
Per alcuni dei presenti in sala, probabilmente, gli eroi si chiamano Mangano, Dell'Utri, Mills,... Difficile reggere il confronto.

Dante Franchi ha detto...

Caro Cesare, la tua teoria che vorrebbe tutti colpevoli allo stesso modo mi lascia alquanto perplesso.
Non mi pare che si faccia un servizio ne alla giustizia ne tanto meno alla verità nel mettere sullo stesso piano vittime ed aggressori, prendendo a pretesto il fatto che a un certo punto anche il naturale istinto di sopravvivenza induce chiunque alla legittima difesa.
Mi pare che le innumerevoli risoluzioni di censura e di condanna dell'ONU verso Israele ne rappresentino una chiara testimonianza, per quanto nessuno però si sia mai peritato di pretenderne il rispetto come invece si fa in altri casi.
Strabismo? Mistificazione della realtà favorita proprio da questa assurda equiparazione?

Cesare Zecca ha detto...

Un analisi attenta della sequenza di atti (e crimini!) è sicuramente d'aiuto.
Ma dopo 70 anni nei quali ciascuna delle due parti ha fatto di tutto per cercare di prevaricare sull'altra, dopo decine di migliaia di violenze reciproche, si potrebbe tracciare una ipotetica linea, di qui i buoni e di là i cattivi?
Si potrebbe regredire ai primi acquisti di terreni da parte degli immigrati ebrei, ben concessi dai primi palestinesi.
Qualcuno potrebbe obiettare che gli immigrati ebrei scappavano da altre parti e che quindi l'analisi dovrebbe andare un po' più indietro nel tempo. Qualcun'altro potrebbe osservare alcune critiche sul protettorato britannico. Qualcuno alzerebbe la mano e inizierebbe a parlare che il problema è anteriore, l'impero turco e come per secoli furono trattati questi e quelli contro questi altri e quegli altri.
Insomma, ciò che dico è che non so quante energie sarebbe sensato mettere nel scoprire di chi è la colpa, questa orrenda parola la uso proprio perché da il senso qui.
Ora, 2011, come pensiamo di provare a risolvere il problema con scienza e conoscenza?
I fisici utilizzano il metodo delle condizioni al contorno per studiare un sistema.
Allora, considerato che ora gran parte della esasperata violenza ha ragioni sistemiche (biologia, storia, antropologia ed etologia gridano ciò che noi ci ostiniamo a rifiutare, considerando tutto solo dal punto di vista sociopolitico) ovvero che ci sono due popolazioni in esplosione demografica (i palestinesi per nascite scellerate per donna, Israele per immigrazioni continua di ebrei spesso ultraintolleranti che spesso fuggono da altri posti dove hanno subito le peggiori angherie e violenze per secoli e che le vogliono restituire ben maggiorate con interessi), stipate come sardine in pochi chilometri quadrati, facciamo come i fisici.
Come si comporterebbe il sistema se ci fossero invece che milioni di palestinesi e milioni di israeliani diciamo 10000 palestinesi e 10000 ebrei?
Bene, questa è già storia e quando ciò successe i due gruppi vivevano abbastanza in accordo.
Poi è iniziata la dinamica sociologica (poiché si diventa coscienti di ciò diventa una strategia) tipica delle immigrazioni. Piglio una cosa qui, piglio una cosa lì, aumento di numero, poi creo delle colonie o zone "pure", inizio a essere più forte qui e inizio a fare violenza sugli indigeni ovvero sulla popolazione palestinese, facci più figli possibile per diventare più di te e metterti sotto prima ed eliminarti poi, ti espello di qui, ti demolisco di là...

(...)

Cesare Zecca ha detto...

(...)
Le risoluzioni ONU.
Già.
Le politiche di sfruttamento, la logica del chi più forte è giusto fatte ordine mondiale.
Ci sarebbero da raccontare migliaia di strabismi ONU, casi del tutto simili in ingiustizia e per gravità delle violenze e dei soprusi commessi che hanno portato e portano a risposte grottescamente diverse.
Le condanne sono state contro Israele (anche se non so quante volte il termine appropriato di terrorismo di stato sia stata utilizzato) e contro le attività terroristiche di risposta.
Ma cosa è terrorismo? cosa è resistenza? C'è una guerra giusta? una sbagliata?
Lo sappiamo tutti vero che nell'etica di Thanatos, della guerra, non valgono né i metodi né la dinamica dei luoghi geograficamento e/o temporalmente pacifici. In guerra vale il Mors tua vita mea, il gioco a somma zero (anzi, alcuni sostengono che sia a somma negativa) non quello a somma positiva.

Se un suicida palestinese si fa esplodere su un autobus è terrorismo. Nella logica comune è abbastanza acclarato. E se un bulldozer israeliano abbatte una casa di contadini palestinesi con dentro della povere gente che viene maciullata dai cingoli quello non è terrorismo? Quante volte abbiamo sentito sui mezzi di comunicazione di questi atti di violenza “edilizia” spaventosa come terrorismo, come sono efficacemente di fatto?
Insomma, la logica della guerra fatta per "per bene" e del terrorismo brutto cattivo è del tutto opinabile e discutibile.
Vogliamo per una volta analizzare le cause del collasso, come osserva Jared Diamond, come hanno studiato e ricercato Aurelio Peccei e Daniela Maedows, le cause sistemiche assolutamente prevedili (in biologia sono perfino riproducibili sperimentalmente) di un sistema in cui il tumore accrescitivo manifesta via via più le sue dinamiche aggressive e di morte e distruzione fino arrivare alla propria fine per distruzione totale?

La prima cosa da fare è destinare la massima energia e intelligenza a capire come risolvere il problema, anche se io ritengo che così tardi, che le condizioni siano così degradate in Palestina-Israele (e in molte aree del mondo, si potrebbero fare interessanti confronti con l'allucinante degrado eco-socio-politico-culturare dell'area partenopea che peggiora velocemente di mese in mese, altro laboratorio di patologia_definitiva Homo, come, ancora, l'insostenibile carico antropico in Egitto e in Grecia e il folle deficit ecologico di quei due paesi) e in quotidiano celere peggioramento che sia irrealistico pensare ad una terapia che abbia qualche possibilità di successo.

Non è strabismo ma guardare in avanti.
Le società possono scegliere se vivere o morire.
Occhio quindi a svenarsi in discussioni se è colpa del comandante o del vice o dell'ufficiale timoniere. Il bastimento imbarca acqua sempre più acqua.