
“ Le mie dimissioni non sono assolutamente in agenda e non ci penso minimamente. Non verranno neppure prese in esame.”
Il sindaco di Vergato Sandra Focci (nella foto) risponde così, con sicurezza thatcheriana, alla domanda se darà seguito alla richiesta di ‘farsi da parte’ formulata, in una interrogazione, dal gruppo consigliare di minoranza ‘Nuova Vergato’.
“Le dimissioni mi vengono richieste da ormai sette anni,” aggiunge poi quasi a rimarcare che la richiesta di abbandonare la poltrona di primo cittadino è divenuta un ‘ritornello’ ormai abusato e che dovrebbero essere i richiedenti a ‘cambiare disco’. “E poi come si fa a chiedere le dimissioni del sindaco con un consenso popolare al 17 %?,” ha voluto poi provocatoriamente precisare , come dire ‘ne hanno ancora questi da pedalare per raggiungere una rappresentanza che consenta di avere la forza di incidere sulla organizzazione comunale’.
All’origine della richiesta di dimissioni del gruppo consigliare di minoranza vi era l’esito della verifica legale sull’operato dell’ex capoufficio tecnico del Comune di Vergato Ivano Nanni. Il pronunciamento del giudice amministrativo ha addebitato al geometra un quarto di responsabilità e la verifica penale ha assolto il tecnico. L’innocenza di Nanni ha ‘passato la palla al Comune’ e ha dato voce e spazio ai contrari dell’attuale amministrazione guidata appunto da Sandra Focci, che attendono ora la risposta ufficiale all’interrogazione.
“Rispetterò il regolamento comunale che concede trenta giorni per dare la risposta. Questa avrà poi ampia diffusione e sarà messa a disposizione dei ‘media’. Le dimissioni sono comunque da escludere”, ha concluso.
Tutto rimandato quindi alla ufficializzazione della risposta del sindaco.
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